L’estate dell’eclissi di sole

1999, 10 agosto“Ma sarà davvero divertente? Non è che poi ci viene la tristezza dei bei tempi andati?”, e il dubbio ce l’ho davvero, fin da quando ho ricevuto l’invito per la rimpatriata della 5ºC del liceo scientifico G.Marconi, a venti anni dalla maturità,
“Ma no! Sarà spassoso vedere come siamo invecchiati! Chi è senza capelli e chi con la pancia, o peggio, chi è finito a lavorare in banca!”, Gianluca era sempre così fin dal liceo, entusiasta di tutto, “Poi io qualcuno non lo vedo dal giorno della maturità!”, era vero anche per me,
“Se non li vedi da allora, e sei sopravvissuto, che ti importa di vederli stasera, dopo venti anni? Saranno ancora più patetici, e finiranno per intristirci e rovinarci l’unica serata di libertà senza mogli e figli!”, mi sento proprio ingrato nei confronti di Miriam e dei ragazzi, ma ogni tanto bisogna prendere aria, respirare, e con mia moglie, da un anno a questa parte, si respira davvero poco.
“Daniele, non essere il solito disfattista! Ci divertiamo, e se non ci piace prendiamo del rhum invecchiato e facciamo le chiacchiere da vecchi, si stava meglio quando si stava peggio, era meglio senza cellulari, non c’è più la mezza stagione! Però ora prometti che ti togli questo grugno dal viso e cerchi di divertirti.”
“Promesso.”, e credo che un rhum preventivo mi aiuterà.

Non sopporto i quarantenni che si sforzano di fare i giovani, li vedi attaccati ai cellulari che parlano e parlano e mandano sms e disegnano cerchi con i piedi nudi sulla sabbia, in questa calda notte di stelle cadenti, nell’ultima estate del millennio. Si danno pacche sulle spalle e battono il cinque con gli altri finti giovani, sono attenti all’abbronzatura e alle tendenze della moda, i gadget imprescindibili dell’estate che li fanno sembrare ancor più patetici, il tempo è trascorso e li ha lasciati indietro. È per questo che ho lasciato il ritrovo con i compagni del liceo, la tolleranza alla finta gioventù ha un limite, e questa serata lo ha superato abbondantemente.
Gianluca è rimasto, non avevo dubbi, c’era Teresa stasera, il suo dardo mai scoccato di cinque anni di liceo, e sembra che sia sulla via del divorzio: ho perso Gianluca nell’istante in cui lei è arrivata; gli ho fatto il gesto per dire dopo, mi ha fatto il gesto col pollice alzato, ha riportato occhi e attenzione su Teresa.
Mi ritrovo a camminare sulla spiaggia, è pieno di falò e musica dalle radio a batterie, profumo di salsicce arrostite e birra calda e cocomero e legna e marijuana, ragazzi e ragazze che corrono dai falò all’acqua fredda agli asciugamani e di nuovo ai falò, cercando calore dopo il bagno di mezzanotte.
La bottiglia di rhum l’ho portata con me per intero, lo mando giù a gollate senza sentirne il sapore, è una notte in cui l’alcool diventa tristezza, diventa cose che avrei voluto fare e non ho fatto, strade che avrei voluto percorrere e non ho percorso, donne che avrei voluto avere e non ho avuto, anni che avrei voluto vivere e non ho vissuto.
Avere un figlio a ventuno anni lascia molte cose per strada.
Mi gira la testa, troppo rhum e troppi pensieri, meglio fermarsi un minuto a sedere.

Dove si ferma Daniele?

  • Sulla spiaggia, in penombra (40%)
    40
  • A un falò (40%)
    40
  • Sulla riva del mare (20%)
    20
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70 Commenti

  • Dunque daniele non solo è un pedofilo porco e traditore, è pure un inquinatore che rompe bottiglie di vetro sulla spiaggia!! Cmq si è meritato il vaso in faccia e di rimanere solo come un cane!! Bravo…quando il prox??

  • Ahaha te la sei giocata alla grande! Conclusione magistrale: lui che fa l’adolescente e lei che fa l’adulta, ma non poteva andare a finire in altro modo. Mi ha colpito in modo particolare l’apertura e la chiusura un po’ fuori dagli schemi con la metafora del terremoto e la scena della sabbia, però i dialoghi non mi convincono, non esprimono a pieno il pathos del momento non saprei dire.
    Sei grande ^^

  • Che finale, l’hai scritto in un modo che mi ha emozionato tanto. Non sono più arrabbiata ma dispiaciuta. Dispiaciuta perché è rimasto solo, voleva sentirsi vivo, sentire un brivido e invece sentirà il silenzio. Un po’ mi spiace anche perché dietro alla fine di un matrimonio, secondo me, c’è sempre un fallimento che vivranno anche i figli. Solo Miriam, credo, versa lacrime che hanno lo stesso sapore di quelle di Daniele. Almeno nella fine hanno qualcosa che li unisce.
    Voglio farti i complimenti perché mi hai dato modo di riflettere e pensare. Spero che scriverai ancora.

  • Fantastico questo tuo racconto! Impeccabile! Mi ha riportato all’infanzia che passai al mare, ma nello stesso tempo trascinato dal protagonista lasci anche spazio per pensare. Da ragazzino io sono con Daniele e una vita senza rimpianti, ma quel che giusto è giusto e miriam gli ha preparato la valigia.
    C’ è però un tarlo che mi rode: cosa succederá quando lo sapranno i figli?

    • Innanzitutto grazie dei complimenti e del te,po che mi hai dedicato a leggermi.
      Questo racconto, le scekte al suo interno, hanno letture diverse a seconda dell spirirto e dell’età a cuimlemsi affronta, non credo che ne esista una giusta per tutti.
      Pwr quanto riguarda i figli, in questo racconto volutamente non hanno reazioni, perchè verranno segnati per sempre da questa esperienza, ma se ne parlerà in altri racconti, come del resto feci nei primi tre racconti.
      A domani per il finale, e grazie di nuovo.
      V

  • La risposta giusta è non vorrei essere in nessun altro posto al mondo.
    Ma mentre mia Francesca era a casa io dv ero?
    Non sapevo di essere sposato e quindi Teresa chi è per me……..
    Continua a scrivere

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