BUIO TOTALE

Dove eravamo rimasti?

Romeo è in grado di salvare il pianeta terra? (53%)

buio totale

Romeo era rimasto solo. Lo sceriffo e sua figlia, a poca distanza, erano svenuti. Anche il suo compare, Tyler, là su quel soppalco traballante, era privo di conoscienza. C’era solo un sibilo trasmesso dalla radio ad accompagnare il terrore che lo aveva investito. Il rumore ultraterreno di una voce:

«Le spirali di informazioni contenute nel buco nero emettono onde di torsione che mi consentono non solo di comunicare con te ma anche di chiederti aiuto.»

«Sì, Lost» bofonchiò Romeo. «Che poi è la stessa cosa.»

«No. Non è la stessa cosa» tentennò Lost. «Ti ho chiamato ma non posso rivolgermi a nessun altro poiché la spirale di replicazione temporale mi riconduce sempre a noi due. Si tratta di campi torsionici più veloci della luce che potrebbero consentirmi di teletrasportarmi nel tuo fienile anche adesso.»

«Cazzo,ma … se puoi davvero teletrafarti… e arrivare qui, fallo.»

«Devi prima sapere la verità.»

«Ma me la dici dopo, no?»

«Non posso, dev’essere adesso.»

Romeo si mise seduto in mezzo al fieno con le mani sulla testa. Stanco morto, disse: «E vai, dimmelo adesso».

«Quando te lo dico, tu dici di no e il tempo torna indietro al momento in cui hai ascoltato il mayday alla radio, Nero è scappato, lo sceriffo è entrato a pistola puntata, tua figlia è svenuta, tu chiami Tyler, litigate, lui ti uccide, poi tu lo uccidi, poi lo sceriffo ti arresta, poi tu salvi Tyler e lo sceriffo ti aiuta, poi tua figlia …»

«Frena, frena, Lost. Ma quando mai io uccido o vengo ucciso e pure arrestato, scusa?»

«In altri quadri. Sono io che ogni volta che ricominciamo daccapo ti evito il peggio per portarti a questo momento. Ma inizio a essere stanco, sto pensando di darci un taglio, tanto non si raggiunge un accordo.»

«Sei stupido o cosa? Ma non volevi salvare la Terra? Tu appari qui e io ti offro una birra e tu vai a dire a quelli della NASA che mi devono un mucchio di soldi e che hai un segreto per salvare tutto. Io niente più prigione e tu… dalle stelle alle stalle.»

«Questa è un’altra prigione, Romeo. Una capsula di vetro più stretta di una cella. I gonlom, meteoriti enormi, che ti sfiorano rischiando di disintegrarti. Il silenzio assoluto e l’oscurità. Eppure è da qui che ho capito la verità.»

«E allora, cosa aspetti?»

«Hai mai sentito parlare di mine antiuomo, Romeo?» domandò Lost.

«Certo che sì. Ho anche aiutato a disinnescarne un paio, una volta. In un campo, giù al confine.»

«Se ci metti il piede sopra non puoi toglierlo, salteresti in aria. A meno che la stessa pressione, lo stesso peso, si infilino là sopra al tuo posto e tu con un balzo potresti liberarti.»

«Complicato. Meglio disinnescare. Ma sì, in teoria sì. Sarebbe l’unico modo per salvarti il culo.»

«Non posso lasciare questa capsula. Immagina che sia come una mina vagante, compressa nella schiuma quantica che la trattiene. Senza il mio peso, prima di effettuare il salto spaziotemporale, verrei automaticamente risucchiato nel ponte. A meno che…»

«A meno che?»

«Tu prenda il mio posto qui dentro, Romeo.»

Romeo deglutisce, questo scherza! «Fai sul serio?»

«E qui dici di no. E tutto ricomincia» si rassegna Lost.

Seguì silenzio. In fondo, si disse Romeo, cosa aveva da perdere? Non avrebbe mai ottenuto la clemenza della gente, era temuto, odiato, schernito. Forse una mossa del genere lo avrebbe reso immortale, e Lost era uno più utile di lui al mondo, questo era chiaro. Magari poi la NASA lo avrebbe recuperato e pagato, no?

