(Tilleadh gu) Eilean

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo Saltiamo subito nel pieno dell'azione, a Drumnadroicht (78%)

Spari

Aveva finto di star male, per rallentare Wallace. Sperava che la stessero cercando e che quella sosta avrebbe permesso alla polizia di allestire dei posti di blocco, magari dopo aver scoperto il suo messaggio. Era solo una speranza, forse vana, ma doveva provare. Si erano sistemati in quel casolare abbandonato e Wallace le aveva ammanettato un polso alla testiera del letto, per paura che fuggisse. Aveva provato a convincerlo che non lo avrebbe fatto, ma l’altro non aveva voluto sentire ragioni. Wallace aveva chiamato Joey, lo aveva sentito distintamente  fare il suo nome, ma non aveva capito che si trattasse di quel Joey, almeno finché  non lo aveva visto coi propri occhi. Era arrivato lì, circa un’ora dopo e avevano iniziato a litigare furiosamente: lei aveva sentito solo delle urla, dei frammenti di frasi, niente che le facesse comprendere molto, se non che il poliziotto era in affari con Wallace e stavano cercando di ricostruire quella rete di distribuzione di droga che pochi mesi prima era stata smantellata da Liam. Uno accusava l’altro di aver rovinato tutto con quel rapimento, mentre l’altro rinfacciava al primo di avergli tenuto nascosto il fatto che fosse stata lei a far la spia. Dopo gli spari, c’era stato silenzio. Un silenzio angosciante e terribile. E lei, incatenata al letto, non osava nemmeno respirare. Aveva sentito dei passi, delle imprecazioni tanto basse che non le avevano permesso di comprendere chi fosse rimasto in vita, dei due. Lo aveva scoperto dopo, non sapeva dire quanto tempo fosse trascorso, ma a un tratto nel vano della porta si era stagliata quella figura; aveva una pistola in mano e la puntava contro di lei.

– Addio, Eve.

Poi c’era stato quello sparo.

oOo

Joey se ne era già andato, nessuno lo aveva più visto  dopo le operazioni di rilevamento presso il burrone in cui era stata ritrovata Mandy. Ken e Liam erano cupi e silenziosi, e lo erano diventati ancor più dopo quella notizia. Donald, pallido in volto, stava seduto sul sedile posteriore dell’auto. Il tragitto da Kyle of Lochalsh fino a Drumnadroicht era stato percorso a velocità elevata: Ken conosceva bene quelle strade e guidava con sicurezza lungo la statale tortuosa; nel frattempo Donald aveva raccontato loro tutta quanta la storia: di come lui e Joey avessero collaborato alla costituzione della rete di traffico di droga che era stata smantellata mesi prima, coprendo i movimenti di Wallace e degli altri in cambio di una cospicua mazzetta; del salvataggio di Wallace quando questi era sfuggito alla retata, di come lo avevano nascosto in quel casolare di Drumnadroicht e di come questi avesse maturato il folle piano di rapire Eve.  Avevano tratto la conclusione che Joey potesse aver raggiunto Wallace al casolare, probabilmente con l’intenzione di ucciderlo. I loro sospetti  vennero confermati quando avevano trovato l’auto di Joey parcheggiata poco distante dalla costruzione, semi nascosta fra gli alberi. Senza perdere tempo, avevano lasciato il loro mezzo poco più indietro, con Donald, ammanettato, al suo interno. Ken aveva chiesto rinforzi, ma non potevano aspettare: se Joey avesse ucciso Wallace, probabilmente avrebbe deciso di ammazzare anche Eve, testimone dell’omicidio. D’altro canto, non potevano dire con certezza che anche Wallace non l’avrebbe eliminata, nonostante quel che aveva detto Donald. In silenzio si erano avvicinati al casolare, con le armi spianate. Avevano spiato al suo interno scambiandosi segnali silenziosi; tutto sembrava tranquillo; avrebbero aspettato gli altri, circondato la costruzione, imposto a Wallace e Joey la resa. Poi però Liam aveva visto Eve, ferita e incatenata al letto e l’ombra di qualcuno che si profilava nel vano della porta, il baluginio del metallo di una canna di pistola. Non c’era più stato tempo per pensare, per aspettare e nemmeno per seguire la procedura.

