L’Ultima Estate

Dove eravamo rimasti?

Dopo quelle parole Mama Cocha si coricò e non rispose più alle mie domande. In preda all'inquietudine mi chiesi che fare... Raggiungere il mio posto segreto, ai Denti dello Squalo. Tanto chi poteva dormire con l'ombra di quella profezia in testa? (64%)

La Fanciulla nel Nido

Sconvolto dalle parole di Mama Cocha e incapace di dormire, presi un po’ di minestra e uscii fuori nell’aria della sera, muovendomi con prudenza attraverso il tappeto di corpi sudati, ammassati sulla sabbia tiepida. Volti svegli e scavati mi fissavano con sguardo cupo e vagamente allucinato, immobili come statue nella penombra.

Mi scoprii a pensare che forse l’umanità era già giunta alla fine da tempo e semplicemente non ce ne eravamo mai accorti. 

Non appena potei scartai verso il crinale, il più vicino possibile alle Badlands, dove ciuffi di erba secca crescevano a ridosso della sabbia. Nessuno amava avvicinarsi troppo a quei luoghi, la vista faceva male al cuore. Un po’anche le radiazioni, in effetti, ma avevo imparato a non badarci. Se mi muovevo abbastanza alla svelta poi di solito non mi sentivo male.

Mentre arrancavo iniziai a sentire l’odore della pioggia e le prime gocce fredde che cadevano dal cielo. Solo in quel momento mi accorsi dei silenziosi lampi all’orizzonte, tra le nubi basse e pesanti. Accelerai il passo e mi misi a correre.

I Denti dello Squalo erano una bizzarra e impervia conformazione rocciosa a nord, dove la spiaggia si alzava repentinamente, trasformandosi in un’erta scogliera a picco sull’oceano. Da essa, a intervalli regolari, singoli faraglioni di roccia si ergevano dalle acque, simili ai denti aguzzi di un pescecane.

Quando giunsi alla base della scogliera era già notte fonda e il vento soffiava con violenza, trasportando grosse gocce d’acqua fredda. Dovevo raggiungere il rifugio prima che si scatenasse il fortunale.

Conoscevo quella salita a memoria. Ogni cengia, ogni anfratto, ogni appiglio… andavo lì da quando avevo otto anni. Avrei potuto scalare la parete anche al buio, ma alla mia sinistra le Badlands rilucevano del loro bagliore verde e malsano, rischiarando la notte come un tappeto di lucciole.

Quand’ero piccolo i gabbiani erano soliti affollare quegli scogli per nidificare. All’epoca tornavo spesso da Mama Cocha con un paio di uova. A volte riuscivo addirittura a uccidere un gabbiano per farlo arrosto.

Poi i gabbiani avevano smesso di venire, e così era finito anche il tempo delle grigliate. Da anni ormai i Denti erano spogli e disabitati, silenziosi come un cimitero, privati di quel cacofonico e allegro starnazzare che ricordavo dai miei giorni d’infanzia.

Non mi aspettavo niente di diverso, quella sera, per questo quando mi issai a fatica nella piccola nicchia scavata nella roccia mi stupii non poco di sentire il gelo di un pugnale alla gola.

– Fermo dove sei – sibilò una voce.

In quell’istante un tuono squassò il cielo, facendo vibrare la roccia. L’intruso gridò e si accartocciò in un angolo. Io mi affrettai a entrare e mi spinsi all’angolo opposto, ansimando un po’ per la fatica e un po’ per lo spavento.

– Chi sei? – sbottai – Che diavolo ci fai, qui?

Nell’oscurità della nicchia era difficile scorgere alcunché, ma i miei occhi erano fissi sul luccichio della lama.

L’intruso tornò a puntarmi l’arma contro. – Che ci fai tu, qui? Questo è… è il mio posto. Vattene.

Aggrottai le sopracciglia. Dalla voce sembrava una ragazza. Non mi rilassai, però. Una ragazza armata di coltello rimaneva comunque un pericolo. C’erano già stati diversi episodi di cannibalismo, nelle spiagge più a sud.

– Innanzitutto questo è il mio posto. E poi vorrei farti presente che non mangio da ieri e che la mia carne è tutta stoppacciosa…

Lei rimase in silenzio per un istante, poi abbassò il coltello. – Non mi sembri così denutrito. Ad ogni modo non sono cannibale, se è questo che stai insinuando – precisò, con rabbia – Vattene via, sono arrivata prima.

Mi umettai le labbra. – Questo è il mio rifugio, vengo qui da quando ero bambino. – portai le mani alla sacca impermeabile e la mia ospite indesiderata si irrigidì, sollevando nuovamente il coltello.

