Jeanne: la santa che amava il diavolo

Dove eravamo rimasti?

Cosa sarebbe successo all'incoronazione? Carlo sarebbe rimasto indifferente nei confronti di Jeanne e Gilles avrebbe fatto finta di nulla, almeno al momento. (45%)

Il giorno dell’incoronazione

Trascorsa la notte in veglia di preghiera, il Delfino fece il suo ingresso trionfale nella cattedrale. La luce calda del mattino attraversava le vetrate, rendendo ancora più maestosa l’atmosfera dell’incoronazione. Una moltitudine di persone gioiose era accorsa per vedere il futuro re di Francia, ma anche per poter osservare da vicino la Pulzella, avvolta, ormai, da un’aura di mistero e santità.

Gilles arrivò alla cattedrale qualche minuto prima della cerimonia e cercò l’amica con lo sguardo, lungo le navate. Non riusciva ad individuarla tra la folla che gremiva la chiesa, ma d’un tratto scorse, ad un passo dall’altare, lo stendardo bianco, simbolo di Jeanne.

Si sentì sollevato e stupito allo stesso tempo: Carlo aveva riconosciuto l’impegno che Jeanne e il suo esercito avevano messo nella dura e sanguinosa guerra contro gli inglesi. Quando finalmente la cerimonia d’incoronazione ebbe inizio, lo stupore di Gilles fu incontenibile: Jeanne era a pochi passi dal futuro sovrano. Non riuscì a trattenere un tremito: l’orgoglio che provava, nel vedere la sua amica onorata dal re, era immenso. Riuscì a distendersi e a godersi la cerimonia. 

Tutto andò per il meglio: i festeggiamenti  furono grandiosi, il popolo festante cantava canzoni per il nuovo re e Jeanne era, finalmente, felice.

“Gilles” l’apostrofò di sfuggita la fanciulla, il suo sorriso era disarmante e luminoso, “finalmente mi credono, dopo tanta sofferenza, anche i miei genitori si sono fatti avanti e sono fieri di me!”.

Gilles non fece in tempo a dire nulla, la folla festante la trascinò via con sé e lui non riuscì a vederla fino al giorno seguente. 

La notte aveva regalato a Gilles un sonno ristoratore, sentiva che le cose volgevano al meglio. Si rinfrescò, mise degli abiti puliti e andò a cercare Jeanne. Voleva festeggiare il suo successo e la riappacificazione con la sua famiglia e dirle che, una volta terminata la guerra con gli inglesi, avrebbe voluto passare del tempo con lei, lontano dai campi di battaglia.

Non appena scese in strada, vide l’amica a cavallo che lo stava aspettando. Il suo portamento fiero veniva tradito dal luccichio acquoso delle sue iridi celesti. Appena Gilles si avvicinò a lei, le lacrime caddero silenziosamente dai suoi occhi. Era sempre così: quando Jeanne piangeva, sembrava che il mondo trattenesse il fiato fino a morire; si creava un’atmosfera sospesa, di quelle che si percepiscono durante le veglie funebri, dove i rumori sono completamente assenti e il silenzio tombale che si crea diventa assordante.

“Il re non vuole concedermi un esercito” disse Jeanne. “Almeno fino a dopo l’estate. Non vuole creare contrasti all’interno dell’aristocrazia, crede che ancora molte persone non si fidino di me, nonostante tutto”.

Un fuoco gelido divampò nel petto di Gilles, era una sensazione che conosceva bene, nasceva in lui ogni volta che sentiva il desiderio di uccidere. Strinse forte la spada, ma poi capì che non era il momento adatto: non poteva liberarsi del re e dei suoi putridi damerini in quel momento e da solo. Con un sforzo incommensurabile, che nessuna delle sue più faticose gesta gli aveva richiesto, lasciò la spada al suo posto e sorrise dolcemente a Jeanne.

“Passa l’estate con me a Tiffauges, torneremo insieme dal re in autunno e, allora, i tempi saranno maturi per chiedere il tuo nuovo esercito” le disse Gilles stringendole delicatamente la mano.

Jeanne andrà al castello di Gilles?

  • Non sa cosa fare: probabilmente tornerà a casa dei genitori. (10%)
    10
  • No, preferisce rimanere da sola. (10%)
    10
  • Sì, senza indugi: ha bisogno di un amico dopo la delusione ricevuta. (80%)
    80
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142 Commenti

  1. Pur sapendo come sarebbe andata a finire mi è dispiaciuto che Jeanne se ne sia andata con quel peso sul cuore. Già è dura morire bruciati, figuriamoci sapendo che la persona che si ama è un maniaco omicida e che dio non ci perdonerà mai per questo. 🙁 Ad ogni modo è stata una gradevolissima lettura, hai uno stile splendido e spero di leggere altre tue storie tra queste pagine! Grazie di tutto! 😀

  2. Finale catastrofico e trionfante! La degna coronazione di un racconto di grande qualità stilistica ed espressiva.
    “Bellissimo per fuoco e misura” -come definì Montale un racconto della Ortese- poiché trovo che l’elemento patetico del testo sia sempre calibrato da un buon controllo dello stile e della forma.
    Che dire..complimenti!
    🙂

  3. Ho letto gli ultimi tre episodi tutti d’un fiato. Il cambio repentino di Gilles è veramente ben descritto: dall’idillio all’orrore. Sono rimasto davvero sorpreso!
    Voto perché torni dal re per il nuovo esercito: forse tornare in battaglia ad espiare il male è un modo per riparare l’orrore che ha visto.

  4. Jeanne è una combattente e di orrori ne ha visti tanti. Questo forse è il peggiore, ma secondo me non si limiterà a fuggire. Non è da lei. Dopo essersi armata tornerà ad affrontare Gilles, chiedendogli una spiegazione. Dubito che qualunque cosa lui dica possa calmarla, ma in fondo è pur sempre l’uomo di cui è innamorata! ^^ Bellissimo capitolo, hai costruito perfettamente l’atmosfera, la tensione e l’orrore di Jeanne. Peccato per la tragicità di questo amore, ma sono l’ultimo a poter parlare! :p

  5. che bello questo racconto… fantastica l’ idea della domanda a fine capitolo!!
    Complimenti, mi sto appassionando e aspetto con impazienza di sapere che succedera’!!
    anche io sono sicura che si alzera’ per andare a vedere che succede ;-)!!

  6. Al castello anche per me! La tensione cresce, sarà dura per Jeanne non accorgersi di cosa combina il nostro buon Gilles nei sotterranei del suo castello! ^^ L’idea di guardare la storia proprio dagli occhi di Gilles è particolarmente intrigante. Questo racconto meriterebbe molto più spazio per essere sviluppato, di quello disponibile qui! Ottimo lavoro!^^

  7. Secondo me Carlo rimane indifferente. Per mantenere salda la corona nelle sue mani non può mostrare di dipendere da una contadina visionaria. Sa bene che Jeanne gli è utile, ma vuole legittimarla il meno possibile. In questo modo sarà più facile sbarazzarsi di lei, quando sarà divenuta troppo scomoda e non servira più.
    Capitolo splendido, mi è letteralmente volato! ^^

  8. Mi fa piacere che ci sia qualche racconto storico da queste parti! Utilizzare Giovanna d’Arco e Gilles de Rais come protagonisti è una scelta senza dubbio audace, ancor di più lo è creare quest’aura di desiderio insoddisfatto fra i due. Ma le scelte audaci sono sempre premiate!
    Per la mia visione romanzata della purezza totale della Pulzella d’Orleans, ho scelto l’opzione per cui Gilles starà fuori ad attendere l’alba.

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