Arcadia

Dove eravamo rimasti?

Continuiamo con i personaggi della storia. A questo punto chi introduciamo? Federico Lancia (55%)

Vent’anni domaniNel cortiletto dietro la finestra donne in vestaglie colorate stendono gli ultimi panni della giornata.
Federico, mani dietro la nuca, sembra guardare un qualche dettaglio della scena. Tra qualche minuto la madre busserà alla porta della stanza, aprirà la porta con in mano la tazzina del caffè, la poggerà sulla scrivania cercando un varco nel disordine di carte, libri e cavi. Carezzerà con amore la testa reclinata sulla poltroncina dell’Ikea, augurando la buona notte e raccomanderà di non fare tardi.
“E ricordati di passare dallo studio domani. Il dottore ci tiene a farti gli auguri.”
Vent’anni, domani. Né pochi né molti, ma abbastanza per essere già un promettente personaggio del panorama universitario palermitano e non solo. L’informatica sembra averla nel sangue Federico; da sempre è a suo agio tra codici e linguaggi evoluti. E domani passerà dal dottore a salutare: sorride perché è da sempre che aspetta questo giorno, ma ora che è così prossimo sente che vorrebbe ancora del tempo. In fondo potrebbe concederselo; lui saprebbe esattamente come fare. Due righe di codice, un compilatore ed il gioco sarebbe fatto. Si potrebbe, sì! Ma non avrebbe senso dopo tutti questi anni passati a preparare i sui vent’anni. No! Va bene così.
L’aria della sera è ancora piacevole ed il Cassaro è frequentato da piccoli gruppi di turisti che non si curano di Francesco. Perché dovrebbero in fondo! Tutti tranne i due che approfittando dell’ombra dei vicoli seguono il suo cammino verso porta Felice. Non percorrono la strada principale Wed ed il dottore. Osservano il segnale di posizione di Francesco in silenzio, procedendo sul selciato sconnesso di Via del Celso. In effetti il silenzio è solo per i pochissimi pedoni che incontrano, perché loro due continuano incessantemente a parlare del problema dell’account. Lo Cascio è scettico, ma Wed è sicuro che in quello che è accaduto al seminario di oggi deve esserci lo zampino di Francesco. Ha controllato e ricontrollato il logfile e lui non ha sbagliato connessioni. Il flusso di dati arrivava dall’aula e Francesco era lì.
Il ragazzo intanto ha superato i quattro Canti, mentre loro entrano nella piazzetta Parlatoio. Poi il segnale di posizione si affievolisce fino a scomparire. Silenzio e attesa inutile. Edgard si manifesta ad entrambi scuotendo la testa.
“Non ho idea che sia successo, ma è scomparso”
“Dove?” – sillabarono entrambi.
“L’ultima posizione rilevata è davanti San Matteo, poi il nulla”
“Andiamo!”
In due minuti sono li. Ad attenderli un omino stempiato davanti agli scalini dell’ingresso chiuso: è un bot di supporto. Il daemon riappare con aria perplessa.
“Eddy, ma non può essere scomparso nel nulla! C’è una qualche zona d’ombra?”
“No Wed è tutto illuminato”
Due zanzare ronzano attorno al testone del Lo Cascio che subito le indica divertito a Wed.
“Un malfunzionamento?”
“Può essere!”
“Andiamo verso mare Wed?”
“Sì, se lo troviamo per strada proviamo una riparazione.”
Dietro la figura dell’omino stempiato – nel quale adesso si è installato il daemon – Wed e Lo Cascio camminano ora spediti. All’incrocio con via Roma il dottore si gira verso l’ingresso della chiesa. Sorride.
“A domani Francesco”.
A domani pensa il ragazzo mentre percorre lo stretto Qanat. L’altro uomo lo precede con la torcia tra le due pareti umide scavate nella calcarenite. Nessuno di Arcadia può scendere in questo mondo sotterraneo. Solo i bot hanno autonomia per seguirlo e questo lui lo sa. Certo per loro è rischioso, perché lo schermo della roccia blocca il segnale di controllo, ed allora è facile vedere che non sono altro che un ammasso di ferraglia su rotelle. Niente di orripilante per carità; lui sono anni che li può vedere per come sono.
Il cunicolo finisce in un antro spazioso. Dal tetto trasuda acqua che bagna le radici di un albero, pendenti dalla volta. C’è folla questa sera; il tempo è quasi arrivato abche se loro non lo sanno per fortuna. Pensano sia solo un gioco di ruolo, ma Francesco è vent’anni che si prepara.
Ed ora è pronto.

Ed ora vediamo che accade nel prossimo episodio?

  • No! Niente Maria, racconta delle zanzare! (17%)
    17
  • No! Niente Maria, andiamo in giro nel sottosuolo per capire che succede! (67%)
    67
  • Ora basta, parliamo di Maria! (17%)
    17
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