– Calma – dissi – prendo solo l’accendino. Non si vede niente, qui dentro.

Lei mi lasciò fare e quando la fiammella illuminò la sua figura rimasi di stucco. Era minuta, delicata nei lineamenti, gli occhi a mandorla e le labbra piene. La pelle era scura, brunita dal sole e i lunghi capelli neri erano raccolti in una semplice crocchia, tenuta ferma da un bastoncino di legno finemente intagliato.

– Au! – esclamai dopo alcuni secondi, quando la fiamma mi morse un dito. La nicchia ripiombò nell’oscurità e dopo svariati tentativi riuscii a riaccendere lo zippo, maledicendomi per aver sprecato troppo gas e per aver contemporaneamente fatto la figura del cretino.

– Presto, passami quegli arbusti – dissi, evitando di incrociare nuovamente il suo sguardo.

Lei tentennò un istante, poi fece come le avevo chiesto. Dopo aver creato un piccolo fuocherello, mi rilassai.

– Come ti chiami? – le chiesi.

– Che ti importa? – borbottò lei.

– Sei in casa mia, scusa tanto se voglio sapere chi sei… – bofonchiai, attizzando il fuoco. Lei si rintanò con forza nel suo angolo e mi fissò con espressione imbronciata, gli occhi spaventati.

– Ling – sussurrò – Io sono Ling. E sto cercando un posto.

Ling sembrava affamata e infreddolita, ma era comunque un intruso armato e ormai fuori aveva iniziato a diluviare. Cosa avrei dovuto fare?

  • Lasciarle il coltello e mangiare senza offrirle niente. (7%)
    7
  • Offrirle prima la minestra come segno di buona fede e poi chiederle gentilmente il coltello. (79%)
    79
  • Intimarle di consegnarmi il coltello o l'avrei buttata fuori. In fondo era maleducazione entrare armati in casa d'altri... (14%)
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270 Commenti

  1. ohh ce l’ho fatta a leggere il finale! veramente bello e poetico, ma me lo aspettavo visti gli altri capitoli.
    Il mio pezzo preferito?’
    Dill?

    – Sì?

    – Grazie di tutto. – sussurrò – Non m’importa aver vissuto poco, se quel poco sono riuscita a trascorrerlo con te. Hai reso felici i miei giorni.

    Sorrisi e aprii la bocca per parlare, ma all’ultimo mi mancarono le parole e mi limitai a stringerla a me, soffocando la tristezza e la paura.

  2. Con molto rammarico non ho seguito questa storia dall’inizio ( ero presa dalla morte in attesa e col numeretto) e non mi ero resa conto di questo splendido gioiello di poesia unica nel suo genere ( un genere per altro battuto molte volte da altri ma mai così). Complimenti veri, Michele.

  3. Splendida storia Michele, gli ultimi due capitoli mozzafiato. Tanti spunti geniali, un forte messaggio, indubbia originalità sparsa ovunque.

    Peccato non sia un romanzo: devo a malincuore dire che hai “rovinato” con un racconto breve un potenziale successo…

    Bravo. Bravo bravo bravo.

    • Grazie mille come sempre, Boost! 😉 Vero, lo spazio era tiranno e ho calcolato male la portata della storia, quando ho scelto l’argomento. Forse seguirò il consiglio di qualcuno e ne farò una versione estesa, per prendere i giusti tempi e per dare il giusto spazio a tutti i personaggi! ^^ In ogni caso sono contentissimo che ti sia piaciuto!
      Grazie per il costante supporto, attendo con ansia il tuo prossimo lavoro! 😀 A presto!!

  4. Ho i brividi, davvero. Il finale è eccelso, poetico proprio come le mie aspettative. Tutti e dieci i capitoli non hanno mai tradito le mie aspettative, per quanto il racconto si sia leggermente modificato man mano che andavo avanti nella lettura. Sei stato dannatamente bravo.
    Non trovo altre parole per esprimerti quanto mi è piaciuto la tua storia. Basti dire che per me meriterebbe molta più visibilità di quella che ha adesso.
    Complimenti.

    • Ti ringrazio davvero, Cassandra! Sono già felice che abbia avuto il successo che ha avuto e sono onorato del tuo giudizio finale! ^^ Non so se merito davvero tuti questi complimenti, ma se sono riuscito a divertirti, commuoverti e lasciarti qualcosa con la mia storia allora posso dirmi pienamente soddisfatto! ^^
      Intanto grazie per avermi seguito e per il tuo continuo supporto! 😀 A presto!

