Al museo

P-Rex

Nonno, cos’è questo?”

“É un dinosauro, non esiste più”.

“Come si chiama?” chiese il bambino, mentre scrutava quell’animale misterioso che vedeva, quel giorno, per la prima volta.

Prima di rispondere, il nonno si chinò per leggere il cartellino:

“ È un Pollosauro, chiamato anche P-Rex”.

“Che nome strano!” osservò il bambino, guardando più da vicino il corpo del dinosauro.

“Ma si chiama così perché mangiava solo pollo?”

 “No, no, al contrario, mangiava piante e altri animali suoi simili, persino altri Pollosauri se solo aveva l’occasione! Era un animale molto pericoloso, sempre allerta, non dormiva mai neanche di notte, mangiava in continuazione, senza mai riposarsi, e per questo motivo costringeva tutti gli altri animali della savana a essere vigili per potersi difendere. Aveva i denti aguzzi e un becco molto duro che lui usava per spezzare la preda”.

 “Ma perché gli altri animali avevano paura di lui? Lui è piccolo, i dinosauri che abbiamo visto prima erano molto più grandi!”.

 “Non era così facile sfuggirgli, sai, quando lo inseguivano, lui volava via velocemente, così come fanno le galline quando si spaventano, capisci quello che voglio dire? Guarda qua!” e il nonno indicava con l’indice due piccole ali, abilmente ricostruite nel modello imbalsamato”.

 “Volava? Ma volava male sicuramente, perché ha una gamba rotta” replicò il nipote che era un buon osservatore.

“Sì, in effetti, aveva anche lui un punto debole, come tutti noi. Il suo punto debole erano le zampe, poiché mangiava senza mai fermarsi, cresceva più in fretta degli altri dinosauri e le sue ossa non avevano tempo di irrobustirsi e diventare forti”.

 “Allora il P-Rex doveva essere proprio scemo!” ribatté il bambino, disinteressandosi definitivamente dell’argomento.  Nonno, andiamo a vedere altre cose, non mi piace quest’animale!”.

Dove andranno Nonno e Nipote?

  • Dentro il cavallo di Troia (40%)
    40
  • Nella bocca di Moby Dick (40%)
    40
  • A vedere Il coniglio di Alice nel paese delle meraviglie (20%)
    20
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84 Commenti

  • Cellulari senza campo, soprattutto perché hai detto che non sai nulla di elettronica e così c’è una sfida in più da affrontare 😛

    Mi permetto di portarti una mia considerazione rispetto al tuo racconto: ho notato che spesso, come in questo episodio, hai belle idee che metti sul tavolo ma che non trovano poi una loro “dignità” completa nella descrizione. Mi spiego meglio: in questo capitolo, inizio a leggere del simpatico cane con orecchio musicale quando sul più bello…zac! sei passata ad altro! Un pò mi è dispiaciuto, avrei voluto saperne di più:)

  • Trattandosi di un museo (sia pure sui generis) opto per la scelta più storica.
    Sono curioso di capire come vuoi costruire questa storia. Forse per “quadri” successivi? Vediamo.
    Il genere humor credo che sia tra i più difficili.

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