Eilean

Dove eravamo rimasti?

Voi che ne dite? Eve è stata costretta da Wallace a stare con lui, ricattandola (69%)

Le cose non dette

[Colonna Sonora: Where are we going from here – Blackmore’s Night]

Eve non sembra intenzionata a rispondermi: ha lo sguardo lontano, perso in un punto indefinito fra la pioggia. Vorrei esser capace di comportarmi come ogni poliziotto dovrebbe fare, senza lasciarmi coinvolgere, perché forse le sarei di maggior aiuto e io potrei sapere molto di più di questa storia, ma non ci riesco. Le sfioro una spalla, cautamente, sentendola irrigidirsi sotto al tocco delle mie dita.

– No. Non sono innamorata di lui. Non lo sono mai stata. – è come se il mio gesto le avesse fatto tornare la voce, che pure suona bassa e tremante. Taccio, rispettando le sue pause, i suoi silenzi, con la mano che indugia sulla sua spalla senza posarvisi del tutto ma nemmeno abbandonarla.

– Aveva detto che se non… Se non fossi stata con lui, se la sarebbe presa con François. – mi lancia una breve occhiata – Mio figlio – mormora – Ha sei anni. Suo padre era un poliziotto come te, a Parigi; è morto in un incidente quando io ero incinta. Sono arrivata qui poco prima che François nascesse e Pat, che era amico di mia nonna, mi ha aiutata a crescerlo, mi ha dato la possibilità di provvedere a lui. Non avevo più nessun altro al mondo. I miei sono morti tanto tempo fa, mio fratello non può pensare a me. E Jo, il mio fidanzato, era un orfano. – la lascio parlare e raccolgo i tasselli che man mano lei lascia cadere con quelle parole. Vorrei chiedere, sapere di più, ma non è questo il momento adatto. 

– Pat ha capito che c’era qualcosa che non andava. Non mi ha mai chiesto nulla, ma un giorno si è presentato da me con una brochure di una scuola di Inverness, dove vivono alcuni miei cugini che hanno due figli della stessa età di François. Mi ha detto di mandarlo da loro, per un po’, per farlo ambientare e vedere se potesse piacergli. Mi ha fatto capire che sarebbe stato fatto tutto di modo che nessuno avrebbe scoperto dove fosse. – Eve ha chinato il capo, e sembra vergognarsi di questa storia. – Sono una pessima madre; non ho saputo proteggere mio figlio: sono stata costretta ad allontanarlo, per metterlo al sicuro. Se non fosse stato per Pat… Io non so come avrei fatto. Quando François è partito, abbiamo raccontato a tutti che lo avevo rimandato in Francia, da mio fratello e io ho lasciato Wallace. Non è stato facile, lui ha minacciato di cercare il bambino e di fare del male a entrambi. Pensavo che mi avrebbe uccisa, ma per fortuna Pat era nei paraggi e ha impedito che succedesse. 

Ad ogni elemento che lei aggiunge, il puzzle si fa sempre più comprensibile ai miei occhi: ecco perché Eve è così tanto legata a Pat. Ecco perché percepivo quella sua barriera contro il mondo. Anche se Eve non scende nei particolari, non faccio fatica ad immaginare cosa possa averle fatto Wallace per riuscire a spaventarla così tanto, lei che invece di solito appare così coraggiosa.

– Dopo qualche mese, sei arrivato tu. La sera precedente Pat aveva deciso di andare in cantina; non lo fa quasi mai. Non so cosa abbia fatto esattamente, ma penso che abbia scoperto qualcosa sui traffici di suo nipote e che abbia buttato via la merce che era nascosta lì. So solo che poi è successa quella cosa, l’irruzione di Wallace nel pub e tutto il resto. Ed ora… Anche questo. Se Pat dovesse morire, cosa sarà di me? – la sua voce si spegne in un singhiozzo sommesso. Senza dire altro, la stringo a me e la sento rifugiarsi contro il mio petto, tremando; le accarezzo i capelli, mi chiudo su di lei. Vorrei poterle promettere che non sarà più sola, né lei, né suo figlio e nemmeno Pat; però so che non posso farlo, perché dovrò tornare a Edimburgo, prima o poi.

