La ragazza dagli occhi di ghiaccio – Parte 2

Dove eravamo rimasti?

Ed eccoci al finale. Quale preferite? Finale drammatico. Qualcuno muore. (50%)

Burattini

Stava annegando. La corrente la trascinava giù, sempre più giù.

Rachel cercava di opporsi, ma era tutto vano, ormai era troppo tardi. L’acqua le era entrata nei polmoni. Istintivamente tossì, il suo corpo si ribellava, voleva vivere. Continuò a tossire, a buttare fuori l’acqua, fino a svegliarsi.

«Bentornata tra noi.»

Provò a muoversi, le mani erano legate dietro la schiena e le gambe alla sedia. Era la prima volta che si trovava faccia a faccia con Taylor Kingston, si era fatto crescere la barba ed era dimagrito, mentre aspettava, nell’ombra, di compiere il suo piano.

«Non sai quanto ho aspettato questo momento.» fu solo in quell’istante che Rachel vide il coltello, «Finalmente ci potremo divertire.»

«Vaffanculo.»

Non si accorse di essere stata colpita con un pugno finché non sentì il sapore del sangue sulle labbra.

«Tu non ti rendi conto… di quanto ho dovuto aspettare.»

Le passò il coltello sulla clavicola, esercitando una leggera pressione. Sarebbe stato facile per lui ucciderla, ma prima voleva divertirsi. Rachel non gli avrebbe dato quella soddisfazione, non gli avrebbe chiesto di lasciarla vivere, non gli avrebbe mostrato la sua paura, la sua debolezza. Poteva colpirla quante volte voleva, ferirla con quel coltello, non avrebbe urlato, non avrebbe pianto.

«Perché?»

Se quella era la sua ora, voleva almeno delle risposte, anche se era quasi certa che non le avrebbe avute.

La bocca di Taylor Kingston si aprì, poi si contrasse in una smorfia di dolore. Le cadde addosso, il suo sangue caldo sulla pelle, un buco in fronte.

Rachel cercò nuovamente di liberarsi, i polsi le facevano male, erano legati troppo stretti. Poi sentì i passi, Abby aveva una macchina fotografica in mano, «Un sorriso per la stampa.» e l’accecò col flash.

Non le era mai piaciuta, ma mai avrebbe pensato che fosse capace di una cosa del genere. Con la sua aria spaurita, Abby li aveva manipolati sin dall’inizio. Rachel, A.J.. Erano solo dei burattini. Anche Oliver aveva usato quel temine una volta.

«Dove siamo?»

«Nel seminterrato dell’ospedale. Taylor è rimasto qui per tutto il tempo.» raccontò, «In attesa.»

Subito dopo averlo conosciuto, aveva capito che poteva fare al caso suo. L’aveva fatto scappare dall’ospedale psichiatrico e aveva lasciato che sfogasse i suoi istinti omicidi senza battere ciglio, in cambio della sua collaborazione. Si era rivelato un perfetto compagno di squadra, uccidendo Chloe e ferendo lei senza compromettere nessun organo vitale, proprio come gli aveva insegnato. Dopotutto le era dispiaciuto ucciderlo, ma lasciarlo vivere sarebbe stato troppo pericoloso. E la sua morte serviva al suo piano.

«Ethan ti ha scoperto.»

«La gita a Somerville non era stato un completo fallimento. I genitori di Elinor Benett hanno riconosciuto una mia fotografia, ma per fortuna Ethan ha pensato bene di parlarne prima con me.»

«Tu l’hai portato qui e Taylor ha fatto il resto.»

«Eravamo una bella squadra.»

«Perché l’hai ucciso?»

«Ti sbagli. Tu l’hai ucciso.» Rachel riconobbe la propria pistola a terra, Abby indossava dei guanti di lattice, «Ma lui ti aveva accoltellato…»

Fece scivolare il corpo di Taylor Kingston di lato, poi la pugnalò, senza esitare, senza distogliere mai lo sguardo dal suo.

«E sei morta dissanguata.»

Il coltello cadde a terra.

Stava succedendo davvero. Abby avrebbe vinto, solo A.J. era in grado di salvarla se fosse arrivato in tempo. Ma come poteva sperare nel suo aiuto, quando per prima aveva dubitato di lui?

«Leon…»

«Lo stanno operando. Forse si sveglierà, forse no.» rispose Abby scollando le spalle, «In ogni caso mi prenderò cura io di lui.  Il tuo caro fratellino morirà, ma a te cosa importa? Ti sei sempre interessata solo a te stessa, da brava ragazzina ricca e viziata, in crisi col mondo perché i tuoi genitori avevano divorziato. Sai che dramma!»

«Hai sparato a Oliver e il paparino ha sistemato tutto. Sei rimasta impunita, per tutti questi anni.»

«Conosci Oliver?»