oOo

Il rumore prodotto da una pistola quando spara, non è esattamente come sembra nei film: non è così assordante, non per quel modello, almeno. Ma quel che più poteva colpire qualcuno che per la prima volta si trovasse a uccidere sparando era che non si riusciva immediatamente a realizzare la conseguenza del proprio gesto: un momento prima quella persona era viva, il momento dopo non lo era più e succedeva tutto piuttosto rapidamente, se si sapeva dove colpire. Insomma, non dava soddisfazione: ci si ritrovava col corpo privo di vita di qualcuno e a riflettere su come sia incredibilmente facile, uccidere; semplice, davvero: un colpo e via, quella persona, i suoi pensieri, gli atteggiamenti, i dolori e le speranze, tutto insomma, cessavano di esistere in pochi secondi; il sipario calava. E poi restavano un corpo vuoto, come un giocattolo rotto, il silenzio che sapeva di polvere da sparo e l’adrenalina che pian piano scivolava via. La vera emozione la dava la preparazione di quel momento. Prendere la mira, ascoltare i battiti del proprio cuore, aspettare il momento giusto. Premere il grilletto. Fine.

 

 

 

 

Due spari, due morti.

  • Joey e Eve. (0%)
    0
  • Wallace e Eve (22%)
    22
  • Wallace e Joey (78%)
    78
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120 Commenti

  • Che bello sei tornata!
    Non vedevo l’ora di leggere il finale, una conclusione perfetta…mi è piaciuta tanto!
    Non me ne voglia nessuno ma questo è uno dei pochi racconti che ultimamente mi ha davvero coinvolto e appassionato, sarà perchè mi sono affezionata a Eve e Liam (mi mancheranno 🙁 ) o sarà perché le tue storie sono sempre così gradevoli da leggere…forse sono entrambe le cose 🙂
    Mi dispiace solo che sia passato quasi inosservato, è proprio vero che le cose migliori sono anche quelle più sottovalutate e questo non è giusto 🙁
    Io comunque ci sarò anche per il prossimo racconto, sono una lettrice molto fedele 😀

  • Una cosa che mi piace tantissimo è quando anche i personaggi di passaggio aprono scorci profondi sul mondo del racconto.
    Il donnone fuciliere e ottimo a far torte ne è un esempio perfetto!

    Temo che le tracce saranno scovate da Joey, ma spero di no… Sarebbe terribile!

    Molto bello, a proposito, il passaggio allo sguardo di Eve: tristezza e speranza insieme.

  • ragioniamo.
    Se c’è un fremito nella folla mi viene da pensare a qualcosa di inaspettato. Quindi escludo sia lei.
    Se fosse stato un manichino i soccorritori che l’hanno legata alla barella lo avrebbero detto subito, secondo me.
    Vediamo chi hanno fatto fuori come indizio 😛

  • Stupendo finire una storia e ricominciare subito col seguito! 😀
    Caparbia e protettiva com’è, dubito che Eve coinvolgerebbe qualcun altro, almeno non senza prima approfondire la faccenda. Tornerà indietro da sola.
    Mamma mia, l’ammiratore non sarà mica… no, speriamo di no… In ogni caso, non penso che scopriremo presto l’identità del mittente, giusto? 😉

  • Molto carina l’idea della colonna sonora… e bellissimo pezzo di piano. Ma davvero si intona con questo capitolo (chiedo umilmente)? Lo dico perché la descrizione iniziale è molto “primaverile” e “giuliva”, mentre il pezzo è molto lento e triste. Più avanti, però, si riassesta sui “binari” del racconto: quando la protagonista pensa al passato con Arthur. Ho letto per bene e sono sicuro che per capire a fondo questa storia (e i suoi personaggi) dovrei leggere anche qualcosa di precedente. Fa lo stesso, cercherò di seguirla comunque! Ciao.

  • Evviva Eve è tornata! 😀
    E prima di cercare Gerard Butl….ehm, scusa…volevo dire Arthur, tornerà indietro a controllare che non le sia sfuggito qualcosa 😀

    PS: il titolo l’ho dovuto googlare…purtroppo questo semestre ho saltato tutte le lezioni di gaelico 😀

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