Amare un Mostro

Dove eravamo rimasti?

Nel prossimo episodio tornerà Markus Fisher. Dove prenderà in considerazione la proposta di Marienne? Ad un raduno di alcolisti anonimi. (64%)

i Bei Tempi

(Per leggere il capitolo integrale e la versione completa della storia clicca qui.)

“… risulta ancora irreperibile Stonewood, il procuratore distrettuale noto per lo scandalo Prove Scoperte  e che da diversi giorni è scomparso. La polizia continua la ricerca per…”

Markus cambiò stazione. Non sopportava i notiziari, soprattutto se alla radio.

***

«…e così usavo i soldi per comprare quella merda, invece di usarli per il mio piccolo…» la donna aveva gli occhi lucidi. «I servizi sociali, me l’hanno portato via, e mi hanno detto di rimettermi in sesto se lo volevo rivedere di nuovo… ma grazie a voi ragazzi…al mio sponsor e all’aiuto di Dio… ormai sono quasi 17 settimane che non tocco una goccia d’alcool.»

«Grazie per la condivisione» disse in coro il gruppo di una decina di persone mentre battevano le mani.

Il piccolo seminterrato della chiesa presbiteriana di Helena non era molto spazioso, e la dozzina di sedie di legno messe a quadrato, di certo non aiutavano. L’unica fonte luminosa erano i bianchi neon,  che pulsanti sopra le loro teste, davano all’intero ambiente una colorazione fredda e asettica. L’aria era pregna del forte odore di caffè, proveniente dalle alcune caraffe metalliche. Queste ultime assieme a diversi opuscoli, intitolati “la Condivisione è la Cura”, erano disposti ordinatamente sopra i tavoli in fondo alla stanza.

«Allora… chi vuole prendere la parola adesso? Lei? Si, dico a lei.» disse il reverendo Moore rivolgendosi a Markus. «È da un po’ che segue le nostre sedute e non ha mai parlato… prego.»

«Ma… io veramente… non saprei da dove cominciare…» Come colto da un tic nervoso, Markus si toccò la barba incolta.

«Incominci dall’inizio allora: come si chiama e perché è qui.»

«Mi chiamo… ehm… M. e sono qui per…» Markus si alzò in piedi. «No, scusate. Non ci riesco… io non sono quel tipo di persona.»

«Che tipo di persona?» il reverendo aveva la voce calma e rassicurante.

«Una persona che… condivide. Una che apre i propri sentimenti a un gruppo di sconosciuti, senza offesa… ma tutto questo… non fa per me.»

«Ma qui nessuno la giudicherà. Prego si sieda. Questo gruppo viene chiamato di auto-aiuto per un motivo: aprendovi con gli altri non solo condividete emozioni, ma soprattutto, riuscite ad aiutarvi l’un l’altro.»

«Si, è vero!» cenni di assenso rimbalzavano da una parte all’altra della stanza.

«La prego. Si aiuti.» il reverendo fece cenno a Markus di accomodarsi. «Allora… partiamo dalla fine: perché si trova qui?”

«Per via di una promessa… fatta a mia figlia. Il giorno che sua madre morì, le promisi che avrei fatto di tutto per essere più vigile su di lei.»

«Cosa è successo a sua moglie?» biascicò un uomo pallido e con delle vistose occhiaie, seduto di fianco a Markus.

«Per favore! Non interrompete la condivisione.» 

«No, lasci reverendo. Come ha detto lei, bisogna condividere per curarsi, giusto? Ecco la cruda realtà: è morta di cancro al fegato. Contento?»

Markus sprofondò all’indietro in quella sedia di legno. La sua voce si fece più calda.

«Sa… all’inizio, bevevo per dimenticare lo schifo del lavoro: quando vedi decine o centinaia di corpi violentemente massacrati, mutilati o chi sa cos’altro, continui perché è il tuo dovere… verso la tua famiglia… verso la comunità… ma vuoi assolutamente dimenticare. Quei visi… quei corpi… tutto vuoi dimenticare.» Markus si toccò nervosamente le mani mentre un ironico sorriso si manifestò sul suo viso. «Senza accorgermene ero dipendente: dal lavoro e di conseguenza dall’alcool… e da quando ho smesso con il lavoro… beh…mi è rimasto solo il bere… »

«Aspetti… ma lei non è il detective? Quello famoso intendo.» chiese il tizio pallido.

«Si, quel detective del caso… come si chiamava?» continuò un’altra voce «Prove Scoperte, giusto? Ha aiutato quell’uomo a uscire dal braccio della morte… come si chiamava?»

«Karl… si chiama Karl ed è un ragazzo.» sentenziò Markus. 

«È stato una fortuna trovare quelle prove, vero? Grazie a quelle è diventato famoso!»

«Quelle prove mi hanno causato solo la pensione anticipata…» Il tono di Markus divenne perentorio.

«Come? Perché?»

«Sentite non ne voglio parlare…» la stanza diventò improvvisamente minuscola per lui. Markus si alzò bruscamente dirigendosi verso l’uscita. Doveva assolutamente prendere una boccata.

Una volta fuori dalla porta, Markus infilò entrambi le mani nelle tasche del lungo capotto. Il suo viso si distese solo una volta che cacciò fuori un pacchetto di Marlboro e un accendino.

La notte era scesa gelida e oscura.

Seduto al buio, sul sedile della Dodge, Markus estrasse il costosissimo regalo di pensionamento dalla tasca. La luce dellosmartphonegli illuminava parzialmente il viso.

Inspiro ed espiro profondamente: la telefonata sarebbe stata difficile.

«Pronto? Signora Collins?» la voce risuonava nell’abitacolo. «Si… Accetto.»

Cosa ci sarà nel prossimo episodio?

  • Flashback di Marienne (27%)
    27
  • Flashback delle ultime ore di vita di una vittima del Mostro del Montana (64%)
    64
  • Flashback del detective Fisher (9%)
    9
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176 Commenti

  • Prima di essere linciato (a ragione) da tutti voi, mi scuso in anticipo per il ritardo con cui continuo questa storia. Se vorrete darmi ancora fiducia e rileggere daccapo i capitoli di “Amare un mostro” (a cui tengo molto), vi consiglio di leggere quelli presenti su questa pagina (https://www.wattpad.com/myworks/15277063-amare-un-mostro) in versione rivista e corretta, per dare senso al tutto. Sempre su questa pagina troverete in anticipo tutti gli ultimi capitoli.
    Grazie mille in anticipo per l’interesse.

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