John&Love

Dove eravamo rimasti?

Il prossimo capitolo sarà dal punto di vista di Alex. Dove trova John la sera dopo? In lavanderia (83%)

Giorno di bucato.

 Alex era stupita per quanto aspettasse in gloria il giorno di bucato.

Tutto era più rilassante di quella famiglia ingombrante: insegnare a un branco d’adolescenti, gestire una palestra… anche fare il bucato, era meglio di tutti loro.

La lavanderia automatica le faceva ricordare sua madre e tutte le volte che aveva fatto vedere un vecchio spot televisivo della Levis. Il maxi poster del bel moro in boxer troneggiava sulla parete difronte a lei, un po’ ingiallito ma sempre molto accattivante.

“Ma che cavolo?! Caz**, ma si può essere più idioti?” Una serie interminabile di epiteti la scosse dai ricordi, e girandosi di scatto si trovò a sbattere contro di lui.

John con una mano frugava dentro la lavatrice piena di quelle che dovevano essere magliette bianche, ora completamente rosa, e con l’altra mano scuoteva il colpevole di quel disastro.

“Ehi, tu! Cosa ci fai con i miei slip in mano?” Alex cercò di riprendersi la biancheria ma John alzò il braccio in modo che lei non riuscisse ad arrivarci.

“Quindi questo misero tanga, che ha fatto strage delle mie magliette, è tuo?” la guardò assaporando mentalmente l’immagine di lei con indosso solo quei pochi centimetri di stoffa fucsia.

“Dammelo subito!” Alex era in preda a un mix di emozioni contrastanti. Rabbia, vergogna, eccitazione… ilarità. La situazione era veramente comica, cercò di trattenere il più possibile le risa ma lo sguardo le ricadde sulle magliette rosa dentro la lavatrice. Le risa scapparono come le lacrime, che le resero gli occhi profondi come due gocce di onice nera.

“Sfotti? Piccolo Demonio!” John le si avvicinò fino a intrappolarla contro le asciugatrici.

“Assolutamente sì! Credo che il rosa ti doni… dopo tutto sto ancora cercando di capire quanto sei Uomo!” Doveva sfidarlo. Non poteva certo farsi intimidire da quel tumulto di sensazioni che il suo corpo percepiva.

Il calore del corpo di John sul suo seno, unito a quello dell’asciugatrice sulle sue gambe, le fece seccare le labbra. D’istinto le leccò per inumidirle sentendo un leggero sapore salato…

Alex aveva un velo di sudore che le imperlava il viso, le labbra rosse e gonfie tradivano la sua eccitazione. Aveva abbassato il viso nascondendogli quei pozzi neri dove era già affogato la sera prima.

John le passò il pollice sulle labbra, dischiudendole leggermente la bocca, sentì la carne vibrare. Un gemito fuggì da quelle labbra, e John capì che lei era in balia della passione.Entrambi lo erano, colpiti in pieno da un’onda anomala che li stava travolgendo.

Alex si sentì sollevare di peso… la stava mettendo a sedere sull’asciugatrice. Le mani ruvide di John le sfiorarono le cosce sopra la leggera stoffa del vestito.

“Vediamo come posso farti capire quanto sono Uomo?” La voce più rassicurante che avesse mai sentito le stava accarezzando il viso. Non aveva niente da temere, sentiva di essere al sicuro con lui. L’unico rischio poteva essere quello dibruciarsi.

John si spinse tra le sue gambe, che le aveva divaricato con molta delicatezza. La stoffa dei jeans le sfregava la pelle nuda delle cosce, rendendola ancora più accaldata.

Alex teneva gli occhi chiusi… era il solo modo per percepire ogni singolo tocco senza disturbi esterni, non sapeva nemmeno se erano soli nel locale, ma non aveva importanza.

Per una volta Alex voleva sentire cosa si provava a essere desiderata, voleva sentirsi Donna, non una figlia, una sorella, un’amica… solo una Donna.

Con le mani si aggrappò al bordo dell’asciugatrice, inarcando il corpo verso John. I primi bottoni del vestito si aprirono per la tensione della stoffa.

Alex sentì John avvicinarsi al suo petto, il calore delle sue labbra si perse nelle sue curve abbondanti. Lasciò che la sua lingua guizzasse tra i solco dei seni, che scivolasse lungo il bordo del reggiseno. Sentì le dita di una mano insinuarsi sotto il pizzo alla ricerca di un capezzolo, che strinse con fermezza tra pollice e indice.

Alex sussultava sotto quelle carezze… Non c’erano dubbi, quello che sentiva spingere tra le sue gambe era un Uomo. Lui era eccitato quanto lei, la desiderava… o faceva così con tutte le donne che gli capitavano a tiro?

Sicuramente ne era sempre attorniato, era un bel ragazzo; sotto la stoffa della camicia Alex sentiva un corpo muscoloso e tonico, e quello che era più in basso non poteva che confermare la sua virilità.

Quella ragazza si stava sciogliendo tra le sue braccia così velocemente, da far temere a John, che per lei fosse naturale lasciarsi prendere dalla passione.

“Quanti uomini?” Un grugnito di gelosia gli sfuggì, quando la sentì gemere sotto di lui.

“Piccolo Demonio, bruci più delle fiamme! Io…” L’attimo d’eccitazione fu interrotto dallo squillo del cellulare di Alex.

“Sì… Dove vuoi che sia Tom, è giorno di bucato!” Con il fiato corto, Alex scivolò via dalle braccia di John, afferrò la sacca dei panni è uscì di fretta.

“Quanti uomini?” John strinse nel pugno quei pochi centimetri di stoffa fucsia, che gli avevano fatto ribollire in sangue.

Fuoco e fiamme... Tom e la famiglia ingombrante getteranno acqua sui tizzoni ardenti? Cosa accadrà al prossimo incontro?

  • John scopre chi è Tom, nel più assurdo dei modi. (53%)
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  • Tom e la famiglia ingombrante organizzeranno un incontro al buio per Alex, ma... (24%)
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  • Una situazione molto imbarazzante per Alex. (24%)
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