Imago Mentis

Vibrazioni di fondo

La punta della pala sbatte contro qualcosa di duro. Scosta gli ultimi centimetri di terra sui lati della fossa e lascia cadere l’arnese, la sporcizia umida accumulata nella scanalatura del coperchio gli si infila sotto le unghie.
“Grazie” dice Dominic afferrando il piede di porco che gli viene offerto.
Si rialza facendo crocchiare la schiena. La voce di Damian gli si genera nell’orecchio “Non perdiamo tempo”. La figura seduta sulla lapide si sporge verso di lui avvicinando la lanterna sorretta dalla mano inguainata.
La punta di ferro strappa i chiodi dal legno umido e con un violento strattone spalanca la sezione del coperchio. La zaffata fetida gli fa lacrimare gli occhi e lo costringe a coprirsi il naso con il foulard. Il negromante fa cenno al compagno di avvicinarsi, la luce traccia i contorni della salma rigonfia e rigida e si riflette sul casco in vetro temperato di Damian.
“Quest’uomo è morto da circa dieci giorni.” afferma Dom.
“Non è possibile, il funerale è stato solo due giorni fa.” i ditali metallici del guanto si aprono facendo fuoriuscire le falangi scheletriche che appoggia sulla pelle putrida. Le psicovibrazioni risalgono le ossa dell’occultista come una scarica elettrica trasformando il mondo in vapore, suoni attutiti riecheggiano accompagnati da lampi di luce verde, il cimitero è invaso da figurine di fumo che sublimano verso la luna annebbiata. Uno sparo e la visione si interrompe.
La mia psicometria se ne sta andando.
“Quest’uomo non è Howard Bolton, è stato incastrato. Andiamo via subito.” conclude Damian.
Il mondo vibra e il terreno viene irrorato da tenui linee azzurre.
“Come, così?” il negromante prende sotto braccio la pala e il piede di porco “Ho scavato come un cane per nie-“
Una nube di fumo nero li avvolge.

Le nocche battono sul casco di Damian.
Il rumore attutito dal liquido dello scafandro stimola i suoi centri nervosi e la stanza inizia a brulicare di filamenti luminosi, l’ambiente si definisce. “Sono sveglio”.
Riesce a percepire Dominic in piedi davanti a lui, gli sta porgendo un giornale. Sfiora la carta con la falange scoperta del pollice e la pagina viene percorsa da una vibrazione luminosa che rivela le lettere stampate, ma appaiono sfocate.
“Sono stanco, non riesco a leggere.” dice lasciando ricadere la mano sul bracciolo della poltrona.
Ripiega il quotidiano e lo infila sotto il braccio “La moglie di Bolton è stata uccisa.”
“Che?” il messaggio telepatico viene inquinato dallo stupore.
“Morta, anche se non si capisce come.”
Sprofonda nella poltrona, adesso cosa faccio? “Allora come fanno a dire che è omicidio?”
“Uhm, non lo so, ci sono poche informazioni. Si pensa che l’assassino sia entrato dalla finestra della stanza in cui è stata ritrovata la donna, però non è specificata la causa del decesso.”
Dominic getta il giornale sul tavolino davanti al camino spento e sospira “Un altro giro a vuoto.”
L’occultista picchietta l’indice sul giunto d’ottone del ginocchio producendo un ticchettio metallico.
“Sai” continua il collega “parlano anche della nostra avventura al cimitero” traccia delle virgolette con le dita “Se risalgono a noi siamo nella merda”.
Damian si alza facendo cigolare lo scafandro meccanico e afferra il pesante pastrano nero appeso allo schienale della poltrona. “Andrà alla grande” dice infilando il braccio sinistro nella manica.
Il negromante corruga la fronte “Stai scherzando, vero?”

