Il commerciante di emozioni

Dove eravamo rimasti?

Gerardo decide di: Rintracciare il negoziante che ha spedito il pacco (46%)

Imprevisti del mestiere?

Valutata la situazione e l’ora tarda, Gerardo face mente locale sui clienti che avrebbe dovuto incontrare l’indomani alla bottega e decise di assegnare un compito al ragazzo.

“Facciamo così: recupera l’indirizzo del negozio di Berlino, procurane il numero di telefono e qualcuno che capisca la lingua. Dobbiamo scoprire tutto il possibile sulla donna presente nel filmato e sulla copertina del disco… soprattutto cosa lega lei e tua sorella.”

Filippo annuì.

“Non ti preoccupare,” aggiunse poi Gerardo, “quando sai qualcosa vieni alla bottega. Io intanto cercherò altre vie.”

Fu così che si divisero e i rispettivi passi s’allontanarono nella notte, inghiottiti nel buio, ciascuno perso nei propri pensieri e di ritorno verso casa.

                                                                        …

“Perché hai scelto proprio me?” Esclamò Gerardo rivolto all’insegna della sua bottega. Con il silenzio delle prime luci dell’alba le vibrazioni degli articoli presenti in negozio si avvertivano più forte.

Prese l’agenda e cominciò a passeggiare su e giù per la stanza scrutando ogni singolo oggetto, scorrendo con lo sguardo tutti gli scaffali dall’alto verso il basso e fermandosi ogni tanto ad occhi chiusi. Svuotò le borse con gli acquisti del giorno precedente e cominciò a disporre ogni cosa al suo posto.

Toc toc

Gerardo spiò e vide un uomo ben vestito con in mano un carillon che credeva di avere già visto… lo invitò a entrare.

“Mia moglie ha preso questo da Lei un mese fa. Per la sua gravidanza problematica…” Disse l’uomo porgendoglielo.

Gerardo lo riconobbe, annuì e chiese se avesse dato i suoi benefici.

“In realtà è andato tutto molto bene fino ad alcuni giorni fa, ma ora mia moglie fatica a stare sveglia.”

“Può essere che la Sua signora ne abbia abusato? Le avevo prescritto di ascoltarlo un’ora prima di addormentarsi e poi lasciarlo chiuso.” Disse Gerardo con tono severo.

“Le assicuro che mia moglie è ligia in queste cose… non ha mai avuto problemi con gli altri articoli acquistati da Lei.”

Calò il silenzio. L’avventore rimase fermo e zitto sulla soglia, mentre Gerardo soppesava il carillon nelle sue mani alternandolo agli oggetti più disparati.

“Porti questo a Sua moglie.” Concluse poi, consegnandogli un macinino in legno. “Acquisti del caffè in grani e glielo faccia preparare. Che macini cinque minuti al giorno per una settimana inspirando a fondo l’aroma sprigionato dalla miscela.”

L’uomo accennò un breve inchino e uscì, ma non fece in tempo a chiudere la porta che già vi entrava un altro cliente.

“Buongiorno Maestro. Mi risulta che questo sia stato acquistato qui… è vero?” Chiese l’uomo aprendo la custodia rigida di un violino davanti allo sguardo di disappunto del commerciante.

Gerardo lo riconobbe subito e il suo pensiero andò subito al musicista stressato che aveva visto circa sei mesi prima.

“Mio cugino si comporta in modo bizzarro quando usa questo strumento.” Spiegò l’uomo in visibile apprensione. “Ora sta dormendo nel suo camerino da ieri sera. Questo fine settimana ha fatto due concerti… un incubo. Come inizia a suonare questo violino si addormenta di botto. Ieri si è accasciato e ancora non sono riuscito a svegliarlo.”

Le mani di Gerardo si posarono con circospezione sullo strumento e cominciarono a tremare. Possibile che tutto stesse capitando contemporaneamente? Eppure le vibrazioni degli oggetti erano le stesse… che si stesse ingannando?

“Non era mai accaduto prima in realtà. Deve sapere che una volta mio cugino era sempre nervoso… da alcuni mesi riusciva a tenere a bada i suoi nervi, ma adesso è troppo!” Esclamò l’uomo vedendo Gerardo visibilmente inquieto.

Driiiiiing driiiiing

Gerardo sgranò gli occhi e tornò in sé allo squillo del telefono. Corse verso la colonna e sollevò la cornetta con circospezione, quasi pentendosi di aver palesato la sua presenza.

“Maestro” Affermò una voce femminile all’altro capo del telefono facendone seguire una pausa che parve interminabile. “Ho acquistato lunedì quella splendida bambolina col disco. Ricorda?”

Certo che se la ricordava, l’aveva cercata e scelta personalmente come faceva ogni volta: una bambolina dall’influsso veramente particolare, con un visino dai toni talmente dolci e delicati da esprimere tranquillità al solo guardarla.

“Mia figlia ci ha giocato tutta la settimana e fin da subito mi è parsa più serena. Ha smesso di litigare con le sorelle e non l’ho più dovuta rimproverare. Però…” e Gerardo cominciò a sudare freddo “sono alcuni giorni che dorme molto più del normale e stamattina non accenna a svegliarsi.”

Sentì cedere la gambe e per fortuna era solito tenere uno sgabello vicino al telefono! Si sedette e trasse un fazzoletto dalla tasca per asciugarsi la fronte.

“Mi porti la bambola signora, non si preoccupi.” Affermò Gerardo senza troppa convinzione.

Attaccò e per un attimo rimase lì con lo sguardo perso dimenticandosi della presenza di uno sconosciuto.

Come aveva appena iniziato a sospettare, purtroppo quello non era che l’inizio di una giornata di fuoco.

Questi strani effetti collaterali...

  • si stanno manifestando in un particolare lasso temporale e si risolveranno da soli a parte il caso di Claire (0%)
    0
  • coinvolgono tutti gli oggetti che Gerardo ha venduto ai suoi clienti (43%)
    43
  • coinvolgono sono una categoria di oggetti: cioè quelli che hanno a che fare con la musica. (57%)
    57
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127 Commenti

  • Quanta bravura e originalità in questa storia.
    La musica accompagna le persone nei ricordi per poi cancellare la strada del ritorno.Solo il maestro potrà trovarli e riportarli ai loro cari ormai preoccupati.
    Brava e ancora brava.
    Felice di seguirti.

  • Scoprirei la ragione del caos negli oggetti musicali.
    Brava davvero. Bella fantasia, buona penna – con qualche lacuna sull’uso delle virgole – ma la scelta del tema mi interessa molto. Non sono riuscita a seguirti prima, causa troppe storie da leggere e ricordare, ora molte sono terminate e ti ho recuperata subito. Mi sei piaciuta molto. Ti seguo.

    • Mi fa piacere che tu abbia gradito questo capitolo ed in particolare le descrizioni: cerco sempre di non dilungarmici troppo, ma giusto quanto basta per trasmettere l’atmosfera.
      Purtroppo la tua opzione non ha avuto la meglio, ma presto scoprirai comunque la ragione di tutto questo caos in ambito musicale. 🙂

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