Blind Chronicle

Chronicle #0

Ne avevo sentito parlare. Un tempo lo facevano le persone comuni. Scrivevano. Biglietti, elenchi, appunti. Ma anche poesie, romanzi. Ancora non riesco a crederci.

Chiunque aveva la libertà di scrivere. Un po’ di carta, un qualcosa con cui scribacchiare, e poi via, dentro tutti i tuoi pensieri.

Ora ci provo io: Ho tanto da raccontare.  Non voglio dimenticare ciò che ho visto.

Magari visto…

Non sono mai stato fortunato, nemmeno alla nascita. E non esagero.

Facciamo un gioco. Pensate ad una bella ragazza. Una Magnifica.

Ecco, ora provate a trasformare la vostra visione celestiale in quattro, cinque puntini in rilievo.

Grazie tante Braille. Grazie di cuore.

Grazie a questo geniaccio ho dovuto sorbirmi tutte le sciocchezze del governo. Avrei di gran lunga preferito l’ignoranza.

Avrei potuto credere a mia madre: sono cieco per sfortuna.

Io non posso vedere, Step non può battere le mani. O meglio, la sua unica mano la può battere dove vuole.

Provate a gridare nell’orecchio a Paul invece. Senza farvi vedere però eh! È sordo, mica scemo.

E chissà con quanti altri giochetti si sono divertiti i genetisti del governo.

Qui ognuno ha un deficit di qualche natura. Ma non è sfortuna. 

Il governo ci spaccia da sempre questa versione: se oggi siamo costretti a vivere così, è  per colpa dei nostri predecessori. Loro a teatro potevano godere di quei suoni e quei colori, potevano applaudire anche più di una volta!

Noi no. A chi i suoni, a chi i colori.

Il governo la considerava la sola via possibile.

Non che si siano sforzati più di tanto nel cercare qualche altra soluzione. Solo uno spunto dal passato.

La nostra in fondo, è una storia come tante. 

Da quello che so, anche in passato ci furono catastrofi. Finita la guerra, il vincitore di turno prendeva l’iniziativa,  aboliva le vecchie regole, ed imponeva le proprie. Così siamo stati concepiti.

Gli uomini del governo ne erano convinti : l’uomo conosciuto fino ad allora aveva fallito. Aveva acquisito troppa fiducia in se stesso. Una fiducia pericolosa. Solo a causa di quest’alta considerazione di sé, attaccò i suoi simili.

L’antica guerra era scoppiata esclusivamente perché l’uomo si credeva superiore. 

Si era arrivati alla pace solo perché non si poteva più far la guerra. Ogni cosa distrutta, ogni creatura annientata.

Pochissimi però, riuscirono a salvarsi. Ed erano decisi a ricominciare.

Da buoni vincitori avevano già in mente le loro nuove regole.

Fin quando ogni essere umano avesse provato quella rovinosa grande potenza, il rischio di nuovi conflitti sarebbe stato una certezza.

Per smontare il rischio, si è deciso di smontare l’uomo.

Nessuno sarebbe mai stato in grado di credersi forte e potente. Nessuno avrebbe mai pensato di essere migliore. Nessuno avrebbe mai osato opporsi al nuovo meraviglioso ordine delle cose.

Un esercito di zoppi, comandato da un sergente muto. C(i)ecchini non vedenti. Questi erano i sudditi del governo. 

Non avrebbero neanche lontanamente pensato di poterlo contrastare.

Genetisti, complimenti. Ottimo lavoro.

Non mi capite, vero eh? Colpa mia. Mi sono lasciato prendere un po’ la mano.

Scusate ma non sono uno scrittore.

Qui nessuno lo è.

Il governo ci ha da sempre abituati ad una sola verità: la sua. Ma questa è solo per proteggerci. Cercare altre verità porterebbe solo ad insuccessi.

Il governo non permetterebbe mai tali sofferenze ai suoi amati cittadini.

