Ragazzate

Venerdì, pomeriggio inoltratoL’acqua del bollitore comincia a gorgogliare, stridendo e piangendo per la poca attenzione che le viene concessa.
Eloisa caracolla in cucina, gli occhi pesti dal troppo leggere al computer: che venerdì pomeriggio noioso, senza bambini a girare per casa, marito a raccontarle vita morte e miracoli di politici senza futuro, pulizie da fare o lavoro da sbrigare.
Osserva quell’oggetto lagnoso e spegne con un colpo deciso il fuoco, lasciando che il lamento si affievolisca. La stanchezza di non fare niente, quasi più stremante di avere la giornata piena di commissioni, ecco cos’è quella sensazione strisciante che dalle cosce si dirama fino alla nuca, provocandole una lunga indolenza pomeridiana; mai stata una donna pigra, ma l’avanzare dell’età la rende sonnacchiosa ed indolente, tanto da sostituire il sacro caffè con un infuso ai frutti di bosco dal sapore dolciastro.
Tazza acqua bustina e via andare, Eloisa si è già schiantata sulla sua sedia scomoda, quella davanti al pc, ed ecco la mail ad aspettarla.
Coupon gratis, no grazie,poi mi fregano, lo so, seminario teatrale sul primato della donna, roba da sessantotto, Edizioni il Volante, per favore, un’altra casa editrice no davvero.
Eloisa, giornalista d’opnione, 50, spreca il tempo tra un capitolo e l’altro a depennare le mail noiose, aspettando l’invasione barbarico-familiare delle sette, quando il marito riporterà a casa i figli, esigeranno la cena, la storia della buonanotte, un po’ di sesso per conciliare il sonno, la melatonina e basta così, niente da aggiungere.
Sorseggia distrattamente a piccole lappate, come un cane. Troppo caldo, troppo freddo, la via di mezzo dove la lasciamo? Tutto questo introito di filosofie orientali ed improvvisa riscoperta del sapere dell’Antica Grecia per ottenere solo l’impazienza persino nel bersi un po’ di acqua sporca, come la chiama Nonna Erminia.
La donna si abbandona alla lettura di qualche quotidiano online, ma dopo pochi titoli catastrofici si annoia, l’assale un horror vacui di dimensioni apocalittiche e si alza di scatto, lasciando il portatile al suo brusio ed il tè al suo fumo.
Una maschera di bellezza, ecco cosa ci vuole contro la noia, magari anche dello smalto, in primis verrebbe la depilazione, ovviamente, ma fa troppo male, rasoio sic et hic.
E maschera levigante anti-età sia, perché i segni del tempo non sono arabeschi ornamentali, solo dei memento costanti e indisponenti.
Il campanello urla una due tre volte, interrompendo bruscamente la donna dal suo programma di restauro.
– Chi cazzo sarà? – borbotta, senza figli in giro le parolacce vanno bene.
Corre alla porta, scordandosi di avere il volto coperto solo per metà da un denso strato di crema, come il Fantasma dell’Opera.
Arrivata alla porta, si schiarisce la voce.
– Chi è?-
– Io – controbatte una voce maschile, giovane e preoccupantemente sconosciuta.
– Sì, ma io chi? – Innervosimento. Sopportazione meno due.
– Io, Io e basta, devo darle anche il cognome? Forza mi apra, ma che maniere sono?-
Io, ma io cosa? Eloisa si sente come Polifemo davanti ad un certo Signor Nessuno.
– Cosa c’è?-
Non fa in tempo a formulare altro pensiero, che si trova sbalzata indietro da un corpo duro e massiccio, la porta.
Chiudere la porta, prima regola di sopravvivenza alla vita domestica, a cura di Eloisa Zilli; se avesse scritto una cosa del genere, sicuramente ora non si troverebbe così, un po’ frastornata, con la maschera per il viso che le urtica addosso e, davanti a lei, un ragazzetto giovane, sulla ventina, allampanato, gli occhi scuri e gentili.
Eloisa apre la bocca, vorrebbe urlare, ma le corde vocali non rispondono ai comandi: gola di pietra, gambe di pastafrolla.
Il giovane la sorpassa bofonchiando un saluto annoiato e si dirige, come se conoscesse perfettamente la planimetria della casa, verso la cucina.
Eloisa lo sente distintamente dire
– Stia tranquilla, signora bella, bevo qualcosa, le dico quelle due cosette importanti che ho da dirle, e tolgo il disturbo, niente paura –

Cosa farà Eloisa con questo ragazzo misterioso?

  • Lo seguirà in cucina, fiutando una buona storia da scrivere (57%)
    57
  • Chiamerà il marito terrorizzata (7%)
    7
  • Cercherà di metterlo alla porta (36%)
    36
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91 Commenti

  • Il marito e i pargoli, a portare un po’ di quotidianità e impiccio in quest’atmosfera così straordinaria.
    Mi piace sempre molto il tuo racconto, trovo che il complimento rivolto a Eloisa si adatti bene anche a te: c’è tanta armonia, specialmente nell’incipit, in cui tutto sembra srotolarsi nello stesso modo in cui il nome Eloisa si srotola in bocca – dolce e inesorabile.

  • Sarà che Anna Karenina è una delle letture che ho amato di più, ma lo sguardo con gli occhi di Anna mi ha trasportato in un istante in quella stanza. Mi sono immersa nell’umore della scena, nella carica di aspettativa e frustrazione. Una cerca costantemente di prevalere sull’altra, eppure nessuna riesce mai ad avere la meglio definitivamente.
    Certo, poi qui l’atmosfera è molto diversa, permeata della tua piacevole ironia.
    Opto per il lettore, confidando che non sia un mero stalker. 😉

    • Velocissima! Che gioia 😀
      Il fatto che più mi piace, in tutto questo, è che la storia non è più di mia completa proprietà. Ho un’idea, ma potrebbe essere sovvertita in ogni momento, mi fate muovere le rotelline del cervello.
      Un bacio Nunzia, grazie

  • Mi piace questa protagonista, radicatissima nei rituali di una quotidianità troppo stretta, da cui non aspetta altro che evadere.
    Secondo me, adesso fiuta l’avventura. Ancora a livello un po’ inconscio, magari, più che consapevole… Ma, comunque sia, segue il ragazzo in cucina.

    • Mi rendi tanto felice dicendo così, e che strano sapere dagli altri le mosse che desidererebbero della mia Eloisa Zilli. Un gioco di prestigio, improvvisazione premeditata (ossimoro!).
      Grazie per avermi letto, ripagherò l’attenzione e le belle parole.

  • Quanto adoro i cambi di scena (e di ritmo e tutto quel che ne consegue…) a tradimento: se ben gestiti mozzano il fiato, sorprendono e creano una piacevolissima confusione nella testa di chi legge ( lasciandolo poi in affamata attesa del seguito)

    A livello lessicale poi ci sono un paio di espressioni che luccicano come gemme…

    Stai iniziando a cucire quello che potrebbe rivelarsi un bellissimo vestito… ti seguo 😉

  • Wow. Mi hai colpito. Dico sul serio, questo cambio repentino di scena mi ha proprio frastornato. Hai cambiato il ritmo in un modo quasi cinematografico. Bello.
    Anche i dettagli mi sono piaciuti, e il linguaggio.
    “lasciando il portatile al suo brusio ed il tè al suo fumo” – Bellissima immagine.

    Comunque ho votato per il metterlo alla porta, immaginando questa donna energica e violata in casa sua, che prova con tutte le sue forze a impadronirsi di ciò che è suo, la sua dignità e la sua intimità. Bello!

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