«E va bene. Però voglio che lo dici a tutti che è merito mio. E che mi dici la verità che hai scoperto.»

Lost era incredulo, non replicò subito. Forse aveva perso un battito. Stavolta ce l’aveva fatta.

Disse: «Non si può attraversare il buco nero senza morire. Non arriveremo mai dall’altra parte, non possiamo andare in un’altra dimensione. Nessun viaggio nel tempo.»

«Perché non c’è niente?»

«No, perché è il luogo dove vanno le anime. Le ho viste.»

«Il famoso paradiso?»

«La seconda vita. Quella di cui parlano tutte le religioni, a loro modo. Non lo avrei mai scoperto se la mia capsula non fosse finita in un campo di anomalia. Ma ho visto le anime attraversare il buco, verso il ponte descritto da Eistein, e finire nella luce, nella seconda dimensione.»

Non aveva capito granché ma bofonchiò: «E io adesso chiudo gli occhi e entro nella capsula e tu arrivi qui e parli al mondo e poi mantieni mia figlia e Tyler, vero?»

«Lo farò, Romeo. Hai la mia parola.»

«E sia, allora… chiudo gli occhi?»

«Grazie, Romeo.»

Un vento gelido. Romeo venne risucchiato da un vortice, centrifugato in un twister, poi più nulla. Una sensazione di assenza di peso, di danza leggera nel silenzio irreale.

Finalmente Romeo trovò il coraggio di aprire gli occhi: intorno era il buio totale.

Era spaventato. Aveva fatto la cosa giusta?

Poi un sibilo, un suono familiare e la ricetrasmittente si mise e gracchiare. Romeo l’afferrò: cos’è che diceva Lost? Ah già… «Mayday, mayday, mi sentite?»

Una voce incorporea rispose: «E tu chi sei? Lascia stare la mia frequenza

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202 Commenti

  • Ciao
    Ho ricevuto un bel commento sul mio raconto e di leggere i tuo. Comincio dal primo.
    Molto interessante lo sviluppo degli eventi, anche l’idea che il paradiso possa trovarsi aldilà di un buco nero. Hai una scrittura precisa e ben articolata, la trama è solida.
    Sono curiosa di leggere anche gli altri racconti.
    Magari poi ti andrà di pubblicarne uno nuovo:-)

  • Bel racconto, a tratti l’ho trovato comico. Dall’atteggiamento di Romeo allo scambio di battute con Tyler. Bellissima la scena di Elis quando è posseduta.
    Alcuni passaggi di questo racconto, mi hanno ricordato film e serie televisive che ho visto in passato.
    Nel finale ho avuto l’impressione che il racconto sia accelerato, ma ciò non toglie che il modo in cui hai concluso sia stato eccezionale..

  • Arrivo in ritardo sulle votazioni, ma i libri non scadono mai, quindi ora mi godo un po’ alla volta questo racconto completo sera per sera. Ovviamente sono al primo capitolo e per ora sembra promettere bene la storia. Ho iniziato a “leggerti” qui perchè questo racconto mi incuriosiva più degli altri e perche un po’ mi ricorda un classico film del genere: “Frequency” con Jim Caviezel. Forse avrei dato un piccolo “stacco” tra la prima parte che ci introduce Romeo e quella di Lost, così sembra (almeno per me, ma forse mi sbaglio) che tra i due ci sia un legame passato. Comunque se la storia fosse ancora in gioco, avrei votato l’eco. Stasera la seconda parte, la seguo assolutamente.

  • Eccomi Alessandra, ho deciso di partire dal tuo racconto concluso prima di approdare su quello ancora in corso.

