Sul treno di sera

Dove eravamo rimasti?

Lasciamo perdere un attimo l'ultima frase di Cristian. Dovete aiutarmi con il finale. Alla fine Marianna e Matteo... si danno un'altra possibilità (67%)

Un sorriso e poi perdonami

“D’accordo. Mi hai preso. Sono in trappola. Ma adesso dimmi per chi lavori o non avrai niente di quello che state cercando.”

Aggrottai le sopracciglia sbigottita.

 “Che hai detto?” replicai perplessa “Sei sicuro di sentirti bene? Stai dando di matto? Che cazzo hai fumato?”

“Non ti dirò altro se prima non confesserai per chi lavori. Governo? Mafia? Cinesi?”

Ci capivo sempre meno. Cosa cavolo stava succedendo?

“Avanti, coraggio, dillo.” si guardò intorno con aria furtiva “Ormai siamo solo noi due. È inutile che ti nascondi. Voglio solo sapere chi sono i tuoi capi!” sbraitò

“Ma non capisco. Cosa intendi con i miei capi? Che stai dicendo?”

“Avanti, smettila con i tuoi stupidi giochetti da agente. Vuoi le nostre informazioni o no? Dimmi per chi cazzo lavori!”

Lo sguardo era serio. E minaccioso. Non avevo mai immaginato potesse nascondere questo suo lato aggressivo. Decisi di mantenere la calma e di non farmi prendere dal panico.

“Ok. Cristian? Mi riconosci? Sai chi sono io? Mi chiamo Marianna. Ci siamo conosciuti oggi… c’è qualcosa che non va? Ti senti poco bene per caso? È forse uno scherzo di cattivo gusto dei miei compagni di classe? Sai, a me piace scherzare, ma adesso mi stai mettendo veramente paura” la voce mi cominciava a tremare.

Forse non era per niente un gioco. Forse Cristian era veramente un pazzo psicopatico e magari voleva uccidermi perchè nella sua mente perversa io ero il diavolo e una voce gli diceva di porre fine alla mia inutile e nociva esistenza. Ok, devo ammettere che anch’io non sono proprio normale al 100%.

Cristian mi guardò paralizzato. Sembrava volesse scrutarmi nell’anima, ma non riusciva a capire che cosa gli stessi dicendo.

“Dai Marianna. Puoi dirmelo: dammi l’ultimo desiderio del condannato. Adesso ti spiego.” respirò profondamente. La voce barcollava un po’: “Lavoro per i servizi segreti di frontiera. Mi occupo di problematiche antiterrorismo a livello internazionale e di controspionaggio insieme alle aziende affiliate dei governi dei Paesi confinanti. Ora tocca a te.”

Sbiancai in un battito di ciglia. La mia bocca si spalancò in un’espressione incredula finchè i miei muscoli facciali non si accorsero che il cervello stava impartendo l’intenzione di voler rispondere. Mi ci volle del tempo per mettere insieme i pensieri e soprattutto per esprimerli in una logica coerente.

“Cooooooosa? Ma allora prima noi, tu, io… ma io che cazzo centro? E cos’è che dovrei dirti adesso? Ma non ci arrivi che non sto capendo un fottutissimo cazzo? Mi stai parlando in cirillico da cinque minuti e ora mi dici così, nero su bianco, che sei un agente di non so quale cazzo di organo della sicurezza e ti aspetti che io ti risponda come se mi avessi chiesto che ora è? Ma cosa cazzo avete tutti in testa oggi?” mi accasciai sul sedile esausta, senza fiato.

Giusto in quell’istante, gli suonò il cellulare. Lesse quello che doveva essere un messaggio, sgranò gli occhi e si morse un labbro. “Cazzo.” sospirò.

“Scusami. Ho fatto una figura di merda! So che non è facile, ma devo chiederti di dimenticare tutto quello che hai visto e soprattutto quello che ti ho detto: sono un totale imbecille!”

Se prima ero preoccupata adesso però volevo sapere tutto. Era il minimo per quello che mi aveva fatto passare.

“In effetti ti devo delle spiegazioni. Con me ti comportavi in modo strano ed ero convinto che mi seguissi perché fossi una spia di qualche organizzazione nemica. Invece le ricerche che ho fatto fare su di te hanno confermato la tua versione: scusami tanto, non centravi proprio niente con tutta questa storia. Mi dispiace di averti spaventato.”

Ed io che mi ero innamorata persa di lui e gli ero corsa dietro per tutto il treno! Invece mi ero solo costruita un enorme castello di carte che è crollato per un leggerissimo soffio di vento. Che cretina!

