Jeanne: la santa che amava il diavolo

Dove eravamo rimasti?

Che cosa risponderà Gilles a Jean? Le proporrà di cercare una locanda, assecondando così il suo desiderio inconfessato di trascorrere una notte con lei. (38%)

La locanda

Quando giunsero alla locanda, la luna era già alta. Il cielo estivo, sgombro di nuvole, aveva illuminato il loro cammino, riempiendosi, man mano che il sole tramontava, di stelle luminose.

La voce di Gilles aveva tremato leggermente, mentre rispondeva a Jeanne che desiderava quanto lei un buon pasto e un letto su cui riposare. Mentiva: non gli importava nulla di mangiare o dormire, voleva solo stare con lei. 

L’oste fu gentile, ma molto sbrigativo: aveva una sola stanza, se la volevano, avrebbero dovuto dividersela. Gilles aveva pregato per tutto il cammino e i suoi desideri si stavano avverando.

Jeanne iniziava a pensare che il destino, o Dio stesso, stesse scegliendo per lei, che forse non era così sbagliato assecondare i suoi sentimenti per l’amico. Si sedette al tavolo affamata, non sapendo bene cosa sarebbe successo da lì a poco.

Mangiarono in silenzio, erano stanchi e le luci basse delle fiammelle conciliavano la mancanza di dialogo. La selvaggina era buona e il vino era ancora meglio: la fortuna arrideva loro.

Gilles sentì che poteva rilassarsi: presto sarebbe venuto il loro momento.

Jeanne era bellissima, i capelli castani incorniciavano il volto pallido e le spalle nude. I suoi movimenti sensuali ricordavano le onde del mare quando, con un leggero movimento e una lieve risacca, accarezzano dolcemente le caviglie di chi si immerge. Gilles si sentiva così: avvolto dalle morbide membra di Jeanne, in un paradiso terrestre che sembrava perduto. 

“Gilles…”. La sua voce sensuale che chiamava il suo nome era un afrodisiaco inaspettato. “Gilles! Svegliati, mancano poche ore all’alba. Saliamo in stanza, ci siamo addormentati qui, sulle sedie. Sono stanca, ho bisogno di stendermi su un letto per qualche ora”.

Improvvisamente e con un imbarazzo mal celato, Gilles si rese conto che il suo paradiso era svanito nel momento in cui la realtà si era insinuata nel sogno. Con poche parole invitò Jeanne a salire da sola; lui l’avrebbe raggiunta più tardi.

Jeanne salì al piano superiore e si addormentò, chiedendosi perché Gilles non l’avesse seguita. “Forse mi sbagliavo” pensò. “Lui non è interessato a me, come potrebbe? Vivo e mi comporto come un uomo, non può certo trovarmi attraente…”.

Mentre Jeanne sprofondava nel sonno, Gilles uscì dalla locanda. Avrebbe dato tutto per trascorrere la notte con lei, ma, dopo quel sogno così incredibilmente vero, pensò che, in qualche modo, aveva avuto, seppur in modo fittizio, la sua parte di felicità.

Gilles salirà in stanza di Jeanne?

  • Rientrerà nella locanda e chiederà consiglio all'oste. (0%)
    0
  • Sì, in fondo il suo sogno poteva essere un chiaro segno del destino. (20%)
    20
  • No, aspetterà l'alba fuori tormentandosi sul da farsi. (80%)
    80
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142 Commenti

  1. Pur sapendo come sarebbe andata a finire mi è dispiaciuto che Jeanne se ne sia andata con quel peso sul cuore. Già è dura morire bruciati, figuriamoci sapendo che la persona che si ama è un maniaco omicida e che dio non ci perdonerà mai per questo. 🙁 Ad ogni modo è stata una gradevolissima lettura, hai uno stile splendido e spero di leggere altre tue storie tra queste pagine! Grazie di tutto! 😀

  2. Finale catastrofico e trionfante! La degna coronazione di un racconto di grande qualità stilistica ed espressiva.
    “Bellissimo per fuoco e misura” -come definì Montale un racconto della Ortese- poiché trovo che l’elemento patetico del testo sia sempre calibrato da un buon controllo dello stile e della forma.
    Che dire..complimenti!
    🙂

  3. Ho letto gli ultimi tre episodi tutti d’un fiato. Il cambio repentino di Gilles è veramente ben descritto: dall’idillio all’orrore. Sono rimasto davvero sorpreso!
    Voto perché torni dal re per il nuovo esercito: forse tornare in battaglia ad espiare il male è un modo per riparare l’orrore che ha visto.

  4. Jeanne è una combattente e di orrori ne ha visti tanti. Questo forse è il peggiore, ma secondo me non si limiterà a fuggire. Non è da lei. Dopo essersi armata tornerà ad affrontare Gilles, chiedendogli una spiegazione. Dubito che qualunque cosa lui dica possa calmarla, ma in fondo è pur sempre l’uomo di cui è innamorata! ^^ Bellissimo capitolo, hai costruito perfettamente l’atmosfera, la tensione e l’orrore di Jeanne. Peccato per la tragicità di questo amore, ma sono l’ultimo a poter parlare! :p

  5. che bello questo racconto… fantastica l’ idea della domanda a fine capitolo!!
    Complimenti, mi sto appassionando e aspetto con impazienza di sapere che succedera’!!
    anche io sono sicura che si alzera’ per andare a vedere che succede ;-)!!

  6. Al castello anche per me! La tensione cresce, sarà dura per Jeanne non accorgersi di cosa combina il nostro buon Gilles nei sotterranei del suo castello! ^^ L’idea di guardare la storia proprio dagli occhi di Gilles è particolarmente intrigante. Questo racconto meriterebbe molto più spazio per essere sviluppato, di quello disponibile qui! Ottimo lavoro!^^

  7. Secondo me Carlo rimane indifferente. Per mantenere salda la corona nelle sue mani non può mostrare di dipendere da una contadina visionaria. Sa bene che Jeanne gli è utile, ma vuole legittimarla il meno possibile. In questo modo sarà più facile sbarazzarsi di lei, quando sarà divenuta troppo scomoda e non servira più.
    Capitolo splendido, mi è letteralmente volato! ^^

  8. Mi fa piacere che ci sia qualche racconto storico da queste parti! Utilizzare Giovanna d’Arco e Gilles de Rais come protagonisti è una scelta senza dubbio audace, ancor di più lo è creare quest’aura di desiderio insoddisfatto fra i due. Ma le scelte audaci sono sempre premiate!
    Per la mia visione romanzata della purezza totale della Pulzella d’Orleans, ho scelto l’opzione per cui Gilles starà fuori ad attendere l’alba.

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