Notti di Luna

Dove eravamo rimasti?

Il prossimo a venire ucciso sarà il terzo della serie. Chi sarà? Un pasticcere? (73%)

Luna Piena

– Ci parli della quarta vittima del “Killer della luna piena”.

– Il quarto si chiamava, come sapete, Martin Ficks. Pasticcere di 39 anni, lavorava in una grande pasticceria, principalmente come decoratore e cioccolataio. Il killer lo ha atteso una mattina, e, dopo che questi è uscito di casa, in qualche modo lo ha convinto a seguirlo con la macchina in un vicolo. Poco distante è stato trovato il corpo. L’unico trovato all’aperto. Era appoggiato sopra alcuni fogli di cartone, ucciso con un unico taglio alla gola, come gli altri. Il corpo è stato trovato la mattina presto dagli addetti alla pulizia delle strade. Le analisi hanno confermato che si tratta di un coltello affilato. Martin era vestito, non presentava segni di colluttazione ed aveva tutti i suoi averi con se.

– Tenente Gordon, su questa scena del delitto c’erano altre tracce, segni, qualcosa lasciato dall’assassino?

– A parte il segno di un ago sul collo e il narcotico che è stato rilevato nel sangue no, niente di rilevante per le indagini.

– Walters, del Post. Mi scusi, tenente, ma ha detto così per tutte le vittime, dandoci solo informazioni che sono già di pubblico dominio. Le nostre fonti ci raccontano però una storia diversa. Sembra che sulla scena di ogni omicidio vengano lasciati oggetti particolari, come a sfidare la polizia a fermare il killer. E sembra che venga indicata la vittima successiva. Cosa ci può dire in merito?

– Mi spiace, signori, ma non posso confermare o smentire queste vostre informazioni. Posso solo dire che tutto quello che non potrebbe intralciare le indagini è già stato riferito agli organi di informazione. Per quello che ci riguarda, il resto sono solo voci.

– Tenente, è sicuro che non ci sia altro che possiamo sapere. La polizia è in grado di fermare questo assassino? Avete chiesto aiuto all’FBI? Ci potete almeno fornire un profilo del killer?

– Signora, come ho detto non ho altre informazioni da darvi. Il nostro killer è sfuggente, perché sembra colpisca le sue vittime completamente a caso. Ci sono stati 5 omicidi riconducibili al soggetto e non abbiamo trovato nessun legame fra le vittime. Abbiamo un profilo fatto dai nostri profiler. Troverete tutto nella cartella stampa che abbiamo preparato, ma vi riepilogo i dati salienti. Maschio, caucasico, fra i 30 ed i 38 anni, destrorso, un certo grado di  cultura che potrebbe, però, non corrispondere ad un titolo scolastico. Fa un lavoro di buon livello, probabilmente impiegato. Fisico forte, altezza media. Su due delle scene abbiamo trovato dei capelli corvini che sono compatibili fra di loro, quindi il nostro soggetto potrebbe essere moro, non tinto. Sfortunatamente erano capelli spezzati, quindi non abbiamo il DNA.

– Tenente Gordon, e per quanto riguarda l’FBI?

– – –

– Dannazione. Pensate abbiamo fatto bene a tacere tutti i particolari sui ritagli? Il mondo li fuori è vasto, magari qualcuno potrebbe capire qualcosa, perché quelle notizie sono state lasciate. Magari qualcuno dei protagonisti degli eventi di quei ritagli si fa avanti con qualche particolare.

Mentre si allaccia le scarpe nello spogliatoio, il detective Mainardi riflette sulla domanda di John, domanda che lui stesso si è posto un infinità di volte. Il diktat dall’alto è non diramare questi particolari, sia per scoprire i già numerosi falsi rei confessi, sia per non fare da cassa di risonanza alle manie ed ai giochetti del bastardo.

– – –

Martin mette ad asciugare, su una grata, le ultime decorazioni in pasta di zucchero che aveva fatto. Questa volta una serie di borse e scarpe firmate per una festa di laurea di una fashion victim. Finalmente ha finito anche questo lavoro e considerando che sono le nove di sera passate, quindi 3 ore buone più del dovuto, ha dato abbastanza per oggi.

Una volta rimessi gli abiti civili e chiuso il laboratorio sale in macchina. Non fa in tempo a mettere in moto che una mano guantata gli tappa la bocca da dietro, il forte dolore di un ago su un lato del collo, pochi secondi di lotta, poi il nero.

Quando Martin si risveglia, la mente ancora annebbiata, pensa di essersi addormentato sul divano. Solo quando prova a muoversi si rende conto di essere paralizzato, e gli ultimi avvenimenti gli tornano improvvisamente. Vorrebbe urlare, dimenarsi, ma il corpo è paralizzato. Si sente la lingua gonfia in bocca, non riesce nemmeno a parlare, figurarsi ad urlare.

Calmarsi. Respirare. Guardarsi attorno. E’ buio. Sdraiato a terra, in un qualche vicolo. Con la coda dell’occhio vede quella che potrebbe essere la sua macchina. I muri sporchi, qualche manifesto strappato. Non ci sono luci accese nel vicolo, ma in alto, proprio sopra di lui, splende una gigantesca luna piena, che illumina di argento ogni cosa.

Un passo leggero, un uomo, con una specie di tuta da meccanico. In mano un lungo coltello che risplende alla luna.

– Stanotte c’è la luna piena. Sono a metà dell’opera.

La voce rauca, palesemente contraffatta.

Il coltello che si avvicina.

Il terrore. L’oblio.

Cinque vittime e l'assassino non accenna a fermarsi. Il prossimo è un tassista. Come lo uccide?

  • In un bagno pubblico. (50%)
    50
  • Nel taxi. (38%)
    38
  • Nel sonno. (13%)
    13
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