  5. organismi bioluminescenti risaliti dagli abissi…
    michele, sei stato bravissimo a concludere in questa maniera, tutto molto triste ma conclusione condivisibile, anche come specie siamo di passaggio

    ps insomma alla fine ha vinto wyatt, ora può regnare incontrastato!

    • Grazie di cuore, Ang! 😀 Mi piaceva questa idea dell’estinzione e del nuovo inizio. In fondo non saremmo la prima razza che si estingue, su questo pianeta. La vita va avanti con o senza di noi e quando non ci saremo più ricomincerà dagli abissi del mare, o forse da qualche sottospecie di roditore a cui oggi non diamo alcuna importanza! ^^ Non importa quanto male facciamo alla terra, la vita è dura a morire! 😀
      Sì, di Wyatt non si è più saputo niente, ma se è sopravvissuto ora può dirsi una murena felice! ^^
      Grazie ancora per avermi seguito in questa avventura, ci vediamo presto! ^^

  6. Ecco qua, è finita. Spero che questa storia vi sia piaciuta e che non vi abbia rattristato troppo. ^^ La vita continua e continuerà anche quando l’umanità non ci sarà più. E chissà come sarà la specie che verrà dopo di noi, in un lontano futuro? Speriamo che abbia un po’ più di sale in zucca, come direbbe Mama Cocha! 😉 Godetevi quest’estate come se fosse l’ultima e in generale la vita, perché ogni istante è prezioso. Vi mando i saluti di Ling, Dill, Mama Cocha e Doc Holliday. E anche quelli di Wyatt, che è piaciuto a molti! ^^
    Grazie a tutti infinitamente per avermi seguito e per il supporto costante! A presto! ^^

    • Te possino, Michele. Sto toccando tutto ciò che ha l’effetto di allontanare la sfiga XD
      Come dissi precedenza, non sei solo un fuoriclasse della risata, ma riesci a narrare in modo perfetto anche una storia amara, capace di lasciare al lettore molti interrogativi coi quali confrontarsi: da dove veniamo? Dove stiamo portando il nostro pianeta? Meritiamo ancora di popolare la Terra? Possiamo fare qualcosa? Ma soprattutto: Mama Cocha avrà mai giocato al lotto? 😀
      Una storia che ci impone una riflessione sui difetti dell’umanità: il traffico, l’effetto serra, le doppie punte… ma anche il problema delle pensioni di donne e uomini che ogni mese sono costretti a passare intere giornate in attesa (col numeretto), solo per ricevere quattro kuKuz neanche sufficienti ad arrivare a fine mese.
      C’è però un Bardo che ha creato un eroe in grado guidare una sana rivoluzione galattica e che sta aspettando il nostro aiuto, quindi ricacciamo indietro il magone per il destino di Ling e Dill e corriamo tutti in posta! 😉

  7. Mi piace l’idea che l’umanità torni al mare e in effetti è sensato. Innanzitutto perché l’umanità disperata che tu hai descritto dipende totalmente dall’oceano, un mare che dà ed un mare che prendere; poi perché il mare è un simbolo fortemente femminile, rappresenta il grembo materno da cui si nasce e in cui legittimamente si muore.

    Ma istintivamente ho votato per un viaggio finale verso la luna. E’ un’immagine davvero troppo poetica per lasciarla solo come un’opzione non votata.

    Bravo, bravo davvero ancora una volta. Hai trasformato un capitolo che rischiava di cadere in facili sentimentalismi, in un racconto di dolcezza misurata e tenera fatalità.

  8. Visti i segnali, mi sa che finisce tutto in mare, volenti o nolenti.
    Il romanticismo sta prendendo il potere, ultimamente, su TI.
    Ad ogni modo, sono sicuro che non tutti ci lasceranno le penne (o le squame): Wyatt secondo me porterà a casa le branchie 😀

    • Ahahah! In realtà in risposta a un commento di Boost ho raccontato rapidamente la storia di Wyatt, che ho dovuto tagliare per ragioni di spazio. Purtroppo per la vecchia murena anche lei fa parte del vecchio mondo e in un modo o nell’altro ha incontrato la propria fine. Uno degli ultimi atti di distruzione della fauna marina perpetrato dall’uomo, a giudicare da come si è evoluta la situazione! XD
      Sì, è vero, c’è molto romanticismo, ma credo che quando si parla di estate sia una delle prime cose che vengono in mente, il che significa che abbiamo tutti dei bellissimi ricordi legati a questa stagione. L’altro segno particolare che ho notato è una certa attenzione ai temi della morte e del distacco. Evidentemente l’estate ci evoca anche una certa nostalgia! ^^

