Diario di un viaggiatore intergalattico

Dove eravamo rimasti?

Cosa o chi ha ucciso l'equipaggio ha colpito anche Iris? No (50%)

Il ripetersi degli eventi

La nave scivolava sospesa a pochi centimetri dall’acqua, passando in mezzo al grande canale che collega il mare allo spazio-porto, proprio in mezzo a due alte torri. Al passaggio della nave l’acqua si increspava come scossa da un lieve soffio. Nessun rumore accompagnava il suo ingresso nel porto.
K. riascoltò il messaggio di aiuto, l’uomo chiedeva aiuto senza sapere bene indicare dove si trovasse. Vista la situazione K. diede l’ordine di virare in direzione del faro, per l’ammaraggio. Muovere una nave di tali dimensioni non era certo semplice in quell’oscurità. Ci sarebbero volute almeno due ore. Lasciò al secondo l’onere del comando e scese a terra con una scialuppa. Il ricettore della nave aveva captato il segnale d’emergenza solo qualche ora prima, l’SOS proveniva da una zona sconosciuta a K. Per quanto ne sapeva, erano passati più di mille anni dall’ultima volta che una nave si era avventurata da quelle parti.

– Una colonia abbandonata – questo pensò subito. Raggiunse la riva mettendo i piedi nudi nell’acqua fino alle caviglie, tenendo gli stivali uniti legati allo zaino che aveva portato con sé. La prima cosa che udì fu una lontana e triste melodia che si accorse proveniva da un bar vicino alla spiaggia. La porta ad un tratto si aprì e la musica colpì più forte l’orecchio di K. Un jukebox suonava. Sulla porta era apparsa una donna attraente, i capelli mossi da vento che indossava un vestitino all’apparenza molto leggero. Si rimise gli stivali pulendo i piedi dalla sabbia che gli era rimasta appiccicata e si incamminò in quella direzione.

Le finestre del locale proiettavano una luce fredda e obliqua sulla strada.

K. pensò che come il primo contatto tra lui e la gente del posto, doveva essere cauto. Non conosceva affatto quell’isola, se non per il messaggio di aiuto che aveva captato, peraltro poco rassicurante, poteva essere pericoloso. Arrivò al bar che la donna era già rientrata e stava dietro al bancone da dove evidentemente era abituata a servire i clienti. K. entrò e rimase in piedi osservando gli altri presenti, due uomini seduti ad un tavolo che bevevano una birra. Inutile darsi l’aria di uno del posto, era chiaramente un forestiero e non poteva nasconderlo a quegli uomini che probabilmente si conoscevano molto bene. Si rivolse direttamente alla donna.

– Buona sera signorina

– Buona sera, rispose lei.

– Sono il comandate della nave di marina Selene, sto cercando un uomo. Il nostro computer ha ricevuto un segnale di aiuto proveniente da questa zona della galassia. Dal messaggio l’uomo deve trovarsi seriamente in pericolo.

– Mi dispiace comandante, non so come aiutarla. Rispose la donna che la notizia non sembrava minimamente turbare. Tutt’attorno l’atmosfera era vagamente surreale, questa era la sensazione che ebbe K. dovuta forse ad una calma e un silenzio a cui non era abituato.

– Posso farle comunque qualche domanda?

– Va bene.

– Deve essere molto che non ricevete visite.. Vorrei dire, dove siamo esattamente?

– Questa è Verdesia, Comandante, una vecchia colonia terrestre.

k. sbiancò..Verdesia, – pensò – il messaggio proveniva da li.. allora era nel posto giusto.

– L’avevo intuito dalle torri, – rispose per non destare sospetto e continuò – risalgono all’arrivo dei primi coloni non è vero? So che una volta si usava costruirle in tutte le colonie. Ma sbaglio oh qui siete rimasti in pochi?

– Non sbaglia, dopo la minaccia dell’asteroide sono andati tutti via.

– L’asteroide? – Chiese.

– Non sa di cosa parlo? Allora lei forse viene da troppo lontano comandante.

– Mi informerò,  – rispose K. un po’ irritato dalla affermazione della donna, – sarà meglio che vada ora, come le ho detto sono qui per cercare una persona che si trova in grave pericolo, ma se non le dispiace ripasserò. 

– Cosa pensa di trovare, comandante, qui non succede mai niente, il suo computer deve essersi sbagliato.

– Forse, ma ormai sono qui, farò un giro. A presto, signorina??

– Iris.

– A presto allora Iris. La saluto.

Bisogna mettersi subito alla ricerca di quell’uomo, sono sicuro che si trova su quest’isola. K. rientrò sulla nave dove avrebbe organizzato immediatamente una squadra. Ascoltò di nuovo il messaggio che aveva captato il ricevitore, era certo, proveniva da quel pianeta ma non c’era traccia di un’esplosione recente li. Nelle registrazioni, l’uomo accennava ad una collina, non molto lontana dalla spiaggia. Ci siamo, pensò K.

– Tenente Lovan, ho bisogno di due uomini con me subito – Ordinò.

– Certo signore.