«Ero la sua ragazza, prima che arrivassi tu.» si sfilò i guanti, poi scatto un’ultima foto come pegno d’amore, «Quando vedrà queste foto, si riprenderà, ne sono sicura. Quando saprà che l’ho vendicato.»

Oliver l’aveva mollata per una ragazzina ricca che andava in una scuola privata. Poi era finita com’era finita. Oliver venne ricoverato nell’ospedale dove Abby stava facendo il tirocinio e lo interpretò come un segno del destino.

Immobile su quella sedia a rotelle dove ogni giorno lo faceva sedere era così bello. Ed era suo. Tutto suo.

Non aveva mai detto una parola comprensibile in sua presenza. Ma l’aveva riconosciuta, gliel’aveva letto negli occhi. Era contento che fosse lei a prendersi cura di lui. Non l’avrebbe mai tradito, come invece aveva fatto Phoebe.

Abby se ne andò e il tempo scorreva lento, mentre le palpebre si facevano pensanti. Sentiva freddo. E sonno. E voglia di urlare. Ma non emise un suono. Ormai era troppo tardi.

L’acqua era fredda. E c’era buio. E aveva paura.

Lasciò che l’acqua le riempisse i polmoni e che la corrente la trascinasse giù, sempre più giù.

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266 Commenti

  • Me lo son riletto con calma, tipo quelle due-tre volte.
    Tanta roba, rossa. Tanta.
    Non facile, come dice Diego, accomiatarsi da un personaggio così, quindi bella scelta! (Detto poi da uno che ormai dal proprio personaggio è perseguitato… )
    Bella la scelta e bella la sua messa in scena… ma su questo c’eran poi pochi dubbi.

    Brava brava,
    D.

  • Incredibile come tu sia riuscita a mettere così tante cose in un solo episodio… Non manca niente.
    Ci sono sorprese, tensioni, geometrie di cose che tornano al loro posto e strappi di cose che non tornano più.
    Un finale carico di emozioni, come sai fare tu. Uno dei tuoi finali dal sapore che rimane a lungo.
    Brava!

  • Complimenti Giulia! Davvero un finale che sorprende e inaspettato. E il tuo stile, con frasi brevi ma chiare si sposa perfettamente con questo finale!
    “L’acqua era fredda. E c’era buio. E aveva paura.” Semplice ma efficace: dà veramente i brividi! Brava! 🙂

    E ora aspettiamo il tuo prossimo racconto… 😉

  • Io vorrei un finale aperto (qualcuno scappa), ma ci scappa il morto.

    L’ indirizzo per mandarmi al diavolo è magoquantecazzdipretese@. …. 😀

    Bravissima. Anche a sto giro.
    Aspetto la notifica via e-mail del capitolo 10 come una di quelle belle notizie che ti cambiano la giornata 🙂

  • Dopo lunga riflessione e non prima d’aver consultato il mio editor, ho deciso che l’opzione che più mi sfagiola (“sfagiola” l’ha detto proprio l’editor, quindi mi sento autorizzato a utilizzarlo, come termine) è: Non dice niente a A.J. e aspetta che il detective commetta un passo falso.

    Brava, rossa.
    Quoto Locullo, qui sotto, che centra la questione in maniera chiara e precisa: tratteggi, poche frasi, stare all’asciutto, bei dialoghi.

    D.

  • Mi piace molto, questa condanna dell’assomigliarsi. Scatena in Rachel moti sotterranei della coscienza, e dà un sapore psicologico (che è sempre bello incontrare!) agli intrighi del giallo.

    Voto per il fratello, ma mi ispirano molto tutte e tre le possibilità!

    Brava sempre 🙂

  • Bentornata cara mia,
    vorrei dirti innanzitutto che ci sono due punti di questo tuo primo episodio davvero belli, due tocchi alla Giulia degni di nota. Il primo è quel: è la mia famiglia, aggiunse mentalmente. L’altro è quello stacco che ci porta dritti a Phoebe che continuava a girare i cereali nella tazza consapevole. In entrambi i punti scorgo una spiccata capacità, resa del tutto naturale, di andare in profondità, velocemente, come un ricordo d’infanzia che ti assale su un autobus a causa di un dettaglio apparentemente insignificante che ti colpisce.
    Se non le hai mai lette, ti consiglio la Munro e Elizabeth Strout, ti piacerebbero.
    Insomma brava 🙂

    p.s. Viva, ma sotto shock.

  • “Non era come nei film, gli assassini raramente confessavano il perché dei loro crimini”
    Un’intera infanzia a guardare Colombo, Derrick, Mason e Conan buttata al vento senza saperlo! D:

    Tornando seri, ti ho conosciuto con Lyla, e sto a poco a poco leggendomi tutti i tuoi racconti. Hai veramente talento, continua così!

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