Gli ultimi raggi rosati filtrano tra le case macchiando le strade dei vicoli, i lampioni sono accesi e gli scuri già sprangati. Solo gli insetti si attardano, loro non sono superstiziosi.
Ad ogni passo i contorni delle case si ridisegnano, ogni singolo ciottolo pulsa. Il puntale del bastone da passeggio batte a terra, il corpo di una falena vicino ad un lampione pulsa di azzurro, il ronzio si amplifica per un secondo. Non un’anima viva.
Si fermano davanti ad una casa. All’entrata sono stati attaccati due nastri di tessuto giallo incrociati, un avviso firmato dal capo della guardia cittadina è affisso sul legno.
Damian strappa i sigilli. Al tocco della falange ossea la serratura si accartoccia come un foglio, la porta cigola sui propri cardini e si apre.
“Nemmeno un sorvegliante” sussurra Dominic.
I due varcano la soglia. Appena il piede dell’occultista tocca il pavimento le particelle disperse nell’etere si accendono come lucciole e stimolano le sue sinapsi, un mondo iridescente completamente sconosciuto al suo compagno.
Riesce a percepire una fievolissima vibrazione di fondo, la stanza si offusca. Sbuffi di fumo si addensano nell’aria, incapaci di assumere una forma definita.
Solo una sagoma sfocata, il fantasma di un passato recente.

Dominic il negromante e Damian l'occultista, alla ricerca di..."Qualcosa". Forse hanno sotto le mani una pista, ma cosa succederà?

  • Ceneri in saldo. (21%)
    21
  • Caccia all'uomo. (57%)
    57
  • Ricordi sgraditi. (21%)
    21
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45 Commenti

    • Grazie per i complimenti, ma soprattutto grazie per la scelta dell’opzione, la preferisco (:D).
      Mi piace parecchio l’occulto (scommetto che non lo avresti mai detto), ma se mi dici che avevi pensato anche tu ad un negromante mi incuriosisci… Se in futuro riprenderai il racconto potresti aver già trovato un lettore, o un rivale, dipende.

  • Davvero notevole, innanzitutto per il linguaggio, fluido ma ricercato, poi per questo approccio che mi sembra fantasy ma con qualche elemento “pseudo-scientifico” (che io personalmente adoro) che riesce a rendere concreta una narrazione fatta di prodigi e immaginazione. Bella la citazione della mano della gloria, è uno degli elementi di occultismo che ho sempre voluto utilizzare in qualche racconto.
    Ti seguo assolutamente!

    • I miei più sinceri ringraziamenti per questa incredibile sequela di complimenti, spero di riuscire a mantenere il tono.
      La mano di gloria è un oggetto che mi ha sempre affascinato, sfortunatamente è poco conosciuta, mi fa piacere trovare altra gente che mastica un po’ di queste materie, ho un sacco di altre cose da mostrare e questo è solo il terzo capitolo. Spero di non deluderti.

  • La ringrazio infinitamente per avermi prestato il rinomatissimo fumetto “A come ignoranza”, questo magistrale giornaletto ispirante di tale incompresa genialità segna una tappa fondamentale nella storia della letteratura contemporanea e il grandissimo autore può essere paragonato allo scrittore medioevale Johan Huizinga, inferiore a lui solo in ignoranza, ma alla pari in erudizione. Concupisco una sua risposta, buonsalve e ancora grazie.

    • Salve Sir e grazie per aver commentato!
      Sfortunatamente il prestigioso volume non mi appartiene, sono solo colui che lo ha scovato (e ne sono felice). Difficilmente si trovano prodotti di così alta qualità, soprattutto nelle cerchie della “nona arte”
      Messo in chiaro questo le consiglio comunque di tenersi aggiornato tramite il suo ben noto compagno di classe, mio socio e araldo occasionale, lo informo sempre sulle mie scoperte.

    • Grazie mille!
      Sono felice che qualcuno abbia scelto quell’opzione. Sto già lavorando al nuovo episodio e non mi pento di aver aspettato fino ad oggi, sappi comunque che la tua richiesta non verrà ignorata, Dominic e Damian hanno diverse cose da raccontare, ma ogni cosa verrà detta a tempo debito.
      Grazie anche per il commento sullo stile, non sono ancora soddisfatto e farò del mio meglio per migliorare.

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