    Chi, come te in questo caso, ha una certa familiarità e grandi capacità nell’uso della penna soffre molto il problema del numero di caratteri limitato offerto da questa piattaforma. Nonostante questo limite, la tua stoffa traspare palesemente attraverso le righe di questo bel racconto.
    Le scenografie sono molto vivide e, seppure non descritte nei minimi dettagli per il problema di cui sopra, danno chiaramente la sensazione dello sfondo sui quali si svolgono le azioni: l’ho visto chiaramente nella mia testa quel ranch polveroso, malandato, gestito in maniera distratta dallo sbandato Romeo, in jeans logori e camicia di flanella rossa a quadroni, un po’ ex galeotto un po’ cafone del sud.
    L’uso che hai fatto di una miscela di termini tecnici reali (es. wormhole) e fantasiosi (es. gonlom) è stato un tocco di classe, tipico della fantascienza asimoviana, a questo racconto che di fondo si accosta più alle spettacolari pellicole cinematografiche statunitensi.
    Il finale è stato una vera sorpresa, e chiude perfettamente i nove capitoli divorati sul filo dell’adrenalina, tra incidenti inspiegabili e situazioni equivoche.
    L’unico microscopico appunto che mi verrebbe di farti è che in un racconto dove la scienza, che seppur inserita in un contesto rurale come un ranch, fa da padrona avrei evitato di usare la parola “anima”, preferendo qualcosa più tipo “coscienza” o “consapevolezza”, anima sa troppo di metafisico.
    Ti faccio i miei più sinceri complimenti, e mi rammarico di non essere approdato prima al tuo racconto. Le opzioni meno votate, che via via hai inserito durante il percorso, suggeriscono tante possibili varianti tutte perfettamente plausibili, tanto da farmi pensare che, se tu lo volessi, potresti svilupparle tutte in una sorta di libro-game.

    Ora vado a sbirciare Doppio Freddo, non posso perdermelo dopo aver letto questo tuo lavoro.
    A presto

    Giò

  • credo di essere l’ultimo…
    come molti non avevo pensato alla possibilità che romeo sostituisse lost e che il cerchio si chiudesse con lo sdoppiamento di romeo (tra l’altro ora cosa potrebbe barattare con se stesso?); concordo con chi mi ha preceduto che romeo abbia accettato con troppa facilità lo scambio, ma evidentemente c’è stato un problema di spazio; sarebbe bello se potessi scriverne una versione estesa
    complimenti alessandra

    • Grazie mille, ang.
      Sì, ragioni di spazio… non ho potuto fare altrimenti. Comunque ( anche per questo forse non si è capito) la voce che risponde a Romeo non è quella di se stesso. Il loop temporale lo mette in contatto con un altro individuo e lui dovrà convincerlo a liberarlo proprio come ha fatto Lost con lui. Per la versione estesa chissà… in effetti nei miei file la storia era più completa ma poi, quando la riportavo qui dentro, dovevo sempre tagliare… 🙁
      Che ne dici di venire a leggere la mia nuova storia, allora? E’ ancora all’inizio..s’intitola Doppio Freddo. Ti aspetto. 🙂

  • Ho letto tutto d’un fiato il racconto dall’inizio. Non riuscivo a staccarmi dallo schermo, troppo interessante! Inoltre il finale e’ degno dell’intero racconto: bellissima l’idea delle anime oltre il tunnel! Ora leggero dall’inizio la prossima storia, così da poterla votare!! Complimenti!

    • Grazie Federica! Sono felice che ti sia piaciuto. Sì, vediamoci nel doppio freddo… e speriamo che ti piaccia.
      Ah proposito, non ho votato ( altra tua storia letta troppo tardi) ma ho letto tutti i racconti dei passeggeri dell’autobus intorno al fuoco sotto al tetto viola… ( ti scriverò dell’episodio che ho preferito) devo dire che la storia è fantasiosa… interessante… soprattutto nella percezione di un cerchio che si chiude. Brava.

  • Perdonami il ritardo, Alessandra! In mezzo al turbine del concorso estivo mi ero perso proprio il finale di Buio Totale! E che finale! Forse uno dei miei capitoli preferiti in assoluto. Peccato davvero per il limite di battute, la decisione di Romeo avrebbe meritato più spazio! Mi chiedo se alla fine Lost abbia tenuto fede alla parola data, di certo è stato un bel cambiamento per un egoista cronico come Home! 😀 Complimenti per questa storia, corro subito a leggere Doppio Freddo! Ho letto alcuni commenti qua sotto e sono curiosissimo di conoscerne l’argomento! 😉

  • Grande finale. Dialoghi vividi, espositivi ma ricchi di immagini.
    Mi ha affascinato l’idea del passaggio dimensionale istantaneo. Il principio secondo cui la comunicazione tra esseri viventi è così potente che pure una voce, una voce soltanto, che arriva da lontano, è anticipazione di un viaggio infinito.

