Binari

Binario 1

Alle cinque e quarantacinque di quel sabato mattina autunnale, la stazione, era ancora semivuota.

La luce si rifletteva sulle rotaie, ed il brusio della città, al binario 1, sembrava arrivare ovattato.

Sulla fredda panchina, avvolta nel suo cappotto nero, stava compostamente seduta una ragazza. Le gambe magre e dritte erano avvolte da sottili collant bianchi, mentre i lunghi capelli biondi erano raccolti in uno chignon, bloccato alla nuca con delle forcine. I grandi occhi azzurri, vagavano tra le colonne grigie.

Nel petto, l’ansia, cominciava a farsi pesante. Le mani abbottonavano e sbottonavano il bottone cucito all’altezza del ventre, mentre dalle labbra socchiuse fuoriusciva una nuvola evanescente di fumo bianco, dovuto al freddo.

Il borsone nero poggiato di fianco a lei conteneva il suo sogno. Un tutù, delle scarpette da ballerina ed una scatoletta di ansiolitici che aveva sottratto di nascosto a sua madre la mattina stessa. Non li avrebbe usati, ma per qualche ragione, la consapevolezza di averli bastava a tranquillizzarla.

Quella mattina non aveva neppure mangiato, e adesso, oltre all’ansia, nel suo stomaco albeggiava un fastidioso languore. Voltò la testa a destra e a sinistra. Scorse un distributore automatico.

“Potrei prendermi una merendina” pensò scuotendo con le dita affusolate le monetine sparse nella tasca “ E se poi durante l’audizione vomito?!” pensò ancora,  sbarrando gli occhi e sentendo l’agitazione aumentare.

Scosse la testa e tornò a guardare avanti, rilassando la schiena. Avrebbe mangiato una volta finito, si disse. 

Nell’ora successiva, Laide , pensò a quanto fosse importante per lei quel provino. Si giocava anni di sforzi, rinunce, ambizioni e progetti.

Sarebbe riuscita a trasmettere tutto  in soli tre minuti di musica? Il cuore prese a battere un po’ più forte, mentre il pensiero di prendere il suo borsone e andarsene si faceva largo nella sua testa. 

– Non sono ancora pronta- mormorò, ma non mosse neanche un muscolo.
Si guardò di nuovo intorno. Quando era arrivata, quella mattina, non ricordava di aver visto nessuno, mentre adesso anche gli altri binari cominciavano a prendere vita.

I piedi, schiacciati nelle scarpe rosse da ginnastica un po’ più piccole del dovuto, si muovevano al ritmo della canzone che Laide canticchiava nella sua testa, scivolando e puntandosi sulla superficie cupa del binario.
Laide sorrise.In quei tre minuti avrebbe raccontato la sua storia.

Quel binario, quella mattina, possedeva  l’odore del detersivo economico che qualcuno vi aveva rovesciato sopra per sbaglio, ma profumava di sogni.

Più sicura di se, guardò il grande orologio del binario 1, poi, voltò lo sguardo verso il binario 2.

Cosa vede Laida al binario due?

  • cosa ci vedete voi? (50%)
    50
  • Anziani (42%)
    42
  • Bambini (8%)
    8
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300 Commenti

  • Eccomi qua Daida, se pensavi di esserti liberata di me hai fatto male i tuoi conti!! 😉 Anzi, scusami per l’assenza, ma avevo bisogno di separarmi da una specie di dipendenza da scrittura compulsiva ossessiva…