  9. Ho letto i commenti degli altri, ho pensato, mi sono arrovellato, ma alla fine non ho resistito, ho votato per la nave sulla luna. Dopo quest’ultimo capitolo (bellissimo, come sempre!), la nave mi sembra più poetica.
    Se poi l’anima deve andare da qualche parte, penso che non sia una parte di questo mondo, in quanto l’anima è un soffio, qualcosa di immateriale.
    Attendo il finale, ma già sento una certa nostalgia per questa storia. 🙂

    • Ti confesso che c’era un pezzo su Wyatt, ma l’ho dovuto tagliare per motivi di spazio. Visto che sei tu ti dirò che è successo alla murena. Dill ha cercato per ben sei volte di catturarla, ma senza successo. Alla sesta volta i due si sono feriti a vicenda. Dill ci ha messo due settimane a guarire, ma Wyatt si è rintanato nel suo buco e non ne è più uscito. Probabilmente è morto là sotto per le ferite riportate e Dill è stato di pessimo umore per giorni al pensiero di quello spreco imperdonabile. 😉

      Sono contento che la storia della tigre ti sia piaciuta! E’ una storiella buddista che mi è sempre piaciuta molto! ^^

  10. Nel mare da cui tutto è cominciato, anche se da morti non credo interesserà più a nessuno 🙁
    Non ti chiedo di salvarli ad ogni costo, ma se il caso volesse che dalla penna venisse fuori così…
    In bocca al lupo, qualunque cosa venga 😉

  11. Molto bello il tuo racconto. Ha un buon ritmo, bei personaggi e quel giusto pizzico di ironia. Mi sono piaciuti molto anche i titoli dei singoli episodi. Ti sei confrontato con una tematica per nulla facile e già molto praticata, ma sei riuscito a creare un’ambientazione credibile ed efficace, accompagnando il lettore dentro all’atmosfera della tua spiaggia. L’unica piccola osservazione che mi permetto di fare è all’inizio del rapporto tra Dill e Ling, forse un po’ affrettato, ma certo il limite del battutaggio non aiuta… Curiosa di scoprire come andrà a finire!

    • Grazie per il tuo commento, l’ho apprezzato moltissimo! ^^ E’ vero, inizialmente ho dovuto sacrificare un po’ di realismo per questioni di spazio, affrettando lo sviluppo del rapporto tra Dill e Ling. Anche il nono capitolo è praticamente un mega-riassunto di quello che succede tra luglio e agosto, mentre i primi sette capitoli si svolgono in giugno. 😀 Sono molto contento che la storia ti sia piaciuta (e anche i titoli! ^^), e spero di riuscire a scrivere un finale come si deve! 😀

  12. Sai che – pur partendo da un livello di scrittura decisamente alto, con l’uso di una lingua ricercata e musicale – nel corso del racconto sei cresciuto moltissimo, specie nei dialoghi, nell’intreccio e nell’evocatività?

    (Altro capitolo magistrale. Concordo con moneagiu: le anime non andranno da nessuna parte, sebbene ci sia da “chiudere” l’oscura profezia di Mama Cocha. Ma io sono per una sua chiusura laica: l’umanità – che ha ridotto la Terra a ciò che descrivi e che si scanna per un piatto di minestra – non merita alcuna speranza. Deve finire schiacciata sotto la sua stessa avidità).

    • Non puoi farmi una domanda simile poco prima del finale, dai! XD Ad ogni modo, nel caso dovesse succedere (sto solo ipotizzando, naturalmente) non odiarmi, d’accordo? 😉
      E’ davvero un bel pensiero, il tuo, molto poetico! ^^ Se fosse così e morissi domani probabilmente andrei a infestare l’Università di Venezia, come un fantasma! ^^ Sono stato felice, lì, anche se può sembrare strano. Però nel caso NON dovessi morire domani (e lo spero proprio) sicuramente troverò un altro posto felice in cui trasferirmi. La vita è lunga! (Come diceva Dill in primavera)

      Grazie mille del voto e del commento, Federica! ^^

  13. E se non andassero da nessuna parte? Perdona il mio bieco materialismo, ma mi hai dato la possibilità di sfogarmi e l’ho colta al volo. So che non c’azzecca nulla con il tuo racconto, ma l’uomo di fatto è costituito da una grande miscela di pochi elementi chimici. Anche la nostra coscienza, la nostra fantasia, ogni nostro ricordo altro non sono che cariche ioniche che fluttuanti in un ambiente acquoso. Perdonami davvero se ho espresso un parere altamente inutile, però non potevo perdere l’occasione. Per me, quella che chiamiamo anima, sparisce con noi.

