(Tilleadh gu) Eilean

Dove eravamo rimasti?

Chi troverà un indizio utile a scoprire dove possa esser diretto Wallace? Joey e il suo complice (44%)

Indizi

Donald aveva approfittato del fatto che nessuno avrebbe sospettato di lui per controllare che il pick up di Wallace fosse ben nascosto. Ormai la zona era sgombra, c’erano soltanto i poliziotti incaricati dei rilevamenti e non facevano caso a lui.

Era nervoso, si malediceva per aver permesso che l’amico lo coinvolgesse in quella storia, ma ormai era troppo tardi per tirarsi indietro ed aveva il sospetto che Joey non l’avrebbe presa bene. Se era disposto a far fuori Wallace, probabilmente avrebbe fatto lo stesso con lui e senza troppi rimorsi. 

Poteva cercar di limitare i danni: se fosse riuscito a trovare Wallace prima degli altri, l’avrebbe convinto a scappare lasciando andare Eve, ammesso che fosse ancora viva. Era certo che sarebbe riuscito a convincer la ragazza a non far parola di quel che era successo veramente; lo sperava vivamente. 

Il bosco era silenzioso, fatta eccezione per il sibilare del vento fra i rami delle conifere. In lontananza si sentivano le voci dei poliziotti che facevano le misurazioni, ma gli arrivavano sotto forma di un brusio indistinto; il suono di suoi passi sui rametti secchi scricchiolava sinistramente; più di una volta si era fermato a guardarsi indietro, per controllare che nessuno lo seguisse. Il Pick Up era ben nascosto a qualche metro dalla strada principale, in una grotta che Wallace aveva provveduto ad occultare alla bell’e meglio. Per il resto, era stato proprio Donald a fare in modo che nessuno si avvicinasse a quel luogo, attirando l’attenzione sul corpo di Mandy nel burrone: Wallace lo aveva avvertito di quel che era successo e lui aveva fatto in modo di raggiungere quel luogo il più in fretta possibile nella speranza di riuscire a salvare la ragazza ma anche per esser il primo sul luogo ed impedire che i ricercatori trovassero il Pick Up. 

Aveva controllato ancora una volta di esser solo, poi aveva scostato i rami che nascondevano l’ingresso alla grotta ed era entrato a controllare il veicolo. Quello stupido di Wallace aveva finito la benzina. Come poteva sperare che sarebbe riuscito a farla franca? Era un ingenuo pazzoide; anche quando era stato scoperto la prima volta, era stata colpa della sua impulsività e irascibilità: se solo avesse evitato di fare il diavolo a  quattro con Pat, di dar fuoco al pub, probabilmente nessuno avrebbe saputo nulla del traffico di cui si occupavano. Se non fosse stato per Donald che lo aveva salvato quando aveva tentato di fuggire gettandosi in mare e lo aveva nascosto con l’aiuto di Joey, l’altro loro complice, probabilmente Wallace sarebbe stato cibo per i pesci. Ma quel ragazzo era il classico fortunato che cadeva sempre in piedi, mentre chi gli stava intorno pagava le conseguenze dei casini che faceva lui. 

Avrebbe aspettato che i poliziotti se ne andassero e poi avrebbe pensato a come liberarsi di quel Pick Up. Non poteva lasciarlo lì. Pensieroso, aveva scostato il telone che copriva il cassone. C’era una coperta, forse quella in cui aveva avvolto Eve durante il tragitto fin lì; quella ragazza era una vera ossessione per Wallace e come tutte le ossessioni lo aveva portato alla rovina. Con un sospiro, cercò le sigarette nella tasca della giacca, poi accese un fiammifero. Forse avrebbe dovuto lasciare che lo trovasse qualcun altro, che Joey lo facesse fuori. Nel breve istante durante il quale la fiammella aveva rischiarato quell’antro buio, aveva intravisto la scritta tracciata con un dito nella polvere sul pavimento del cassone : “Newcastle”. 

– Il nostro amico ci ha lasciato un messaggio, vedo.  Vuole andare in Norvegia? 

La voce di Joey lo aveva fatto sobbalzare e gli aveva fatto cadere il fiammifero in terra. Lo aveva spento rapidamente calpestandolo, per paura che attecchisse alle foglie secche.

– Mi vuoi far morire di infarto, brutto stronzo? 