    Ho recuperato gli ultimi tre capitoli di questa splendida fiaba e… sono senza parole! Letteralmente. Potrei sperticarmi in una sequela infinita di complimenti (meritatissimi), ma tu sai già quanto apprezzi la tua scrittura, rischierei di ripetermi e sembrare tedioso. Potrei farti notare quanto la tua penna sia cresciuta e maturata da quando commentai il quinto capitolo di venticinque (il primo commento che ti scrissi, te lo ricordi?), ma credo tu sappia anche questo, molti nostri colleghi incipiters hanno già detto tutto il dicibile. Potrei dirti che sei riuscita a reinterpretare dei classici senza tempo con maestria e fantasia, ma lo sai già, del resto il racconto l’hai scritto tu.
    E allora che mi rimane?
    Mi rimane da dirti che questa magnifica favola la leggerò ai miei bimbi, augurandomi che il binario 11 li porti verso la strada della felicità, mentre io li guardo partire e li saluto dalla stazione. E anche a te, narratrice che te ne stai lì in alto a osservare la scena, sono rivolti i nostri saluti e i nostri grazie, grazie di questo commovente e meraviglioso viaggio. Loro, i miei due bimbi, ancora non la conoscono questa storia ma ti posso garantire che non mi sbaglio se ti descrivo i loro sorrisi, un po’ sdentati, quando gliela leggerò.
    Spero di avere presto a che fare con un nuovo tuo racconto Daida. Mi associo al commento di tua madre, ‘ché parole migliori non erano possibili, e ti batto forte le mani.
    A presto

    Giò

    • Giò, temevo di averti perso e invece eccoti di nuovo a regalarmi uno dei tuoi splendidi commenti.
      Come potrei scordare il tuo primo commento? Il sorriso che ha generato mentre le leggevo, è lo stesso che ho ancora ‘stampato’ in faccia mentre ti rispondo.
      Non posso dirti altro se non grazie, per avermi seguita e per vermi accompagnata durante tutto questo processo di crescita.
      Tornerò presto su the Incipit con una nuova storia.
      Anche a me è servito del tempo per allontanarmi emotivamente dai miei personaggi.

      Grazie ancora, Giò.
      A presto

  • So che non ami i miei commenti….
    Brava,hai scritto un racconto veramente bello.Stavolta sei riuscita a rendere il tuo incipit servo della storia e non il contrario come,secondo me,era accaduto con venticinque.
    Questa palestra,gli ottimi e importantissimi consigli di chi ti segue,ti stanno facendo crescere tanto. Gli anni faranno il resto,ti daranno la maturità necessaria per realizzare il tuo sogno.Adesso ,continua a divertirti.

    • Grazie Angela.
      E’ stato un piacere averti tra i miei lettori.
      Oltre ‘venticinque’, il mio precedente e primo racconto su the incipit, sto partecipando ad un contest organizzato da “Magla l’isola del libro” che verrà pubblicato domenica.
      Adesso aspetterò un po’ per sviluppare l’idea che ho per il prossimo racconto e per leggere un po’ di storie arretrate, prima che ricominci la scuola.

  • Bellissimo finale, e quindi tu sei…

    Questa cosa che ogni cosa divora,
    ciò che ha vita, la fauna e la flora;
    i re abbatte, e così le città,
    rode il ferro, la calce già dura;
    e dei monti pianure farà.

    Sei stata davvero sorpa le righe, come sempre.

  • Adelaide, complimenti, davvero! Una storia bellissima, sensibile, vera, pur nella fantasia! Sempre piacevole e scorrevole. Ti seguirò sicuramente nelle tue prossime storie! 🙂

    P.s.: Mi dispiace non aver votato il penultimo episodio, ma ero in vacanza e non ho potuto leggere e votare!

  • Brava Adelaide. Brava.
    Hai restituito il sorriso alla piccola fiammiferaia, protagonista di una delle fiabe più struggenti mai scritte.
    Molto bella anche la rivelazione finale. Beato il tempo, che non ha fretta 😉

  • Ho votato per “cosa ci vede lui”. Sono sicura che attraverso gli occhi di lui tu saprai dare il massimo. Molto più che se ti avessi chiesto di scrivere cosa ci vedi tu stessa. Poichè la tua massima espressione narrativa emerge quando sei negli occhi dei tuoi personaggi. 🙂

  • Credo che spetti a te chiudere il cerchio.
    E’ un peccato essere ormai giunti alla fine di un racconto originale e delicato. Ma se le cose belle non finissero, in fondo, non sarebbero così belle.
    In ogni caso possiamo sempre sperare che, alla prossima stazione, ci aspetti una nuova avventura… 😉

  • Bellissima storia, complimenti. Sei un esempio di “trama che funziona”. da oggi ti seguo, in fondo ho letto 8 episodi in un colpo solo, merito di votare oggi! Ed è stato un piacere leggerli.
    Cosa c’è al binario nove, a questo punto? Voto per l’opzione in cui posso dire cosa ci vedo io… e ti dico che per me al binario nove c’è un addio. Una delle definizioni con cui ti sei presentata. (In pratica ci sei tu.)

  • Io ci vedo un cagnolino e una volpe, amici per la pelle. Ma forse vado troppo indietro…?
    Questa volta mi hai spiazzato, non avrei mai potuto pensare a Toy Story.
    Mitico Buzz Lighyear.
    Ma tu… chi sei?
    Continuerò a chiedertelo, lo sai.

  • E anche questo episodio è andato. Gradevole e ben scritto, ma ormai i miei giudizi non sono obiettivi perché mi hai catturarto con questo gioco e sono, più che altro, focalizzato su chi è chi. Me lo dici chi sarebbero state le due ragazze dell’opzione che ho votato all’episodio 7? Mi arrovello, ma proprio non ci arrivo.
    Stavolta, sul ladro, una mezza idea ce l’ho (ma sto zitto).

        • – Hai visto?! Te l’avevo detto che ci avrebbero notate comunque – Genoveffa sussurrò quella frase all’orecchio della sorella, spostando con la mano i capelli dalla spalla con l’aria di chi la sa lunga.

          – Certo, ma se tu avessi fatto prima stamane ci saremmo state noi su quel binario – Anastasia teneva le braccia incrociate sotto il petto ed i lineamenti duri erano addolciti da un broncio infantile.

          – IO?! Avrei finito di prepararmi molto prima se non fossi stata costretta a dissuaderti dall’indossare una scarpa trentotto sulla punta di quell’ enorme piede- Anastasia, all’udire di quella frase aveva sgranato gli occhi battendo le braccia sulla panchina. Aveva aperto la bocca un paio di volte, senza tuttavia trovare il modo per controbattere.

          – Il numero otto non mi è mai piaciuto, comunque- aveva asserito alzando la testa.

          – Hai sempre detto che è il tuo numero fortunato-

          – Si può sempre cambiare idea! –

          – Beh allora sei ancora in tempo a cambiarti il vestito!! –
          Si erano guardate con gli occhi scuri chiusi in due fessure, poi avevano sorriso. La loro avventura a “Uomini e Donne” sarebbe cominciata presto. Oh si, avrei fatto arrivare il loro treno davvero molto presto.

          Solo per te, Napo.

  • Eccomi, così puoi andare avanti. 🙂
    Voto per le persone in maschera… sto pensando ai film della Disney e ai racconti della mia infanzia, ma al momento non mi vengono in mente persone in maschera note. Mi sto perdendo in un “bicchier d’acqua”, come Ariel?

    Ma tu chi sei nel racconto, eh?

  • Tra Grimilde e Ursula, è dura trovare un modello positivo cui ispirarsi.
    Sempre molto bene, Adelaide.
    Stavolta voto le persone in maschera: non riesco a capire chi possano essere.

  • Ah, ecco: ho ritrovato l’arricciaspiccia… Avevo capito le tue intenzioni, invece stavolta sono in difficoltà. Voto per le due ragazze, ma non riesco a immaginare chi possano essere.
    Anche questo episodio è, nel complesso, molto gradevole. Un po’ d’attenzione in più, un editing leggero e sarebbe stato perfetto. Via le d eufoniche, via le ripetizioni ravvicinate (quel giorno, un paio di volte, sguardo), un ripasso alla punteggiatura (una virgola di troppo prima della congiunzione e una mancante prima del ma). Poco, no?

    • Certo, soprattutto se consideriamo che sono solo cinquemila battute.

      Seriamente, grazie mille.
      Purtroppo non sono ancora in grado di “editare” me stessa, quindi i tuoi consigli valgono ancora di più.

      p.s Non sai quanto ho gongolato nel sentirti dire che non hai capito chi sono i personaggi delle opzioni. Poi ho riflettuto… non è che l’hai detto solo per farmi contenta?

  • Ciao A., mi piace questa reinterpretazione della stregaccia cattiva… tra l’altro, recentemente ho visto “Maleficient”, che snaturizza poprio un altro personaggio cattivo, della stessa specie di Grimilde. Il film non mi ha fatto impazzire, comunque.

    Scrivi come sempre molto bene.

    Nuotatrice, anche se quando ho votato ho visto che l’han scelto tutti! Come mai?! Io l’ho scelto perchè sono un nuotatore… anzi, ti dirò che ieri ho fatto pure una gara in mare! 🙂

    Al prossimo binario.

    • Boost.

      Stavolta mi hai dato il tempo di scrivere addirittura due versioni del capitolo.
      Spero che questa ti piaccia.

      p.s Ma la gara, l’hai vinta?!

      p.p.s Bellissima postfazione. Niente gelato per una settimana, per non aver colto i riferimenti ad una delle mie serie preferite.

      p.p.p.s Non credo di riuscire ad elaborare più di due versioni 😉

      • Eh no, la gara è stata vinta da una vera olimpionica, ma grazie per averlo chiesto!

        Ahaha, quindi aspetti davvero un mio commento, sempre, prima di postare? E se un giorno sparissi in vacanza, sei sicura di volermi lasciare questo onere? 😉

        Fan di “breaking bad”? Io l’ho finito da poco, ora sono assuefatto a “sons of anarchy”. Consiglio vivamente.

  • Molto carina questa fiaba e per questo ti seguo. 🙂
    Ho votato per la nuotatrice 🙂
    Passa dal mio libro se ti va e dimmi cosa ne pensi anche se so che i generi sono diversi. Ma sai fanno sempre bene i consigli di autori con punti di vista diversi.

  • Hai costruito una storia plausibile e donato un’anima alla Regina Cattiva per eccellenza. Ma come hai fatto? 🙂
    Quindi non era così malvagia, in fondo. Che il vero cattivo fosse lo specchio?
    Io ci vedrei una nuotatrice che sta bene in piscina con la cuffia sulla testa perché si vergogna delle orecchie a sventola (così mettiamo insieme due fiabe in un unico episodio).

  • Ciao Daida, allora ti paleso subito il mio voto: la nuotatrice, stavolta seguo la massa.
    Le mie impressioni sul capitolo sono queste.
    L’ho letto.
    L’ho riletto. Poi finalmente ho capito cosa sbagliavo.
    Quindi l’ho letto la terza volta. La prima e la seconda volta sono rimasto solo spiazzato. Ma alla terza mi è stato tutto più chiaro. Io (forse sbaglio, ma sono le mie sensazioni genuine) ho come notato una scrittura diversa, più matura, più complessa, più completa. Evolvi tanto rapidamente che mi spiazzi. Sei davvero incredibile.
    Altro non posso dirti che: complimenti.

  • Non farò nessuna osservazione sulla scrittura perché vedo che Giorgia e Boost hanno già fatto commenti tecnici.
    Mi piace questo gioco tra autore e lettore di lento svelamento dell’identità del passeggero in attesa al binario. Tutto il resto si può sempre migliorare: l’idea è buona di per sé.
    Sei sempre più criptica nelle opzioni. Avevo pensato che con la donna dall’aria magica avresti “recuperato” Mary Poppins, invece… Ora che ho votato per la nuotatrice, mi chiedo chi verrà fuori dalle acque…
    (Dove ho messo l’arricciaspiccia?)

  • Una nuotatrice.
    Adelaide, io questo episodio non l’ho capito bene 🙁 è certamente colpa mia, ma l’ho trovato un pò confusionario tra le varie sensazioni della donna dai capelli corvini, e gli sbalzi temporali che la vedono bambina e poi adulto quando si ripresenta alla stazione. Poi, te lo dico perché forse ti può essere d’aiuto altre volte, attenta anche ai refusi: qual è, non qual’è (es.) e la punteggiatura che aiuta a dare la giusta importanza ai periodi, accorciandoli e separando le azioni 😉 prima del ma di solito va la virgola, ad esempio. L’atmosfera è comunque magica 😉

  • Gran bel capitolo, A.
    Correggerei un paio di virgole qua e là e questa frase all’inizio:
    “gli disse per l’ennesima volta il dottore quella mattina, sospirando.”
    con:
    “gli aveva detto per l’ennesima volta il dottore quella mattina, sospirando.”
    Per il resto, mi hai fatto sognare.

    Sull’inventore e il suo foglio, ho ricordato anche qualcosa di molto umile, legato alla mia memoria personale: il film di Aldo Giovanni e Giacomo (“Così è la vita”), quando alla fine, Giovanni lascia volare sulle ali del vento il proprio foglio con dentro la sua invenzione più importante. Nel suo caso, fa proprio una brutta fine, quel foglio.
    Questa fine.
    Lo so, esempio pessimo. Ma è stato immediato. Perdonami.

    Chi vorrei vederci io? Questa volta scelgo un personaggio che appartiene a una mia lettura passata, e forse la mia preferita.
    Voglio vederci un ragazzino, più adulto dentro di quello che sembra essere fuori. Un ragazzino con un grave compito: salvare sua madre. Lo aspetta un viaggio; un viaggio molto lungo e lontano.

    Stupiscici, comunuque vada la votazione.

  • Torniamo ai bambini 🙂 che bell’idea mescolare le fiabe in una stazione dei treni. Mi piace un sacco il fatto che ogni personaggio ha la sua storia da raccontare che lo caratterizza ma si ritrova anche a immaginare i pensieri degli altri pendolari.

  • Ho rivotato l’opzione a scelta libera (tanto lo so che perdo…).
    Io ci vedo un orfano ed il suo strampalato ma saggio ed erudito tutore, il quale lo sta formando affinché prenda le redini dell’impero economico sul quale è destinato a governare, contro il volere di una antipatica brutta e vecchia assistente sociale che vuole mettergli i bastoni tra le ruote. Ah, c’è anche un gufo in una gabbia…
    Sempre brava Daida, sempre meglio.

  • Ci vedo un anziano inventore, come quello che conobbi a Cuba tempo fa, e che aveva una cultura smisurata tale da far impallidire la mia.

    Brava A., come sempre.

    Immagino sarebbe carino apporofondire la vicenda di questo soldato, e sapere in che parte dell’Africa (perché presumo sia Africa) abbia prestato servizio. O forse no, lasciamo spazio all’immaginazione.

    Mi chiedo anche sempre cosa sia “tu” dentro al racconto. Un uccello, forse?

    Molto bella la frase:

    “E’ esattamente così che fanno invece. Tu hai molto bisogno di parlare, io invece ho solo bisogno che qualcuno mi parli. Siamo una coppia di amici perfetta.”

    E anche molto vera. Come gli opposti si attraggono (sempre che sia vero, poi), i veri amici si completano.

    Come mai hai resistito alla tentazione del concorso d’estate? 😉

  • Letti tutti e quattro i capitoli, uno dietro l’altro, senza riuscire a distogliere lo sguardo da quelle parole così sapientemente utilizzate.
    Oltre al saper scrivere riesci a trasmettere una profondità assoluta. Ognuno dei quattro personaggi ha un proprio background, un proprio carattere, un carisma unico che – ogni volta finisce il capitolo – farà sentire una mancanza.
    Splendida l’ultima trovata.
    Complimenti.

    p.s. voto la zingara.

  • Un anziano inventore 🙂 questo episodio mi ha un pò confuso, mi è sembrato poco chiaro. L’atmosfera è quella di una ferrovia solitaria; anch’io scrissi un brevissimo racconto ambientato in una ferrovia, chissà magari un giorno lo userò come incipit.