oOo

È trascorsa una settimana, dalla notte dell’incendio. Grazie a Eve, sono riuscito a raccogliere abbastanza prove per chiamare la squadra ed organizzare il blitz che ha portato all’arresto della banda di Wallace. Nel corso dell’operazione il nipote di Pat si è gettato in mare per fuggire e non è più riemerso; probabilmente è morto affogato e il suo corpo verrà ritrovato su qualche spiaggia, fra un po’. Purtroppo non ho avuto l’autorizzazione a fare le ricerche necessarie a sincerarmi del suo decesso e questo non mi fa stare tranquillo. Confido nel fatto che non sia così stupido da tornare a farsi vedere da queste parti almeno per un po’, nel caso fosse sopravvissuto.

Io devo tornare a casa, al mio lavoro, alla mia vita. 

Davanti alla porta della casa in cui abita Eve, esito. Sono venuto per salutarla, ora che tutto è finito; in questi giorni non siamo più riusciti a stare da soli ed è rimasta, fra noi, quella sottile sensazione di incompiuto. Non sono sicuro che sia questa la cosa giusta da fare: forse dovrei semplicemente andarmene, senza dirle nulla, perché nulla c’è che io possa dire senza che suoni falso, perfino un “Arrivederci” lo sarebbe. 

Sbircio per l’ennesima volta verso la finestra della cucina, l’unica illuminata. Dietro le tende in pizzo bianco posso intuire i movimenti di Eve. 

Vorrei guardarla per ore.

Invece mi volto e me ne vado.

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184 Commenti

  • Tutto sospeso… I finali così fanno desiderare di avere ancora un po’ di storia ma, allo stesso tempo, danno quella sensazione che io amo tanto, di sospensione, appunto, di possibilità. Ogni cosa è ancora nell’aria, tutto può succedere, lui se ne va senza andarsene, perché un filo rosso lo tiene stretto a lei. E ora? Aspettiamo il seguito!

  • Help…Eve, Arthur, Love you till the end, Gerard Butler, Ps I love you… il mio cervello ormai si è messo in viaggio, non lo fermo più! 😀 😀 😀
    Ho una predilezione per i personaggi femminili come Eve, forti e fragili allo stesso tempo… Io spero in un seguito, Arthur non può lasciarla andare così… incrocio le dita 😀

  • A questo punto, suppongo che Eve fosse/sia innamorata di Wallace, spiegherebbe molte cose e tra queste la sua (almeno iniziale) reticenza. Inoltre è una soluzione che mi pare possa ben sposarsi con l’opzione di un finale “amaro”.
    Singolare il particolare dell’anomalia. Ti ho già detto che mi colpisce molto l’attenzione che riservi agli sguardi? Che siano presenti, assenti, negati, intensi o rubati, hanno sempre un peso rilevante… bello! 😀

  • L’istante fra due battiti *.* come fai a scegliere sempre dei titoli così magici?
    Come sono contenta che tu abbia mantenuto il pv di Arthur! In fondo, forse, è l’unico modo per conoscere un tipo così introverso e travagliato, sfaccettato.
    Anche se mi aspetto imprevisti sulla via e pur sapendo che non sarà facile – soprattutto la parte del decollo – da inguaribile romantica, ho votato per il lieto fine .

    • Devo dirti la verità : Ho rubato il titolo allo scritto di una mia amica e collega , Marta Tempra (della quale puoi leggere “La donna di carta” qui su TI ) ; si adattava alla perfezione a quel che volevo esprimere in questo capitolo.
      Grazie, son contenta che ti piaccia anche il resto 🙂

  • Mm… Ero tentata da “Cercherà di avere informazioni da Eve ma senza rivelarle niente” però… rischierebbe davvero di coinvolgerla dopo quello che è successo alla moglie? O.o Non credo, a meno che non sia l’unico modo per impedirle di cacciarsi nei guai da sola.
    Mi è piaciuto molto leggere il capitolo dal pv di Arthur 😀

  • Capitolo densissimo con colpo di scena finale, come sempre leggerti è un vero piacere.
    Penso che Eve al momento sia troppo scossa – l’incendio, la paura, Pat… – per chiedere spiegazioni, per ora si abbandonerà a quell’abbraccio confortante ma presto o tardi – presto – avrà bisogno di andare a fondo della questione. O almeno credo x)

  • Bello che la coralità così ben descritta in via generale nel capitolo precedente trovi in questo drammatico capitolo una sua concreta attuazione nella perfetta catena che opera contro il fuoco senza piangersi addosso.
    (Non ce la vedo che non chiede spiegazioni: mi unisco al gineceo).