    • E’ un commento perfettamente calzante, invece! Quando ho chiesto il vostro parere non intendevo necessariamente in relazione al racconto, ma in generale! 😀 Inoltre il tuo approccio scientifico non fa una piega. Credere all’anima e immaginare dove andrà è una piccola poesia che ci concediamo in vita, e proprio per questo credo che serva più ai vivi che ai morti. ^^ Godiamoci la vita e tutte le sue meraviglie finché ci sono. In fondo è proprio il succo di questa storia! 😉 Grazie mille per il tuo voto e per aver condiviso il tuo pensiero! 😀

  14. Essendo un forte sostenitore della teoria del multiverso, penso che l’esistenza in questo sia solo una delle infinite possibilità, e che quindi le “anime” che si spengono raggiungono le altre infinite anime sparse in altrettanti infiniti piani dimensionali.
    Non so se è chiaro, sicuro so che centra poco con la poesia di questo racconto… quindi a te la scelta Michele.
    Concludi questo meraviglioso racconto.

    • Cercherò di fare del mio meglio, Giovanni, grazie infinite! 😉 Ho capito benissimo e ti dirò di più: anch’io adoro la teoria del multiverso! Sarebbe bello se i morti ricominciassero a vivere in altri piani e poi ancora e ancora! Mille vite e mille avventure! ^^ Non so se accadrà questo a Ling e Dill, ma ovunque finiscano spero saranno insieme! 😉

  15. Mi è piaciuta molto la storia dell’uomo e della fragola. E ho apprezzato la delicatezza con cui hai descritto la tenera passione fra i due.
    Comunque, anche io eviterei una deviazione verso il rosa. Ancora non sono sicura del mio voto, perché vorrei vedere sia i preparativi di Mama Cocha (un personaggio geniale) sia i tumulti. Diciamo che potrei dare un boost per l’opzione di Mama!

  16. storia davvero bella e ben strutturata. anche se mi sono persa la possibilità di giocarla dall’inizio ti seguo per non perdere il resto 😉 ah, voto per l’ultima estate senza dubbio!

  17. questi tumulti in effetti iniziano a preoccupare, bisogna andare a controllare di persona; tra l’altro, c’entrano qualcosa con l’insolito comportamento di mama cocha? invece per quanto riguarda la fine del mondo (il loro intendo…), se succederà quello che penso allora non potranno fare proprio nulla per evitarlo e forse ha ragione la maggioranza, che si godano quest’ultima estate!

    • Grazie del tuo voto e del tuo commento, Ang! ^^ Eh, sì, la storia dei tumulti si è svolta in background e i voti hanno fatto concentrare l’attenzione su Ling e Dill, ma in fondo sono loro il fulcro della storia e quindi alla fine è giusto così! ^^ Chissà se la fine del mondo è proprio quella che pensi tu? All’ultimo capitolo mi dirai se avevi indovinato! ^^

  18. Michele, mi hai preso per uno sprovveduto? Ho capito perfettamente la morale della storiella, ed è: mai camminare nella foresta! XD
    Vedo che ti stai totalmente disinteressando delle poste. Vabbè, non pretendevo che tu risolvessi i problemi della burocrazia di Dremora, ma un minimo di attenzione, a mio parere, i kuKuz se lo meritano. 😀
    Ti perdono l’indifferenza dei confronti delle vicende di Sturgeon solo perché, se non l’avessi già fatto ai tempi del prode Dude, questo episodio mi avrebbe convinto a cliccare su segui autore 😉

    • Mwahahaha! Grazie dell’implicito complimento, Massimiliano! XD E complimenti per le tue capacità analitiche! Hai azzeccato in pieno la morale! XD
      Ebbene sì, sto trascurando un po’ il buon Sturgeon, ma solo perché la scadenza prossima del concorso estivo mi impone di pubblicare a tambur battente (ebbene sì, ho calcolato male i tempi). Devo assolutamente finire entro il 20 di luglio, altrimenti avrei alternato un capitolo di uno e uno dell’altro! 😀 Appena finisco qui mi fiondo su Sturgeon come se non ci fosse un domani, promesso! 😉

      • Ci conto. I complimenti però non erano affatto impliciti, mentre la morale lo era (ho dovuto chiedere al mio unico neurone a mezzo servizio di non finire la birra che stava trangugiando prima che avessi finito l’episodio, altrimenti probabilmente avrei creduto che il significato del racconto potesse essere qualcosa tipo Carpe diem. Eh, non la si fa al mio neurone quando è semi-sobrio 😉 )

  19. Sapere che tutta l’umanità finirà insieme a te rende meno triste sapere che devi morire. Per la serie: mal comune…
    Questa storia della vita vecchia che se ne va… evoluzione?
    Bellissimo capitolo, sempre più desideroso di avere un libro completo e approfondito di questa storia. Te lo compro già da ora… quanti kuKuz viene?