    Magari deliro, ma fa parte del gioco. Grazie per avermi trascinato lontano dalla mia stalla anche oggi.

  • Quest’ultimo capitolo è stato forse il più bello! Molto emozionante e ben costruito, davvero! Romeo che si ritrova nella capsula a parlare con… se stesso (?) è molto efficace!
    Alcuni appunti: hai scritto “conoscienza”! Ma chiudiamo un occhio visto che il racconto è stato molto bello! 😉
    Seconda cosa: mi sembra che Romeo accetti un po’ troppo in fretta. In ogni caso, questo è sicuramente colpa dei pochi carattere a disposizione!
    Brava Alessandra! Passo subito a Doppio Freddo! 🙂

  • Non sono convinto che sia un loop all 100% (e un po’ lo spero perché ormai ne ho letti troppi su questo sito). Infatti, adesso Romeo parla con il “sè stesso” sulla terra, gli sviluppi sono inprevedibili e la singolarità è ancora più “singolare”.

    Questo capitolo finale è il mio preferito, credo che sia il più emiozionante e il più credibile anche dal punto di vista dei dialoghi… all’inizio, pur appassionandomi la vicenda, mi sembravano un po’ comici e irrealistici (mio umile parere).

    Ti aspetto sempre dove sei tu, ma non arrivi mai. Quindi, mi limiterò a gridare questa frase che ormai è diventata radiazione di fondo: “Mayday, mayday, mayday…”

    Vediamo il nuovo racconto, mentre aspetto quaggiù, all’orizzonte degli eventi.

  • Mi è piaciuto tutto di questo racconto: scrittura, dialoghi, trama, personaggi.
    (Così mi sono chiesto cosa gli manchi per essere perfetto. E ho trovato la mia risposta: gli manca l’anima. È un esercizio. Un esercizio di scrittura perfettamente riuscito. In linea d’altronde con lo spirito di questo sito. Vado a leggere il nuovo incipit).

    • L’anima? Ti riferisci alla drammatizzazione? Sono d’accordo. Inizialmente lo volevo un po’ comico, questo racconto. Ho perso per strada le motivazioni interiori dei protagonisti privando la storia di pathos. Focalizzata com’ero sul tema fantascientifico. Alcune delle nozioni scientifiche esposte sono vere, frutto di studio accurato e qui solo brevemente accennato per ragioni ovvie. Grazie mille, Locullo.

  • Dopotutto è una storia ben strana questa. Con un suo fascino, però. Indubbiamente padroneggi la tecnica, ma ti aspetto a una nuova prova. E pare proprio che non debba aspettare più di tanto. Passo (all’altro racconto) e chiudo.

  • Ma complimenti veri!!!!
    Bellissimo finale.
    A lui che si sostituisce a Lost non avrei mai pensato. Mi sono immaginata di tutto: lui che muore, Lost che muore, la NASA che lo paga, non lo so… ma questo finale è davvero geniale. Ho visto che hai scritto un’altra storia e l’ho già letta… senti non so gli altri ma a me come scrivi tu mi piace un sacco. Sei bravissima.

  • Ovvio che sì! Questa scena mi ha ricordato un po’ l’ultimo film che ho visto al cinema… the edge of tomorrow, con Tom Cruise!

    Molto intrigante… anche se, come Romeo, non ho ben capito cosa sia successo a Lost! E sì che mi consideravo un esperto di astronomia!

    Comunque, qualcuno dalla terra in grado di salvare la terra ci vuole per forza!!! 🙂

