Lacrime in tasca

Dove eravamo rimasti?

A quel punto Bob...? Si dimostra comprensivo e interloquisce con Roberto in modo civile (71%)

Compassione?…a quel punto Bob si incuriosì, nonostante fosse ancora diffidente. Quel ragazzo con i capelli un po’ neri e un po’ bianchi non gli sembrava un teppista: aveva una camicia, scarpe pulite, una valigetta e anche gli occhiali. Anche per questi motivi rimase scioccato dal suo atteggiamento iniziale. Voleva capire meglio cosa significasse la lista e appoggiò il corpo allo schienale.
“Quindi fammi capire: hai fatto casino con il tuo migliore amico e la sua ragazza, che ora immagino sia ex, e dato che non vuoi perdere la sua amicizia, ti sei dimostrato disposto a qualunque cosa. Così questo tuo amico tradito ha voluto darti una lista di punizioni, che se eseguirai alla lettera ti permetteranno di essere perdonato. Ho capito bene?” il ragazzo brizzolato si cominciò a guardare intorno.
“Si esatto. È una lista abbastanza lunga, sono ventidue compiti, fino adesso ne ho eseguiti sette contando questo gesto assurdo verso quella ragazza.”

Giulia si infilò le cuffie nelle orecchie. La musica. Spense il mondo per qualche minuto grazie alla sua playlist un po’ jazz e un po’ pop. Si domandava come stesse Andrea, il suo fratellino: Trottolino: è il soprannome che gli ha dato. Si chiedeva cosa stesse facendo e cosa avrebbe fatto una volta scoperto che la sorellona non era a casa, che non gli avrebbe preparato la colazione, che non avrebbe più fatto i compiti con lui, o per lui. Si chiedeva, Giulia, se fosse giusto. Andrea non aveva colpe, era piccolo e angelico, ingenuo.
Giulia volava tra i pensieri del suo passato ancora troppo tangibile, ma qualcosa la scosse: forse la rabbia, forse uno stacco musicale irruento. Non era giusto nei confronti di lei stessa, la sua vita non era incatenata a suo padre. Cercava di convincersene. Andrea era una sua responsabilità, ma non era suo figlio. Come giustificazione non ha senso pensava tra se e se, ma non poteva più farcela. Andrea se ne farà una ragione, crescerà, capirà e imparerà a gestire i suoi sentimenti e le sue paure.
Il finestrino del treno la faceva sentire in gabbia. Un vetro trasparente ma troppo tangibile, troppo reale. Avrebbe voluto correre urlando nuda su un prato infinito, senza orizzonte. Prendere ogni pensiero e accartocciarlo, cestinarlo. Bruciarlo.
Ma perché quel ragazzo l’aveva trattata così? E perché l’altro non aveva fatto nulla per difenderla? Ma soprattutto perché non aveva reagito lei stessa? Uno schiaffo non è nulla, non l’ha liberata dal senso di privazione che ha sentito quando è stata insultata. Avrebbe dovuto tornare da quel tizio brizzolato. Secondo lei avrebbe dovuto chiedere spiegazioni. Pretendere scuse.
Il viaggio era ancora lungo.

“Cosa hai fatto finora?” chiese Bob
“Varie stronzate, non ne vado fiero ma ho dovuto. Per me è la giusta espiazione. Ho pitturato un cane di rosso ad esempio”
“Poi?”
“Beh, poi ho rubato dei soldi a una ragazza disabile in sedia a rotelle”
“Ma è assurdo!” Bob non poteva credere, non voleva avere davanti una persona che avesse fatto delle cose tanto meschine “è esagerato! Non avresti dovuto. Un limite deve esserci”
“Si, hai sicuramente ragione, ma se faccio una scelta quella deve essere. Io ho accettato in busta chiusa. Non posso tirarmi indietro. Non più.”
Roberto si alzò in piedi, Bob era rilassato “ora devo eseguire la mia prossima punizione” lo sguardo del brizzolato era cambiato, era concentrato, fermo, convinto.
“Sarebbe?” rispose Bob
“Pestare a sangue qualcuno su un treno”

Che succede ora?

  • Arriva qualcuno (31%)
    31
  • Bob se le prende (44%)
    44
  • Bob riesce a fuggire (25%)
    25
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81 Commenti

  • oh soddisfacente l’ultima battuta.. se le prende..
    dato che sei alla ricerca di critiche posso dirti che questo capitolo è quello più riuscito dei tre, a mio avviso, particolarmente la conversazione tra Bob e il brizzolato
    per quanto riguarda la forma ci sono piccoli errori di punteggiatura, ma credo siano dovuti a distrazione
    che dire? aspetto il prossimo!

  • Il cambio repentino di sguardo del brizzolato è inquietante…avrei paura a trovarmelo davanti…tanto tranquillo all’apparenza…ma poi così determinato e distruttivo…la storia del migliore amico sarà vera,poi? Esisterà davvero questa lista? Mi sorgono un bel po’ di dubbi….vedremo

  • Questo racconto non mi dispiace affatto, nè come trama nè come personaggi.
    Ma mi lascia una sensazione di “non detto”, “non chiarito” che non è quella intrigante della suspence, ma piuttosto il fastidioso pizzizcorino in gola dell’inespresso.

    Le opzioni del secondo episodio sono un po’ fasulle, non perchè scontate ma perchè quanto rivelato spinge il lettore verso domande diverse.
    Comunque sono curiosa del seguito 🙂

    • Ciao, sono contento non ti dispiaccia.
      Mi spiace per la non suspense e per il pizzicorino in gola… che dirti? Non mi va di giustificarmi dicendo le solite cose tipo… è da poco che scrivo o roba simile… posso solo dirti che cercherò di esprimere meglio il tutto! 🙂
      Per le alternative… in molti mi dicono che sono un po’ fasulle, ma io non sono d’accordo. Tutte e tre mi portano verso continuazioni diverse, che poi quella più ovvia sia anche quella che è stata scelta…beh… allora non è colpa mia 🙂
      Grazie mille per aver letto e soprattutto commentato dandomi un giudizio ed esprimendo un’opinione. Per me molto utile.
      Grazie! Spero seguirai la mia storia 🙂

  • Ho votato “gli molla un cazzotto”, ma nella mia testa già si altera la domanda.
    “NON gli molla un cazzotto, sarebbe come stare al suo gioco. Si alza senza fare un plissé e va a cercare Giulia”.
    Che poi è interessante, questa lista di cose da fare, mi chiedo come riuscirai ad intrecciare i destini di persone diametralmente diverse.
    Per ora, devo confessarlo, Roberto mi piace. Inoltre, è brizzolato, mille punti in più!
    Buone feste 🙂

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