Abbracciai Cristian e gli chiesi scusa per essermi intromessa nel suo lavoro, ma non avevo neanche lontanamente immaginato una cosa del genere. Lui mi sorrise, accennò un saluto e se ne andò.

“Prossima stazione: Udine.”

Eravamo arrivati. Adesso sapevo cosa fare.

Tornai al vagone delle mia classe: tutti si stavano preparando a scendere. Matteo, però, non si vedeva.

Il treno frenò e sentii le persone appollaiarsi sulla banchina in attesa del resto della loro comitiva.

Individuai Matteo tra la folla, si girò verso di me. Mi sorpresi a sorridere. Lui mi guardò perplesso e rispose con un timido sorriso. Gli corsi incontro e quando lo raggiunsi, lo abbracciai forte, facendogli cadere lo zaino di spalla. Appoggiai la testa sulla sua spalla e gli sussurrai all’orecchio:

“Matteo, ti chiedo scusa per quello che ti ho detto prima.”

Lui si staccò da me e mi fissò negli occhi. Gli presi le mani prima di continuare:

“Ho pensato che magari il putiferio che si è scatenato oggi possa servire a qualcosa. Se per te va bene, sappi che io ci sono.” Sorrisi.

Lui raccolse lo zaino che gli era caduto, mi prese felice per la mano e insieme ci avviammo verso l’uscita della stazione.

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53 Commenti

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  1. Dolcealcianuro ha detto:

    Veramente bello, complimenti!

  2. Liocorno ha detto:

    Un finale originale e veramente inatteso!! 🙂

  3. Thommy ha detto:

    Finalmente siamo giunti alla fine:) grazie a tutti voi per avermi letto e per tutti i bei commenti che mi avete scritto. Spero il finale vi piaccia! 🙂 ciao

  4. Liocorno ha detto:

    Mi pare narrata con molta ingenuità questa storia e proprio per questo ti ho seguito fin’ora. Voglio proprio vedere come andrà a finire! 🙂

    P.S.
    Mi auguro che poi potrò leggere altro su questa linea. 😉

  5. dadan ha detto:

    Parità! Matteo non le da una possibilità ..

  6. dadan ha detto:

    Matteo matteoooo!! ⌒.⌒

  7. hugmeidols ha detto:

    Questa storia m’intriga un casino. Su, continua che sono curiosa! 😀

  8. dadan ha detto:

    le parole fanno male.. se dette ancora con più calma 😉

  9. Fra ha detto:

    sai come si dice? La vendetta va servita fredda: diciamo che farà il tutto con calma.. 🙂

  10. Rhage 79 ha detto:

    Questa storia m’intriga…

  11. federica78 ha detto:

    Di un loro compagno, potrebbe sapere qualche cosa sul ragazzo!

  12. Carla Lucesoli ha detto:

    Ho votato Christian, fin troppo sospetto

  13. ha detto:

    Cristian nasconde qualcosa.. un po’ di mistero ci sta sempre 😉

  14. federica78 ha detto:

    Per me si libera un posto

  15. Ombra di Luna ha detto:

    che nasconde christian… bravo, bel capitolo!

  16. Perla Olmi ha detto:

    Vorrei che Cristian nascondesse qualcosa, a patto che poi mi si riveli cosa!
    Bello il tuo modo di scrivere.

  17. Thommy ha detto:

    Finalmente!!!! È la terza volta che cerco di inviarlo e non riuscivo…

  18. dadan ha detto:

    Vada x le compagne di classe 🙂

  19. Bello bello bello complimenti! La parte finale poi molto realistica! Le compagne di classe mi sembrano la scelta giusta!

  20. federica78 ha detto:

    Io farei entrare in gioco le compagne di Marianna, magari li aiutano a trovare nuovi argomenti di conversazione!

  21. Queen.S ha detto:

    Un’amica di Cristian 😉

  22. Annalisa Rizzi ha detto:

    Vincere la timidezza. Forza Marianna! 😀
    Bravo, rendi perfettamente l’imbarazzo della protagonista!

  23. Queen.S ha detto:

    Cercherà di vincere la sua timidezza 🙂 Sono contenta che questo episodio sia un pochino più lungo rispetto al precedente 🙂

  24. L’omonimia è azzeccata…povera me

  25. federica78 ha detto:

    io voto per far si che si conoscano meglio 🙂

  26. federica78 ha detto:

    Per me una fanciulla interessata al nuovo arrivato, chissà cosa accadrà?

  27. Queen.S ha detto:

    Curiosa la domanda 🙂 Io penso che la risposta sia: un ragazzo…

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