Le Ombre dell’impero

Sangue nell’anfiteatro

1044 dalla fondazione di Roma

Primo giorno dei Ludi gladiatori indetti dall’Imperator Diocleziano per il settimo anniversario della battaglia di Viminacium.

La folla si accalcava muovendosi come un fiume verso le porte dell’anfiteatro Flavio in un’assolata giornata di Luglio. Uomini e donne si dirigevano verso le entrate a loro dedicate in base al censo di appartenenza. Nessuno all’interno dell’Urbe voleva mancare ma in pochi erano riusciti in quell’impresa ed ora erano in coda in attesa di procedere di pochi passi. Il caldo aveva già mietuto alcune vittime, alcuni vecchi si erano sentiti male perché si erano dimenticati di portarsi da bere e i vigiles presenti avevano già approntato un ricovero di emergenza maledicendo mentalmente il divo Diocleziano e la sua idea di indire quell’evento aumentando un lavoro che per gli uomini stanziati nelle caserme era già notevole normalmente. Dopo molte ore tutti presero posto sugli spalti gremiti fino agli ordini più alti da dove non si vedevano quasi i gladiatori. Il palco imperiale era ancora vuoto, vi erano solo i pretoriani che attendevano sudando sotto il sole nelle loro armature lucide. All’improvviso scese il silenzio: erano entrati i pretoriani della scorta dell’imperatore e tutti si voltarono verso il palco basso che gli era riservato. Anticipato dai littori entrò Diocleziano e la folla rimase sbigottita. Il popolo dell’Urbe si era abituato a vederlo con la sua armatura indosso quasi in ogni occasione, solo i senatori lo avevano visto con la toga purpurea quando era presente in Senato ma nessuno gli aveva mai visto indossare una toga picta dai motivi floreali come quella, sul capo indossava la corona di alloro in oro. Un sussurro scosse la folla dopodiché un boato assordante esplose nell’anfiteatro: la folla acclamò l’imperatore.La figura di Diocleziano si distingueva anche dagli spalti più alti proprio grazie a quella toga, l’imperator sollevò le braccia mettendo per far smettere l’ovazione e dopo poco nell’anfiteatro scese il silenzio.”Cittadini, vi ringrazio per l’accoglienza che mi avete riservato.” La voce del generale tuonò sicura e tutti riuscirono a sentirlo distintamente, complice anche la perfetta acustica del luogo. “Siamo qui riuniti per iniziare i festeggiamenti per il settennale della vittoria di Viminacium. Una vittoria che ha aperto un periodo di pace che dura tutt’ora… e che nei miei progetti dovrebbe durare per molto tempo ancora.”

La folla scoppiò a ridere. Quando tornò il silenzio l’Imperator riprese a parlare con tono più serio.“Ognuno deve prendersi le responsabilità delle proprie azioni e non caricare gli altri delle proprie decisioni. Io me ne feci carico quando decisi di prendere le redini dell’impero. Un impero che stava disgregandosi per le rivalità di piccoli uomini che bramavano solo al potere. Io sono sceso in campo nella speranza di fermare la divisione della nostra terra. Dopo sette anni posso dire di avervi dato la serenità che meritate.” Un applauso lo obbligò ad interrompersi. “Sarò breve cittadini: buon divertimento.” Diocleziano aveva nuovamente stupito i senatori, con poche parole era giunto al cuore del popolo esaltandone gli animi. Proprio per questo alcuni tramavano per eliminarlo mentre altri tramavano per proteggerlo.

Durante la presentazione dei gladiatori scoppiò una disputa tra i lanisti delle due scuole principali, la disputa si risolse velocemente in una sfida mortale tra i tre gladiatori migliori delle due scuole: premio in palio il valore totale dei tre gladiatori del vincitore.Infine i due lanisti si inchinarono dinnanzi al palco dell’imperatore e poi uscirono dalle porte dalle quali erano entrati. Dopo poco entrarono gli schiavi per creare la scenografia e quando furono posizionate le collinette e gli alberi finti entrarono i gladiatori.“Imperator, spettatori, in questo scontro rivivremo l’antica storia di Roma: lo scontro tra Orazi e Curiazi.”I gladiatori erano armati di sole lance e spade, tre per parte come narravano le leggende iniziarono a combattersi. 

Alla fine sei corpi giacevano inermi sulla sabbia dell’anfiteatro mentre intorno a loro era sceso il silenzio, dopo alcuni istanti entrarono dodici uomini che portavano sei barelle e, dopo aver velocemente caricato i corpi, corsero verso le botole che si aprirono sul palco di legno dell’anfiteatro e scomparvero nel sottosuolo tra i pianti delle donne che avevano perso i loro beniamini, e alcune i loro amanti, e gli applausi d’onore del pubblico maschile.

Il mattino seguente un carro coperto giunse in una villa di campagna fuori Roma, la villa era isolata e protetta da un alto muro di cinta. Dal carro furono fatti scendere i sei gladiatori, davanti a loro un uomo indossa una tunica nera fino ai polpacci, ai lati sei pretoriani.

“Non avete famiglia, siete morti per il mondo, siete pronti a rinascere per proteggere il nostro imperatore?”

Cosa faranno i sei gladiatori?

  • Rifiuteranno nella speranza di darsi alla fuga e vivere come banditi? (18%)
    18
  • Prima chiederanno delle spiegazioni e poi valuteranno se accettare o meno. (27%)
    27
  • Accetteranno senza porre domande perchè credono nell'imperatore che ha portato la pace dopo 40 anni di guerra. (55%)
    55
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41 Commenti

  • Eccomi qua! (Sono Alessia, non so se si vede anche il mio nome oltre il nickname). Sono davvero contenta di poter far parte di questo progetto, e mi dispiace di non aver avuto il tempo di prenderne parte prima! Ti seguo con interesse!

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