Buona caccia

Dove eravamo rimasti?

Come si evolve la situazione? I ragazzi entrano nell'edificio principale, non incontrano l'assassino ma piazzano delle trappole (100%)

Di nuovo qui

Siamo di nuovo qui. Qui dove è iniziato tutto. La porta dell’edificio è rimasta aperta, come quando siamo scappati. Entriamo in silenzio, armi in pugno. L’unico rumore che sentiamo è un leggero ronzio nelle orecchie, l’unica cosa che vediamo è il buio più totale.

– Accendiamo le torce

Nel silenzio assoluto la mia voce rimbomba come se avessi urlato. Alcuni fasci bianchi iniziano a illuminare la stanza. Lo spettacolo che si para davanti ai nostri occhi è raccapricciante: il cadavere di Linda è ancora al centro della stanza, e alcune macchie di sangue sono sparse per la stanza.

– Che cosa sarà successo? Chiede Silvia, poggiandosi alle spalle di Federico.

– Non lo so – risponde il ragazzo – ma ci sono ancora altre stanze da controllare.

Punto la torcia verso il dormitorio seminterrato. La luce illumina la porta, aperta. Stessa situazione per la cucina e la stanza dove alloggiavano i capi prima del blackout.

– Dividiamoci. Due con me, gli altri controllino la cucina.

Emanuele e Federico mi seguono. Scendiamo i tre scalini che ci conducono alla stanza, a passo lento e felpato. C’è solo silenzio. Scendo l’ultima scala e giro l’angolo che da sulla stanza. Istintivamente mi tiro indietro, sbattendo contro il muro. Federico ed Emanuele capiscono il mio gesto solo quando scendono anche loro. Sto per andare via quando vedo Annalaura e Silvia dirigersi verso di noi: tempismo perfetto. Mi frappongo fra loro e la porta. Le ragazze non capiscono, e spero che desistano dall’entrare.

– Non entrate

– Perché? – fa Annalaura – illuminando la scalinata dietro di me.

– Non entrate.

Il fascio di luce colpisce il pavimento della stanza. Annalaura trasale. Mi giro per vedere cosa sta illuminando e noto la macchia di sangue per terra. Cerchiamo di trattenerla, ma lei riesce a scendere. Un orribile spettacolo le si para davanti: ci sono una ventina di cadaveri lì giù. Tutti lupetti. Uccisi barbaramente, immobili in posizioni grottesche. Il loro sangue è su tutte le superfici. C’è né addirittura uno sotto un letto. Forse pensava di nascondersi, e invece è stato raggiunto. Annalaura inizia a piangere. Non ho idea di chi siano i lupetti morti, ma capisco che ha visto anche suo fratello. Federico si avvicina a lei e le tappa la bocca con il braccio.

– La smetti di fare casino? Qui rischiamo tutti di essere ammazzati!

– Ha ragione – replica Emanuele – dobbiamo…andare avanti. Sistemare le trappole e prendere quel bastardo!

Magari fosse così facile. Noi tre potremmo anche essere freddi in questo momento, ma non è lo stesso per lei. Saremmo imparziali allo stesso modo se fosse morto unnostroparente? Adesso non è il momento di scoprirlo. Le trappole sono semplici: ai lati della porta sistemiamo delle panche. Un sottile filo di nylon viene legato alle loro gambe, e attaccate al filo alcune posate. Sistemiamo il tutto all’ombra, così che i raggi di luna non rivelino il sistema d’allarme. Facciamo lo stesso anche alla porta della cucina.

Emanuele poi ha un’idea: esce un attimo, e recupera dei rami di legno flessibile. Sulla stessa linea dove è presente il nylon fa passare una corda, ma non la lega intorno alla gamba. La lascia così, incastrando alla bene e meglio nell’intercapedine fra la gamba e la tavola di legno e lega un sasso a un’estremità. Fa fare un paio di giri alla corda, e poi lega il tutto al ramo, teso all’inverosimile. Un paio di coltelli sono legati sull’estremità tesa del ramo.

– Appena l’assassino passerà di qua non solo farà tintinnare le posate, ma farà scattare la trappola. Allentando la corda il ramo schizzerà in avanti, e i coltelli faranno il resto.

– Una trappola perfetta.

– Sì, abbiamo messo delle trappole, ma che si fa ora? – chiede Silvia, giustamente.

– Aspettiamo qui – rispondo – se l’assassino dovesse mai farsi rivedere, saremo pronti ad accoglierlo.

