Frammenti di un amore alieno

Dove eravamo rimasti?

Nico si è avvicinato e ha trovato... un nudo di uomo (50%)

Modello per un giorno

Mi sono avvicinato e ho guardato il dipinto. Si trattava di un nudo di uomo. L’autore doveva essere ancora alle prime armi: il tratto era instabile e immaturo, quanto ai colori non si armonizzavano bene sullo spazio della tela. Ciononostante il dipinto era estremamente fedele al soggetto: non vi era alcun dubbio si trattasse di André. Quanto l’autrice, doveva senz’altro essere Saori. Del resto questo era il suo studio ora.
La mia immaginazione ha cominciato a galoppare partendo proprio da quella notte sul tetto. Avevo lasciato Saori lassù a guardare le stelle, mentre io ero tornato a dispensare tartine agli avventori. André, preoccupato della sua assenza prolungata, si era recato in terrazza e lì l’aveva vista protesa verso la volta stellata. Un’immagine celestiale, una fanciulla da proteggere in balia di un universo troppo grande da gestire da sola. André non aveva perso tempo, le si era avvicinato e l’aveva cinta a sè complice la congiuntura astrale favorevole, visibile ad un palmo dal naso, e i fiotti di vino che entrambi si erano concessi durante la serata. 
Da lì in avanti era stato tutto un divenire di accadimenti tali da stimolare l’estro artistico di Saori. Con il suo dipinto aveva tentato di congelare le sensazioni estreme che provava durante i momenti di profonda intimità trascorsi con André. Da questa particolare disposizione d’animo nei confronti della sua creazione, derivavano le pennellate forti e il fervore creativo che rendevano il nudo tutt’altro che un esercizio di stile, infervorandolo di un realismo passionale al di là delle aspettative di una dilettante.
L’analisi di un’opera presupponeva sempre uno sguardo lucido sul contesto in cui era stato prodotta. Queste mie conclusioni basandomi esclusivamente sul dipinto erano da ritenersi azzardate.Chissà… Una cosa era certa: quando Andrè desiderava una donna, riusciva sempre in un modo o nell’altro a conquistarla.

“Buongiorno”, era proprio l’autrice del quadro a riportarmi alla realtà mentre cercavo una connessione con esso. Saori era entrata nel suo studio. Niente di male in questo. Il problema è ciò che ha aggiunto dopo: “Scusa il ritardo. Direi, se non ti dispiace di cominciare subito. Io avevo richiesto una donna, ma non importa… Puoi cominciare a spogliarti e lasciare i vestiti lì”, indicandomi un cesto vicino alla tela.

“Ah quello?” Notando che il mio sguardo era ancora rivolto sul nudo di André. “Ci sto provando, non sono una professionista. Tu sei il prossimo quindi non so come riuscirà. Ti assicuro comunque ci faremo un sacco di risate.” Poi, voltandosi verso l’ingresso e camminando in quella direzione dandomi le spalle per permettermi di spogliarmi, come se si confidasse:”Ho cinquanta soggetti da dipingere poi smetterò di fare l’artista. Imparo la tecnica mentre ritraggo. Quando avrò finito, mi dedicherò ad altro. Penso sia il mio modo di congedare il corpo umano e le sue complessità”.
“Non ho mai posato nudo, non sono un modello professionista”, ho aggiunto per chiarire il malinteso che si stava creando.
“Cerco gente comune, esattamente come te”. Ho annuito, sprofondando in una banalità a cui non sapevo di appartenere. 

“Ok”. Mi sono alzato in piedi e mi sono denudato come se fossi al bagno termale. Tanto valeva lasciarsi trascinare dalle circostanze, una logica che di recente imperniava tutte le mie giornate; peccato proprio in quel momento la porta si spalancasse.

“Ragazzi, oggi pensavamo di…”. Tessa ha tradito un secondo di sconcerto per poi ricomporsi e ridurre la mia improvvisa nudità ad un fatto puramente ordinario. “Saori, vedo che  hai trovato il tuo modello per oggi. Quando Romina mi ha detto di avere il raffreddore ho anche pensato io di offrirmi volontaria ma… scusa con che criterio scegli i tuoi soggetti?”
Punta di ironia tagliente nei miei riguardi. 
Cominciavo a sentirmi in imbarazzo in quella situazione, dove da persona ero diventato il soggetto di un quadro che non parlava. 
Tessa, che non era immune al mio disagio, nonostante le piacesse fare la spaccona,  per tagliare corto ha aggiunto: ” Nico, Saori, comunque se per pranzo avete una pausa pensavamo di andare nel parco tutti insieme per un pic nic”.
Finalmente le presentazioni erano state fatte. “Nico. Piacere. Ero io la voce al telefono. André mi reggeva la cornetta per carpire i suoni della tua voce. Ero stato io a chiamarti e a sentire quella scossa”, erano i pensieri che mi frullavano per la testa

Dallo sguardo stupefatto che Saori aveva spostato da me a Tessa e poi ancora verso di me, era facilmente intuibile che anche per lei l’esperienza telefonica era stata cruciale. O forse era qualcos’altro a turbarla. Tutto era diventato insondabile e difficile. Ognuno aveva le sue ragioni per mentire e nascondere le proprie motivazioni. C’era qualcosa di nuovo nell’aria: la consapevolezza che Saori non  fosse lì per caso. 

Cosa reagisce Saori quando scopre che il protagonista si chiama Nico?

  • Si trincera dietro un muro di impenetrabilità e cerca l'occasione propizia per cambiare strategia (38%)
    38
  • Se la prende con Andrè per averle mentito (38%)
    38
  • Diventa inspiegabilmente affettuosa nei suoi confronti (25%)
    25
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25 Commenti

  • I racconti di Gabriele hanno sempre qualcosa di magico, riescono già dalle prime righe a catapultare il lettore in un mondo vicino e allo stesso tempo estremamente lontano, quasi “alieno”.
    Non vedo l’ora di leggere i capitoli successivi!

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