    • Ciao Boos, giusta osservazione.
      Devi sapere che il panorama cinematografico è stato sempre affascinato dalla teoria fantascientifica del loop temporale. Una versione terrestre di questo episodio ciclico ci viene dal comportamento di una certa marmotta ( negli Stati Uniti si festeggia per questo il “giorno della marmotta”); di qui un film bellissimo e datato dal titolo “Ricomincio da capo”, che ti consiglio di vedere se non lo hai visto. Ma poi anche in “Time Machine” il protagonista torna indietro per salvare da una morte certa la sua fidanzata che però muore sempre. Oppure nel famoso “Source Code”, lui rivive lo stesso giorno più volte fino a risolvere un enigma. E molti altri.
      Nella mia storia ho fatto vivere al lettore tutti i quadri ( che Lost spiegherà nell’ultimo episodio) senza svelare che si trattava di un loop, – a differenza del film con Tom Cruise, in cui ci siamo ciucciati venti volte le stesse scene – , così che anche il lettore vivesse la storia per la prima volta come il personaggio ( Romeo). Lost lo dice cosa succede, anche se in questo episodio lo accenna soltanto: la schiuma quantica lo trattiene sul ciglio di un buco nero, prima di effettuare un salto dimensionale ( ponte Einstein-Rosen) che però non effettua perchè, con sua sorpresa, rimane bloccato in un loop.
      Al prossimo ed ultimo episodio, Boos… 🙂

      • Ho visto 2 o 3 volte “Ricomincio da capo”, è quello col mitico Bill Murray. Esempio ancora più calzante, in effetti. Tra l’altro bellissimo film. Gli altri due non li ho visti.

        Mi sono documentato sulla schiuma quantica, anche se a dire il vero in modo frettoloso. Strano non ci fossi mai incappato, pensa che ho letto tantissimi saggi e volumi scientifici, ero pure abbonato a “Orione”, e ho in cantina un riflettore che non sono mai riuscito a utilizzare correttamente.

        Grazie delle info.

  • Il ritmo è quello giusto, ma… Startari, cosa ti è successo? Perché non hai editato? Hai lasciato refusi, espressioni della lingua parlata ed errori di punteggiatura nel testo pubblicato. Non è da te. Avevi fretta, confessa.

  • Assolutamente sì. Se Steven Lost ripete questo momento in loop temporale chissà da quanto, prima o poi deve riuscirci a convincere Romeo, eh! E siccome siamo arrivati all’ultimo episodio… mi sa che questa è la volta buona!
    Sei forte, Alessandra, spero di rileggerti presto… che non sparirai dopo l’ultimo episodio…

    • Ciao Mia,
      innanzitutto ti ringrazio per l’analisi, vedo che hai colto in pieno l’essenza. Scrivere un racconto che abbia un capo e una coda e possibilmente senza refusi e buchi narrativi è sempre difficile quando gli episodi sono giocati su votazioni che ti costringono a spostare il punto di vista della trama. Ma è questo il bello di The Incipit, no? Certo, richiederebbe una revisione accurata ogni volta e qui non c’è tempo. Per questo a volte passa parecchio prima che si pubblichi di nuovo. Vedremo. Tu, piuttosto, quando ci fai leggere qualcosa di tuo? Premesso che “lettore” è onorevole quanto “autore”. Grazie del voto. 🙂

  • Narrativamente sei sempre stata così fluida da far credere che davvero, da qualche parte, certi personaggi esistano. Me li immagino proprio ora, in questo momento, alle prese con l’intelligente (e diabolico) patatrac a cui li hai sottoposti.

    Perciò, anche per questioni egoistiche, voto un SI tondo.
    Ci tengo a questo pianeta.

  • finalmente sono riuscito a leggere questo racconto prima della fine. che dire, bel casino, comunque ho votato perché romeo e lo sceriffo risolvano tutto da soli (anche se non vorrei trovarmi al loro posto!)
    ad ogni modo complimenti!

  • Sono per l’intervento di Lost!

    Mio Dio, questo è il capitolo che più mi è piaciuto… sembra veramente di essere in mezzo al casino, che di “casino” si può tranquillamente parlare dato che i problemi arrivano da tutti i fronti. Ma gli animali sono mossi da una volontà intelligente, quindi, data la loro disposizione “singolare”?

    Anche tu usi un approccio visivo/cinematografico molto evidente (secondo il mio modesto parere). Mi piace.

  • Ho votato per Lost che risolve la questione, magari con un bel algoritmo…
    Molta azione, immagini piene di significato, personaggi motivati e spinti ognuno da una ragione diversa e credibile. Complimenti, non lasci nulla al caso, anche se ti diverti a farli apparire ignoranti, sai sempre come riportarli sui binari.

