Ci vediamo in tribunale

Dove eravamo rimasti?

e adesso manca soltanto un passo alla fine: volete leggere.. di quello che noi vogliamo proporvi (nella speranza ci lasciate nuovamente carta bianca!) (55%)

Mai mettersi contro un avvocato, meglio..

Le comprai un anello, quasi subito.

Sono uno che sa quello che vuole e quando lo stringe tra le dita, se lo tiene stretto più che può. Così le chiesi di sposarmi.

Era un piovoso giorno di primavera e lo feci proprio in quella corsia del supermercato che ci ha fatto incontrare.

«Sei sfrontato, Harrison. Troppo sicuro di te» sorrise.

 «Ma avvocato Shepard in tribunale mi hai aiutato a fare giustizia, ora ti chiedo di far parte della mia vita perché, senza te, non avrebbe lo stesso sapore» sentenziai infilandole l’anello al dito.

«La tua famiglia mi odia…» mormorò.

La presi tra le braccia, baciandola con dolcezza.

«Sposami e sarai tu la mia famiglia» le promisi.

Ha fatto sì che glielo domandassi almeno altre quattordici volte. Ed ora che, a tre ore dal matrimonio, lei dorme tranquilla tra le mie lenzuola, posso dire che avrei continuato fino a toccare la centesima!

La sua schiena pallida, il suo profumo tra le dita… e quel fuoco dentro che, ne sono convinto, solo lei è stata in grado di domare. Sorrido, ricordando ieri sera. Entrambi impegnati in probabili feste di addio alla vita da single, ci siamo cercati.

«Se c’è una persona con cui voglio dire addio alla vecchia me beh.. quella sei tu» mi disse per messaggio.

«A casa mia, tra venti minuti, avvocato, credo io abbia di che discutere con lei ” le scrissi.

I nostri corpi si sono amati, con la passione che ci contraddistingue. Se c’è una cosa che so è proprio questa: Nessuno fa l’amore come noi.

Stringo il nodo della cravatta e, allo specchio, finalmente, vedo lo Ian che voglio essere: pediatra, amante, amico… marito.

Estraggo dalla tasca della giacca una busta dal ricamo sottile ed elegante.

“Dio solo sa da quanto tempo è che voglio scrivere questo biglietto” penso.

Intimo alla mia stessa mano di scrivere bene, il sudore e il tremolio l’attanagliano già da adesso e io quasi non lo credo possibile. Cosa questa donna sia capace di fare sfugge al mio controllo, non so se temere o amare quel suo sorriso sfrontato. Depongo il biglietto sul cuscino prossimo al suo viso, accanto al bouquet che le ho fatto preparare, la sua immagine sfila già tra i miei pensieri, nel suo vestito bianco di sposa, nel suo splendore.

Scatto una foto, perché questa immagine la voglio per sempre, infilo le fedi nella giacca e chiudo la porta.

“Ian Harrison sarà marito di una donna speciale”

***

Dischiudo le palpebre lentamente, sin ora le ho tenute ben chiuse, ma la verità è che volevo gustarmi un po’ dell’ansia di mio marito senza che lui se ne accorgesse. Non ho dormito poi molto questa notte, saperlo vicino mi ha fatto sentire bene, a casa, eppure non ho potuto fare a meno di pensare a quanto la nostra vita sarà diversa, sempre che essa possa realmente cambiare.

Le sue lenzuola profumano già di noi e il solo pensiero che lui possa condividerle con altre donne mi uccide, sentirlo così convinto da volerlo giurare davanti a Dio mi riempie il cuore di gioia che a momenti piango.

Ripasso mentalmente gli eventi di questi ultimi mesi.

“Mai mettersi contro un avvocato” mi disse quando intimai lui di amare me, me soltanto.

“Cosa credi, è per questo che ho deciso di sposarti, sai quei discorsi che si dicono sul nemico.. che bisogna tenerselo più stretto no?”

Rido di me stessa, proprio di lui dovevo innamorarmi io?

Allungo la mano a prendere il biglietto che gli ho sentito scrivere, sono ad un passo dall’aprirlo che l’irruenza di Josephine mi sorprende. Mi lascio trascinare, anche se malvolentieri, in bagno. Lascio che mi sistemi i capelli, che stenda sul mio viso un delicato strato di trucco.

«Sei bellissima» mi abbraccia non appena indossato l’abito «davvero Leah sei meravigliosa, Ian è un uomo fortunato».

Mi asciugo una lacrima, non è certo il momento di piangere, le tipe come me non piangono, almeno non in pubblico.

Mi porge il bouquet e mi bacia prima di aprire la porta.

«Ti aspetto di sotto, la macchina arriverà a momenti»

«Joy?»

«Sì?»

Apro la mano in segno di richiesta, ma a quanto pare non riesce a capire.

«Voglio le chiavi, lo sai, potrai venire ogni volta che vorrai ma.. ma..»

Mi sorride porgendomele «Oh Leah credimi, è tuo»

Aspetto che esca prima di aprire la busta che contiene il biglietto.

Decisamente la notte più bella della mia vita, è stato bello guardarti dormire questa mattina.. ho deciso che è quello che voglio d’ora in avanti, svegliarmi accanto a te.

Ci vediamo all’altare, avvocato.”

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205 Commenti

  • Bellissimo…l’avevo detto io FIORI D’ARANCIO! Che dire beati loro, e beate voi che scrivete in una maniera assolutamente fantastica. Di libri ne ho letti molti e sinceramente ritrovo in voi lo stesso trasporto e le stesse emozioni che si provano con i Grandi romanzi rosa:’)

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