Amore a prima vista?

Amore a prima vista?

Gli esami erano finiti. Ripensa a come i suoi amici erano talmente nervosi che a stento ricordavano i propri nomi. Lui, invece, era sereno e sicuro di sé, come sempre del resto. Non c’è situazione che riesce a mettere Diego a disagio o in crisi. Ma a parte il suo carattere calmo e distaccato dal mondo, è sempre stato dedito allo studio e questo gli ha facilitato il lavoro.

Aveva ottenuto il diploma a pieni voti, si sarebbe iscritto all’università e sarebbe diventato veterinario. Adora gli animali e ha sempre desiderato poterli curare.

Tutti i suoi progetti, però, dovevano aspettare la fine dell’estate. Per qualche strana ragione, nonostante erano a un passo dalla separazione, i suoi genitori avevano deciso di andare in vacanza tutti insieme. Avevano scelto una località balneare di cui gli sfuggiva il nome.

Arrivano alla villetta che suo padre aveva affittato e dopo aver esaminato la casa, Diego si infilò il costume da bagno, prese l’asciugamano e si diresse in spiaggia. Meno stava insieme ai suoi genitori e meglio era.

Sistemò l’asciugamano sulla sabbia, ci si sdraio e iniziò a godersi il sole. Pensò proprio di meritare quel relax; anche se per gli esami non era entrato in crisi, suoi nervi erano apposto e studiare non era difficile, non significava che non aveva faticato per tenere a mente tutte quelle formule.

Con i pensieri che iniziavano a sfuggirgli e il sole sulla schiena che lo crogiolava, sentiva gli occhi farsi pesanti e il mormorio della gente in spiaggia farsi più leggero nella sua testa. Stava per addormentarsi quando sentì un gridolino e qualcosa cadergli sulla schiena. Non era molto pesante, ma era pesante al punto giusto da fargli sentire qualche fitta di dolore. Aprì gli occhi e vide due piedi circondargli la testa.

Il peso sulla schiena si tolse, permettendogli di mettersi seduto.

«Scusami!». Era una ragazza, che aveva al massimo diciassette anni. Era magra e aveva i capelli ramati raccolti in uno chignon. Aveva dei grandi occhioni verdi che al momento apparivano dispiaciuti e divertiti.

«È tutto apposto, tranquilla.» Diego si mise in piedi e aiutò lei, con una mano, ad alzarsi.

«Non stavo guardando dove andavo, ti ho fatto male?»

«No, tranquilla.»

«Oh, che stupida! Non mi sono nemmeno presentata. Mi chiamo Camilla.» Si mette una mano in fronte per ripararsi gli occhi dal sole e mostra dei denti bianchissimi in un sorriso raggiante.

«Diego.» risponde con un leggero sorriso. Sente che dovrebbe dire qualche cosa in più, ma non ha la minima idea di cosa dire. Il suo cervello ha deciso di entrare in stanby e l’unica cosa che ordina è ‘parole corte e sorridi’, assicurandogli una figura da idiota.

«Sei da solo?» chiede dolcemente Camilla. Ha una voce squillante ma dolce.

«Sì… no… » ‘Che cretino!’ pensa tra sé Diego sentendo la sua voce incerta che risponde a caso.«Sono in spiaggia da solo ma sono qui insieme ai miei genitori.» riesce a dire dopo un respiro profondo.

«Sai giocare a beach volley?» sorride ancora.

«Sì.»

«Perfetto! Vieni ti presento gli altri». Camilla gli prende la mano e lo tira leggermente, sino a quando Diego capisce che deve seguirla.

È impazzito. Non è un tipo sportivo, non lo è mai stato, e adesso sta andando a giocare a beach volley. Non è neanche un tipo sociale. Ha sempre preferito stare a casa a leggere qualcosa di decente, piuttosto che uscire e incontrare le persone.

Dopo qualche minuto arrivano ai campi da beach volley. Camilla saluta e abbraccia alcune ragazze e qualche ragazzo e presenta Diego tutti.

«E lui chi sarebbe?» chiede l’ultimo ragazzo. Un tipo alto quasi quanto Diego, capelli a spazzola e qualche piercing in faccia.

«Diego» risponde Camilla fredda.

«È il tuo ragazzo?» chiede con un tono misto a irritazione e scherno.

«No, Thomas. Non è il mio ragazzo e in ogni caso non sono più affari tuoi.»

Camilla riprende Diego per mano e si uniscono agli altri.

«Iniziamo noi?» gli chiede Camilla.

«No, tranquilla. Non conosco bene le regole, resto ad osservare.»

Camilla sospira. «Va bene, ma giochi la prossima volta, senza scuse» lo minaccia con l’indice, entra nel campo e inizia a giocare.

Diego osserva il gioco e Camilla. O meglio, osserva Camilla giocare.

“È bellissima” si ritrova a pensare Diego. È uscito spesso con delle ragazze e ha avuto delle esperienze sessuali con alcune di loro ma con nessuna si è trovato incapace di parlare. Perché non riusciva a parlare?

Quando hanno finito di giocare, Camilla gli si avvicina.

«Stanotte c’è una festa a casa di una mia amica, ti va di andarci insieme?» chiede  sfoderando un altro sorriso.

Sorride tanto, ed è bellissima quando lo fa.

«Non mi piacciono le feste.» mormora Diego. Sta dicendo di no? È senz’altro impazzito.

«Capisco…» dice con un filo di delusione, ma un altro sorriso appare sulle sue labbra e continua «Ti assicuro che non ti annoierai. Ti aspetto davanti al negozio di musica entro le 21,30, se non viene per quell’ora capirò cosa hai deciso. Spero di vederti dopo, ciao».