  20. mama cocha, una rivelazione!
    “scrutò la nostra ospite come avrebbe fatto con una zuppa d’alghe cucinata da un altro” signori, giù il cappello!
    ho votato per ling che fa perdere le sue tracce
    complimenti michele, davvero

  21. Carson? “Quel” Carson? Se assomiglia al suo illustre predecessore è meglio non litigarci. 😀
    “La rete di rughe sul suo volto di cuoio s’infittì” da sola vale il prezzo del biglietto (che io non ho pagato, perché avevo un ingresso omaggio, ma sono sicuro che mi hai compreso lo stesso).
    Ling non si vede da nessuna parte. Dove sarà andata?

  22. Dopo un momento di antipatia gratuita nei confronti di Ling, comincio a provare una vaga tenerezza per questo legame sottile che si sta creando fra i due.
    Ciò nonostante – non me ne voglia la rediviva Ling – sono più curiosa di sapere qualche informazione sull’imminente fine del mondo. D’altronde, se non voto in contrasto con la maggioranza non sono contenta!

    Bravo: sei capace di utilizzare più fili narrativi e non ingarbugliarti!

  23. Credo di essere, per ora, l’unico a volerne sapere di più sui cacciatori.
    Mama Cocha è un osso duro (oppure non sa molto più di quanto ha già detto), quindi non parlerà della fine del mondo, e se fosse una guaritrice verrebbero da lei invece che fare la fila alla post… cioè, davanti alla capanna di Doc.

  24. ling sembra avere un ruolo nella profezia di mama cocha, a questo punto il povero dill deve trovare una strada per farle sputare qualche altro pezzetto di puzzle (senza dimenticare che ancora non sappiamo cos’è stato l'”incidente” che ha cambiato il volto della terra (perché siamo sulla terra, vero?))
    insomma fai tu, pendiamo dalla tua tastiera

  25. Sei riuscito a introdurre sulla scena la figura di Doc in maniera impeccabile:eccellente 😀 Prendila come una riflessione per un’eventuale versione estesa del racconto, ma credo che questo personaggio meriti davvero più spazio nella vicenda 😀

    • Ciao! ^^ Wow, questa rivelazione ti ha proprio colpita! Il tuo era un commento che mi interessava in modo particolare, soprattutto visto il punto in comune tra le nostre due storie!
      Probabilmente ci sarà da piangere, nei prossimi capitoli, però ti posso assicurare che (anche se ora può non sembrare) il mio scopo con questa storia è trasmettere un po’ di serenità! Spero di riuscirci! ^^
      Grazie e a presto! ^^

  26. Attendere che Ling si svegli non mi sembra una gran cosa: toccherà poi a Dill informarla del suo male incurabile. E poi magari gli scapperebbe pure della profezia di Mama Cocha! Insomma, meglio andarsene e – perché no?- sfruttare il momento.
    In un simile momento di rabbia e (mezza) adrenalina, cosa c’è di meglio che sfogarsi e cercare di prendere quella dannata murena? Non solo ne deve metà al caro Doc, ma questa povera fanciulla dovrà pur mangiare qualcosa al suo risveglio!
    C’è una cosa, comunque, che non mi torna: perché Dill si affanna tanto per Ling? E’ l’avvenenza della ragazza ad avere colpito il giovane, oppure c’è qualche altro motivo?

    • Forse tutto ti sarà più chiaro nei prossimi capitoli, Cassandra! ^^ Credo Dill sia passato dall’iniziale curiosità verso Ling a qualcosa di più profondo. Forse si sente protettivo nei suoi confronti o, in questo caso, si sente semplicemente in colpa per aver avuto l’idea della pesca subacquea. Come ti dicevo, lo scoprirai presto! 😉
      Così voti per andare a pescare Wyatt, eh? Vedremo che succederà! ^^ Grazie mille di essere passata!

