Succubus 2

Dove eravamo rimasti?

Cosa ci aspetterà mai? Ci faranno prigionieri. (50%)

PrigionieriI radlock ci intimarono di seguirli senza far storie. Disarmati com’eravamo, eseguimmo l’ordine senza discutere. Mentre ci conducevano verso la Brughiera del Sangue lanciai un’occhiata al nostro campo improvvisato e alle nostre cavalcature. Pregai qualunque dio fosse in ascolto di preservarli sino al nostro ritorno.
I passi scricchiolavano sui rami e le foglie secchi sparsi sul terreno. Lunos e io, le mani alzate, in vista e in segno di resa, seguivamo il capo del gruppo affiancati ognuno da una guardia, altre due alle nostre spalle. Eravamo in trappola.
Giungemmo ad un villaggio in mezzo ai boschi, un grande spiazzo circolare, attorniato da capanne. Al centro ardeva un grande falò incorniciato da grossi massi. A est notai un blocco di roccia squadrato, due alte sculture di legno ai lati. Carne e frutta erano posati sulla superficie ruvida della pietra. ‘Un altare rudimentale’, pensai.
Ci dirigemmo verso una capanna molto più grande delle altre, con un paio di corna di animale esibite sopra l’entrata.
Fummo spinti dentro alla tenda dove un grosso radlock addobbato di pelli era intento a copulare con un suo simile.
Il servo stava carponi sul pavimento di terra battuta mentre il padrone lo sodomizzava con violente spinte. Alla vista di quello spettacolo disgustoso feci una smorfia. Con la coda dell’occhio notai che l’espressione degli altri aborigeni era invece piuttosto eccitata. Fissai Lunos, preoccupata. Lui fece un cenno di assenso con il capo. ‘Stai tranquilla, ci sono io qui’, dicevano i suoi occhi. Mi rasserenai un po’. Tuttavia non riuscivo a smettere di chiedermi che fine avremmo fatto. Della mia ero quasi sicura, ma del mio compagno…
Il capo tribù venne con un urlo animale. Posò un piede sul deretano del servo e lo spinse via. Quest’ultimo rotolò a terra.
Quando il boss venne verso di noi fui investita da un odore di umido e marcio. Il mio stomaco fece una capriola e fui scossa da uno spasmo. Lunos mi guardò allarmato. Scossi la testa. Era tutto a posto. Digiuna, non ero in grado di rimettere.
Il capoccia del gruppo che ci aveva sequestrati ricoprì di grugniti il suo condottiero. Questo fece un cenno con l’arto grosso e artigliato e ci puntò i suoi occhi addosso, esaminandoci con uno sguardo intenso. Rimanemmo immobili, in attesa che il nostro destino venisse deciso.
Il capo tribù fece un altro cenno col braccio muscoloso. Mani forti e sporche di terra mi afferrarono le braccia.
“Aspetta, Grande Capo!” tuonò la voce di Lunos.
Tutti nella stanza s’immobilizzarono e lo guardarono. I nervi del collo del mio accompagnatore erano tesi, ma il suo sguardo era duro e tagliente. Lo ammirai.
Il boss si volse e gli andò incontro. Vidi che l’incubus si tratteneva dal fare una faccia disgustata. La mia considerazione per lui cresceva.
“Parla, secco pallido,” rispose l’altro con voce roca. Quindi parlava la nostra lingua.
“Ti prego, o Grande Capo. Noi non vogliamo rimanere prigionieri. Abbiamo un’importante missione da compiere. Ti offriamo i nostri servigi in cambio della nostra libertà,” enunciò Lunos, solenne, e chinò la testa.
Attesi, ansimando per la tensione. Gli sguardi dei seguaci erano rivolti al condottiero un’espressione curiosa sul grugno.
Il capitano radlock scrutò il mio compagno con un’espressione intensa.
“Prenderò in considerazione la vostra richiesta,” rispose e fece un cenno con la mano.
Ci gettarono in una gabbia fatta di pali appuntiti legati tra di loro da robuste corde. Nemmeno una spada sarebbe stata in grado di rompere quei nodi. Strisciai verso Lunos e mi accoccolai al suo fianco. Cercai il suo sguardo.
“E’ stato un gesto molto coraggioso, quello che hai fatto,” commentai, guardandolo negli occhi. Ricambiò con dolcezza.
“Non potevo permettergli di averti,” ribatté a bassa voce, sfiorandomi una guancia con il dorso delle dita. Per la prima volta, pensai che i suoi sentimenti per me fossero più profondi di quanto credevo. Mi avvicinai, appoggiandomi al suo petto. Lunos mi cinse con le sue braccia forti.

Il giorno seguente, infreddoliti e affamati, fummo convocati dal capo tribù. Aveva preso una decisione.

  • Non crede che siamo in grado di fornirgli alcun servigio utile. Ci fa sbattere di nuovo in gabbia. (0%)
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  • Ci ordina di accompagnare le sue spie a raccogliere informazioni su un villaggio vicino che intendono assaltare. (100%)
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  • Ci ordina di accompagnare i suoi sgherri ad una trattativa per l'acquisto di armi. (0%)
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36 Commenti

  • Ed ecco qui conclusa la seconda parte della storia. Non esiste un questionario per chiedere come vogliate che prosegua, ma personalmente ho già in testa qualche idea. Quindi è qui che chiedo l’opinione a voi lettori che mi avete seguito finora.
    1. Volete che ci sia un salto temporale e che i protagonisti si ritrovino sulla Terra ai giorni nostri, già reincarnati in corpi umani?
    2. Volete sapere cosa li aspetta sul cammino verso la dimora della strega, quali altri ostacoli verranno messi sulla loro via?
    3. Proponete una terza opzione.
    Grazie! 🙂

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