Perciò ci concede il totale relax.

Non andate incontro a strazi e sofferenze: è come vi diciamo noi, fidatevi! E se non vi fidate…

Ora cosa state pensando? Ditemi che tutto questo vi fa schifo. Non lasciatemi solo!

Tutti difendono il governo. Chiunque loda il governo. Ogni cittadino ama il governo.

Lo so. Se fin da bambino ascolti canzoncine allegre sui nostri leader, se il televisore è il terzo braccio del governo…

In questo clima devi amare il governo.

Non devi in quanto obbligo, ma perché è una tua necessità. Il tuo cervello non concepisce sentimenti contrari. Non sceglie da che parte stare.Vedesolo una parte.

Il governo.

Stop.

Sarebbe bello anche solo discutere riguardo al nostro sistema.

Sarebbe.

Ogni tipo di associazione, comitato, organizzazione, tutto assolutamente vietato.

Ci si potrebbe rifugiare in qualche vecchio libro, per sapere com’era il mondo prima di noi.

No. Esistono solo testi scritti e approvati dal governo.

Nessuno è scrittore qui, ve l’ho detto.

Io stesso, mentre premo sulla mia tastiera Braille sono in preda al panico. Ormai sono anni che la uso nei miei compiti da cittadino. Mai mi ero mai permesso di usarla per  le mie idee.

Quasi come se la mia mente avesse trovato una via di fuga dalla mia brutta scatola cranica.

È magia pura! Eppure per diventare questo gran mago, ne ho passate davvero tante.

Ci vuole coraggio per scrivere, ormai l’avete capito. E voi avrete il coraggio di leggere? Vi supplico: non lasciate che tutto resti così!

Dobbiamo cambiare. Quello che ho vissuto deve essere l’incoraggiamento ideale per ogni cittadino. Un tempo anch’io non ero così preoccupato.

Conviene raccontarvi come sono realmente andate le cose.

Quale personaggi appariranno nel prossimo episodio?

  • Un ragazzo normale che appallottola una cartaccia (30%)
    30
  • Un operaio della "fabbrica di cittadini" che riceve un nuovo carico (40%)
    40
  • Una coppia che si reca alla "procedura genetica" (30%)
    30
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46 Commenti

    • Questo racconto nasce come un esperimento piuttosto ardito e, almeno inizialmente, poco curato. Sono abbondanti i refusi, la forma è poco sciolta, insomma…un pugno negli occhi per il lettore. Dopo il mio prossimo esame universitario ( giorno 18 c.m.) dovrei pubblicare il prossimo episodio. Sarà un capitolo per certi versi “nuovo”, frutto di una leggera maturità acquisita in questo lasso di tempo.

    • Questo racconto nasce come esperimento e mi scuso davvero per non avergli dato tutte le cure che meritava (sono abbondanti i refusi, alcuni dettagli non sono approfonditi e spiegati). Sono lieto che ti sia piaciuto nonostante queste enormi sbavature e ancora più lieto de fatto che tu abbia perso il tuo tempo per leggere i miei scarabocchi. Il prossimo episodio credo che lo pubblicherò dopo aver sostenuto l’esame che sto preparando, con più calma e tranquillità.

    • Ehi guarda chi si rivede ahah ti ringrazio per aver dato un’occhiata anche al mio vero racconto. Di questa storia sto scrivendo una versione “libera” che nulla ha che vedere con The incipit. I due episodi che hai letto sono per lo più un esperimento, fatto nemmeno senza troppa perizia. Noterai che sono pieni zeppi di refusi e scelte stilistiche piuttosto errate. Questo tuttavia non significa che non dedicherò attenzione a questa storia, che mi è servita per capire per migliorare il mio modo di scrivere. Probabilmente scriverò il prossimo episodio dopo il 18 giugno, giorno in cui darò il mio esame e vedrò anche io il mare 😀

  • Io dico che aspetterà e non dirà nulla. Lascio a te la scelta su Step: secondo me potrebbe anche mentire, ma dico che, in fondo, potrebbe essere animato da buone intenzioni.

