Welcome To The Machine

Dove eravamo rimasti?

Come la chiudiamo? Il vero nemico uscirà allo scoperto... (67%)

Fire And Ice

Perché Joe King era in quella casa? Aveva deciso di far parte del gioco? Cosa passava in quella mente diabolica che aveva costretto vittime innocenti a prostituirsi per un sadico piacere?

“Mike Barbieri, Mandy Summers e Richard Mercury: un terzetto interessante. Mike, sei cresciuto in strada, non mi stupisce vederti vivo. Richard, tu sei un genio, le tue capacità intellettive hanno avuto la meglio sul tuo fisico anonimo. Mandy, proprio non mi aspettavo di vederti ancora in piedi, a questo punto del gioco. Forse perché ti ho sempre immaginata in ginocchio, con quelle tettone in mostra… Che rimanga tra noi, quanti te ne sei scopata per poi ucciderli a tradimento? Dicono tu sia una sveglia…”

Mandy era rossa in volto. Non per la vergogna, ma per l’ira.

“Cosa cazzo ne sai di noi, brutto figlio di puttana?! Lasciaci in pace e, soprattutto, non osare mai più parlare in quel modo a Mandy!” ringhiò Mike.

“Oh, ecco qua il vincitore, l’ultimo cazzo succhiato. Complimenti, Mike, il fascino della strada colpisce sempre.”

Mike avrebbe voluto scagliarsi addosso a Joe, am con che arma? Ebbe un’idea: la cintura! Afferrò la fibbia per slacciarla ma notò qualcosa di strano: dalla fibbia si staccò un’impugnatura ed emerse una lama triangolare: uno spaccacuore!

Mike si gettò contro Joe con la lama tesa e riuscì a colpirlo alla spalla. Purtroppo Joe riuscì a sparare, il proiettile colpì Mike di striscio ma il dolore fu ugualmente lancinante. Un anemone cremisi dipinse un Picasso sulla maglietta nera del ragazzo. L’urlo di dolore morì in gola, non voleva dare soddisfazione a quel bastardo!

“Mike!” urlò Mandy, precipitandosi verso il ragazzo.

Richard era rimasto immobile, stava studiando attentamente la situazione. Il calcolo delle probabilità batte l’ira, sempre.

“Ragazzi, non vi conviene mettervi contro di me…” sibilò Joe.

Mike premette il fazzoletto contro il braccio ferito: la stoffa si colorò rapidamente di un rosso vermiglio.

“Ragiona, Joe: tu sei solo, noi siamo in tre. Cosa pensi di fare?” esordì Richard.

Mike capì al volo la tattica dell’amico, afferrò Mandy per un braccio e uscirono dal portone. Joe fu spiazzato da quella scelta repentina, puntò la pistola verso il portone ma Mike e Mandy erano già scomparsi nel cortile. Un paio di colpi colpirono il terreno pochi passi dietro loro.

“Presto, raggiungiamo la BMW!” urlò Mike.

Pochi metri e videro l’auto parcheggiata nella rimessa. Mike tentò di aprire la portiera e, con sommo stupore, la trovò aperta. Le chiavi erano inserite nel quadro, non poteva crederci! Mise in moto, il rombo del sei cilindri in linea riempì l’abitacolo. Mandy salì, Mike posizionò il cambio in D e si precipitò all’ingresso della casa: dovevano salvare Richard!

L’auto era a pochi metri dall’ingresso quando una deflagrazione scompose quelle migliaia di mattoni in tanti minuscoli pezzi. Il fuoco d’acciaio divorò quella creazione dell’uomo in pochi istanti, Mike e Mandy avevano il terrore dipinto in volto.

Richard e Joe… Il bastardo aveva auto ciò che meritava, ma Richard…

Anneke, Asia, David, Jennifer, Richard, Roger, Sharon e Steven. Otto loro compagni, otto amici che avevano perduto la vita in quel gioco infame…

Mike si allontanò dalla casa in fiamme a tutta velocità. Non poteva crederci: era finita.

Qualche giorno dopo…

La radio stava passando “Lost” dei Within Temptation. Mike aprì gli occhi e allungò il braccio verso il lato destro del letto. Un colpo al cuore: dov’era?

“Ben svegliato, dormiglione…”  disse con un sorriso Mandy.

“Ero in cucina a preparare la colazione.” Proseguì, appoggiando il vassoio sul tavolino.

Mike l’attirò a sé.

“Non azzardarti mai più a fare una cosa del genere! Non sparire, mai…” disse con sguardo serio.

Chiaramente la minaccia era scherzosa, però si sarebbe sentito davvero perduto, senza Mandy. L’aveva sempre amata, solo non se n’era mai accorto. Fecero colazione, non prima però di aver fatto l’amore, prima di essersi donati anima, corpo e cuore. Una tragedia aveva tolto la vita a molte persone, però aveva unito due cuori. Per sempre.

Joe King appoggiò la sigaretta sul posacenere di cristallo. A un tratto la porta si aprì, una figura entrò nella stanza e Joe si alzò immediatamente, sembrava un bambino sorpreso a rubare le caramelle.

“Signore… io…”

“Tranquillo, Joe, non ti ucciderò per aver fumato nel mio studio. Avrei voluto ucciderti quando ti sei intromesso nel gioco. Fortunatamente avevo recuperato il file con i documenti che ci avrebbero incriminati. Che avrebbero incriminato me, il responsabile di tutto. Soprattutto di questo bel giochino…”

“Però ha vinto, signore…”

“Quasi. Alla fine potevo vincere, ma ho preferito far vivere quei due. Sarebbero materiale interessante per la prossima edizione di Welcome To The Machine, non credi? Ho già in mente un paio di aggiunte interessanti…”

“La ascolto, signore…” disse obbediente Joe King.

La poltrona fu occupata dal suo legittimo proprietario: l’ideatore del gioco, il padrone di Joe King. Signore e signori, ecco a voi Richard Mercury…

 

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76 Commenti

  • Ho appena scoperto questa storia ma sono almeno in tempo x l’ultima votazione:) all’inizio avevo pensato ad un moderno Dieci Piccoli Indiani ma direi che il paragone con hunger games è più adatto. Però il tuo racconto li batte tutti: è tremendamente terrificante. Complimenti anche per lo stile.. è difficile realizzare più scene diverse in contemporanea

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