Piazza Virtuale (provvisorio)

Dove eravamo rimasti?

Quale "evento virtuale" vorrebbe vivere il protagonista? vedere l'omicidio di qualcuno che conosce (57%)

Incubo

Qualcuno non si rassegna all’idea che l’Evento sia frutto dell’immaginazione e di un programma informatico. Vorrebbe che fosse reale. Per avvicinarsi a questa illusione, c’è chi chiede all’Evento di tornare e di ripetersi, magari con qualche variazione; o di avere un seguito, uno sviluppo… insomma fa in modo che occupi quanto più spazio mentale e tempo possibili, al punto da diventare “verosimilmente reale”.

Per soddisfare questa tipologia di utenti, è nato il programma Sequel. Ma non è il genere che fa per Enrico. Lui preferisce gli Eventi singoli.

Entra in una delle cabine informatiche, estrae due tessere dalla tasca nel retro dei pantaloni e si siede di fronte al terminale.

Ciascuna tessera corrisponde ad un Evento diverso. Enrico può scegliere quale delle due caricare. In una c’è il suo sogno di diventare una celebrità. Contiene un codice scaricato da un negozio on line, con le stringhe su alcuni eventi riguardanti un musicista molto conosciuto, riguardanti un periodo di tempo breve e intenso. Creazioni, esibizioni, incontri, viaggi, eccetera.

Nell’altra tessera, c’è lui che ritorna con Arianna. Per quell’Evento non ha avuto bisogno di acquistare un codice con delle stringhe; se le è create da solo. Conosce nei dettagli Arianna e la loro relazione insieme, e ha tutte le informazioni che gli occorrono; nessuno (a parte Arianna) sa meglio di lui che cosa potrebbe succedere. Sono mesi che si porta dietro quella tessera di lui e Arianna, ma non l’ha ancora caricata.

Si concentra sul musicista, allaccia le cinture e comincia a sentire l’odore che precede l’Evento – e che conosce così bene ormai. Inserisce la tessera nella fessura del terminale cominciando a pregustare le sensazioni che accompagneranno i successi, la musica, e soprattutto il momento delle creazioni e delle intuizioni geniali del grande artista.

Ma appena smette di pensare e mette effettivamente piede nella Piazza, comincia l’incubo. Ha solo il tempo di percepire vagamente che qualcosa non sta andando per il verso giusto, che quell’appartamento è troppo logoro e terrificante per essere il suo, ma è già troppo tardi per uscirne.

Scorre tutto in modo concitato e veloce. Gli sembra di riconoscere l’uomo, ma non riesce a ricordare chi sia. È un omicidio quello a cui sta assistendo? Si chiede Enrico. È possibile avere dei dubbi su una cosa del genere? Si domanda ancora. Si sente incredibilmente in torto, e stupido. Si ritrova il manico di un coltello stretto nel palmo della mano. Lo fa cadere, ma il coltello rimbalza e gli ritorna in pugno. Lo lascia andare ma ancora una volta non può fare a meno di riafferrarlo. Cerca di serrare le dita per non riprenderlo, ma quel punto sente il suo viso schiacciarsi in diagonale, come se avesse la faccia di plastilina e qualcuno gli stesse premendo il lobo frontale destro verso l’orecchio sinistro, comprimendogli il naso e facendogli appoggiare l’occhio destro sopra quello sinistro. Così combinato non riesce più a vedere niente, ma con l’orecchio sinistro in mezzo al viso ascolta suoni spaventosi e altre voci straziate di persone che non conosce.

Riesce finalmente ad aprire gli occhi e a vedere dove si trova. È disteso sul lettino dell’infermeria che si trova accanto alle cabine informatiche.

– Ben risvegliato -, gli dice il dottore. – Hai caricato dei contenuti decisamente troppo forti. Rischiavi di farti venire un collasso.

Che sollievo, riesce a pensare Enrico ancora sotto shock. Era tutto falso.

– Sulla tessera c’erano le stringhe di un musicista famoso -, risponde Enrico confusamente, cercando di alzarsi a sedere sul lettino.

– Nessun codice legale può fare questo effetto… temo che ti abbiano venduto qualcosa di pessima qualità. Mi raccomando, mettiti a riposo. Lo dico per te… – dice il dottore, dirigendosi verso la sua scrivania e digitando qualcosa al computer. – Ti ho prescritto dei calmanti -, aggiunge. – Non tornare nella Piazza Virtuale almeno per qualche giorno. E se hai bisogno di qualcosa, non esitare a chiamarmi.

Che diavolo di codice ha caricato? Si chiede Enrico a mano a mano che ritorna in sé. Eppure l’ha pagato parecchi soldi, pensa. Si alza in piedi.

– Grazie… immagino che dovrei contattare chi mi ha venduto le stringhe per capire cosa hanno combinato… sporgere denuncia…

– Allora questa ti servirà -, dice il dottore prendendo qualcosa da un cassetto della sua scrivania. – Tieni, è la tessera che hai inserito nel terminale.

Enrico lo ringrazia e fa per mettersela in tasca. Le sue dita toccano qualcosa, c’è un altro codice. Quello di Arianna, pensa. Lo estrae, ma dalla tasca dei pantaloni escono due codici. Adesso ha in mano tre tessere.

– Sei sicuro di avermi ridato proprio la mia? – Chiede Enrico al dottore.

– Assolutamente -, risponde il medico –, l’abbiamo conservata con cura. Se si verificano degli incidenti gravi (ma fortunatamente non è il tuo caso), abbiamo l’obbligo di recuperare le tessere e di consegnarle alla polizia.

Enrico ha caricato una tessera che non era la sua.

Che cosa fa adesso Enrico?

  • Va a trovare Arianna (10%)
    10
  • Fa un incontro poco gradito con il proprietario della tessera "illegale" (20%)
    20
  • Comincia a ricordare meglio che cosa ha visto durante l'Evento (70%)
    70
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36 Commenti

  • Pingback:

  • Ciao, secondo me, andrà da Arianna… Se è disorientato come sembra, cercherà un punto fermo, qualcosa di reale e famigliare, magari sperando in una riappacificazione che lo rassereni 😀 Personalmente non mi giocherei l’incontro con il proprietario della tessera, perché rischia di squarciare subito la patina di mistero che sei riuscita a creare.

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