Realtà alternative

SurrealeC’era una volta una ragazza, il suo nome era Frescuri e il suo cognome Elisa. Aveva ventidue anni ma non sapeva ancora fare le capriole con i gomiti. Era una ragazza semplice, carina, non tutta questa gran bellezza ma passabile, portava i capelli corti fino alla nuca e amava passare ore e ore a farsi le trecce. Di solito usciva di casa con un paio di ballerine viola perché la slanciavano con il loro tacco dodici, in effetti era un po’ bassina, tanto che da seduta sfiorava con la testa il soffitto della sua camera.
Era una bella serata estiva quando alle 15:00 Frescuri decise che era giunto il momento di spalare la neve dal vialetto perché continuava a cadere bloccando l’ingresso. Nel cortile faceva capolino un pupazzo di neve grassottello decorato con manghi e papaie ma purtroppo non era ben visibile a causa dell’ombra di un ciliegio appena fiorito.
Stava proprio per uscire fuori con secchiello e paletta , avvolta dal suo bikini , pronta a spalare la neve, quando improvvisamente qualcuno suonò alla finestra. Frescuri, colta di sorpresa, si volse verso i suoi due più fidati amici, il cane e il gatto, chiedendo loro se fosso opportuno andare ad aprire a quell’ora tarda di notte.
Il cane rispose con il suo solito miagolio indifferente e il gatto si limitò a gracidare dicendo che non era affar suo e doveva giusto assentarsi un attimo per controllare la lievitazione del pane. Quando questi si allontanò, Frescuri decise di vedere chi fosse mai lo strano visitatore che stava continuando a suonare il campanello (senza averlo nemmeno accordato!). Per essere più presentabile si mise un tocco di maionese nelle guance e qualche goccia di profumo sotto le ginocchia.
La ragazza rimase però delusa nel vedere che fuori dalla finestra c’era soltanto un tizio dall’aria anonima, un venditore porta a porta. Ma l’educazione imponeva di far entrare ogni visitatore, al limite tutto si sarebbe concluso con un -no, grazie, non mi interessa.-
Il tipo si fece avanti sfoderando un bel sorriso e poi rimettendolo in tasca, infine disse:
-salve, permette? Le interesserebbe provare la nostra linea di lattine per bambini di succo?-
Frescuri socchiuse gli occhi con rassegnazione e poi esclamò:
–no grazie, non ho bambini di succo … e nemmeno bambini di carne, proprio nessun bambino in generale, perché sono vergine, anche se mia nonna era sagittario-
Il povero ambulante dovette fare marcia indietro, mise la freccia a destra e se ne andò deambulando. Era l’ennesima vendita sfumata, nulla di fatto, i suoi colleghi lo avrebbero tempestato di insulti anche se non era consentito portare ombrelli in ufficio. Senza trovare alcuna consolazione attraversò la strada con le mani tra i capelli e con i piedi tra le costole.
-oh che rottura! Mi cercano solo i venditori, mai nessuno che venga qui per comprare qualcosa. Adesso mi è passata la voglia di spalare la neve. Ci starebbe bene una granita….- detto questo la ragazza si richiuse la porta alle spalle (e loro ci rimasero male) poi si diresse in cucina controllando i preparativi per la colazione. Quella sera non sarebbe andata a lavoro, le costava molta fatica fare il suo mestiere e l’unica consolazione era il congedo per anzianità che avrebbe ottenuto l’anno seguente, nel frattempo poteva solo godersi la sua libertà di donna single tra le braccia di suo marito.
Il gatto stava ancora controllando la lievitazione del pane quando il bollitore emise un fischio acuto: il tè era pronto. Frescuri aprì il frigorifero e ne estrasse la teiera.
-speriamo non sia bollente!- disse sedendosi.

Cosa succede nel prossimo capitolo? Questa è la scelta più importantesi perché da qui si vedrà l'andamento di tutto il resto della storia.

  • Assistiamo alla stessa scena ma in chiave drammatica (36%)
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  • Il tè sa di tappo, meglio sedersi sulla TV e guardare il divano (36%)
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  • Il tè sta bollendo e Frescuri butta la pasta (27%)
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67 Commenti

  • No, cioè: COSTOSA signora Elisa Frescuri è fantastico. Io apprezzo i contrari (essendone un esemplare vivente, da buona azzagaR), perciò ho votato perché vada con Teatro da Bellini.
    Parafrasando: bellino proprio. Sì.

  • Ho scelto il tè, perché lo stavo sgranocchiando proprio ora e ho pensato che fosse una brutta opzione. Mi piace la Frescuri perchè è coerente nel suo essere al contrario. Ora basta, altrimenti mi si riscalda il tè.

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