Dove vanno le stelle

Dove eravamo rimasti?

Per ora, questa prima parte della storia si chiude con molti misteri lasciati in sospeso. Ma quale troverà risposta già nel decimo episodio? Cos'è successo immediatamente dopo la scomparsa di Kate? (42%)

L’Uomo delle Stelle

Trascrizione dell’intervista a J.Tuttle (estratto) – 7 Maggio 2024, ore 00:00

Tuttle: Il 18 Novembre 1965 Katerine Tempel, dieci anni, figlia di Ernest e Wilhelmina Tempel, sparì mentre si trovava a Bruges in compagnia di suo padre. Nessuno notò la sua mancanza. Nessuno ne denunciò la scomparsa né pensò che ce ne fosse bisogno. Come ha avuto modo di accertare il Landeskriminalamt di Sassonia, di Katerine Tempel non restano né fotografie, né documenti che provino non si tratti di un errore amministrativo. Infatti, nessuno sembra ricordarsi di lei: non se ne ricorda l’anagrafe di Dresda, che l’ha registrata il 4 Dicembre 1955, non se ne ricorda l’equipe medica e il chirurgo che l’ha fatta nascere a cavallo della mezzanotte di quel giorno. Soprattutto, non se ne ricordano il padre e la madre, che sostengono di non aver mai desiderato figli. Nemmeno la donna che abita la villa nascosta nel centro di Dresda non esiste. Quella donna, che sostiene di chiamarsi Katerine Tempel, per il resto del mondo civilizzato, è come un ombra, e tutto quello che la riguarda si copre di una foschia spettrale di oblio. La sua casa non è rappresentata su nessun certificato o planimetria, e non c’è un numero civico o proprietario a cui la si possa ricondurre. Anche la via in cui è collocata non esiste, e non esiste nemmeno, sulla carta, il locale in cui Katerine ha fatto da cameriera negli ultimi trentatré anni. Chi ci va e chi ci lavora, non sa di andarci e non sa di lavorarci. Il titolare non sa di possederlo. I vicini negano che l’edificio di fronte sia un ristorante, e quando si chiede loro cosa indichi allora quel cartello che dice “der alte Speicher”, rispondono negando e dicono: “non c’è scritto nulla”.

Simmons: Cosa successe a Katerine subito dopo la sua scomparsa?

Tuttle: Si svegliò in quella casetta con un vago ricordo di chi fosse e da dove venisse. Lì rimase per quasi un anno, incapace di uscire. Tutte le porte e le finestre che davano sul giardino erano sbarrate dall’esterno, e nessuno la poteva sentire gridare. Tutto il mondo di Kate, per 365 giorni, fu quella villetta, e in particolare la sua cucina e il suo salotto, in cui passava la maggior parte del tempo, giorno e notte che fosse. Questo perché nella villa, mi disse Kate, non c’era una stanza da letto in cui potesse stare. La prima notte la cercò per ore, fino al mattino, e così la cercò anche il giorno dopo, senza esito. La ragione, continuò, era perché non ce n’era bisogno. Katerine, dal 18 Novembre 1965 in poi, non riuscì più a dormire una sola notte. Chi l’aveva portata lì, sapeva già che sarebbe successo.

Simmons: E chi era?

Tuttle: Una donna. “Lei”, come la chiamava Kate. Non aveva modo di indicarla altrimenti.

Simmons: Perché non voleva?

Tuttle: Perché non poteva. Così come nessuno riusciva a ricordarsi di Kate, Kate non riusciva a ricordarsi di “Lei”. Questo, nonostante si presentasse ad intervalli regolari ad indicarle cosa fare. Fu lei a liberarla dalla villa, a indirizzarla all’alte Speicher, e impedirle qualsiasi altra scelta. “Lei”, come ripeteva Kate, non poteva permetterlo. Nessuno doveva sapere.

Simmons: Nessuno?

Tuttle: Mi creda, non so perché io fossi un’eccezione a questa regola. Nemmeno Kate lo sapeva, ed era per questo che aveva reagito come ha fatto. [resta un attimo in silenzio] Comunque, ora non ha più importanza…

Simmons: Cosa intende dire?

Tuttle: [si alza dalla sua sedia, torna a guardare fuori dalla grande finestra della casa di suo nonno, oltre la notte] Vede, avrei voluto portarla via con me. Quando smise di piangere, la presi per mano, corsi fuori dalla villa, verso il portico e la strada che stava oltre. Pensavo l’avrei salvata. Non facevo che ripeterle di come avremmo potuto fare luce su questa faccenda, insieme..

Simmons: E poi?

Tuttle: Poi, ebbi come l’impressione di rivivere qualcosa che avevo dimenticato. Sopra di noi, fuori dalla villa di Dresda, stava un cielo stellato, pieno di stelle cadenti. Da Nord-Est, dal cuore della costellazione del Leone, scie di lapilli e luci rosse… E poi, un chiarore accecante intorno a noi. Per un attimo, mi sembrò di vedere qualcuno, qualcosa di molto piccolo, venirne fuori e prendere Kate con sé. Poi caddi. Quando ripresi i sensi, era già mattino. Kate e la villa di Dresda non c’erano più. Tornai a Sefton il giorno dopo. Quello che seguì è di pubblico dominio, e non c’è bisogno che glielo racconti nel dettaglio: ho scoperto di poter rivelarmi nei sogni degli altri, ho viaggiato per due anni senza esito, ho ereditato la fortuna di mio nonno il 16 Luglio del 2001 e da quel giorno ho rivelato le mie capacità al resto del mondo, nella speranza che qualcuno mi potesse aiutare. Invece, negli ultimi 24 anni, sono stato io quello che ha aiutato. L’Uomo delle Stelle, Jona Tuttle, che vede nei sogni, che sa farli avverare, che dà consiglio…

[fine del nastro]

– “Ascolti ancora quella registrazione, Essie?” Kyley osservava sua sorella china sul mainframe della LOVELACE. I suoi occhi tradivano una certa impazienza.

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65 Commenti

  • Finalmente finito. ^^
    Scusatemi per tutto il tempo che ci ho messo per quest’ultimo capitolo, ma ho avuto alcuni contrattempi (domani parto, starò via per un po’).
    Devo confessarvi che ho un poco imbrogliato, questa volta. All’ultima frase ho aggiunto un link a un documento con l’ultima parte del capitolo. Fate finta che sia una sorta di anticipazione di quanto dovrete aspettarvi per la seconda parte.

    A presto! ^^

  • Complimenti 🙂

    Io sono uno che cerca sempre il pelo nell’uovo e, ammetto, per le prime due parti e mezzo non ho avuto nulla da obiettare. Perfetto.
    In seguito però, se posso permettermi, la scrittura si fa un poco pesante e credo che la modalità dell’intervista, che così bene funzionava all’inizio, stia diventando stancante. Ovviamente il mio è solo un parere, eh; vedo che a molti altri piace.
    Però prova a pensarci almeno un poco 😉

    A rileggerci!

  • Convegno di astronomi, dato che l’astronomia è stata per qualche anno la mia passione. Dopodiché, avendo terminato di leggere di tutte le “stranezze” dell’universo, iniziò a diventare una cosa un po’ “ripetitiva”…

    Ti seguo, per due semplici motivi: perché scrivi da Dio e perché questo incipit è molto affascinante. E poi è “fantascienza”… mica “rosa”, no? 😉

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