Jeanne: la santa che amava il diavolo

Dove eravamo rimasti?

Jeanne andrà al castello di Gilles? Sì, senza indugi: ha bisogno di un amico dopo la delusione ricevuta. (80%)

Al castello

Jeanne non aveva avuto nessun dubbio: aveva accettato l’invito di Gilles. Forse la sua missione era giunta al termine e poteva iniziare a pensare ad una fase successiva della sua vita.

Gli inglesi non erano stati sconfitti definitivamente, ma, almeno, Carlo era diventato re di Francia. Aveva portato a termine il suo compito. Per un attimo aveva pensato di tornare a vivere con i suoi genitori, ma il ricordo ancora pungente e doloroso dei loro trascorsi, l’aveva fatta desistere. Non voleva tornare da coloro che, a lungo, avevano messo in dubbio la sua fede e il suo destino, tentando di farla diventare una Clarissa. Non aveva nulla in contrario alla vita monastica, ma sapeva che non era il progetto che Dio aveva preparato per lei. 

Un senso di malinconia e di sconfitta si era impadronito di lei, subito dopo l’incoronazione. Il rifiuto da parte di Carlo di fornirle un esercito era stato scioccante: pensava che l’avrebbe appoggiata, permettendole di sferrare l’ultimo colpo agli inglesi. Forse Gilles aveva ragione: in autunno, il re avrebbe potuto cambiare idea e riconsiderare la possibilità di fornirle dei soldati. Non si era certo illusa di potere diventare più di un’umile contadina coraggiosa, ma aveva sperato con tutto il cuore di servire, fino all’ultimo, il suo gentile Delfino, come era solita chiamarlo.

Il viaggio da Reims a Tiffauges fu molto lungo; quando arrivarono a Parigi, decisero di fermarsi per un paio di giorni. Passeggiare tranquillamente lungo la Senna era impagabile e sentivano di essere nuovamente se stessi. Una nuova complicità si aggiungeva a quella che li aveva sempre legati: sopravvivere ad una battaglia così sfiancante non era da tutti, avevano voglia di godersi, anche se per un breve periodo, la calma e il riposo che tanto meritavano.

Jeanne sapeva che Gilles era sposato e che aveva una figlia, ma le era anche chiaro che il rapporto tra i due coniugi si fosse ormai raffreddato. Non sapeva bene cosa sperare, si sentiva in colpa  per i sentimenti che nutriva nei confronti di quell’uomo così affascinante, di una decina d’anni più grande di lei che riusciva a farla sentire, sempre, al sicuro. Non aveva avuto il coraggio di chiedergli se al castello, ad aspettarli, ci sarebbero state anche sua moglie e sua figlia: non voleva rovinare il viaggio che stavano facendo e che, per quanto lungo e stancante, ai suoi occhi sembrava una sorta di luna di miele immacolata.

Finalmente, verso la fine del mese di luglio, i due giunsero alla dimora di Gilles. Il sole rosso del tramonto tingeva le pareti del castello di un colore sanguigno e, nonostante Jeanne trovasse incantevole quella tinta calda e vibrante, qualcosa, nella sua anima, le suggeriva un presagio negativo.

Forse la moglie era dentro al castello e non avrebbe gradito la sua presenza o, in alternativa, poteva essere un messaggio di Dio che disprezzava i suoi pensieri adulteri. Si fece il segno della croce e iniziò a pregare, non sospettando nemmeno lontanamente quello che il castello le avrebbe rivelato.

Jeanne troverà la moglie di Gilles ad aspettarla?

  • Sì, la moglie sarà presente, ma manifesterà poco interesse per l'ospite e il marito. (18%)
    18
  • No, la moglie non sarà presente. (76%)
    76
  • Sì, la moglie sarà lì e accoglierà con cordialità Jeanne. (6%)
    6
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

142 Commenti

  1. Pur sapendo come sarebbe andata a finire mi è dispiaciuto che Jeanne se ne sia andata con quel peso sul cuore. Già è dura morire bruciati, figuriamoci sapendo che la persona che si ama è un maniaco omicida e che dio non ci perdonerà mai per questo. 🙁 Ad ogni modo è stata una gradevolissima lettura, hai uno stile splendido e spero di leggere altre tue storie tra queste pagine! Grazie di tutto! 😀

  2. Finale catastrofico e trionfante! La degna coronazione di un racconto di grande qualità stilistica ed espressiva.
    “Bellissimo per fuoco e misura” -come definì Montale un racconto della Ortese- poiché trovo che l’elemento patetico del testo sia sempre calibrato da un buon controllo dello stile e della forma.
    Che dire..complimenti!
    🙂

  3. Ho letto gli ultimi tre episodi tutti d’un fiato. Il cambio repentino di Gilles è veramente ben descritto: dall’idillio all’orrore. Sono rimasto davvero sorpreso!
    Voto perché torni dal re per il nuovo esercito: forse tornare in battaglia ad espiare il male è un modo per riparare l’orrore che ha visto.

  4. Jeanne è una combattente e di orrori ne ha visti tanti. Questo forse è il peggiore, ma secondo me non si limiterà a fuggire. Non è da lei. Dopo essersi armata tornerà ad affrontare Gilles, chiedendogli una spiegazione. Dubito che qualunque cosa lui dica possa calmarla, ma in fondo è pur sempre l’uomo di cui è innamorata! ^^ Bellissimo capitolo, hai costruito perfettamente l’atmosfera, la tensione e l’orrore di Jeanne. Peccato per la tragicità di questo amore, ma sono l’ultimo a poter parlare! :p

  5. che bello questo racconto… fantastica l’ idea della domanda a fine capitolo!!
    Complimenti, mi sto appassionando e aspetto con impazienza di sapere che succedera’!!
    anche io sono sicura che si alzera’ per andare a vedere che succede ;-)!!

  6. Al castello anche per me! La tensione cresce, sarà dura per Jeanne non accorgersi di cosa combina il nostro buon Gilles nei sotterranei del suo castello! ^^ L’idea di guardare la storia proprio dagli occhi di Gilles è particolarmente intrigante. Questo racconto meriterebbe molto più spazio per essere sviluppato, di quello disponibile qui! Ottimo lavoro!^^

  7. Secondo me Carlo rimane indifferente. Per mantenere salda la corona nelle sue mani non può mostrare di dipendere da una contadina visionaria. Sa bene che Jeanne gli è utile, ma vuole legittimarla il meno possibile. In questo modo sarà più facile sbarazzarsi di lei, quando sarà divenuta troppo scomoda e non servira più.
    Capitolo splendido, mi è letteralmente volato! ^^

  8. Mi fa piacere che ci sia qualche racconto storico da queste parti! Utilizzare Giovanna d’Arco e Gilles de Rais come protagonisti è una scelta senza dubbio audace, ancor di più lo è creare quest’aura di desiderio insoddisfatto fra i due. Ma le scelte audaci sono sempre premiate!
    Per la mia visione romanzata della purezza totale della Pulzella d’Orleans, ho scelto l’opzione per cui Gilles starà fuori ad attendere l’alba.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi