True Life

L’ultima stringa

Immerso in una stanza buia, illuminata soltanto dalla luce dei suoi tre schermi ad alta definizione, Jude si massaggiava gli occhi per cercare di inumidirli un po’. Erano le tre di notte, o del mattino cambiando il punto di vista, e lui non riusciva a credere di aver finalmente concluso il suo ambizioso progetto.

L’ultima stringa del programma era finita e “True Life” finalmente era pronto.

Ci stava lavorando ininterrottamente da tre anni ormai. Numerosi terabyte di pura genialità espresse in infinite stringhe di codice Complex, per quello che era sicuro fosse la rivoluzione tecnologica più importante della storia dopo internet.

“Ancora non riesco a credere di aver finalmente compilato anche l’ultima stringa” pensò, mentre un sorriso compiaciuto gli si allargava sul viso.

True Life sarebbe stato una rivoluzione, poteva considerarsi il connubio perfetto tra social network e realtà virtuale. Avrebbe surclassato tutti e tutto poiché i suoi campi di applicazione erano limitati soltanto alla fantasia dell’uomo: dal campo videoludico alla medicina, dalla telefonia all’informazione. Se internet aveva accorciato le distanze nel mondo, True Life le avrebbe annullate completamente. L’accesso al software era reso possibile tramite il Realizer: un’apparecchiatura simile ad un caschetto da skater, progettata da lui stesso, che interferisce con le attività sensoriali e cognitive del cervello trasformando la virtualità dei byte in un computer  nella realtà percepita dalla mente. Ebbe l’idea quando suo padre, direttore del segmento ricerca e sviluppo di una grossa multinazionale dell’informatica, lo portò a vedere Matrix al cinema. Partì da quella stessa idea: un mondo virtuale, creato nella testa delle persone, che diventa reale per chi ci si immerge. Un mondo in cui non servivano mani per toccare né aria per respirare.

True Life poteva dare la vista ai ciechi, far camminare chi le gambe non le aveva più e, sopra ogni cosa, gli avrebbe permesso di realizzare il suo più grande sogno: parlare.

Fremeva dal desiderio di provarlo, di testarne subito le potenzialità, ma sapeva di essere troppo stanco per gustarselo pienamente. Del resto tredici ore senza pause davanti ad uno schermo erano troppe persino per un genio come lui. Aveva passato troppo tempo a programmare le intelligenze artificiali degli avatar di benvenuto per non essere in grado di gustarseli a fondo per la troppa stanchezza. Decise quindi di spegnere tutto e rimandare al giorno dopo, riposare adeguatamente e dare il via al primo beta test del suo rivoluzionario programma.

Mise in standby i suoi iMac opportunamente modificati, schermata richiesta password a 32 caratteri, e si sdraiò sul letto prendendo sonno all’istante.

Stava facendo un sogno magnifico: sognava di volare libero nel cielo come un falco, per poi planare davanti ad una bellissima ragazza con i capelli rossi, di scherzarci e farla ridere, e poi… di riuscire a baciarla. Non era bravo con le ragazze, si innervosiva parecchio, perchè era brutto per lui esprimersi con i gesti quando sarebbe bastato dire un “Usciamo insieme?”

Ma un suono, un insolito bip, lo riportò alla realtà. Si stropicciò gli occhi, abbandonando la bella rossa dei suoi sogni, ma non vide nessuno in camera sua. Pensò di esserselo immaginato, quel suono, e sarebbe tornato a dormire se solo non avesse notato qualcosa di strano: gli iMac non erano in standby come li aveva lasciati, anzi sembrava ci avesse lavorato qualcuno sopra. Per lui era molto anomalo visto che nessuno a parte lui conosceva la password per sbloccarli… eppure erano in funzione.

“Sei e trenta” pensò guardando l’orologio, aveva dormito solo tre ore e mezza e non era abbastanza per ritenersi adeguatamente riposato, ma la curiosità di sapere perchè i suoi computer erano attivi lo spingeva a tirarsi giù dal letto.

Cosa scelse di fare Jude?