– Volevo solo controllare che fosse tutto a posto, noi giù abbiamo finito, ce ne stiamo andando. Hai via libera. 

Donald guardò il poliziotto; nella penombra della grotta non gli era sfuggito il suo ghigno: sicuramente si era divertito a fargli quello scherzo. 

– D’accordo. – aveva bofonchiato, poi finalmente aveva risposto alla sua domanda. – Non so, potrebbe esser un’idea. Da Newcastle partono i traghetti per Bergen. Non vedo per quale altro motivo potrebbe voler andare lì.

– Per vedere una partita dello United? 

– Non sei divertente. Jo, sul serio. Cosa intendi fare? Ormai avranno diramato l’allerta, tutti i porti e gli aeroporti avranno ricevuto la segnalazione. Se lo prendono e lui decide di vuotare il sacco…

– Non succederà. Ascolta, prova a contattarlo. Convincilo a tornare indietro. A te dà retta. Poi penserò io al resto. Adesso devo andare. 

Joey si era dileguato e Donald aveva nascosto di nuovo il veicolo. Convincere Wallace a tornare indietro non sarebbe stato facile, avrebbe dovuto trovare una scusa plausibile. Rimuginando, rimase nascosto fra gli alberi fino a quando la strada fu sgombra del tutto, dopo di che si incamminò verso la propria auto; Donald aveva avuto un’idea, finalmente.

Nel prossimo capitolo:

  • Mandy si risveglia (13%)
    13
  • Eve riesce a scappare (25%)
    25
  • Kenneth e Liam scoprono qualcosa (63%)
    63
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120 Commenti

  • Che bello sei tornata!
    Non vedevo l’ora di leggere il finale, una conclusione perfetta…mi è piaciuta tanto!
    Non me ne voglia nessuno ma questo è uno dei pochi racconti che ultimamente mi ha davvero coinvolto e appassionato, sarà perchè mi sono affezionata a Eve e Liam (mi mancheranno 🙁 ) o sarà perché le tue storie sono sempre così gradevoli da leggere…forse sono entrambe le cose 🙂
    Mi dispiace solo che sia passato quasi inosservato, è proprio vero che le cose migliori sono anche quelle più sottovalutate e questo non è giusto 🙁
    Io comunque ci sarò anche per il prossimo racconto, sono una lettrice molto fedele 😀

  • Una cosa che mi piace tantissimo è quando anche i personaggi di passaggio aprono scorci profondi sul mondo del racconto.
    Il donnone fuciliere e ottimo a far torte ne è un esempio perfetto!

    Temo che le tracce saranno scovate da Joey, ma spero di no… Sarebbe terribile!

    Molto bello, a proposito, il passaggio allo sguardo di Eve: tristezza e speranza insieme.

  • ragioniamo.
    Se c’è un fremito nella folla mi viene da pensare a qualcosa di inaspettato. Quindi escludo sia lei.
    Se fosse stato un manichino i soccorritori che l’hanno legata alla barella lo avrebbero detto subito, secondo me.
    Vediamo chi hanno fatto fuori come indizio 😛

  • Stupendo finire una storia e ricominciare subito col seguito! 😀
    Caparbia e protettiva com’è, dubito che Eve coinvolgerebbe qualcun altro, almeno non senza prima approfondire la faccenda. Tornerà indietro da sola.
    Mamma mia, l’ammiratore non sarà mica… no, speriamo di no… In ogni caso, non penso che scopriremo presto l’identità del mittente, giusto? 😉

  • Molto carina l’idea della colonna sonora… e bellissimo pezzo di piano. Ma davvero si intona con questo capitolo (chiedo umilmente)? Lo dico perché la descrizione iniziale è molto “primaverile” e “giuliva”, mentre il pezzo è molto lento e triste. Più avanti, però, si riassesta sui “binari” del racconto: quando la protagonista pensa al passato con Arthur. Ho letto per bene e sono sicuro che per capire a fondo questa storia (e i suoi personaggi) dovrei leggere anche qualcosa di precedente. Fa lo stesso, cercherò di seguirla comunque! Ciao.

  • Evviva Eve è tornata! 😀
    E prima di cercare Gerard Butl….ehm, scusa…volevo dire Arthur, tornerà indietro a controllare che non le sia sfuggito qualcosa 😀

    PS: il titolo l’ho dovuto googlare…purtroppo questo semestre ho saltato tutte le lezioni di gaelico 😀

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