Passato giustiziere

Dove eravamo rimasti?

Cosa succederà a Jacqueline? Riesce ad uscire pulita dall'interrogatorio, ma fuori dal commissariato avrà un incontro inaspettato...e poco piacevole... (86%)

Qualcuno tornò nel nido di Jacqueline...

«Non si preoccupi, signorina…abbiamo solo bisogna che ci dia alcune delucidazione…dei semplici controlli di routine». Questa frase fatta suono a Jacqueline come una sentenza, provocandole un senso di timore e insicurezza. «Prego…per di qua…». Anche la gentilezza dell’agente Camusso la interpretò come un comportamento poco rassicurante. Non avrebbe mai immaginato che, prima o poi, sarebbe stata scortata fin dentro la volante da alcuni agenti armati, scena che fino a quel momento aveva visto solo in televisione. Il tragitto fu un lungo silenzio imbarazzante, interrotto sporadicamente dal gracchiare della radiolina. Senza che Jacqueline ne fosse al corrente, i carabinieri optarono per passare da un’entrata secondaria, dato che i colleghi del commissariato li avevano avvisati della presenza di alcuni giornalisti. La storia di Jacqueline era infatti ben nota alla cronaca, e la notizia dell’aggressione in casa Sperto si era sparsa ad una velocità impressionante. Il grigio portone dal quale entrò la macchina con all’interno Jacqueline si aprì, cigolando, con una lentezza che aumentò l’ansia della ragazza. Fatta accomodare in sala d’attesa, dopo alcuni minuti fu accompagnata nella stanza degli interrogatori da Camusso, che si fermò per affiancare il commissario, già presente nella piccola area dedicata ai “colloqui”.

«Buongiorno, signorina Sperto», esordì il commissario con garbata sincerità. «Di carattere non sono una persona che ama girare attorno alle cose, quindi cercherò di arrivare subito al punto».

La pacatezza col quale l’uomo pronunciava le parole agitava notevolmente Jacqueline, alla quale cominciarono a sudare le mani.

«Potrebbe gentilmente spiegarmi se ha ancora rapporti con Menni Verutti, il suo ex marito?». Questa domanda spiazzò letteralmente Jacqueline.

Panico totale.

«Che cosa c’entra adesso il mio ex marito? Che cosa volete da me? – la reazione più naturale fu quella di alzare la voce, per mettersi sulla difensiva. «Non lo vedo da anni ormai…da quando ci siamo separati…»

«Ne è sicura??»

Si…ve lo posso assicurare…». Anche se la risposta arrivo con un tono appena percettibile, i due poliziotti sembrarono credere alla risposta di Jacqueline.

«Lei pensa che sia stato il suo ex marito ad aggredirvi?». Altra doccia gelata.

Panico totale.

«Non lo so, che diamine! Voglio tornare in ospedale…da mio padre…»

«Appena avremo finito sarà nostra priorità riaccompagnarla da suo padre» intervenne Camusso, tra lo spazientito e il sarcastico.

Durante tutto l’interrogatorio, durato quasi due ore, Jacqueline non smise quasi mai di mordersi il labbro, procurandosi piccoli taglietti sulla maggior parte della parte inferiore. Il commissario, spalleggiato da Camusso, insistette sul passato controverso e compromettente della giovane, minacciandola che se non avesse collaborato, avrebbe fatto sì che lo scandalo di cui si era macchiata anni prima tornasse a galla. Tutti coloro che stavano indagando, infatti, erano convinti non solo che il fautore del tentato omicidio di Massimo Sperti fosse l’ex marito di Jacqueline, ma addirittura che lei fosse complice.

Una volta uscita dalla centrale, imboccò la strada principale e si diresse ad un telefono dal quale poter chiamare un taxi, che si trovava a qualche centinaia di metri dal commissariato.

«Si ricordi, signorina…noi conosciamo i posti che, fino a poco tempo fa, era solita frequentare…quindi pensi bene a ciò che le abbiamo detto». La frase con la quale l’agente Camusso si era congedato continuava a frullarle per la testa, mettendole addosso un’angoscia che non provava da parecchio tempo, ormai. Ma le sorprese per Jacqueline, quel giorno, non erano ancora terminate.

Una berlina completamente bianca con sopra al tettuccio la scritta “TAXI” si accostò al marciapiede, prima che la ragazza potesse chiamare.

«Salga pure, signorina. Dove la porto?». Jacqueline salì senza pensarci troppo, ma non appena la macchina ripartì, riconobbe l’autista fissandolo dallo specchietto retrovisore. Gli occhi, come conseguenza naturale, le si sbarrarono dalla paura.

«Piaciuta la mia visita dell’altro giorno??».

 Era proprio lui, Menny. Era tornato per vendicarsi, lei lo sapeva e, questa volta, era convinta che l’avrebbe uccisa.

Come proseguirà la vicenda?

  • Menny sequestra Jacqueline, tirando fuori altri elementi del loro passato e cercando di convincerla a tornare com'erano prima... (80%)
    80
  • Jacqueline cerca di fuggire provocando un incidente, che metterà in serio pericolo la vita di entrambe... (0%)
    0
  • Menny sequestra Jacqueline, segregandola in un vecchio casolare abbandonato (20%)
    20
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28 Commenti

  • nooo, l’hai già finito. mi è dispiaciuto un sacco non poterlo leggere puntata per puntata 🙁 comunque storia avvincente, inaspettata: chi avrebbe mai immaginato che l’agente camusso…
    se devo essere sincero il finale non mi ha convinto molto, ma dopotutto Manny era uno psicopatico. chissà che cosa gli passava realmente per la testa.
    solo complimenti. 🙂

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