Camilla gli fa un cenno con la mano e raggiunge le amiche.

Cosa farà Diego?

  • Accetta l'invito e andranno alla festa (33%)
    33
  • Accetta l'invito ma chiede a Camilla di stare soli (0%)
    0
  • Non accetta l'invito (67%)
    67
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178 Commenti

  • Finale perfetto per un rosa, le battute finali mi hanno ricordato una bella poesia di Prèvert. Te la dedico per completare la tua bella storia d’amore.

    *I RAGAZZI CHE SI AMANO*
    I ragazzi che si amano si baciano in piedi
    Contro le porte della notte
    E i passanti che passano li segnano a dito
    Ma i ragazzi che si amano
    Non ci sono per nessuno
    Ed è la loro ombra soltanto
    Che trema nella notte
    Stimolando la rabbia dei passanti
    La loro rabbia il loro disprezzo le risa la loro invidia
    I ragazzi che si amano non ci sono per nessuno
    Essi sono altrove molto più lontano della notte
    Molto più in alto del giorno
    Nell’abbagliante splendore del loro primo amore

  • La vita e, in particolare, la gioventù possono voler dire speranza: giusto finale, sempre che esista un finale giusto piuttosto che sbagliato
    Corretto e credibile che la protagonista tenga le distanze verso la madre pur riavvicinandosi.
    Pur nei temi cupi affrontati durante il cuore del racconto lo stesso mi ha sempre lasciato un senso di freschezza.
    Bello
    A rileggerti.
    MaxLap
    P.s. Un paio di imprecisioni, benvenuta nel club. 🙂

    • Ho fatto agire Camilla come avrei fatto agito io stessa. Sinceramente mi sono pentita di aver affrontato quei temi, li ho affrontati male per la mia inesperienza e non mi sono piaciuta io stessa 🙂
      Per le imprecisioni beh… sono qui per imparare e migliorare xD 😀
      Vedremo, sono indecisa se imbattermi in una nuova storia 😉
      Ciao Max!! 😉

  • Rieccomi! Ho perso qualche episodio perchè a breve dovrò partire per un mese di studio a Londra con la scuola e sono veramente incasinata con i preparativi! Ho riletto tutto da dove avevo lasciato e ho votato la seconda opzione 😀 Ho visto la copertina e mi piace tantissimo, brava!! *-* Spero di riuscire a finire di leggere la tua storia prima di partire :c In ogni caso, a rileggerti! 😀

  • Con un nickname cosi non potevi che scrivere un racconto rosa 🙂 e ci riesci con molta abilità devo dire, si vede come la storia si evolva bene, e il tuo stile con essa… crescono i tuoi personaggi e tu con loro. Ammiro la scelta di un tema difficile come lo stupro… sono interessata a sapere come evolverà la vicenda… brava.

    • Hai proprio ragione, con il mio nick e quella foto di profilo non potrei scrivere altro se non il rosa <3
      Ti ringrazio per aver letto e sì, posso dire che stando su questo sito, leggendo tanto e cercando di capire dove sbaglio sto migliorando tantissimo.
      Sì, è davvero un tema difficile quindi proverò a trattarlo nel modo più delicato. 😉

  • allora per prima cosa ti dico che leggendo il primo capitolo e poi procedendo in avanti si nota un miglioramento pazzesco nella scrittura, brava!
    però solo un appunto: ma che razza di genitori ha? che razza di madre? un robot senza sentimenti? mi sembra che il tema dello stupro sia preso un po’ alla leggera da tutti, la madre in primis! l’unico ad avere la reazione giusta è stato Diego, anche se poi ha peccato di superficialità spifferando subito ai genitori sia di lei che suoi davanti a Camilla quello che era successo . Un minimo di delicatezza in più non sarebbe guastato, io fossi stata Camilla mi sarei infuriata anche con Diego solo per averlo detto!
    va be’ scusa il poema Rossana, il tema di questo capitolo mi ha colpito particolarmente.

    • Ciaoo! Sono felice che si nota il miglioramento (per fortuna! :D) grazie per averlo fatto presente.
      Il mio intento non era prendere alla leggera il fatto dello stupro alla leggera, non ci penserei mai e sono sinceramente dispiaciuta di non essere riuscita a farlo intendere come volevo. La mia idea era di una madre succube, diciamo, di un marito che non ha alcun interessa per la figlia della moglie e che con il suo atteggiamento la influenza a comportarsi di conseguenza, in modo che Diego reagisse come ha fatto. E come si dovrebbe reagire in queste situazioni.
      Per il fatto dei genitori credevo che fosse una cosa buona perché, essendo ancora ragazzi e trovandosi in una situazione del genere, in quale altro posto cercare aiuto?
      Nessun problema per il poema, sono più contenta quando mi si fa notare l’errore in modo che possa migliorare piuttosto che mi si dica ‘Brava’ a caso lasciandomi nell’ignoranza 😉

  • Rossana,
    continua a scrivere, sono sicura che racconterai una bella storia. Ti seguo. Voto per loro che vanno alla festa insieme.
    Sul tuo scritto ci sono molte cose da dire, non posso spiegartele tutte, qui. C’è freschezza in te, questo sopperisce ai verbi sbagliati, le locuzioni fuori posto, la sintassi da rivedere, le frasi ridondanti… insomma non posso dirti tutto. Però guarda un po’, ho deciso di tenerti d’occhio. Brava.

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