Un bicchiere è troppo, due sono pochi

Dove eravamo rimasti?

Cara Lea M, sarà un nuovo inizio per te? Lea M inizia subito a cercare una stanza in affitto con altri inquilini mancati (64%)

Il segreto di Lea M

Due bocce di vetro riempite a fiori secchi, una tv degli anni ’90, un divano a due posti –che un tempo doveva essere stato bianco. Poi un ampio tappetino da bagno, che all’occorrenza era diventato un tappeto da salotto.

-Il Design italiano si è appena rivoltato nella tomba- disse Lea M ad alta voce, in italiano.

La gialla signora olandese fece finta di non sentire, e chiese se le piacesse la casa.

-Una favola, signora! Prendo la stanza.

Caparra, contratto, primo mese d’affitto e Lea M era in casa. Non le piaceva l’idea di stare da Ruggiero. Era il suo momento, non poteva permettersi di fare le cose a metà: un taglio netto ai ponti. E poi basta con questa gente che fa sempre le stesse domande: gli stessi ruoli, gli stessi panni. Dopo l’ultimo riavvicinamento a Venezia, inoltre, sapeva bene che si doveva guardare bene le spalle (in tutti i sensi): per non fare il solito casino, la solita soap opera in cui piange sempre la stessa persona: lei.

C’erano due stanze, oltre la sua. Gli inquilini erano altri due ragazzi italiani, le aveva raccontato la signora gialla. Due adorabili giovanotti italiani. Erano entrambi via per il fine settimana. Lea M si svaccò sul divano. Guardò la pioggia sul vetro della finestra. Alcuni passanti guardavano lei.

Lea M, la piccola perla mediterranea in mezzo ai ghiacci del grande Nord, guardava il mondo come da dentro una cabina telefonica. Un flash e capì di essere lì per davvero. Di fronte all’anonimato delle strade e dei volti, i problemi che la inquietavano le sembrarono così piccoli. L’indifferenza la fece sentire quasi… libera. E leggera. Insignificante.

Con una coperta si rannicchiò sul divano. Ripensò ai divani di casa, ai cortili dell’università, ripensò a lui. Aveva messo via tutto, convinta di aver sepolto e dimenticato. Come se il suo sguardo blu, come se le risposte mancate potessero essere dimenticate. I segni invisibili che portava addosso, in questo momento,

facevano male, tutti insieme.

Lea M non era una di quelle dal passato torbido e pieno di segreti, anzi: Lea M era completamente annoiata dai misteri. Diffidava da chi si circondava da mistero, convinta com’era che chi nasconde qualcosa, in realtà, non ha niente da nascondere e chi ostenta non ha niente da mostrare. Lea M però non era neanche quei grandi eroi epici con la faccia di bronzo, che sostengono sempre lo sguardo. Lei faceva parte di quella categoria di persone costanti, sempre abbastanza simili a se stessi. No alarms and no surprises. La pazzia più grande che aveva fatto era essere lì, ad Amsterdam. E aver rubato il gatto ai vicini (ma dopo un pomeriggio lo aveva liberato).

Che atroce dubbio all’improvviso. Aveva forse lasciato che fossero gli altri a scegliere per lei? Aveva preso e si era lasciata prendere, senza giocarsi mai nemmeno un asso? Non ne era capace, pensava, aveva sempre creduto di non averne la stoffa.

Quanto tempo perso. Lei che non si era mai arrabbiata, lei che era così accomodante. E mentre gli altri si erano accomodati, lei era rimasta in piedi.

Con il cellulare in mano, sfogliava la rubrica. Eccolo, quel numero. Riaprì i messaggi, li lesse, sparsi.

Passi. La chiave girò nella serratura. Era il primo dei coinquilini.

Chi si trova Lea M in casa?

  • Fabio, il donnaiolo mancato (21%)
    21
  • Antonio, il musicista assoluto (29%)
    29
  • Flavia, la borghese mancata (50%)
    50
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106 Commenti

  • Lea M inizia a cercare casa, così ci godiamo la visione di qualche coinquilino mancato.

    Il fisico mancato è un altro bellissimo personaggio che si aggiunge alla tua schiera. L’insofferenza nei confronti dell’indivisibilità degli ovetti kinder per due è adorabile. E lo sguardo costante sulle stelle piacevolissimo.

  • E poi sto per andare a letto ma esce un nuovo episodio… e non posso non leggerlo perché è come chiaccherare con te davanti ad una tisana scoprendo un angolo di verità.
    Se si parte per un viaggio… bisogna sempre avere il coraggio di andare avanti… nuove conoscenze. .. nuove strade .. nuove vite… forza Lea M.

  • Fantastico! qui sono tutti mancati, e io rischiavo di essere un lettore mancato di questa storia. Per fortuna ho recuperato i 4 capitoli in un lampo!
    Brava Tralla, dopo le avventure in Barcellona ora si continua in giro per l’europa.
    Fermiamoci a Parigi!

  • Sicuramente Daniela La Milanese aggiungerebbe imprevedibilità alla storia!
    Anche se il buon rouge, spensierato e viaggiatore, meriterebbe di essere ulteriormente esplorato.. e poi chissà cosa potrebbe succedere tra Lea M e Rouge nel Paese delle perdizioni

  • Bello questo episodio e il folle amico… Mi piacciono molto i personaggi della tua storia, così veritieri e surreali insieme! 🙂 forse te l’avevo già detto, in tal caso scusami! Però è perché lo penso tutte le volte!
    Non so cosa votare. Ma credo opterò per la cuoca mancata!

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