Vai Afio, illuminaci con la tua scrittura!

Il capolavoroCazzo in culo non fa figli ma fa male se lo pigli! Noblisse oblige, dopotutto. Ancheper Giulia la mia ragazza, troppo poco mia per via di una distanza assillante, almeno per me. Non che la rara sodomia ci avvicini, ma almeno l’illusione la crea.
Certo avido come sono, vorrei buttarmi altrove con altre, siccome c’ho la predisposizione dell’infedele, potrei tentare. Ma con chi? Per me la conquista è un serio dispiacere, e poi con tutto quello che ho passato per avere la Giulia, i suoi continui tentennamenti, i suoi no, ripetuti e stanchi, talmente tanto che sentivo in qualche modo di poterla avere e di poterle appartenere. L’amore è un dolce sogno, purtroppo destinato a durare.

Non sia cattivo gentile lettore, ma anche voi consentitemi, una certa cattiveria nel descrivere la “Mia” Giulia. Un cesso totale, totalmente racchia da far rabbrividire un orangotango, con rispetto per il mammifero. Poi dico io fosse una donna, almeno alta slanciata, con un suo portamento, una sua dignità. Un maschio, totale, pantalonacci da mercato, giubottino sempre quello, fuxia sbiadito e altre amenità. E poi, pure nana.

La mia, dopotutto, non è una triste vita, tolto fidanzata, famiglia, amici, lavoro assente. Un altro al posto mio si sarebbe suicidato, io no. Perché so che le cose cambieranno. Io sono uno scrittore, o meglio io sono il più grande scrittore.
Con questo non voglio sminuire Flaubert o Melville, ma io sono davvero un grande scrittore. Senza dubbio il migliore della mia generazione. Lo so ci credo solo io, gli amici mi sfottono, i miei genitori amorevolmente mi intimano di trovarmi un lavoro altrimenti mi cacciano di casa a calci nel culo e la mia fidanzata mi dice che scrivo stronzate, ma lei non fa testo, è stupida. Come tutte le ragazze del resto, bisogna dirlo.
Io lo so che la fuori, c’è qualcuno che mi reclama, qualcuno che con voglia indomita, assetato di sapere e di piacere, brama di leggere la mia opera, qualcuno che con le lacrime agli occhi, festosi, incoraggianti, mi corre incontro e mi dice.
“Vai Alfio, illuminaci con la tua scrittura!”
Cosa scrivo? Beh caro lettore, non importa, io scrivo, ovvero io sono. Il resto non conta. La trama per me è un pretesto, per innalzare la lingua comune, cosi inquinata da questa orripilante massa parlante, portandola ad un trionfo di luci, suoni, colori,emozioni.
Io prendo la lingua del mercato e la trasformo in letteratura. Praticamente sono un genio. Il significante domina il significato. Perché lo istituzionalizzo di un grande valore estetico. Questo purtroppo ancora non mi viene riconosciuto, ma le cose cambieranno.

“Alfio, facci vivere eterne emozioni. Illuminaci con il tuo linguaggio, domina il pastore, il contadino, tu che puoi, eleva la contadina a lavandaia, si lavandaia”
Sento le voci del mio pubblico, che mi reclama, io devo scrivere una storia e lo farò, il mondo lo vuole, io scrivo per il mondo, per renderlo eterna letteratura.
Comincio. Prendo un quaderno. Scrivo. Ecco.

“Io sono il genio, il genio sono io, quindi mi illumino di genio, ed essendo io in persona, risparmio sulla bolletta, sicchè fornitore di genialita, animo la..”

Ma chi mi interrompe? Chi suona alla porta, chi osa! Mamma, papà andate, ad aprire a questo vergognoso che osa interrompere la stesura del mio capolavoro. Dove siete? Dove siete?

Vado. Chi può essere? Voglio vedere in faccia, questo tale immondo.

Secondo voi, chi ha osato interrompere il genio?

  • L'amico sfigato Palmiro (0%)
    0
  • Il postino (25%)
    25
  • La fidanzata racchia (75%)
    75
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