The Faithor

Una ragazza speciale

Quel giorno me ne stavo tranquilla in camera mia ad ascoltare la musica con le cuffiette, le mie dita sfrecciavano veloci sulla tastiera del computer passando da un sito all’altro e scrivendo ad amici, incosciente che la mia vita di lì a poco sarebbe cambiata. Sentì qualcuno bussare alla porta, non volevo essere disturbata, ma la mia curiosità ebbe il sopravvento.

-Chi è?- dissi

-Sono io, mamma…-

-Ah entra pure- La porta si aprì lentamente ed entrò mia mamma, si chiama Daniela, non ci assomigliamo molto, ma qualcosa in comune c’era: la nostra statura non molto alta, gli occhi marroni e lo stesso carattere, più o meno…

-Come va?- comincia lei con la sua solita voce calma

-Mah… Bene te?-

-Tutto a posto- fa una pausa –Vuoi fare un giro? Ti devo mostrare una cosa…-

-Ok- non avevo voglia di muovermi, ma decisi di accontentarla per una volta, mi alzai dal letto e uscii di casa. Prendemmo la macchina e dopo qualche minuto eravamo arrivati in un posto a me sconosciuto, eravamo in campagna, pensavo di aver percorso solo pochi minuti di strada, ma a quanto pareva mi sbagliavo: Milano sembrava solo un piccolo puntino da quella collina. Mia madre cominciò a muoversi lungo una stradina sterrata, così mi decisi a muovermi anche io, laggiù tirava un pò di vento, anche se erano i primi di giugno, sembrava che lì il tempo si fosse fermato qualche mese prima: i grandi alberi erano pieni di fiori di tutti i colori, che un giorno sarebbero diventati qualche gustoso frutto.  Ci fermammo davanti ad una statua di bronzo raffigurante un uomo in piedi con accanto un lupo.

-Wow…- le parole mi uscirono dalla bocca, ero rimasta colpita dalla precisione con cui era fatta: ogni dettaglio, lineamento era perfetto, neanche Michelangelo avrebbe saputo farla meglio.

-Eh già… È molto bella vero? Tuo nonno mi portò qui, un tempo non abitavamo qui vicino e un giorno, quando ero piccola, mi portò su questa collina guardò la statua e disse che questa statua rappresentava l’unione degli uomini con il mondo animale, che in pochi riuscivano veramente a sentire questo legame e i membri della nostra famiglia sono tra queste persone. È arrivato il momento che ti mostri questo legame”

Non riuscivo a parlare, quelle parole non volevano uscire dalla mia testa: “i membri della nostra famiglia sono tra queste persone”; ciò vuol dire che anche io ne ero capace? O questo dono mi aveva saltato ed era toccato solo a mio fratello. Intanto una persona era comparsa da dietro un albero, una vecchia sulla settantina d’anni: aveva un abito lungo fino ai piedi dello stesso colore dell’oceano, con un cappuccio bianco con delle onde blu.

-Finalmente ti sei decisa a portarmi la più grande, Daniela-

-L’ho fatto solo perché tu e gl’altri anziani potete aiutarla ad imparare a saper usare i suoi poteri-

-Non essere sciocca, anche tu potevi farlo, ma hai preferito saperla in un posto sicuro con tutte le guerre in corso.- Mia madre mi guardò un attimo, vidi il suo sorriso spegnersi per la prima volta in tutta la mia vita e capì che la mia vita sarebbe cambiata.

-Margherita, ascoltami bene, segui questa donna ovunque ti porti e obbedisci a ciò che ti dice.- disse rivolgendosi a me.

-Ti voglio bene- e con queste ultime parole mi abbracciò e andò via senza lasciarmi dire niente, e mi lasciò con quella sconosciuta.

-Il mio nome è Merynda, seguimi Margherita, è ora di andare-

Dove la porterà Merynda??

  • a fare un giro per i campi vicini (0%)
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  • a conoscere gli anziani delle tribù (57%)
    57
  • ad un campo per ragazzi come lei (43%)
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18 Commenti

  • Sicuramente ci sono ancora diverse incertezze, ogni tanto i tempi verbali cambiano nella stessa frase in maniera incoerente, ed anche i dialoghi sono a tratti poco realistici… PERO’ mi piace l’atmosfera che hai creato, la semplicità del mondo attorno a sé che solo una ragazza molto giovane come Margherita può far risaltare.
    Ti consiglio di rileggere molto di più quello che scrivi ma di continuare assolutamente a pubblicare… l’unico modo per migliorare è continuare a scrivere! 🙂 Ti seguirò, ovviamente!

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