Arcadia

Dove eravamo rimasti?

Per ora non possiamo saperne di più su Federico e la sua missione, ma possiamo comprendere: Cosa è realmente Arcadia? (63%)

Di Arcadia ed altre cose

«Ciao mamma!»
«Wed ciao! Cosa succede non riesci a dormire?»
«No mamma dormo, ho programmato una fase REM»
«Quindi sono solo un sogno! Dimmi comunque»
«Vorrei fare due passi»
«Basta lanciare un bot…»
«No, no. Intendevo dire con le mie gambe»
«Wed le tue gambe sono morte, come il tuo corpo. Sepolto da secoli è tornato alla terra. Ma tu vivi grazie ad Arcadia»
«Vivo? Io al massimo penso. Io sono un cervello espiantato e portato in questa scatola di metallo. Sono la periferica intelligente di un computer…»
«…tu governi quel computer, se non fosse per il bug tu…»
Il sogno si interruppe di colpo, Wed tornò in attività:
“Se non fosse per il bug cosa?” – pensò – “prima di Arcadia l’inferno non c’era, ora era lì in orbita, chi lo aveva collocato nelle viscere della terra si era sbagliato, bisognava alzare gli occhi perché era in alto, nel freddo dello spazio. Un inferno popolato di piccole scatole metalliche, dentro le quali cervelli cresciuti sulla terra ed espiantati dai loro corpi, cercavano la soluzione al bug.”
In un attimo Wed ripercorse quello che sapeva di Arcadia: era nata quasi per caso come un esperimento neurologico sui topi. In uno dei laboratori di Area 51 qualcuno riuscì a connettere il cervello del roditore ad un sistema di stimolazione sensoriale elettronico. In dieci anni si comprese che era possibile connettersi alla sua rete nervosa quasi completamente, sino a riuscire nell’impresa di tenerlo in vita come se facesse ancora parte di un corpo. Incidentalmente dopo alcuni anni di prove e perfezionamenti ci si accorse che alcune tecniche genetiche permettevano di riparare i danni del tempo. Decine di cervelli di roditori piano piano stavano guadagnando l’immortalità, due di loro dopo centinaia di anni erano ancora in una delle sale di Arcadia, ancora integri e sotto osservazione. E così iniziò la sperimentazione sugli uomini. Il sogno di Faust, l’eterna giovinezza per il genere umano stava per diventare realtà.
Wed sorrise pensando al significato di quella parola: avevano più che altro realizzato l’inferno appunto ed il patto con il diavolo, ma gli esperimenti mostrarono subito che non era tutto semplice. Nonostante le avanzate conoscenze scientifiche si comprese che solo alcuni soggetti potevano essere sottoposti al trattamento, così iniziò l’uso di quelli che dovevano diventare i filtri neuronici. Bisognava cercare queste configurazioni analizzando l’attività cerebrale e così tramite vaccini e farmaci gli umani furono colonizzati da questi sistemi miniaturizzati. Fu un successo incredibile, le sequenze genomiche corrette furono individuate e si iniziò la selezione con esiti inattesi. Ma presto si verificò che il genoma non era tutto, ci voleva altro: l’ambiente, la cultura, la vita insomma, modificava nel tempo e nello spazio la sequenza favorevole. L’esperimento dei gemelli fu esplicativo: generati dallo stesso esatto genoma, mostravano adattamenti alla tecnica diversi se fatti crescere in paesi differenti e peggio, i loro cloni prodotti a vent’anni di distanza e fatti crescere nei medesimi posti mostravano risultati opposti. La comunità scientifica era quasi arresa, l’unico modo per sapere il risultato della procedura era attenderlo, ma tutto ciò era troppo pericoloso e quasi inutile. In più i cloni, se accresciuti in laboratorio terminavano bruscamente la loro attività cerebrale quasi senza motivo.
L’idea ed il bug si manifestarono quasi in contemporanea. Dai primi espianti positivi erano passati circa cinquecento anni ed uno ad uno quei cervelli più antichi mostravano una progressiva riduzione dell’attività cerebrale sino a spegnersi.
La ricerca affannosa riusciva solo a minimizzare i tempi di questo decadimento che passarono da anni, a mesi, a giorni. Come per Ada, una delle più brillanti menti di Arcadia, quella che ebbe l’idea del blocco temporale. La sua attività rimase perfetta sino ad alcune ore prima della fine. Aveva però visto implementata la sua idea: i filtri neuronali avrebbero con pazienza ricreato costantemente ambienti controllati e ripetitivi. Una rete informatica sociale avrebbe controllato che niente sfuggisse a quel controllo, mentre gran parte di quel passato veniva cancellato dalla storia e dalla memoria degli uomini sulla terra. Stabilito il periodo storico da replicare, le sequenze genetiche giuste furono isolate ed il sistema cominciò realmente a funzionare. Ogni tanto sulla terra qualcuno pensava di ricordare un UFO, una esperienza mistica, qualcosa di connesso al passato di Arcadia. La base fu trasferita in orbita e la tecnologia sulla terra fu artificialmente regredita di centinaia di anni.

Wed non aveva più sonno.
Francesco guardava il soffitto e pensava che Wed non sapeva tutto del suo passato. Non sapeva cosa altro stava studiando Ada.
Il dottore Lo Cascio dormiva, sognava un donna, un bambino e gli ultimi momenti di Ada. E nel sogno piangeva.

Come promesso a Tammy la conferenza è http://catenomarco.wordpress.com/2014/02/10/arcadia-extra-la-conferenza/ ma adesso?

  • Wed non risolverà nulla, ma la cattura di Federico verrà tentata lo stesso (16%)
    16
  • Wed risolverà il problema del server e scoprirà qualcosa. (26%)
    26
  • Entreremo un attimo nello studio del dottore per capire che succede. (58%)
    58
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139 Commenti

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