Succubus 2

Dove eravamo rimasti?

Il giorno seguente, infreddoliti e affamati, fummo convocati dal capo tribù. Aveva preso una decisione. Ci ordina di accompagnare le sue spie a raccogliere informazioni su un villaggio vicino che intendono assaltare. (100%)

SpieIl giorno seguente ci svegliammo infreddoliti e affamati, stesi sul terreno duro della gabbia rudimentale in cui ci avevano rinchiusi. Mi sentivo debole e stanca, come se non dormissi né mangiassi da giorni.
“Tutto bene?” domandò Lunos, sdraiato di fronte a me, giacendo su un fianco. Alzai gli occhi su di lui e notai la sua espressione preoccupata.
“Sì,” mormorai. “Sì, grazie.” Non volevo si preoccupasse per me. Ancora non avevo capito bene perché mi stesse accompagnando. Cercai di sollevarmi a sedere, ma le braccia cedettero. L’incubus fu pronto a sostenermi.
“Sto bene, sto…”
“No che non stai bene,” sbottò. Mi girava la testa. Mi aiutò a sedermi e mi fece appoggiare contro il suo petto. Avevo dimenticato quanto fosse tonico.
Ben presto mi riscaldai con il calore del suo corpo, quando due radlock si avvicinarono alla gabbia e spalancarono la porta. Ci afferrarono e ci trascinarono a malo modo nella capanna del capo tribù.
Imprecai quando venni lasciata cadere sul pavimento in terra battuta. Vidi lo sguardo furente di Lunos volto verso di me. Non l’avevo mai visto così alterato. Di solito era pacato, in certi casi anche glaciale.
Volse di scatto il capo verso il boss che si stava avvicinando, dondolando il corpo massiccio da un piede all’altro. Ebbi l’impressione che fosse più grosso del giorno precedente.
“Il Grande Capo radlock ha deciso. Voi demoni siete agili e furtivi, perfetti per un’incursione di ricognizione senza essere visti. Vogliamo espandere il territorio della tribù e ci servono informazioni riguardo al villaggio della tribù che abita qui accanto. Se volete essere liberi, dovrete accompagnare le mie spie. Voglio una mappa del villaggio, con la posizione dei vari edifici, il numero degli abitanti e delle guardie e il tipo di armi che possiedono,” dichiara duro e solenne.
‘Un litro del mio sangue, no?’ pensai. Guardai Lunos. Sul suo viso si leggeva un’ostinata determinazione.
“Affare fatto. Tuttavia siamo deboli e disarmati,” osservò, serio.
“Dici bene,” replicò il condottiero. Si rivolse alle guardie. “Si prepari un banchetto per le spie e i loro accompagnatori.”
Una tavola imbandita di ogni bene proveniente dalla Brughiera circondava il falò centrale nella piazza. Sedevamo con le spalle rivolte al fuoco, che lambendo l’aria ci teneva al riparo dall’aria fredda della notte.
Il comandante del villaggio radlock, seduto al centro della loro tavolata, si alzò in piedi e dichiarò: “L’indomani sarà una grande giornata per questa tribù. Con le informazioni che i nostri amici stranieri ci riporteranno, la nostra vittoria sul villaggio nemico sarà assicurata!” Alzò una brocca e bevve avidamente, bagnandosi il davanti della casacca.
“Che cos’è?” sussurrai al mio accompagnatore.
“Nettare,” rispose Lunos. Mi porse il suo bicchiere. Ne bevvi un sorso, incerta su quale gusto aspettarmi.
Era divino. Il liquido ambrato aveva il sapore di mela e miele. L’incubus inarcò le sopracciglia vedendo la mia reazione. Sorrisi.
“E’ buonissimo,” esclamai.
“Vacci piano. E’ forte,” raccomandò lui.
Scendeva liscio che era una delizia. All’alba delle lune ci invitarono a ritirarci, dandoci stavolta una capanna vera e propria. Lunos mi trasportò in braccio dalla festa alla baracca, con mio sommo imbarazzo.
“Lunos, non era necessario,” balbettai.
“Shhh,” fece lui. Calciò la porta che si aprì e si richiuse dietro di noi. Ci dirigemmo verso il giaciglio imbottito dove l’incubus mi posò delicatamente. Iniziò a sciogliere i bottoni della lunga veste che avevo indossato. Rossa in viso, lo lasciai fare, curiosa di dove voleva andare a parare. Mi spogliò della veste, quindi passò all’allacciatura del corpetto. L’allentò, sfiorandomi i seni. Rabbrividii. A quanto pare il mio corpo ricordava ancora molto bene quel contatto. Quando mi sfilò il corpetto di pelle e lo lasciò cadere, il mio respiro accelerò. Avvicinò le sue labbra alle mie finché potei sentire il suo caldo respiro. Mi baciò sulla guancia e si coricò accanto a me.
“Buonanotte Alane,” mormorò.

Pronti per l'incursione notturna, ci vengono forniti armi e attrezzi da portare con noi:

  • una lancia, un'ascia e un elmo. (0%)
    0
  • una spada corta, un arco e una pozione di invisibilità. (50%)
    50
  • un pugnale, una cerbottana e un cannocchiale. (50%)
    50
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36 Commenti

  • Ed ecco qui conclusa la seconda parte della storia. Non esiste un questionario per chiedere come vogliate che prosegua, ma personalmente ho già in testa qualche idea. Quindi è qui che chiedo l’opinione a voi lettori che mi avete seguito finora.
    1. Volete che ci sia un salto temporale e che i protagonisti si ritrovino sulla Terra ai giorni nostri, già reincarnati in corpi umani?
    2. Volete sapere cosa li aspetta sul cammino verso la dimora della strega, quali altri ostacoli verranno messi sulla loro via?
    3. Proponete una terza opzione.
    Grazie! 🙂

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