Ci nascondiamo sulle scalinate che danno al magazzino seminterrato. Stessa conformazione dell’altra stanza, il muro ci protegge dalla vista, e all’occorrenza saremmo pronti a scattare per prendere l’assassino. Siamo attaccati gli uni agli altri, tesi come una corda di violino, aspettando che arrivi qualcuno.

All’improvviso sentiamo dei rumori. Sono dei passi sulla brecciolina prima dell’ingresso. Ci siamo. Qualcuno sta entrando. 

Chi sta entrando nell'edificio? Chi dovranno affrontare i ragazzi?

  • E' Sara, che li ha seguiti di nascosto per vedere se avessero trovato l'assassino e vendicarsi. (50%)
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  • Domenico, che ha trovato Fabio, e sta girando per la base cercando i ragazzi per ragguagliarli della situazione (50%)
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  • L'assassino, che ritorna su suoi passi per godere di ciò che ha fatto. (0%)
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55 Commenti

    • Scusami, ma è un periodo difficile all’università, e non mi collego molto a TI. Però non pensare che non commenti o non risponda perchè “me ne frego”. Proprio nel tuo caso ad esempio, non vedo motivo di farlo perchè il racconto è già bello così com’è e non trovo nulla da dire. Non saprei cosa scrivere se non qualche complimento, che tuttavia, se reiterato nel tempo, può sembrare solo un modo per acchiappare voti e ingraziarsi un utente (cosa parecchio fastidiosa a mio avviso). Oggi ho letto il tuo ultimo capitolo, e sì, lì avrei qualcosa da dire, ma per gli altri non ne ho avuto proprio bisogno. Non lo so, forse sbaglio, ma non mi trovo mai bene a rispondere perchè sembra come se cercassi di attirare l’attenzione come un qualsiasi utente “nabbo” e di conseguenza finirei per essere considerato solo uno che cerca attenzione a tutti i costi. Tu che ne pensi?

      • Avresti ragione in un contesto differente, ma questa piattaforma prevede un’interazione tra autori/lettori, utile per sviluppare un giudizio critico, fare autocritica, capire cosa sia giusto scrivere e cosa no attraverso le votazioni e così via. Questo è proprio il bello di The Incipit. Pubblicare in self-publishing, per esempio, non sviluppa nessuna coscienza critica nell’autore poiché difficilmente accederà al giudizio dei lettori che hanno acquistato il romanzo. Accederà solo ai numeri di vendita. Invece qui si scrive e si è subito in gioco, ci si commenta a vicenda, si comprendono pareri e conclusioni… per questo ti dico che non lo trovo autoreferenziale o ipocrita come meccanismo, trovo invece sia costruttivo e utile. Interagire è sempre importante, molto più che scrivere solo per se stessi. Poi nessuno di noi è perfetto, meglio così, c’è sempre qualcosa da imparare. Io almeno, so di avere tanto da imparare. 🙂

        • Hai ragione. Effettivamente avevo proprio perso di vista l’obbiettivo di questa piattaforma. Forse perchè non ricevevo commenti critici, o per altri problemi, ma sono uscito fuori strada. Grazie Alessandra, mi hai risollevato l’umore.

  • Altro intrigante capitolo, Victor! Bravissimo. Questa storia mi piacerebbe vederla in un film… mannaggia…
    Entrano ma non trovano l’assassino… mi piace l’idea di tirarla un po’… piazzeranno delle trappole, loro sanno come fare… Bravo!

  • Carta bianca: preparano una trappola per l’assassino. Uniscono le forze per incastrarlo. Trucchi da scout che conoscono molti escamotage… e se vuoi te ne elenco alcuni formidabili…
    le prede diventano cacciatori, sì. Non è una soluzione definitiva, però, se l’assassino non ci casca, diventa una lotta all’ultimo respiro.
    Come la vedi?
    Bravo. Mi piace molto questa tua storia.

  • Una piccola spiegazione sulla scelta di questo capitolo: nonostante l’opzione più votata sia sta quella del “semplice” blackout, il risvolto desiderato che più risaltava era un blackout che consentisse un colpo di scena (una morte) ho preferito unire le due cose.

  • Mi sei venuto in mente lo scorso w.e. …
    Al cinema hanno dato il trailer di un horror in un campo scout… E lì mi sono augurato di vederti tornare presto… Grandioso.

    Capitolo mozzafiato.
    Si esce a cercare gli altri ora: nel panico si fa spesso la mossa sbagliata…

    Bravo davvero.

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