(Tilleadh gu) Eilean

Dove eravamo rimasti?

Due spari, due morti. Wallace e Joey (78%)

Riflessioni

Liam si sentiva stanco e svuotato. Seduto sul limitare del molo osservava il cielo tingersi dei toni rosati del tramonto, mentre la sigaretta languiva fra le sue labbra. Tutt’intorno c’era solo silenzio. Perfino il mare aveva smesso di farsi sentire e carezzava gli scogli con un muto sciabordio; i gabbiani si lasciavano andare alla deriva, addormentati, galleggiando a pelo d’acqua; La brezza sussurrava, appena udibile, fra le fronde degli abeti ed i suoi capelli. Il profilo dell’isola di Skye, di fronte a lui, si faceva sempre più scuro, man mano che il sole calava e una sottile bruma si sollevava dall’acqua, andando ad addolcire i contorni del paesaggio: avrebbe desiderato che anche gli spigoli del suo cuore venissero ammorbiditi, avvolti da quella nebbiolina. Pat aveva fatto in modo che lui potesse stare solo, tutto il villaggio proseguiva la propria vita sottovoce, per non disturbarlo, restando a debita distanza da Liam e da quel molo. Se il vento avesse soffiato nella sua direzione provenendo dalla collina alle sue spalle, l’uomo avrebbe potuto sentire il sommesso tintinnare dei piatti e dei bicchieri, forse qualche risata, i suoni di famiglie che si apprestavano a cenare. Ma anche il vento voleva soltanto che lui riposasse, che potesse leccarsi le ferite in santa pace. Spostò lo sguardo verso ovest, oltre l’isola, verso il mare aperto. Con un movimento ritmico, sempre uguale, stava giocando con lo zippo. Lo apriva, lo richiudeva, lo riapriva, producendo quel piccolo rumore ripetitivo e secco senza fermarsi mai. Con la mente, tornò indietro a qualche mese prima, quando aveva incontrato per la prima volta Eve, lassù, sulla strada costiera a picco sugli scogli. Era l’alba e c’erano soltanto loro due. Quel suo sguardo gli era rimasto impresso a fuoco nei pensieri, nel cuore, fin dal primo momento. E poi ancora, aveva ricordato loro due al pub, quindi su quello stesso molo, avvolti nel blu del cielo e del mare, la risata di lei, i suoi silenzi, la forza che emanava con quei sorrisi pacati. Quella sera, l’ultima prima che lui facesse ritorno a Edimburgo, trascorsa in gran parte ad osservarla dietro la finestra, indeciso se salutarla o meno, mentre cercava di fissare nella propria mente l’immagine di lei, per portarla con sé .

La decisione di chiedere il trasferimento a Kyle of Lochalsh era arrivata quando, dopo un mese dal suo ritorno ad Edimburgo, aveva chiamato col nome di Eve una ragazza che le assomigliava e che era finita nel suo letto probabilmente soltanto per quel motivo, dato che non sapeva nemmeno come si chiamasse in realtà. L’altra se n’era andata, infuriata, e lui era rimasto lì, fra le lenzuola, a chiedersi cosa stesse aspettando a tornare dalla vera Eve. Il mattino dopo aveva parlato col suo Capitano e gli aveva comunicato la propria decisione. C’erano stati i dubbi, ma soltanto dopo che aveva compilato il modulo di richiesta: del resto, fra loro c’era stato soltanto un bacio, nient’altro. Lui se ne era andato senza salutarla e lei… Non lo aveva più chiamato.  Perché avrebbe dovuto farlo, in fondo? Liam aveva pensato a tutto questo, la fatto che il suo ritorno a Kyle  forse non avrebbe avuto l’esito sperato, ma aveva voluto provare ugualmente, prima che la distanza fra loro due diventasse abissale. Nei mesi successivi, aveva provato ad immaginare spesso come sarebbe stato il suo ritorno: pensava di entrare nel pub, come faceva sempre, andare a sedersi al proprio tavolo, nell’angolo. E se lei non lo avesse notato prima, quando sarebbe arrivata vicino a lui le avrebbe sorriso, le avrebbe detto che era tornato per lei.

Non era andata così. Era lì, poco distante da dove si trovava lei e non aveva potuto sorriderle né dirle niente. Era lì, dove aveva desiderato essere nei mesi precedenti, ma solo. E la colpa era soltanto sua, che l’aveva lasciata a Kyle senza pensare che Wallace sarebbe tornato; stavolta aveva controllato che fosse morto per davvero.