    Ci sono alcuni piccoli errori all’inizio: “Step si prese di coraggio”, meglio Step prese coraggio; e “cosa abbiamo visto in più gli altri?”, intendevi sicuramente “in più degli altri?”. Piccolissimi errori, ma so che preferisci ricevere suggerimenti, per cui te li indico! 😉

    Sarebbe interessante capire come fa Lewis a spostarsi nella fabbrica, pur essendo cieco!

    Un’ultima cosa… i 1984 piccoli cittadini: il numero cita per caso il romanzo di Orwell? 😉

    • Ti ringrazio in primo luogo per i commenti e poi ovviamente per il voto. Hai perfettamente ragione a segnalare questi errori, che seppur piccoli, sono comunque dei brutti errori. Bravo a vedere la citazione, nemmeno troppo nascosta. Vedremo cosa succederà nel prossimo episodio, ma, a mio avviso, ogni opzione lascia intravedere nuovi orizzonti nella trama.

  • Ho avuto anche io l’impressione di aver reso i dialoghi un po’ troppo ermetici ma dall’alto della mia inesperienza non sono riuscito a mantenere il tutto fluente, ma al contempo abbastanza chiaro. The Incipit e i suoi utenti mi aiuteranno a migliorare anche in questo. Poi con un editor come te sto davvero al sicuro.

  • Bene, anche questo episodio è andato ed è andato bene. Manca solo un minimo d’attenzione in più nell’aiutare il lettore a capire, nel discorso diretto, chi parla a chi. Ricordati che qui molti di noi seguono tanti racconti e, da un episodio all’altro, si può fare confusione con i personaggi.

  • Mi piace il piccolo colpo di scena che hai inserito alla fine! 🙂 scrivi bene, complimenti!
    Ho votato che Lewis interrogherà Step perché mi pare la reazione più spontanea che si potrebbe avere di fronte ad un fatto simile!

  • Interessante lo stile sincopato usato per questo incipit, dà l’idea dell’angoscia del ragazzo che scrive sapendo che fa una cosa che non è tollerata dal governo. E poi trovo magistrale l’uso della metafora (consapevole?) per dire una verità che i più non vogliono sentirsi dire: “Scusate, ma non sono uno scrittore. Qui nessuno lo è”. L’Italia è un Paese di sedicenti scrittori, le cui ambizioni letterarie si trasformano, nel 99% dei casi, in una frustrazione senza fine e in un senso di menomazione per il mancato successo. Scrittori azzoppati, accecati, ammutoliti.
    Qualche refuso e qualche sbavatura c’è, ma lasciamo correre.

  • Voglio sapere meglio cos’è la fabbrica dei cittadini, per cui voto l’operaio!

    Un inizio molto bello e accattivante. A mio avviso, sei andato troppo spesso a capo, spezzando alcune frasi che potevano trovarsi di seguito. In ogni caso rimane una lettura piacevole! Ti seguo, curioso di scoprirne di più! 🙂

    • Grazie per il commento, adoro quando mi si fa una critica costruttiva! Ammetto di aver esagerato ma è la conseguenza di un effetto ricercato: credevo che andare a capo rallentasse il tutto, costringendo il lettore a delle pause dettate dalla sofferenza e dall’angoscia del nostro protagonista. Insomma,volevo creare un senso di ansia e agitazione. Evidentemente ho ancora molto da migliorare ma sarà possibile solo grazie a commenti come il tuo, grazie ancora!

    • Ti ringrazio davvero tanto! Purtroppo paragonare questo sgorbio a Orwell è punibile con la legge 😉 Scherzi a parte , non nascondo che 1984 anni fa mi ha segnato come lettore. Adoro questo genere e vorrei cimentarmici un po’ 🙂

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