DolciSogni

Uccido.

Ancora un’altra notte, ancora un altro sogno, ancora un’altra vita.
D. si addormentò.
La storia era sempre la stessa, ma stanotte il suo inconscio sembrava aver cambiato ambientazione: un parco giochi, abbastanza inquietante. Per carità, sempre meglio del binario abbandonato di una metropolitana in un posto scordato da Dio.
Stanotte lui indossava un impermeabile lungo, pantaloni scuri. Un rivolo di sangue gli tagliava la faccia a metà, sgorgando irriverente dal grosso colpo in testa che aveva ricevuto: trascinarlo era quasi insopportabile. Pensò alla meravigliosa sensazione che avrebbe provato nel fare di quel corpo ciò che desiderava:  non esisteva niente di più straordinario del fare a pezzi qualcuno e vedere nei suoi occhi la consapevolezza di una morte lenta e inevitabile.
Nutrirsi di quel susseguirsi di mute emozioni era fondamentale. La prima ad arrivare era la paura, capace di mantenersi costante e continua, da sottofondo, come il dolce suono di un pianoforte; dilagante arriva il dolore, che dilata le pupille, fa contrarre ogni muscolo; la consapevolezza crescente del non poter sopravvivere, si manifesta con la lotta intestina e dirompente, lasciando spazio, infine, alla rassegnazione, languida e penetrante, come gas soporifero. Una meravigliosa sinfonia di umana debolezza, una tremenda sensazione di squallido torpore.
Era una vera e propria droga.
Trascinò il corpo fino al parco giochi, poi se lo mise in spalla a fatica: doveva assolutamente portarlo sulla giostra dei cavalli, la sua preferita.

La luce del giorno arrivò troppo presto, come sempre. Parlare con lo psicologo di quegli incubi, di come ogni notte si ritrovasse ad assassinare qualcuno in maniera barbara, sembrava non servire assolutamente a niente.
– Probabilmente c’è qualcosa che deve risolvere dentro di lei: deve capire qual’è il suo vero problema nei confronti degli altri esseri umani.
‘Il mio vero problema è che ogni mattina mi sembra che mi sia passato sopra un tram.’
Pensava sorseggiando un caffè: il primo di una lunga serie.

Paradossalmente, nonostante il sonno torturato da lugubri immagini, la vita di D. era assolutamente tranquillissima. Probabilmente nessuno avrebbe mai potuto immaginare persona più affabile e socievole. Paziente e senza fretta, non amava discutere nè dar troppo fastidio, almeno finchè non arrivava la notte.
Dopotutto, cosa poteva esserci di più tranquillo della vita di chi lavora in uno zoo? No, non tra i veterinari, ma tra i bigliettai… già.

‘Oh fantastico, stanotte si vede il seguito della puntata di ieri.’
Pensò in dormiveglia. Capitava spesso di rivedere per più notti le stesse persone, le stesse vittime, gli stessi amichetti. Non era un problema: bastava entrare nell’ottica di un telefilm ed assistere a quel meraviglioso spettacolo inquietante.
L’uomo con l’impermeabile era legato ad uno di quei cavallini colorati, gli occhi aperti, la fronte bagnata di sangue e sudore, muto. Probabilmente in stato di shock.
Ad ogni giro di giostra uno squarcio del lucente coltello di D. gli apriva un pezzettino diverso di carne, disfacendo a poco a poco, tutta la sua bellezza e la flebile speranza di salvarsi la vita: forse ancora non sapeva come voleva che morisse.
Infliggendo un taglio deciso alle sue belle labbra, però, eccola: l’illuminazione.

Cosa accadrà a D. quando si sveglierà?

  • Leggerà il giornale (31%)
    31
  • Scoprirà che il marito di una sua collega è morto (31%)
    31
  • Troverà del sangue sui suoi vestiti (38%)
    38
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77 Commenti

  1. Peccato essere arrivata in ritardo! Davvero una bellissima storia… Ho letto questi otto capitoli tutti d’un fiato… Tanto splatter! E poi Desdemona è un nome davvero perfetto per una creatura tanto crudele quanto bella…Che sia un riferimento alla sposa di Ares? Comunque voto perché ci sia qualcosa che la donna non ricorda! Al prossimo capitolo!

    • Grazie davvero! Mi piacerebbe dirti di sì ma non c’è alcun riferimento ‘culturale’ per quanto riguarda il nome Desdemona.. lo trovo semplicemente molto adatto alla personalità della protagonista! Inoltre Desdemona nella mia mente si presenta come qualcosa di rosso.. rosso come il sangue!
      Grazie per il commento e spero di non deluderti con gli ultimi due capitoli!

  2. Ho scoperto questa storia perché ho visto la copertina…bellissima, in tutto ciò. Ma straordinaria è la storia. E mi spiace essere arrivata solo ora, però meglio tardi che mai!!! 😀 Ti seguo così non ti perderò ! 😉
    Bravissima davvero, guarda! ^_^ saprà qualcosa dai suoi sogni!

  3. ho scovato la tua storia grazie alla ‘messa in primo piano’ ho letto tutti e tre i capitoli, davvero avvincente. Io a dire il vero appena ho letto la trama ho immaginato D.come una donna, non so perché… telepatia? premonizione? ihhiihihi bella storia davvero, vorrei sapere quando ha iniziato ad uccidere, anche se mi interesserebbe ancor di più…. il perché.

  4. ciao mi piace molto questo racconto inizia bene e prosegue nello stesso modo! ti seguo. ho votato che tipo di vittime preferisce, credo che l’identikit di un serial killer o assassino che sia, debba basarsi in particolar modo sulla tipologie delle vittime, e da queste poi risalire al background dell’autore. Sono curiosa di sapere come va! fai un salto da me se ne hai voglia!

  5. Pensava di averla già uccisa. Direi che è l’ipotesi più “destabilizzante”, almeno a parer mio. Belle immagini, il tuo racconto: vive molto di impressioni, di scene vivide e vibranti.
    Ti seguirò, ma mi tolgo se mi dici poi che “D” sta per “Dexter” 😉

  6. Aaaaaaaaaarrrrggggggggggghhhhhhhhhhh…mi hai fatto venire i brividi!!!!!!!! Ho votato per il giornale…potrebbe leggere qualunque cosa!
    Ti seguirò…anche se l’horror non è il mio genere…perchè sei bravissima!!!
    (complimenti per il lato macabro!)

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