Colluttorio

Dove eravamo rimasti?

Con cosa dovrà avere a che fare Filandro? Un armadio (60%)

“Senza Legami” significa “Libero”?Arrivai all’angolo in anticipo. 5 minuti, non di più, ma era sempre meglio del canonico “quarto d’ora accademico” che mi accompagnava ormai da tempo immemore.
Mi guardai attorno e non vidi alcun segno del mittente misterioso. Dopotutto era presto. Certo, si trattava di una situazione strana, un incontro di sottecchi che sembrava nascondere qualcosa di losco, lo sapevo bene, ma ero abituato a questo tipo di faccende e non mi scomposi. Preferii adagiarmi con la schiena contro il palazzo più vicino. Cercai di adottare una posa cinematografica stereotipata che mi facesse sembrare meno capitato lì per sbaglio. Se fossi fumatore mi sarei acceso una sigaretta, invece cominciai a roteare un quarter tra le dita finché non mi cadde tintinnando.
Sono un incapace anche in questo, pensai sconfortato.
Non lo vidi arrivare. O forse mi accorsi vagamente della sua presenza, ma non lo riconobbi affatto: era troppo cambiato dall’ultima volta che l’avevo visto. Allora aveva undici anni, era praticamente un bambino, quel giorno invece si avvicinava a me un uomo fatto e finito, alto due metri abbondanti e ben oltre il quintale di peso. Un VERO ARMADIO.
Mi apostrofò mentre ero chinato a raccogliere la mia moneta.
– Ehi Fil!
– Alex…?
Ero esterrefatto. Alex è il mio fratellino, abbiamo undici anni di differenza e tante, troppe, altre differenze che non mi va di enumerare. L’avevo salutato un giorno con l’idea di non vederlo mai più e invece me lo trovavo lì davanti per chissà quale ragione. La curiosità mi torturava mentre cominciò a parlare:
– Lo so che è tanto che abbiamo rotto i rapporti, ma sai che giorno è oggi?
– Suppongo oggi sia oggi..
– Fil, non nasconderti con queste sentenze da quattro soldi. Oggi, proprio oggi sono passati dieci anni! Dieci anni in cui tu non hai dato notizie di te a nessuno: mai un messaggio, una lettera, NIENTE! Hai idea di quanto ci sia voluto a rintracciarti?
– Non mi interessa. Anzi, ti dirò, più tempo ci hai impiegato più io mi sentirò lusingato.
Alex scosse la testa deluso, abbassò lo sguardo. I capelli scivolarono sulla fronte e gli coprirono delicatamente il viso.
– Non m’importa di quanti anni siano passati, non m’importa dei tuoi sentimenti né dei miei, posso farne a meno! Ho solo chiesto di essere lasciato in pace e ci sono riuscito per dieci anni. Cosa speravi di ottenere venendo a cercarmi con quella tua faccia contrita e i tuoi inutili anniversari del cazzo? Muoiono tutti, Alex! Io riesco a disinteressarmene e dovresti imparare a farlo anche tu! A dirla tutta, è ridicolo che tu a vent’anni suonati non abbia ancora capito che di fatto sei già morto!
Alex, titubante, la voce rotta, continuò imperterrito, mosso da chissà quale idealismo cretino.
– Lo so che abbiamo opinioni diverse, Fil, ma questa cosa è davvero importante. Non sono venuto qui solo per farti la ramanzina, riparare il patetico quadretto famigliare o roba del genere.
– Ah no? E allora cosa cristo ci fai qui?
– Mi… mi hanno dato il contatto di questa tizia, una maga o roba simile. Dice che può farci comunicare coi morti, ma dobbiamo esserci noi due insieme e poi…
Interruppi il suo discorso senza troppi giri di parole.
– Davvero sei così tonto, Alex? Una maga? Ti sembro uno zotico ? Senti, non dirò che mi ha fatto piacere rivederti, non è così. Tornatene da dove sei venuto e lasciami in pace.
Ne avevo abbastanza di quella farsa, mi voltai per andarmene.
– Aspetta, Fil, tieni almeno il biglietto. Ti prego. Nel caso cambiassi idea…
Afferrai scontroso quel dannato biglietto, solo per pietà. Camminai lento ma inesorabile senza voltarmi, per dimostrare a tutti che a me di quel fratello non importava niente, che di niente m’importava niente.

Tornando verso casa mi soffermai ad ammirare il sole tramontare, laggiù c’è Los Angeles, mi dissi. Quello spettacolo mi diede di che riflettere sul Creatore e sui suoi problemi.
Chissà, mi dissi, chissà se i lettori perdoneranno al Creatore di aver dribblato in modo tanto becero la questione dell’armadio…

Dove va Filandro dopo l'incontro col fratello?

  • A cagare. (25%)
    25
  • A casa, come se non fosse accaduto niente di speciale. (25%)
    25
  • Al pub. Si finge impassibile, ma in verità l'incontro col fratello l'ha scosso.. (50%)
    50
Loading ... Loading ...

Categorie

Lascia un commento

18 Commenti

  • Intreccio interessante, sicuramente lontano dalle banalità dei soliti ‘teen-age dramas’.
    L’ introspezione e il tuo riconoscimento con il personaggio rende il racconto più psicologico e soprattutto più vero (e con questo non intendo dire ”realistico”).
    Lo stile è decisamente teatrale, a mio parere conferisce alla storia un tocco di originalità stilistica.
    A metà strada tra la decandenza di un Bucowski e il romanticismo del giovane Werther.
    Vai così, Johnston!

  • È per forza molto più scosso di quanto voglia dare a intendere…

    Mi piace il finale sul tramonto, il creatore e le licenze poetiche. Però la presenza dell’armadio sarebbe stata interessante. 😉

    Ora spero solo che il protagonista non venga spedito alla terza (francesissima) opzione.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi