Amare un Mostro

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo capitolo... Si continuerà con Mark e la misteriosa voce. (58%)

Confessioni imprigionate

«Un messicano di nome Adam Ramirez: ora le ho sentite davvero tutte!» Mark accennò un sorriso.

«Si, amigo. Te l’ho già detto: mia madre era una grande fan di Bryan Adams

Un gelido silenzio scese sulla conversazione. Entrambi sapevano quale sarebbe stata la domanda successiva.

«Allora… perché sei qui?»

«Io sono innocente!» rispose Mark.

«Certo, amigo. Come tutti qui dentro! Anche io all’inizio ero come te. Ora sono sincero con me stesso e ho accettato le mie responsabilità.»

«Allora sii sincero anche con me. Ti prometto che io, dopo, farò lo stesso.»

Adam fece una lungo sospiro. «Sai… nella vita puoi fare molte cose sbagliate, ma le scelte… sono quelle decisioni che ti segnano per sempre.» Mark si stese sul materasso incrociando le mani dietro la testa.

«La mia scelta sbagliata si chiamava Lucas. Amici da una vita, condividevamo tutto: donne, droghe, soldi e macchine. Avevamo adocchiato questa Camaro del 2006, motore aspirato V8, 420 cavalli, cerchi in lega da 22 pollici.» 

«Non ne capisco molto. Sembra bella.»

«Un sogno su quattro ruote,amigo! Comunque… ormai erano giorni che ci giravamo intorno, fantasticando su come avremmo potuto rubarla. Checabróneravamo.» la voce di Adam si incupì improvvisamente. «Quella sera la coca ci aveva dato la forza per mettere in pratica le nostre fantasie. Lucas era riuscito anche procurarsi una Glock semiautomatica senza numero di serie. Io dovevo fare solo da palo e controllare la zona fuori alla casa, mentre lui intimidendo il proprietario, doveva prendere le chiavi. Con il cervello annebbiato sembrava un cazzo di piano geniale.» Adam fece un pausa. I fumosi ricordi si ripresentavano davanti ai suoi occhi.

«Poco dopo che Lucas era entrato nella villetta, sentii uno sparo. Mi precipitai all’ingresso. Era socchiusa. La testa non smetteva di martellare. Il cuore mi scoppiava in petto. Feci per aprirla, ma la porta era parzialmente bloccata dal cadavere di uomo. Mi alzai la maglietta sul naso: l’odore acre del sangue non mi faceva respirare. Urlai il nome di Lucas. Mi rispose di raggiungerlo subito in cucina.» la voce di Adam si spezzò.

«Altri due colpi di pistola: l’uomo non era solo in casa, pensai. Arrivato in cucina vidi Lucas fermo in un angolo mentre il corpo esanime di una madre e la sua bambina giacevano sul pavimento. Mi bloccai. In lontananza, le sirene della polizia fecero agitare ulteriormente Lucas, che mi scaraventò in auto. Ero immobilizzato dallo shock. Continuava ad urlarmi qualsiasi cosa per farmi riprendere.

La polizia ci stava addosso.  Lucas mi diede la sua Glock, dicendomi di sparare agli sbirri. Ancora confuso dalla droga e dall’adrenalina, cominciai a far fuoco sulle macchine della polizia. Centrai l’autista di una volante. A quel punto anche la polizia rispose al fuoco. Le pallottole era vicine. Troppo vicine. Una trapassò la carotide di Lucas. Perse il controllo della macchina e finimmo fuori strada.» Adam si sedette sulla branda.

«Le ultime immagini che ricordo chiaramente, sono di Lucas che sporco di sangue mi fissa negli occhi mentre muore e io che vengo scaraventato fuori da un agente. Complice di un triplo omicidio e killer di poliziotti: una corsia preferenziale per finire qui.»

«Cazzo, Adam. Come faccio a competere con una storia del genere?»

«Dai Mark, non sfottere. Mi hai promesso di essere onesto.»

«Ehi tu, stronzo!» sbraitò la guardia fuori dalla porta di Mark. «Fa’ silenzio e metti le mani qui dentro.»

«Che succede?» chiese Mark, mentre infilava entrambi i polsi nell’apertura rettangolare della porta.

«Il telefono. Qualcuno ti cerca.» Le manette fecero un leggero click. «Non fare altre domande del cazzo e muoviti!»

Il detenuto che stava lavando per terra aveva lo sguardo fisso sul pavimento. L’odore di acqua sporca ristagnava in tutto il corridoio. In un angolo, un sudicio telefono a muro aspettava il suo arrivo. Mark sollevò la cornetta bluastra con difficoltà, a causa delle manette.

«Pronto? Chi è?» La sua voce riecheggiava nell’aria.

«Come hai detto? Problemi? Di che tipo?» Il suo tono di voce si alzò. « No! No! Ascoltami bene… Questi sono tuoi problemi… Noi abbiamo un cazzo di accordo, ricordi?» Malgrado sussurrasse, quelle parole sembravano scaraventate sul suo interlocutore come un machete.

«Non mi interessa! Te ne devi occupare tu… e non permetterti più di contattarmi di nuovo qua dentro, mi hai capito?» Mark sbatté furiosamente la cornetta. Il sangue gli ribolliva nelle vene. Lanciò un’occhiata al detenuto che imbracciava lo scopettone: le mani gli tremavano vistosamente.

«Tu! Sai che ore sono?» gli chiese Mark, mentre si toglieva i tondeggianti occhiali.

«N-No, non lo so amic…» Non fece in tempo a finire la frase, che Mark gli si scagliò contro con una forza animale.

La forte testata aveva rotto il setto nasale del malcapitato e il sangue usciva copiosamente.

«Che cazzo fai?» urlò la guardia che era in fondo al corridoio. 

Un ghigno soddisfatto comparve sul viso di Mark mentre, delicatamente, si rimise la montatura degli occhiali sul naso.

Nel prossimo episodio tornerà Markus Fisher. Dove prenderà in considerazione la proposta di Marienne?

  • Nel college della figlia. (9%)
    9
  • Ad un raduno di alcolisti anonimi. (64%)
    64
  • In un bar di motociclisti. (27%)
    27
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

176 Commenti

  • Prima di essere linciato (a ragione) da tutti voi, mi scuso in anticipo per il ritardo con cui continuo questa storia. Se vorrete darmi ancora fiducia e rileggere daccapo i capitoli di “Amare un mostro” (a cui tengo molto), vi consiglio di leggere quelli presenti su questa pagina (https://www.wattpad.com/myworks/15277063-amare-un-mostro) in versione rivista e corretta, per dare senso al tutto. Sempre su questa pagina troverete in anticipo tutti gli ultimi capitoli.
    Grazie mille in anticipo per l’interesse.

  • Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

    Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

    Chiudi