  • Si andò a preparare un buon caffè e poi sperimentò subito True Life, in fondo nessuno aveva accesso ai suoi computer a parte lui (30%)
    30
  • Riprese a dormire, mettersi al lavoro stanco poteva essere pericoloso e soprattutto infruttuoso (0%)
    0
  • Indagò subito sul perchè il computer era attivo, troppo strano perchè potesse lasciar perdere (70%)
    70
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253 Commenti

  • Ciao Giovanni, mi dispiace fare la guastafeste ma questo ultimo episodio non mi è piaciuto…A quanto pare sono l’unica voce fuori dal coro, ma onestamente avrei preferito che Jude facesse un tipo diverso di scelta. Questo di certo non toglie nulla al racconto in generale, che mi è comunque piaciuto molto (te l’ho anche scritto in altri commenti), peccato per l’epilogo 😉 Alla prossima storia!

    • Ciao Queen, innanzitutto grazie per avermi seguito fino in fondo.
      Apprezzo la tua sincerità, anzi mi incuriosisce molto sapere nel dettaglio cosa non ti sia piaciuto: se solo come sia andata a finire la storia oppure il costrutto narrativo in sé del capitolo (quindi la scelta del suicidio, la lettera, la digitalizzazione). Forse, come altri, avresti preferito un finale meno lieto e più realistico?
      Se ti va l’incipit del mio nuovo racconto è già online, ho scelto tutto un altro registro questa volta… niente smancerie!! 😉

      • Ciao Giovanni, lungi da me mettere bocca sulle questioni relative alla narrazione in sé, non sono nessuno per fare questo tipo di critiche 🙂
        Credo sia semplicemente una questione di “sensazioni” percepite durante la lettura, niente di più. Per me non c’è nulla più importante della famiglia, quindi credo che questo abbia influenzato la mia percezione dell’episodio. Aiuto, suicidarsi per amore proprio no, non lo concepisco a prescindere. Anche se ovviamente qui le circostanze erano diverse 🙂 Forse sono troppo cinica per riuscire a comprendere certe scelte.

        Ps: la smanceria di chiusura ho fatto finta di non vederla, ahahahahahaha 😀

  • Complimenti, davvero! Una fine emozionante e dolce al tempo stesso.
    Sarei quasi curioso di leggerne un seguito, sapere la reazione del padre, e scoprire cosa succede all’interno di True Life: se Jude e Cally avessero dei figli? Nascerebbero nuove vite digitali? Si potrebbero aprire molti interrogativi interessanti!
    Bravo, e ora passo subito al nuovo racconto!

    P.s.: Complimenti per la copertina! 😉

    • grazie francesco, felice che tu abbia gradito.
      Ci si potrebbe aggiungere tanto a questa storia, da farne un secondo incipit ma non lo farò, poichè sulla base di questo ho iniziato a scrivere qualcosa di più… “sostanzioso” diciamo. Non azzardo a chiamarlo “romanzo”, è un parolone che ancora non sento di poter usare, ma qualcosa penso che diventerà. Non si tratta di una versione estesa di questo, direi piuttosto che… True Life potrebbe essere il prequel che spiega l’origine dei protagonisti ecco.

      Ps Grazie, è bellissima!!! 🙂

  • Che dire? Questa è stata la prima storia che io abbia letto su The Incipit e l’ho trovata perfetta: ottima l’idea di un gioco mortale in una realtà virtuale, stupenda l’idea di una nuova “vita” oltre la vita stessa, crudele la sola idea di far finire male il finale (odio gli sprechi, in questo caso, morire per nulla).
    E naturalmente imperdibili quelle piccole (e ahimé brevi) scene di sangue…
    Avvisami se fai altre storie… ciao!

    • Mi fa immensamente piacere che tu abbia scelto proprio il mio racconto come primo su theincipit, e soprattutto che ti sia anche piaciuto.
      Grazie davvero per i complimenti, ripagano del tempo dedicato a scrivere.
      Nel finale volevo trasmettere il messaggio che il loro legame, così profondo e viscerale, li ha spinti a superare ogni barriera, compresa la morte stessa, che nella fattispecie li spinge ad evolversi in qualcosa di superiore.
      Purtroppo avrei voluto approfondire di più i personaggi, le descrizioni dei luoghi, le azioni (violente e non), ma 5000 caratteri sono pochi per tutte le cose che ci sono da raccontare.
      Se vuoi seguirmi nei miei prossimi racconti basta che clicchi “segui autore”, ti arriverà una notifica ogni volta che aggiungerò una nuova storia.
      Se ti va di mio puoi leggere una storia già conclusa (Svegliati amore mio…) oppure seguirmi nel racconto che ho in corso ora (Io, morte?)
      Sono generi e stili differenti da questo, se li vai a leggere fammi sapere cosa ne pensi, ci tengo.
      A presto

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