  27. bene (si fa per dire), allora facciamo in modo che questi 15 giorni siano indimenticabili! e poi, se non saranno gli ultimi, tanto meglio
    volevo portare dill a guardare l’oceano, sicuramente lo avrebbe aiutato a capire cosa fare, ma non potevo lasciare ling lì da sola
    ad ogni modo vedo che ti stai specializzando nelle file, prima alla posta, poi dal medico…!

  28. A quanto pare c’è qualcosa nell’aria, quest’estate, che ci fa essere tutti un po’ melodrammatici (vabbè io ho fatto proprio schifo…). Ma povera Ling, non solo il mondo sta finendo, lei batte tutti da malata terminale… a questo punto assistiamola, a pescare ci andiamo dopo.
    Scherzi a parte, hai sfornato un altro bellissimo capitolo Maicol. Bello bello.

  29. Caspita, butta proprio male! Il mondo sta per finire, uno trova una ragazza carina con la quale andare romanticamente a caccia di murene, e questa è più di là che di qua.
    Bah, e poi c’è chi si lamenta della fila in posta…
    La reazione più naturale mi sembra quella di aspettare che si svegli.

  30. E che tipo sarà mai questo Doc? La figura del guaritore l’ho sempre mal considerata, questa volta magari riesco a ricredermi. La storia procede sempre meglio, stimolando l’interesse del lettore ad ogni singolo passaggio. Bene così 🙂

  31. Perché “buttarla dalla scogliera” non è un’opzione?
    Nonostante la mia delusione per questa mancanza, devo dire che tutte e tre le opzioni mi allettano e in questo esatto momento, mentre scrivo questo commento, non ho ancora deciso.
    Sicuramente prima si interviene, meglio è per la sventurata fanciulla. Ma siamo sicuri che Dill abbia le competenze per farlo? Per quanto egli viva in un mondo che richiede le abilità più varie, saper rianimare una persona non è mica facile.
    Il Doc potrebbe essere una soluzione. Certo, è lontano e ciò potrebbe costare caro alla ragazza, ma almeno dovrebbe essere un’assicurazione di professionalità! Inoltre, mi ispira molto la parola “guaritore”, per quanto – come qualcuno faceva notare – portare un’estranea in quel lato della spiaggia potrebbe essere pericoloso.
    Mama Cocha ci deve delle spiegazioni (dannata lei). Si potrebbe unire l’utile al dilettevole portando da lei la giovane. Ma quali competenze ha in campo di rianimazione ed emergenze? Però lei sarebbe l’unica a poter confermare il mio sospetto…

    Bene, ho deciso! Tutti da Mama.

  32. Nel mare di racconti che ultimamente fluttuano incontrollati su TI, mi stavo quasi perdendo un episodio del Bardo (le notifiche si accumulano ed è un attimo che ne sfugga una).
    Ma ‘sta Ling non riesce a stare in acqua neanche un minuto? E meno male che ne voleva metà 😉
    Il guaritore mi sa di stregone, invece Mama Cocha sa sempre cosa fare.

  33. Ma come diavolo è potuto accadere che non ho ricevuto tre notifiche?? 🙁
    Dannazione!!!

    Comunque, rabbia a parte, vorrei tentasse la rianimazione. A volte è tutta una questione di tempismo… o no? 😉

    Questa storia è magnifica, è sprecata e limitata in questi pochi caratteri Michele. Io voglio, no, PRETENDO il libro completo!!!

  34. Credo che il primo tentativo sarebbe rianimarla da solo (opzione che ho votato), poi Mama Cocha, ma solo perchè lei mi piace, e come ultima spiaggia doc. Ho la sensazione che sarebbe pericoloso portare un’estranea in quel gruppo di disperati.

  35. Ho paura che la rianimazione auto-prodotta porti a una svolta romantica: già ci hai abilmente negato la pesca grossa hemingwayana/mobidickiana, ci mancherebbe solo il passaggio al rosa! 😀

    (Bravissimo D’Angelo, altro capitolo scritto benissimo. Voto il guaritore).

  36. Ciao Michi, rinnovo il mio commento precedente. Ho votato per la murena, perché mi sembra, cazzo, una questione maledettamente interessante.

    ps: “sto cercando un posto”… ammetto mi fosse sfuggito il senso, nel capitolo precedente. Avevo inteso “un posto in cui stare”, non che stesse “cercando un posto” in particolare. Forse sono stato tratta in inganno dal fatto che si trova profuga nella grotta di Dilinger, e quindi le manca una casa.