Il cielo si era screziato di porpora, con violente striature che lo squarciavano.

Aveva ucciso Joey, quando lo aveva visto con la pistola in mano.

Lui non aveva mai ucciso prima.

Ma lo avrebbe fatto ancora, se fosse stato necessario, se fosse bastato a farla tornare da lui.

Piccoli passettini rapidi avevano infranto quel silenzio denso di pensieri. Due minuscole braccia gli cinsero il collo e il viso del piccolo François si avvicinò al suo.

– Mamma si è svegliata! Liam, vieni!

Liam, col cuore in gola,  sollevò la mano ad arruffargli i capelli, sorridendo dopo aver gettato la sigaretta. Gli piaceva quel ragazzino, e lui piaceva a François. Avevano imparato a conoscersi, in quei pochi giorni.

Si era alzato senza ancora poter credere a quella notizia, al fatto che Eve fosse finalmente sveglia dopo il coma in cui era caduta in seguito al colpo esploso da Joey prima di morire che l’aveva ferita gravemente. Senza dire nulla, aveva preso François in spalla e con lui era tornato di corsa verso il pub, dove Pat lo aspettava, pronto ad accompagnarlo in ospedale, da lei.

 

 

Ed eccoci, prossimi al finale.

  • Eve e Liam dovranno ricominciare da capo (50%)
    50
  • Eve e Liam irrimediabilmente distanti (13%)
    13
  • Eve e Liam finalmente insieme, felici e contenti (38%)
    38
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120 Commenti

  • Che bello sei tornata!
    Non vedevo l’ora di leggere il finale, una conclusione perfetta…mi è piaciuta tanto!
    Non me ne voglia nessuno ma questo è uno dei pochi racconti che ultimamente mi ha davvero coinvolto e appassionato, sarà perchè mi sono affezionata a Eve e Liam (mi mancheranno 🙁 ) o sarà perché le tue storie sono sempre così gradevoli da leggere…forse sono entrambe le cose 🙂
    Mi dispiace solo che sia passato quasi inosservato, è proprio vero che le cose migliori sono anche quelle più sottovalutate e questo non è giusto 🙁
    Io comunque ci sarò anche per il prossimo racconto, sono una lettrice molto fedele 😀

  • Una cosa che mi piace tantissimo è quando anche i personaggi di passaggio aprono scorci profondi sul mondo del racconto.
    Il donnone fuciliere e ottimo a far torte ne è un esempio perfetto!

    Temo che le tracce saranno scovate da Joey, ma spero di no… Sarebbe terribile!

    Molto bello, a proposito, il passaggio allo sguardo di Eve: tristezza e speranza insieme.

  • ragioniamo.
    Se c’è un fremito nella folla mi viene da pensare a qualcosa di inaspettato. Quindi escludo sia lei.
    Se fosse stato un manichino i soccorritori che l’hanno legata alla barella lo avrebbero detto subito, secondo me.
    Vediamo chi hanno fatto fuori come indizio 😛

  • Stupendo finire una storia e ricominciare subito col seguito! 😀
    Caparbia e protettiva com’è, dubito che Eve coinvolgerebbe qualcun altro, almeno non senza prima approfondire la faccenda. Tornerà indietro da sola.
    Mamma mia, l’ammiratore non sarà mica… no, speriamo di no… In ogni caso, non penso che scopriremo presto l’identità del mittente, giusto? 😉

  • Molto carina l’idea della colonna sonora… e bellissimo pezzo di piano. Ma davvero si intona con questo capitolo (chiedo umilmente)? Lo dico perché la descrizione iniziale è molto “primaverile” e “giuliva”, mentre il pezzo è molto lento e triste. Più avanti, però, si riassesta sui “binari” del racconto: quando la protagonista pensa al passato con Arthur. Ho letto per bene e sono sicuro che per capire a fondo questa storia (e i suoi personaggi) dovrei leggere anche qualcosa di precedente. Fa lo stesso, cercherò di seguirla comunque! Ciao.

  • Evviva Eve è tornata! 😀
    E prima di cercare Gerard Butl….ehm, scusa…volevo dire Arthur, tornerà indietro a controllare che non le sia sfuggito qualcosa 😀

    PS: il titolo l’ho dovuto googlare…purtroppo questo semestre ho saltato tutte le lezioni di gaelico 😀

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