(Tilleadh gu) Eilean

Dove eravamo rimasti?

Ed eccoci, prossimi al finale. Eve e Liam dovranno ricominciare da capo (50%)

Cioccolata

Liam non era riuscito ad avvicinarsi a Eve, quando era arrivato in ospedale: tutti gli amici della ragazza erano lì, perfino suo fratello che da Parigi, appena avuta la notizia delle sue condizioni, aveva mollato tutto per raggiungerla. Si era dovuto accontentare di osservarla da lontano, restando in fondo alla stanza, ma i loro occhi si erano cercati, parlati, avevano sorriso. Erano riusciti a restar da soli soltanto diversi giorni dopo il risveglio di Eve, per pochi attimi. Lui le aveva detto che sarebbe rimasto lì, a Kyle; lei gli aveva risposto che aveva bisogno di tempo.

Nei film, dopo essersi ritrovati, due che si amavano non si dicevano nulla e ricominciavano da dove avevano interrotto. Nei film, un bacio soltanto era sufficiente a far nascere un amore meraviglioso, unico, eterno. I cattivi morivano, i buoni vincevano, tutto si sistemava in poco tempo e con poche, azzeccatissime, parole. Nei film, c’era quella formuletta magica, a volte inespressa: “E vissero felici e contenti”. Ma quello non era un film, anche se entrambi avevano vissuto momenti drammatici degni di un thriller. Era la realtà, fatta di quotidiano, di pezzi da raccogliere e rimettere insieme, di cose da dire e altre da comprendere o accettare, di tentativi, per avvicinarsi, capirsi, interpretarsi.

Sebbene la giovane donna facesse di tutto per mostrarsi forte, la follia di Wallace aveva segnato Eve, profondamente. C’erano momenti in cui si incupiva, quando credeva di non esser vista, dimenticandosi che lo sguardo di Liam vigilava su di lei ininterrottamente. Momenti durante i quali i silenzi pesavano come macigni, ed altri in cui erano arrivati a pensare che il loro amore fosse il frutto malato di quell’esperienza tragica, e quindi malato esso stesso, di conseguenza. Si erano tenuti a distanza, poi cercati di nuovo, ed ancora allontanati. Liam però era deciso a non mollare: aveva atteso, paziente, che il tempo lenisse le ferite e permettesse loro di ricominciare da capo.

Intanto i mesi erano passati, si erano succeduti l’uno dopo l’altro, fino ad arrivare a Natale.

Liam stava guardando il paesaggio cristallizzato sotto la coltre bianca della neve caduta la notte precedente, appoggiato contro la finestra del salone in casa di Pat; stringeva nella mano una tazza di cioccolata calda, ma non l’aveva ancora bevuta. Nella stanza a fianco, il pranzo era terminato da un po’, ma parte degli ospiti era ancora seduta intorno al grande tavolo imbandito, a fumare, chiacchierare, brindare. Alcune delle donne si erano appartate in cucina, dalla quale proveniva un sommesso tintinnare di piatti e bicchieri che venivano lavati e riposti. I bambini erano andati in giardino, a giocare con la neve; Liam li stava osservando, perso nei propri pensieri, cullato da quel vociare sommesso e pieno di allegria. Sembrava che l’intero villaggio avesse dimenticato l’orrore dei mesi precedenti. Semplicemente, come sempre, si erano fatti forza e avevano voltato pagina.

– Si raffredderà

Eve gli era arrivata alle spalle senza che lui se ne accorgesse. Ne scorse il profilo riflesso nel vetro della finestra, lo sguardo che appariva incerto, le braccia ancora chiuse, come spesso accadeva, strette sotto al seno, corazza contro il mondo. Liam non si voltò a guardarla, semplicemente aprì un braccio, per cingerle la vita, dolcemente, attirarla a sé. La ragazza gli si strinse contro, poggiandogli la testa sulla spalla e portando lo sguardo su François, che giocava in giardino insieme agli altri.

