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Dove eravamo rimasti?

Prossima canzone Metallica - Leper Messiah (50%)

Leper Messiah

Fissò la testa mozzata della madre per alcuni interminabili secondi. Non era nemmeno più capace di disperarsi, la guerra gli aveva portato via l’anima, o comunque si chiamasse quella parte dell’uomo che lo rendeva capace di emozionarsi. Si alzò lentamente, andò nel capanno malandato che aveva costruito a cercare qualcosa per scavare e seppellire ciò che restava di sua madre. Non riusciva a disperarsi, ma aveva una voglia matta di vendicarsi. L’unica cosa che lo manteneva in vita era la speranza di mettere le mani su chi aveva scatenato il conflitto e torturarlo a dovere. Adesso nella camera delle torture ci sarebbe stato bisogno di un posto in più. Rimediò una specie di spatola e si preparò a scavare. Appena fuori dal capanno la sua attenzione venne richiamata dalle urla dei due uomini che avevano trovato le famiglie sterminate. Stavolta però erano urla causate dal dolore fisico: entrambi giacevano a terra, il corpo squarciato da centinai di tagli. Chris sapeva di non poter far niente per loro e non aveva la forza di dar loro il conforto che meritavano.  

Tornò verso il punto in cui giaceva la testa della madre, ma si accorse presto che non vi era più traccia della donna che lo aveva messo al mondo. Si guardò intorno, sentiva lo sguardo glaciale di qualcuno fisso su di lui. La luce della luna non lo aiutava un granché a distinguere eventuali presenze umane tra le macerie . Raccolse tutte le sue facoltà mentali e riuscì a capire da dove proveniva lo sguardo; corse in quella direzione e presto scorse una figura enorme ergersi tra le macerie. 

Lo attendeva tenendo la testa della madre sollevata in alto. Chris, in preda alla rabbia, non desiderava altro che avvicinarsi abbastanza da colpire quel tizio. Il suo respiro si faceva sempre più affannato, colpa del poco ossigeno rimasto nell’aria dopo le esplosioni: ogni sforzo fisico diventava un’impresa titanica. 

A pochi passi dal gigante si lanciò all’attacco, ma tutto quello che ottenne fu ricevere un gran calcio in pieno viso. Un attimo prima di perdere i sensi vide il volto di quel folle, per metà coperto da una maschera metallica, per metà completamente deturpato dalle radiazioni. Sembrava schiumare continuamente dalla bocca. 

Riprese conoscenza che era quasi mattina, svegliato dal primo, lieve raggio di sole che riusciva a superare la barriera di cenere che oscurava il cielo. Si mise in piedi a fatica e barcollando si avviò verso il capanno; notò che i corpi delle vittime del mostro (come altro definirlo) erano spariti. Non sapendo cosa altro fare si diresse nuovamente verso il pub di Jason per raccontare a tutti ciò che era accaduto. Era strano che non fosse arrivato nessuno in soccorso la sera precedente. Soltanto allora venne colto dal dubbio, e dalla paura, che anche gli altri fossero finiti male. Provo ad accelerare il passo e la testa sembrò esplodere. Rallentò, se il mostro aveva fatto strage tanto valeva prendersi un altro po’ di tempo prima di scoprire la verità. 

Giunto a pochi passi dal pub si rassicurò: diversi cittadini sedevano in cerchio intenti a parlare; doveva essere una conversazione molto animata, almeno stando al gran gesticolare. Chris sorrise e con un paio di lunghe falcate raggiunse il gruppo. Disse qualcosa e tutti i presenti, istantaneamente, si voltarono a guardarlo. I loro volti erano deturpati da escrescenze che ne deformavano i lineamenti, i loro occhi si perdevano nel vuoto. Dal naso e dalla bocca fuoriuscivano enormi quantità di schiuma giallognola. Chris indietreggiò, quelli si alzarono e gli si fecero incontro, mugugnando ed agitando le braccia nella sua direzione.        

Il prossimo pezzo è...

  • Ain't no Grave - Johnny Cash (50%)
    50
  • Mourning Palace - Dimmu Borgir (25%)
    25
  • I Hate - Handful of hate (25%)
    25
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32 Commenti

  • Confesso, non senza un po’ di vergogna, che non sono in grado di votare sensatamente perchè non conosco nessuna (ma nemmeno una #_#) di queste canzoni.

    Ma la prosa, mi piace parecchio. E’ ben respirata, ben costruita, semplice, in qualche punto lirica. E con un ottimo uso della punteggiatura, il che, lungi io dal darlo per scontato, rende tutto comodamente masticabile ed esalta i sapori.
    Belle le ombre pallide, evocate dalla luna, che danzano sulle macerie.

    Ci sono parecchie cose che non ho capito bene, ma confido che mi saranno chiare più avanti (tipo l’essere con i bulbi oculari verminosi, che non è certo scampato a un incendio).
    Concordo con Locullo sull’avverbio nella chiusa. Io avrei scelto una perifrasi “senza rumore”. La delicatezza è stridente.

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