  • Sono d’accordo con Giò. Un anziano inventore.
    A metà racconto avevo intuito fosse Mulan, si vede che ho una conoscenza enciclopedica in merito ai film Disney 🙂
    Ti invidio due cose Adelaide: il talento e l’età. Mi raccomando però, ho la sensazione che tu abbia scritto un po’ di fretta questo episodio. Qualche passaggio è incompleto o poco chiaro (e occhio alle virgole). So che è una rottura di scatole, però rileggere più volte ciò che si è scritto è molto importante (mi ricorda la preparazione atletica per gli sportivi: noiosa ma utile 😉 )

    • Massimiliano hai perfettamente ragione.

      Non è che mi scocci rileggere. Il vero problema è che ogni volta che lo faccio tendo a voler rivoluzionare completamente il capitolo, non sono mai soddisfatta di quello che scrivo.

      Ma migliorerò, promesso.

      p.s Grazie per avermi definito talentuosa ma non buttarti giù, non sei mica anziano 😉

  • Un anziano inventore.
    Stavolta niente suggerimenti Daida, mi hai offerto tanti di quegli spunti sulla quale riflettere in questo capitolo che adesso ho il cervello ingolfato di pensieri.
    La questione etica sui diritti umani per i malviventi, il rapporto di amicizia tra Mulan e Na’im, il conflitto padre-figlia della stessa, il complesso e devastato mondo interiore di Na’im… solamente sfiorati (immagino per mancanza di caratteri) ma con la delicatezza di una piuma.
    Brava Daida, solo questo mi sento di dirti. Lascio giudizi tecnici e consigli a Massimo e Napo, io egoisticamente vado a rileggermelo per la seconda volta…
    Un abbraccio

    PS Vorrei chiederti aiuto e consiglio su una cosa, se trovi il tempo contattami per email a 50sfumaturedigio@gmail.com Senza impegno, eh? 🙂

  • Una band che si prepara alla sua prima audizione seria, trascinata dal carisma della cantante, la vera star. E magari… gli altri non sanno che lei ha già avuto una proposta da una major, ma deve sbarazzarsi del resto del gruppo.

    Fai progressi ad una velocità sorprendente, la punteggiatura ormai non ti spaventa più! E poi… che bel capitolo: hai analizzato sentimenti piuttosto complessi senza mai banalizzarli o renderli stucchevoli.
    Sono davvero piacevolmente impressionato…
    Brava Daida! 🙂
    Continua così

    PS Un solo appunto: occhio alle ripetizioni (Wendy compare 4 volte in 5 frasi consecutive), sfruttare il “sottinteso” o le forme impersonali può essere un aiuto (occhio che il soggetto non cambi da una frase all’altra però)

  • Episodio delizioso. E così Wendy ha avuto una figlia da Peter? Ma pensa tu. Finalmente l’elemento fiabesco e proprio del mio libro per ragazzi preferito. Mi sono spesso immedesimato in Peter Pan…
    Ma dimmi: al decimo capitolo avremo il binario 9 e 3/4?

  • Ancora mi chiedo come abbia fatto a non aver notato la notifica del tuo nuovo racconto… che idiota!!
    Io, non avendo potuto sceglierla al primo capitolo, ho cliccato sull’opzione “voi cosa ci vedete?”
    Io ci vedo un senzatetto, che beve un whisky da quattro soldi avvolto in una carta di giornale, e che malinconicamente pensa a come abbia fatto a perdere tutto ciò che aveva (soldi? moglie? figli?).
    Ho letto tutti i commenti che ti hanno scritto i colleghi e, se me lo permetti, vorrei aggiungere qualcosa anche io.
    Tranquilla: non sono critiche, rischierei di ripetere cose già dette, io invece vorrei darti dei suggerimenti per evitarle! 🙂
    Allora: il tuo problema con le virgole non è grave, sei migliorata tanto nel secondo capitolo, ma ancora non è sparito. Prova a fare così: scrivi tutti i periodi (dalla maiuscola al punto) senza metterle. Le aggiungi dopo e, quando pensi di averle messe tutte, passi alla verifica. Quando verifichi un periodo poniti queste domande: se tolgo la parte tra due virgole la frase non ha senso? Faccio troppa “fatica” a leggere un periodo senza virgole? Al contrario, mi “fermo” troppo spesso nello stesso periodo?
    Se rispondi almeno con un “si” allora devi correggere qualcosa.
    Io sono convinto che tu abbia parecchio talento (mi pare di avertelo già detto in passato). Sappi, quindi, che la grammatica si impara, sono regole che tra l’altro variano nel tempo, il talento invece no: o lo hai… oppure ti chiami Fabio Volo.
    Spero di essermi fatto perdonare il ritardo con questo commento…
    Aspetto il prossimo capitolo (devo trovarti un nomignolo… ti sento la sorellina minore che non ho mai avuto!! :))
    Giò

