DolciSogni

Dove eravamo rimasti?

L'uomo che Desdemona ha visto nella realtà è presente in tutti i suoi sogni. Perchè? Lui sogna le stesse cose di Desdemona (57%)

Luis

Si abbottonò l’elegante giacca nera appena sotto il petto.
Infilò i guanti in pelle.
In un istante era perfetto.
Tirò a sé il braccio destro di Desdemona, poi le cinse la vita e se la tirò in spalla, svenuta.
Non si ribellò, neanche aprì gli occhi.
Un rivolo di sangue le attraversava la nuca.
Lui aprì la porta d’ingresso con cautela, poi la chiuse delicatamente alle sue spalle.

Desdemona iniziò a sognare.

 La treccia le sbatteva sulla faccia ogni volta che si voltava troppo rapidamente. Desdemona, gli occhi e la bocca truccati marcatamente, vestita di nero, aspettava su un lato della strada dove le luci dei lampioni non potevano arrivare, senza ansia, senza angoscia, con immensa tranquillità.
Lei attraversò la strada, barcollando un po’ sui tacchi alti, diretta verso il vicolo un po’ buio, ma che l’avrebbe portata a casa in pochi minuti. Intravide un’ombra e rapidamente spostò i lunghi capelli rossi per guardare meglio: ma era già troppo tardi.
Desdemona le colpì rapidamente la faccia con un martello: Lei andò giù cadendo tra le braccia pronte dell’assassina. Mentre stava per caricarsela in spalla, una macchina grigio metallizzato si fermò appena lontano dal vialetto. L’uomo alla guida aprì lo sportello del passeggero e le fece un rapido cenno con la testa: D. aprì la portiera dei sedili posteriori, vi adagiò la donna svenuta, poi salì in macchina e insieme, svanirono nella notte.

– Stringimi le mani, dolcezza.
Desdemona intrecciò le sue dita con quelle di Luis: era bello guardare gli occhi di qualcun altro e sentirsi pieni, completi.
Luis impugnò il coltello, la lama scintillò per un attimo, prima di affondarsi nel palmo di Desdemona:

– Questo è per te, questo è per me: questo è per noi.

Come aveva fatto a vivere prima di incontrare Luis?
Si strinsero di nuovo le mani, stavolta insanguinate del sangue di entrambi.
Una vocina flebile gorgogliava parole misteriose, cercando invano di farsi sentire attraverso il bavaglio.
Distrattamente, come fosse imbambolata, Desdemona prese il coltello con la mano sinistra, tenendo ancora stretta l’altra a Luis, senza staccare gli occhi dai suoi.
Mentre si avvicinava, il suono della voce della ragazza diventava più cupo, terrorizzato.
Non esitò a lungo: affondò la lama nel ventre della ragazza e, lentamente, la fece risalire, tagliando qualsiasi cosa ci fosse nel mezzo, finchè non sentì l’impedimento della cassa toracica.
Ti amo, Luis.’

Ripetendo le stesse parole, Desdemona si svegliò.
Lo so che mi ami, dolcezza.
Si rigirò lentamente tra le lenzuola di seta ed inalò profondamente il profumo d’incenso diffuso nell’aria.
Tese un braccio per tastare la ferita sulla sua testa, anche se la cosa non le importava granchè: Luis la trasse a sé dolcemente e chiuse il suo corpo candido in un abbraccio.

Alcuni anni prima.

 Luis si tirò il lenzuolo fin sopra la testa e, senza troppi problemi, iniziò a sognare:
trascinò faticosamente il sacco fuori dall’automobile, se lo mise in spalla ed iniziò a scendere le scale del binario abbandonato.
Appena giunse sulla rampa di attesa del treno, scaraventò il sacco sul pavimento, sentendo provenire un sussulto dal suo interno: tirò giù un cavo della corrente elettrica ormai distrutto, posizionò il residuo di una delle sedioline per l’attesa alla base del cavo ed aprì il sacco.
Quando tirò fuori la ragazza, questa lo guardò con aria supplichevole, ma non disse niente, probabilmente per paura di scatenare in lui un qualche tipo di reazione.
La avvicinò al cavo, le mani legate e le sottili calze ormai ridotte in brandelli:

–          Sali.

La ragazza esitò.

–          SALI!