  • Un finale d’episodio sorprendente. Qualcosa tra “Isolation” e “Il signore del Male”.
    Non mi aspettavo una possessione su larga scala, ma è un modo assai interessante di mettere Romeo alle strette: ora i problemi di Lost sono anche i suoi, e devono risolverli insieme.
    Ecco perché voto la numero due.

  • Rutilante. Ho letto i sette capitoli con piacere, catapultato in un originalissimo western fantascientifico, che – come se non bastasse questa esplosiva miscela – unisce all’impasto venature di grottesco, fumettistico e comico. E, cosa che non guasta, scritto benissimo: a volte un po’ didascalico, ma un didascalico alto, tipo sceneggiatura.

    (Robertson, come Lost, ha il cuore tenero: aiuterà sia Tyler che Lost).

    • Addirittura rutilante? Ma grazie infinite.
      Odio i cowboy dal cuore tenero, se dici così significa che ho toppato -:))
      A parte gli scherzi: grottesco, sì. L’idea nasce da un mio trattato sul ponte Einstein-Rosen e i buchi neri instabili, per poi finire ingoiato in un ranch del Texas. Il Texas, immaginerai, non è scelto a caso: è uno dei principali luoghi terrestri in cui converge energia elettromagnetica di livello uno. Tutto sembra una macchietta, ma qualcosa di vero c’è insomma.
      I thank you for your attention and look forward to the debate.

  • Io dico che Robertson collabora.

    Ho letto tutti i capitoli in una volta sola, anche perché sono abbastanza corti e abbordabili.
    E’ una storia pazzesca, ma come ti è venuta in mente?
    Bellissimo il nome “Romeo” per questa sorta di cowboy maldestro: direi che è un nome davvero azzeccato.

    Adoro la quantità di azione e il ritmo “andante” di questo racconto, mettono davvero ansia e spingono a chiedersi che cosa in realtà stia succedendo. O se sia tutto vero.

    Avevo già letto parte del primo capitolo, ma secondo me c’era stato un errore di copiatura del testo, e avevo posticipato il tutto. Ora sembra che l’errore si sia risolto.

    Steven “Lost”… un cognome più azzeccato di così! 😉

  • Io arresterei Romeo, in seguito Robertson potrebbe incidere nella vicenda con la sua autorità e destrezza.
    Bel proseguimento, anche se personalmente avrei utilizzato una maggiore varietà di termini e una punteggiatura più accurata. Però il capitolo scorre bene 🙂

    • Grazie Giorgia.
      Sei sempre molto attenta, e questo è un bene…
      La mia è deformazione professionale, a dire la verità… termini e punteggiatura mi riportano alla serietà e qui ci sto per divertirmi… però prendo atto, per carità!
      Grazie, come sempre.

  • Letto tutto in un colpo: i primi capitoli, sinceramente, non erano scritti molto bene; ma devo dire che dal terzo in poi migliori parecchio.
    Ho iniziato a leggere attirato dal tag “Fantascienza” ed un poco mi spiace che se ne sia vista molto poca, ma sei riuscita a farmi interessare pure a quello che stai raccontando.
    Complimenti 🙂

    PS: Ho votato per l’arresto.

    • Carissimo Kim,
      innanzitutto ti ringrazio per l’ascolto… -:)
      Voglio dirti come la penso:
      una storia di fantascienza non è necessariamente un luogo siderale pieno di archetipi e stereotipi di genere in cui si combatta con armi psicotroniche nell’universo parallelo di questi e di quei nuovi mostri. Fantascienza è il luogo scientifico in cui anche un segnale perso e rimbalzato da un satellite umano viene ingoiato da un buco nero, almeno nel rispetto della teoria del ponte di Eintein – Rosen. (Che è il tema della mia storia.)
      La scrittura è in terza persona limitata, significa che la voce narrante ( pur essendo in terza persona) è la coscienza del protagonista, un vecchio galeotto ignorante. Quindi la narrazione non può per nessun motivo essere forbita, poichè la voce narrante non è onniscente. Perdonami se ti spiego queste cose, ma questo è un sito ampio e spesso i moti della scrittura si perdono e ognuno scrive a suo modo… fraintendendo volentieri le intenzioni di chi scrive. Grazie del voto. Verrò a leggerti anch’io.
      A presto.