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96 Commenti

  • (NON SONO RIUSCITA A CARICARE TUTTO IL FINALE A CAUSA DEL LIMITE DI BATTUTE, LO METTO QUI NEL COMMENTO. BUONA LETTURA A TUTT)

    Poco dopo i tre avevano risalito il lato destro della collina che dava sulla spiaggia. Ormai dovremmo esserci, pensò K. non dovrebbe essere lontana e infatti la videro davanti a loro la nave mercantile di Javier. Non fu difficile entrare, il portellone benché chiuso da di dentro, era legato al meccanismo magnetico di sicurezza interstellare, il comandante lo disattivò e immediatamente le porte si aprirono. K. fu il primo a vederlo, quel corpo rinsecchito, in posizione fetale come a proteggersi il viso, i capelli bianchi gli occhi sbarrati dalla paura.

    Maledizione, – esclamò K.

    E’ morto comandante – disse uno dei due uomini che l’accompagnavano toccandogli il polso – non c’è più niente da fare.

    Siamo arrivati troppo tardi. Di cosa è morto, dottore? – chiese K. rivolgendosi all’uomo che teneva ancora il polso di Javier tra le mani. – Questo bisognerà capirlo comandante. Sembra abbastanza vecchio. Così a prima vista direi vecchiaia – rispose il medico.

    Capisco – disse K. evidentemente sconvolto. Dalle ricerche che aveva fatto Javier Salas non poteva avere più di trent’anni.

    Torniamo alla nave e portiamo con noi il corpo per l’autopsia. – ordinò K. Comandante! – disse il terzo uomo con loro.

    Si Tenente!

    Il capitano per radio vuole informarla di un’avaria ad uno dei pistoni di accensione del motore principale, ci vorrà qualche ora forse un giorno per riparare il guasto.

    Accidenti, – pensò K. e un’ombra nera gli velò il volto.

    Va bene, – disse – digli che stiamo tornando alla nave.

    • Il finale mi piace. Hai trovato una soluzione che ci sta proprio bene e lascia aperto ad un seguito se avrai voglia di scriverlo.
      Se fosse stato un film adesso ti starei odiando perchè il finale aperto è in talmente tanti thriller/horror/ecc da rendere la cosa scontata.
      Essendo invece una storia ad episodi ci sta proprio bene.

      Nel mentre che prepari la prossima esperienza, passa dalla mia storia se ti va, sono al sesto episodio e magari riesco anche a farti fare qualche risata 😉

  • Una storia molto particolare….non mi attira molto la scrittura in stile diario ma sei riuscita a renderlo leggero e interessante.
    Sono arrivato tardi ma posso dire che la storia mi sta piacendo, questa direzione un pò “paranormale” mi da la sensazione di leggere uno di quei vecchi libri di fantascienza dove l’ambiente, le sensazioni e le interazioni erano importanti quanto gli effetti speciali.
    La seguo e spero in un finale shock!

  • Mannaggia! Sono arrivato troppo tardi per votare l’altra volta. Purtroppo non avevo un internet molto stabile. Il concetto è che è un bel racconto. Avevo letto il sesto episodio! Francamente non mi ricordo ora quale era l’opzione che avevo in mente ….

    Sì era quella che avevo in mente. Mi piace come descrivi il tuo mondo fantascientifico e la “relazione” complicata dei tuoi personaggi. mi immagino una Penelope Cruz come iris, mentre come Javier …. ci devo pensare. Forse un Tom Cruise ma è molto forse! I miei complimenti davvero visto che è una fantascienza interessante! 🙂 Provvederò a rileggerlo tutto mi sa, ma purtroppo domani ho un esame importante! 🙂 Mi attendono giorni di fuoco! 🙂 Scusami ancora se non ti ho scritto l’altra volta! 🙂 Avevo un internet davvero precario! 🙂

  • Bella … forse lo dico anche in vista dei tuoi 165 share. Ma in realtà mi prendeva anche prima. Spieghi la situazione di Javer in questo capitolo piuttosto disperata ed il desiderio di rivedere la sua amata (?).

    Sento anche un carico di fantascienza che potrebbe diventare buono se prosegue con questo modo di descriverla. Ti seguo senz’altro! 🙂

  • Ragazzi, se mi piace questo racconto! Più voti, più voti.
    Sono rare le volte che aspetti un seguito con trepidazione, questa è una di quelle. E’ un’atmosfera desolata, grigia e spettrale, è una postazione sperduta nello spazio. Neanche il destino malevolo (l’asteroide mancato) è riuscito a dare una svolta a questo luogo “pietrificato” dello spazio. Quanti interrogativi, quanti elementi irrisolti… che tensione sotto la superficie. Questo posto nasconde di sicuro un segreto!
    Adoro questo genere di narrazione, mi ricorda tanto i romanzi e i reportage delle grandi eplorazioni di fine ottocento e inizio novecento. Quante altre cose potrei dire….

    Brava brava, ti seguo anche come autore.

  • Dai… ovviamente indagare!
    Bell’incipit… anche io adoro le storie di fantascienza e per questo ti seguo. Tra l’altro vai alla grande, 40 punti e rotti con un solo capitolo, complimenti!
    Vorrei anche sapere come mai Javier ha avuto quella sorta di “attacco di panico”… se è possibile saperlo a questo punto, ovviamente! Ciao

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