New World Technology

Dove eravamo rimasti?

Cosa accadrĂ  nel prossimo episodio? Introduciamo al meglio i fatti del 2060: lasciamo i collegamenti ad un prossimo episodio (48%)

Un caso sul quale indagare

Europa, maggio 2060

“Oggi l’Università Nio2 ha denunciato la scomparsa del Dr. Artus, noto scienziato nel campo delle neuroscienze. Con questa salgono a tre le sparizioni di importanti studiosi. Le forze di polizia hanno avviato importanti indagini, ma nell’arco dei tre mesi dalla sparizione del primo scienziato, non si hanno ancora informazioni. Le autorità brancolano nel buoi. Per oggi è tutto, vi lasciamo ai mondiali di golf”.

Il detective Simon pagò al barista due boccali di birra e si diresse al tavolo al quale il collega Beker lo stava aspettando. “Sono tre mesi che i nostri colleghi della divisione sparizioni stanno investigando, ma non hanno uno straccio di indizio. Quando si decideranno ad affidare a noi il caso? Abbiamo accesso ad informazioni che nessuno può immaginare e possiamo contare sull’appoggio di molte personalità note. Se fossimo noi ad indagare avremmo già scoperto qualche cosa!” disse Beker all’amico battendo un pugno sul tavolo.

Simon stava sorseggiando lentamente la sua birra. Dei due era il più riflessivo ed enigmatico. Guardò il collega: “Ho sentito che a breve passeranno il caso alla sezione indagini virtuali. Le nostre recenti scoperte, seppur non autorizzate, hanno destato l’interesse dei piani alti. Dovrebbero convocarci tra un paio di giorni”. Dopo una breve pausa, durante la quale Simon guardò il fondo del suo boccale, ormai vuoto, Beker si alzò in piedi trionfante: “Lo sapevo! Era ora che si accorgessero di noi! Sveleremo il mistero delle sparizioni, vedrai! Saremo su tutti i giornali! Ci godremo la pensione!”. Mentre Beker fantasticava sui suoi futuri successi, Simon aprì il suo taccuino, sul quale era solito annotare indizi o pensieri. Nel pomeriggio aveva fatto interessanti scoperte circa la società New World Technologies, che forse potevano essere legate al caso che di li a qualche giorno avrebbero iniziato a seguire con incarico formale. Scrisse un’ultima parola, prima di riporre il taccuino in tasca: memorie.

Europa, anno 2035

“Sono passati ormai 15 anni dalla nascita del sistema memories, tecnologia in grado di archiviare in un  computer la memoria di una persona. Da allora, l’omonima società Memories che ne detiene il brevetto ha permesso a centinaia di famiglie benestanti di preservare i ricordi dei propri cari. Negli anni questo business è cresciuto talmente tanto da trasformare la società in una vera e propria multinazionale: più di 200 sedi in tutto il mondo e migliaia di memorie archiviate all’interno dei potenti server di cui dispone.

L’Amministratore delegato della Memories ha comunicato proprio questa mattina i risultati del software in uso da qualche mese alle forze di polizia di tutto il mondo: un sistema in grado di copiare la memoria di presunti criminali, senza nuocere loro né fisicamente né psicologicamente. Le memorie copiate vengono scandagliate da esperti ed avvocati al fine di dimostrare la colpevolezza o l’innocenza di questi individui e al contempo raccogliere prove utili per le indagini. Si tratta di un nuovo successo per la Memories, che sta triplicando i suoi introiti.

Una domanda ci sorge spontanea: ma quanto spazio hanno i loro potenti server? L’Amministratore delegato ci ha risposto con un sorriso sulle labbra “Lo spazio a nostra disposizione è infinito, l’importante è che i servizi che offriamo siano pagati dai committenti.” E con questo è tutto…

L’Ing. Silas spense il televisore. Si avvicinò al computer e come di consueto iniziò a parlare con la figlia: “Laura, hai sentito cosa hanno detto in TV? Il software penetra nella memoria di criminali ed assassini per verificarne la colpevolezza o l’innocenza. Cambierà completamente il sistema giudiziario mondiale…”. L’uomo tamburellò le dita sulla scrivania, guardano fuori dalla finestra. “Papà, ho sentito. Mi sembra un ottimo sistema: la memoria non mente…

… Hai pensato alla mia proposta di qualche giorno fa? Ci puoi aiutare?”. L’Ing. Silas si rivolse allo schermo inorridito….

“Non posso aiutarvi. La gente NON deve sapere” disse alzandosi in piedi e dirigendosi verso la finestra oltre lo schermo. “Ma queste persone vogliono parlare con i loro cari, vogliono stare loro vicini come faccio io con te. Perché non vuoi aiutarci?”. L’Ing. Silas si avvicinò al computer: “Tutto questo è stato un errore, un abominio! Nessuno deve sapere. Tu non dovresti esistere! Non siete più persone!”. E detto questo staccò la spina del computer. Ma si riaccese. Laura se ne era impossessata, non poteva essere spento. L’Ing. Silas era stanco, distrutto. Cercò di staccare la corrente, ma la figlia si frappose tra lui e il sistema elettrico. Lanciò una violenta scossa con l’intento di farlo smettere. L’unica cosa che ottenne fu di ucciderlo.

Il giorno successivo un furgone nero si fermò davanti alla porta della casa dell’Ing. Silas. Accertata la morte dello scienziato, caricò il computer, una serie di diari dell’Ing. Silas e la sua cassettiera, chiusa a chiave.

Poco dopo arrivò un’ambulanza, che prelevò il corpo dello scienziato. 

Da chi è stato mandato il furgone?

  • Da nessuno: si tratta di semplici ladri! (0%)
    0
  • Dalla ditta New World Technologies (50%)
    50
  • Dallo steso Ing. Silas, che aveva pianificato le attivitĂ  da compiere dopo la sua morte (50%)
    50
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226 Commenti

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