          • Grande, Alessandra! Ti seguo anche nei tuoi commenti agli altri racconti.
            Non ce la faccio a tacere, anche se mi ero imposto di sparire fino alla fine del concorso: sei una dei pochi qui che sa come si gestisce il narratore. Hai una base tecnica (narratore onnisciente, terza persona limitata, ecc.) che io ritengo indispensabile, mentre qualcuno, su questo sito, tanto tempo fa (quando avevo un altro nick), mi ha attaccato dicendo che il talento sopperisce (il talento poi!).

            • Ciao napo
              sai, al prossimo che te lo dice, tu spiega che il talento sopperisce solo in mancanza di tempo. Ce lo rende sopportabile, possibile, anche quando è ostacolato dal quotidiano che lo ingoia. Ma il talento non potrà mai sopperire alla mancanza di cervello…, senza non si cammina mai in avanti, si barcolla, si annaspa.. e alla fine s’inciampa e si scivola. E non ci si rialza più, perché anche per fare questo, bisogna avere cervello. In altre parole il talento ci accompagna e cresce con noi, ma è il cervello a sostenerci ed evitarci di cadere. Grazie del commento.

  • Mi piace la piega che stai dando alla storia: tendi sempre a incastrare il protagonista in situazioni che fanno uscire il peggio di lui. Sono sicuro che un giorno Romeo diventerà un uomo migliore, ma per farlo deve sprofondare nel buco più buio di sé.

    Troppe volte gli scrittori hanno paura. Non torturano emotivamente i loro protagonisti, sono spaventati all’idea di fargli male sul serio, e di vederli poi reagire in modo discutibile per salvare la faccia.

    Mi piace perciò l’idea che Romeo metta su un casino anche stavolta: prende in ostaggio tutti. Oltretutto è un’ironia non da poco che imprigioni alcuni mentre prova a ritrovare qualcun altro….

    Attendo il seguito con ansia.

    • Grazie Frusciando,
      chiunque tu sia, hai colto nel segno!
      Liberare un uomo nella prigione dello spazio siderale, mentre Romeo imprigiona gente nel suo granaio e lui stesso è prigioniero della sua solitudine che lo rende aggressivo. Esatto, questo è il senso. Infatti è anche un po’ la metafora della vita. Ti credi libero ma sei solo progioniero delle tue paure, finché non impari a gestirle. E quando lo impari… fai TANA LIBERA TUTTI.
      Grazie per il voto, -:)

    • La terza persona limitata impone allo scrittore di narrare secondo la coscienza del protagonista. In questo caso si tratta di un galeotto ignorante. Quindi il linguaggio non può essere forbito, e le battute sono appositamente sciocche. Se la scrittura funziona, questo traspare, altrimenti significa che l’autore mette troppo lo zampino nella narrazione. Per questo, se ti sembrano tutti una “macchietta” significa che ho centrato nel segno. -:)
      Quindi grazie!

  • Passavo da questo sito spesso, leggevo senza mai votare, ma questa storia m’ha preso più delle altre: mi è toccato registrarmi! : )
    Bravissima, sai come attirare internauti persi nello spazio infinito del web…

    ps: secondo me è Steven Lost che dovrebbe guidare la storia.

    • In realtà ho serie difficoltà a scrivere, qui dentro. Mi tocca limare e tagliare tutto. Ogni volta che preparo un capitolo e lo metto qui, viene troncato. I dettagli sono sempre fondamentali, ma tocca sacrificarli in nome dell’azione, o non si capirebbero le intenzioni. Peccato…

      • Però mi pare, a occhio, che tu sia sempre un tot sotto il limite delle 5000 battute. No?
        E… forse farò la figura del cretino, ma… tutta quella parte iniziale, sia nel secondo che nel terzo capitolo, tipo
        “Normal
        0

        14

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        false
        false”
        è roba che capisco il giusto e ti porta via un sacco di battute, no?