Sfoderò il coltello e lo avvicinò pericolosamente all’occhio destro della ragazza: rifletteva un intenso color nocciola che la pupilla dilatata dal terrore rendeva ancor più intrigante.
La ragazza salì sulla seggiola e Luis legò i suoi polsi al cavo elettrico; quando il nodo fu sufficientemente stretto, diede un calcio alla seggiola, lasciando la ragazza penzoloni a mezzo metro da terra.

      – Che fai? Cominci senza di me?

Il ticchettio delle scarpe di Desdemona si fece sempre più vicino, mentre l’uomo fissava il terrore negli occhi della ragazza ormai consapevole di non potersi salvare.
Senza che Luis potesse ribattere Desdemona impugnò il suo coltello e, con la delicatezza che solo una donna così bella può possedere, tagliuzzò lentamente la superficie della pelle sul petto della prostituta.
Questa si lamentò, forse supplicò, ma Luis era già in estasi: senza provare minimamente a controllarsi, avvicinò a sé il bacino di Desdemona, allontanandola con uno scatto dal corpo penzoloni della donna e la baciò mordendole vistosamente il labbro superiore, senza staccare lo sguardo dagli occhi della prostituta.
Con eleganza si divincolò dalla stretta di Desdemona e camminò lentamente, gustandosi il momento: affondò il suo coltello nel collo dell’appesa e il suo corpo trasalì di piacere alla vista di tutto quel sangue.

Perché Desdemona e Luis sognano le stesse cose?

  • C'è qualcosa che Desdemona non ricorda.. (67%)
    67
  • Condividono un amore profondo (0%)
    0
  • Sono legati da una maledizione (33%)
    33
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77 Commenti

  • Peccato essere arrivata in ritardo! Davvero una bellissima storia… Ho letto questi otto capitoli tutti d’un fiato… Tanto splatter! E poi Desdemona è un nome davvero perfetto per una creatura tanto crudele quanto bella…Che sia un riferimento alla sposa di Ares? Comunque voto perché ci sia qualcosa che la donna non ricorda! Al prossimo capitolo!

    • Grazie davvero! Mi piacerebbe dirti di sì ma non c’è alcun riferimento ‘culturale’ per quanto riguarda il nome Desdemona.. lo trovo semplicemente molto adatto alla personalità della protagonista! Inoltre Desdemona nella mia mente si presenta come qualcosa di rosso.. rosso come il sangue!
      Grazie per il commento e spero di non deluderti con gli ultimi due capitoli!

  • Ho scoperto questa storia perché ho visto la copertina…bellissima, in tutto ciò. Ma straordinaria è la storia. E mi spiace essere arrivata solo ora, però meglio tardi che mai!!! 😀 Ti seguo così non ti perderò ! 😉
    Bravissima davvero, guarda! ^_^ saprà qualcosa dai suoi sogni!

  • ho scovato la tua storia grazie alla ‘messa in primo piano’ ho letto tutti e tre i capitoli, davvero avvincente. Io a dire il vero appena ho letto la trama ho immaginato D.come una donna, non so perché… telepatia? premonizione? ihhiihihi bella storia davvero, vorrei sapere quando ha iniziato ad uccidere, anche se mi interesserebbe ancor di più…. il perché.

  • ciao mi piace molto questo racconto inizia bene e prosegue nello stesso modo! ti seguo. ho votato che tipo di vittime preferisce, credo che l’identikit di un serial killer o assassino che sia, debba basarsi in particolar modo sulla tipologie delle vittime, e da queste poi risalire al background dell’autore. Sono curiosa di sapere come va! fai un salto da me se ne hai voglia!

  • Pensava di averla già uccisa. Direi che è l’ipotesi più “destabilizzante”, almeno a parer mio. Belle immagini, il tuo racconto: vive molto di impressioni, di scene vivide e vibranti.
    Ti seguirò, ma mi tolgo se mi dici poi che “D” sta per “Dexter” 😉

  • Aaaaaaaaaarrrrggggggggggghhhhhhhhhhh…mi hai fatto venire i brividi!!!!!!!! Ho votato per il giornale…potrebbe leggere qualunque cosa!
    Ti seguirò…anche se l’horror non è il mio genere…perchè sei bravissima!!!
    (complimenti per il lato macabro!)

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