  • beh…wow…
    Al di la della bellezza del pezzo, la scelta musicale è stata pazzesca. A parte che mi tocca sul personale questa melodia 😛 Ad ogni modo, evocazione pura, complimenti.
    Chiediamo spiegazioni, comunque.

  • Avevi promesso gli abbracci, e ci sono stati. Parlo al plurale, perché non c’è stata solo la presa salda di Arthur, ma anche quella della comunità che, anziché aspettare la salvezza, la crea. Due scene bellissime ed emozionanti.

    Sono contenta anche che l’abbraccio abbia rivelato la pistola: chissà che, finalmente, non ne scopriremo qualcosa in più.

  • Mi è sembrato di essere lì, non aggiungo altro perché davvero non potrei spiegare in con altre parole quanto realisticamente abbia vissuto ogni singola descrizione, ogni singola emozione di questo episodio. Clap Clap 😀
    Credo sia arrivato il momento per Arthur di darci qualche spiegazione 🙂

  • Questo episodio è pieno di immagini estremamente evocative e affascinanti. Quella del sasso arrotondato dall’onda è la mia preferita…
    Però potrei elencarne molte altre. Mi sembra che ogni cosa sia esattamente al proprio posto, anche la giusta distanza tra Eve e Arthur, interrotta dalle occhiate furtive.
    Ho paura di quel che sta per succedere! Voto per il pub, dove spero che ci sia un abbraccio che protegga Eve dal dispiacere.

  • Il silenzio che ti fa sentire parte del mondo. Il sasso smussato dall’onda. La sensazione di piccolezza. Wow… stupendo, ogni capitolo riserva nuove perle di bellezza. Il modo in cui ricrei l’atmosfera è fenomenale, tanto che la si può percepire in modo quasi fisico. Leggerti è un vero piacere per l’anima.
    ps. Lungo la strada e sappi che quel brutto presentimento si trasmette per osmosi al lettore, rendendolo inquieto!

  • Molto bello, questo coro di pensieri che s’intrecciano. Ha un ritmo che assomiglia a quello delle onde.
    Raffinata anche la scelta di cosa viene a galla e cosa no, da questo magma di pensieri. Ora conosciamo la ferita di Eve, ma non ancora quella di Arthur. Non credo che sapranno resistere l’uno lontano dall’altra…

  • Bello stile scorrevole, JoBo, ma per caso hai scritto altre cose su TI? Mi sembra un modus che ho già letto…

    Voto che si faccia gli affari propri, se già Eve è inquietata e va a cercarla o si fa rissaiolo, rischia di non esserci storia.
    Le Highlands sono una bella ambientazione, purtroppo, per il rosa, sono stra-abusate, quindi è una sfida renderle originali 🙂

    • Eheheeh … Sì e mi conosci bene 😛

      Ottima scelta, per l’opzione.

      Per quanto riguarda l’ambientazione, mi vorrai male ma non è il mio fine ultimo renderla originale. Di solito scrivo, oltre che per piacere mio personale, per trasmettere agli altri le emozioni che io stessa provo e quelle, soprattutto in amore, difficilmente sono originali: anche se ognuno di noi ama a modo suo, l’Amore in sé è un linguaggio universale.
      La scelta del setting è caduta sulle Highlands per il semplice fatto che è un luogo a me davvero molto caro e familiare; quando scrivo cerco di usare luoghi che conosco bene perché mi è più facile far entrare i lettori nel mio mood parlando di qualcosa con il quale ho un legame intimo.

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