        • No, quella roba non riesco a eliminarla. Me la da quando copio e incollo da word, dove preparo i capitoli. Premo i tasti per inserire qui il testo – come suggerisce questo programma di The Incipit – e, alla fine, mi spiattella quella roba lo stesso. Forse è per questo che ho meno battute a disposizone. Ma come me ne libero? (figuraccia…)

            • No, non posso intervenire manualmente perchè me la spiattella quando è ormai on line. Prima non la presenta. Forse il programma ce l’ha con me perchè sa che sto raccontando una storia vera che, in tema di interferenze autoalimentate e rigeneranti, tocca anche le rete stessa, quella che ci permette di comunicare. La rete mi fa i dispetti perchè non vuole che io usi Romeo Home per divulgare qualcosa che deve restare nascosto.
              (questo messaggio si autodistruggerà tra tre, due, uno…)

              • 🙂
                Prova a scrivere usando Google Drive, tanto si presenta abbastanza simile a Word e non dovrebbe essere troppo destabilizzante. Da lì mi sento di poter garantire la perfetta funzionalità del copia/incolla… almeno su argomenti non troppo scomodi. 🙂

              • Questi caratteri “strani” sono le indicazioni stilistiche proprie di Word. Word non è un editor di testo semplice, quindi prima di incollare tutto su THe iNCIPIT, ti consiglio di fare il passaggio su un editor di testo semplice.

                Ti basta anche “blocco note”… dato che presumo tu lavori in ambiente windows

                1. incolli tutto su blocco note
                2. pulisci questi caratteri
                3. copi
                4. incolli su THe iNCIPIT

  • Io dico che è il buon vecchio Lost.
    Si vede che lavori nel campo dell’audiovisivo (o almeno, da quasi-collega, mi piace pensarla così), la tua è una scrittura dalle immagini vivide. Di quelle che piacciono a me, insomma.
    Vediamo un po’ dove ci porti. Io, nel dubbio, scelgo di seguirti.

    D.

  • In verità siamo in una fase che potrebbe includere le due cose, anche tutte e tre. Arnesi che brillano, alieni che invadono e Steven Lost che parla da una dimensione parallela… ma ho comunque fatto una scelta, la più votata qui dentro, sì… grazie a tutti per i consigli. Romeo Home sta per vivere un incubo. -:)

  • Bene, direi. Il racconto si sta facendo interessante. C’è, a mio modo di vedere, una tensione drammatica resa in modo controllato e adeguato alla situazione.
    Per il seguito, sarei propenso agli arnesi sparsi e ti spiego perché: dal momento che la situazione è già di suo molto tesa e il racconto è ancora lungo, qui ci starebbe bene una pausa dal carattere quasi ironico. A mio avviso, spezzerebbe la tensione e preparerebbe agli sviluppi successivi, creando suspence.
    Forse mi sbaglio.

  • Avrei da fare un commento molto articolato, ma lo conterò al minimo.
    Lo stile mi piace: è asciutto, tagliente, molto giornalistico con le sue frasi brevi. Tirato alla lunga però potrebbe risultare monocorde. Si sente la mancanza dei dialoghi. I nomi dei personaggi, con l’assonanza al loro destino, sono un po’ troppo scontati.
    L’opzione di Steve Lost ancora vivo è tecnicamente irrealistica se la vicenda è ambientata ai giorni nostri. L’eco prolungata vorrebbe invece dire che la navicella è schizzata ad anni luce di distanza.

    • napo capo,
      riguardo ai dialoghi: tutto arriva per chi sa attendere. -::))
      Le teorie poco realistiche applicate alla fantascienza, poi, sarai d’accordo con me che sono frequenti. Esistono centinaia di siti che riportano interviste a personale NASA che illustra divertito le innumerevoli inesatezze tecniche usate nei film e nei romanzi. Per questo è fanta-scienza! Tu capisci che l’elemento principale di qualsiasi storia è la drammatizzazione. Per ottenerla spesso si fa ricorso all’esasperazione della verità. Una prassi essenziale, sia pure restando coi piedi per terra…nei limiti del possibile. Spero di aver chiarito…-::))

  • Una curiosità di carattere, per così dire, stilistico: la presentazione iniziale al presente e il passaggio al passato remoto.
    Sono nuovo e mi chiedevo se questa è una tendenza abituale in questo sito.
    Per il racconto, preferisco un bell’eco misterioso e prolungato.

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