– Non mi piace berla quando è bollente. Mi toglierei subito la voglia, è vero, ma poi non resterebbe altro che il ricordo della scottatura, senza gusto.  Meglio fare con calma, assaporare, godere dell’aroma e tenerselo dentro il più a lungo possibile.

Liam le rivolse uno sguardo di sottecchi, increspando le labbra in un lieve sorriso, poi si girò a posarle un bacio fra i capelli. Eve socchiuse gli occhi, lasciandolo fare.

– Come stai?

– Va tutto bene. François è felice.

– Voglio sapere se lo sei tu.

– Lo sarò

Tacquero entrambi, per lunghi istanti, stretti l’uno all’altra.

– A volte vorrei resettare tutta la mia vita, ricominciare da capo. – aveva sussurrato lei.

– Non è tardi per ricominciare, anche se non puoi cancellare quello che è successo. E io sono qui ad aspettarti.

– Lo so, fai con me come con la cioccolata.

Si erano guardati. Avevano sorriso. Erano rimasti un momento così. E poi Eve lo aveva baciato.

E Liam aveva pensato che in fondo, i film non erano così diversi dalla realtà

 

 

 

 

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120 Commenti

  • Che bello sei tornata!
    Non vedevo l’ora di leggere il finale, una conclusione perfetta…mi è piaciuta tanto!
    Non me ne voglia nessuno ma questo è uno dei pochi racconti che ultimamente mi ha davvero coinvolto e appassionato, sarà perchè mi sono affezionata a Eve e Liam (mi mancheranno 🙁 ) o sarà perché le tue storie sono sempre così gradevoli da leggere…forse sono entrambe le cose 🙂
    Mi dispiace solo che sia passato quasi inosservato, è proprio vero che le cose migliori sono anche quelle più sottovalutate e questo non è giusto 🙁
    Io comunque ci sarò anche per il prossimo racconto, sono una lettrice molto fedele 😀

  • Una cosa che mi piace tantissimo è quando anche i personaggi di passaggio aprono scorci profondi sul mondo del racconto.
    Il donnone fuciliere e ottimo a far torte ne è un esempio perfetto!

    Temo che le tracce saranno scovate da Joey, ma spero di no… Sarebbe terribile!

    Molto bello, a proposito, il passaggio allo sguardo di Eve: tristezza e speranza insieme.

  • ragioniamo.
    Se c’è un fremito nella folla mi viene da pensare a qualcosa di inaspettato. Quindi escludo sia lei.
    Se fosse stato un manichino i soccorritori che l’hanno legata alla barella lo avrebbero detto subito, secondo me.
    Vediamo chi hanno fatto fuori come indizio 😛

  • Stupendo finire una storia e ricominciare subito col seguito! 😀
    Caparbia e protettiva com’è, dubito che Eve coinvolgerebbe qualcun altro, almeno non senza prima approfondire la faccenda. Tornerà indietro da sola.
    Mamma mia, l’ammiratore non sarà mica… no, speriamo di no… In ogni caso, non penso che scopriremo presto l’identità del mittente, giusto? 😉

  • Molto carina l’idea della colonna sonora… e bellissimo pezzo di piano. Ma davvero si intona con questo capitolo (chiedo umilmente)? Lo dico perché la descrizione iniziale è molto “primaverile” e “giuliva”, mentre il pezzo è molto lento e triste. Più avanti, però, si riassesta sui “binari” del racconto: quando la protagonista pensa al passato con Arthur. Ho letto per bene e sono sicuro che per capire a fondo questa storia (e i suoi personaggi) dovrei leggere anche qualcosa di precedente. Fa lo stesso, cercherò di seguirla comunque! Ciao.

  • Evviva Eve è tornata! 😀
    E prima di cercare Gerard Butl….ehm, scusa…volevo dire Arthur, tornerà indietro a controllare che non le sia sfuggito qualcosa 😀

    PS: il titolo l’ho dovuto googlare…purtroppo questo semestre ho saltato tutte le lezioni di gaelico 😀

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