    Non amo la battuta finale del protagonista, sarò sincero. Forse era meglio “pensata”? O forse bastava un minimal “si era addormentata”. Questa fa un po’ “fine episodio” classico. Sciocchezze, comunque.

    ps: mi sono accorto che sei un manate del western, tranquillo 🙂

  37. Ciao Michele, scusa se ho aspettato tanto… ho appena letto il secondo capitolo. Davvero bellissimo. L’atmosfera, le descrizioni, i sentimenti dei personaggi sono così vividi e ben descritti, che mi si inumidiscono gli occhi… davvero.

    Adoro questa storia, e il modo in cui riesci a tenere incollato il lettore. Devo dire che sei bravo anche in questo genere. Maledettamente bravo. Oggi leggo il 3.
    Vorrei averla scritto io, questa storia.

  38. Non credo che uno scricciolo di ragazza denutrita possa aiutare Dill a pescare qualcosa di più grande di una vongola.
    Torniamo ad essere buoni, dunque: Mama Cocha saprà cosa farne di lei. E poi, chissà, magari questa ragazza con gli occhi a mandorla è l’Eletta che scongiurerà la fine del mondo!
    Il tuo episodio mi ha fatto venire fame.
    Bravo (da leggere alla francese).

    PS: “Un concerto per stomaco vuoto e orchestra”. Questa mi ha proprio uccisa.

    • Speriamo che Dill non abbia intenzione di usarla come esca! Ahahah! XD
      Um, l’Eletta, dici? Interessante punto di vista. Chissà cos’accadrà? 😉 Su questo manterrò il mistero più assoluto! ^^
      Sono contento che questo episodio ti abbia fatto venire fame, vuol dire che funziona! Soprattutto perché è difficile stimolare l’appetito con una zuppa d’alghe! Bleah… 😉

      Ti è piaciuto il titolo? Spero che ti abbia “uccisa” in senso positivo! XD

  39. Ho letto gli episodi solo ora, riemergendo dal mare di storie pubblicate. Sarò di parte perché adoro il genere, ma la tua è una gran bella storia. Ci sono tutti gli elementi per scrivere un racconto che vada ben oltre i 10 episodi. Per questa volta, ho scelto la pesca della grande murena.

  40. Orsù, comportiamoci da signori. Mangiare la minestra insieme è il primo passo per diventare amici.
    Bravo Michele, per quanto tu sia un fuoriclasse della risata dimostri di non essere da meno anche quando si diventa seri.

  41. Caspita, che lingua ricercata e bellissima: un vero piacere da leggere, specie parole come “cengia”, “crocchia”, “fortunale”, “umettai” e tante altre, per tacere della musicalità dell’allitterazione in “ch” che torna lungo tutto il capitolo.
    (Peccato solo avere esteso la ricercatezza ai dialoghi che ne risultano, a mio modesto avviso, poco credibili e spontanei).

    • Ti ringrazio moltissimo, è un gran complimento! Sì, a volte tendo a rendere i discorsi molto “letterari” e poco “reali”, devo ricordarmi che il parlato è diverso. Il problema è che quando parlo, cerco di usare sempre italiano corretto e lessico vario, proprio perché ne amo il suono. Perciò poi finisco per scrivere i dialoghi allo stesso modo di come parlo! ^^ Ci lavorerò su, comunque, ogni personaggio ha diritto di esprimere la propria personalità con dialoghi azzeccati! Grazie mille per il prezioso commento!

  42. Costruire un mondo post-apocalittico è difficile: innanzitutto bisogna fare uno sforzo di creatività notevole, pari forse a quello necessario per costruire un fantasy puro; in secondo luogo, è semplicissimo cascare nella trappola del “mondo post-apocalittico preconfezionato”, di quelli facilmente intuibili, hollywoodiani all’ennesima potenza. L’idea dell’umanità morente sulle rive del mare è a dir poco suggestiva. Bravo!
    Se io fossi Dill, in attesa del risveglio di Mama Cocha (che tu sia dannata!), mi rifugerei nel mio posto segreto per cercare un po’ di conforto. Avvisare il capo tribù sarebbe ancora più apocalittico!

    • Grazie mille, Cassandra! Sono molto contento che tu abbia apprezzato l’ambientazione e l’idea! ^^ I mondi apocalittici mi sono sempre piaciuti, perché tirano fuori il meglio e il peggio degli esseri umani. Si possono costruire personaggi interessanti e intensi, vederli combattere per sopravvivere e per mantenere intatta la loro umanità. Gli ho lasciato un tono leggero, perché penso che una fine inevitabile vada affrontata con il sorriso sulle labbra, se si è forti abbastanza! ^^
      Direi che la tua scelta ha vinto, ecco perciò il secondo capitolo, ambientato al rifugio di Dill! 😉

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