    ps Scusa la confidenza che mi sono preso… oggi sono di ottimo umore, quindi tendo ad essere espansivo!! 🙂

  • Voto per una mamma, perché sicuramente può aprire a tantissime storie e possibilità!

    Un capitolo molto bello! Leggendo il primo episodio avevo intuito il desiderio di passare in rassegna tutti i binari, ma credevo che il personaggio rimanesse sempre lo stesso. La sorpresa, invece, di entrare in una nuova storia, una nuova introspezione mi ha piacevolmente meravigliato, confermandomi le buone impressioni ricevute all’inizio!

    Attendo impaziente i prossimi binari: stupiscimi! 🙂

  • Brava A., questa volta scelgo una delle tue opzioni: un figlio. Cosa ci ricamerai sopra se vince la mia opzione? Sei stata molto brava ad usare tutte le cose che ti abbiamo suggerito: adesso vorrei che te la prendessi con calma e provassi a metterci del tuo.

    Ho letto velocemente i commenti dei maestri Napo e Massimiliano, quindi farò solo la parte del “bravo”. Senti, dimmi la verità: a me questa vecchia e la sua storia con la Francia, ricorda qualcosa… Non so in che capitolo andare a cercare, ma c’era un vecchio una volta, seduto su una panchina… che guardavano due ragazzini dall’alto… sbaglio?

    ps: ma come hai fatto a vincere la copertina così alla svelta? Brava! Anche se come Napo, mi chiedo se saprà riassumere la tua storia, essendo appena iniziata. 🙂

  • Mi associo ai complimenti di Napo. Veramente brava.
    Però, siccome il nostro orso è stato particolarmente benevolo, vesto io i panni del criticone per farti notare qualche aspetto da migliorare (sarebbe un peccato fermarsi a 30 e non fare 31 con le capacità che hai).
    Dunque, premettendo che la punteggiatura è molto migliorata, ti scappa ancora qualche virgola, come ad esempio “Ada, scosse la testa sconsolata”. Inoltre in alcune frasi andrebbe, a mio avviso, posizionata diversamente, come ad esempio “Eppure, Ada seduta su quella panchina all’ombra, al binario due aspettava un treno che l’avrebbe portata in Francia”: Ritengo suonerebbe meglio “Eppure Ada, seduta su quella panchina all’ombra, al binario due aspettava un treno che l’avrebbe portata in Francia” o anche “Eppure Ada, seduta su quella panchina all’ombra al binario due, aspettava un treno che l’avrebbe portata in Francia”.
    Alcuni periodi poi sono un po’ troppo lunghi e tendono a “far venire il fiatone” e hai ripetuto spesso “eppure” (che ti consiglierei di alternare con altre congiunzioni).
    Infine, se continui a proporre “Cosa ci vedete voi?”, rischia di vincere sempre questa opzione, nonostante il fatto che tutti scrivano qualcosa di differente (col pericolo che il lettore non capisca quale scelta sia stata la più votata).
    Ho rotto le scatole abbastanza? 😉 Dimmi se sono troppo rompiballe, mi raccomando.
    Immagino che il “cosa ci vedo io” precedente non sia più valido, quindi vedo una persona in uniforme militare, che porta a tracolla un grosso borsone verde oliva. Ha uno sguardo triste, ed è una donna.

    • Grazie Massimiliano.
      Proprio adesso ho visto la tua di copertina, ed è molto bella.

      Grazie per l’aiuto. In effetti, hai ragione tu. La punteggiatura, nonostante i miei sforzi, rimane ancora il mio tallone d’Achille.

      Migliorerò e farò tesoro dei tuoi consigli.

      Per quanto riguarda l’opzione sto cercando di uscire dal personaggio dell’ adolescente, che mi appartiene, ma del quale non vorrei rimanere schiava.
      Trovo stimolante, visto che la storia me lo permette, raccontare la storia di un personaggio che voi avete creato, e che io devo rendere mio.

      Se questo è il tuo modo di rompere le scatole, per favore, continua a farlo

  • Mi hai spiazzato con questo secondo episodio. Mi aspettavo che introducessi un elemento fiabesco… invece prosegui su un “binario” introspettivo. Devo ampliare il mio concetto di fiaba, evidentemente. Ho sempre pensato che, su questo sito, questo incasellamento in generi troppo definiti sia fortemente limitante.
    Complimenti per esserti aggiudicata così rapidamente la copertina (anche se, non avendo i grafici di TI ancora molti elementi, è per me la più insignificante che ho visto finora).

    • Massimiliano pensa che tu sia stato benevolo. Posso credergli?
      Io non ne sono così sicura…

      Ti ho spiazzato, ma esattamente, cosa significa Napo?
      Avanti, sono pronta alle critiche ( costruttive! )

      Vedrai, che la mia stazione troverà un modo per rendere magica la storia. E non aggiungo altro 😉

      p.s Napo, io sono fanciullescamente felice ed orgogliosa della mia copertina

      • Puoi credergli. Io e Massimiliano abbiamo una visione comune, così riusciamo ad alternarci anche nei commenti: se uno è più accomodante, l’altro compensa e diventa più critico. Stavolta io ho dato spazio all’elemento sorpresa-che-ancora-non-c’è. Voglio anche solo un piccolo elemento fiabesco e lo pretendo al prossimo binario! Ero concentrato solo su quello, nel commento e sono rimasto ‘spiazzato’ dalla sua assenza. Se avessi esordito con un “Ah, ma sei di coccio con questo errore – da matita blu – della virgola tra soggetto e predicato!” ti saresti ricordata solo dell’aspetto formale della punteggiatura. Diamo forma – ok – ma anche sostanza al testo, mi raccomando. Fiaba, fiaba, fiaba.
        Quanto all copertina, vale pur sempre il detto “Ogni scarrafone è bello ‘a mamma soia”.

  • Concordo con Massimiliano: una fiaba, a questo punto, ci voleva. Ma se hai definito lui severo, allora io sono un orco (che con le fiabe ci sta bene). Non puoi mettere la virgola tra il soggetto e il verbo, proprio no (“Nel petto, l’ansia, cominciava…”,”Nell’ora successiva, Laide, pensò…”). Correggi il tiro e mi avrai tra i tuoi lettori.
    Al binario 2 vedo un’anziana signora, alta e magra, con una lunga sciarpa di seta bianca, un tempo preziosa.

    • Sveglia da poco, prendo in mano il computer, ed entro su The incipit per vedere come procedono gli sviluppi della storia.
      14 incipoints, 7 commenti.
      “Deve avermi risposto qualcuno” mi dico.
      Poi, scorrendo un quadratino rosso, a me noto, cattura la mia attenzione.
      Proprio perchè ti conosco ( ammetto di aver beneficiato dei tuoi commenti a Bostwriter e di aver letto la tua storia, senza osare commentarla ) la mia prima reazione è stata quella di tapparmi gli occhi.

      Ti sono immensamente grata per esserti limitato alle virgole, come primo approccio.
      Però, dopo aver utilizzato tutte le mie nozioni di Training Autogeno sono pronta ( oltre che onorata) se vorrai, a seguire tutto ciò che avrai da dirmi..

      p.s Un orco come Shrek, o come quello di “Jack e il fagiolo magico” ?

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