Morte all’Imperatore

Dove eravamo rimasti?

Come volete che si concluda la giornata? Si riunisco tutti quelli rimasti e faranno il punto della situazione (71%)

E fu notte, e fu giorno.

Nefer venne gettato senza troppi complimenti nel pozzo. Ci volle più di un’ora perché fosse raggiunto da un Flavio particolarmente malconcio.

A differenza dell’egiziano che era riuscito ad atterrare sul fondo del pozzo in modo abbastanza agile, Flavio cadde a peso morto, finendo di rompersi le ultime ossa già compromesse dal pestaggio subito.

Quinto non aveva preso molto bene la stoccata sui denti ricevuta dal flettente dell’arco del britanno la sera prima, quando la prova della Specula era iniziata per Flavio con una rocambolesca fuga per Roma, su e giù per i tetti. Quinto aveva avuto l’ordine di arrestarlo, tutti sapevano tranne lui che non ci sarebbe riuscito. L’avere tra le mani la fonte degli scherni subiti dai commilitoni non gli era parso vero.

Nefer non poté fare nulla in quelle condizioni, cercò solo di tamponare i danni sperando che la condizione di Flavio non peggiorasse.

L’alba vide la grata del pozzo ingrigire e scolorire nel primo chiarore mattutino, quindi venne offuscata da un’ombra. Il cigolio tradì un’apertura fuori programma.

Con la scala scese un uomo ben piazzato: spalle larghe, fisico asciutto e allenato anche se certamente non era un combattente. L’ovale del viso era morbido ed evidenziato da una corta barba ben curata sotto una zazzera nera come l’inchiostro e occhi ridenti anche nella preoccupazione.

«Ave, frate. Mi chiamo Bharma Erode Plauto e sono della Coorte XXVII. Ho sentito del casino successo e su ordine di Castore Nettulapio, ufficiale di collegamento della Legio con i funzionari del castra, sono venuto a prendervi.»

Lo sguardo dell’uomo cadde su Flavio e la bocca si storse leggermente verso il basso: «Che diamine gli è successo?»

Lo sguardo attento di Nefer volò alla bandana rossa con ricami bianchi che cingeva il collo dell’altro e riconoscendone la simbologia – tutti gli speculatores ne portavano una – tirò un mezzo sospiro di sollievo. «Ha subito un pestaggio in piena regola. Tre costole, il braccio sinistro e la gamba destra fratturati. Ecchimosi, escoriazioni e qualche taglio, per fortuna null’altro di grave se si lavano subito. Avremo bisogno di aiuto per tirarlo fuori, non è cosciente.»

L’altro annuì, alzò la testa verso l’altro e lanciò un fischio. Qualcuno si affacciò, vennero calate delle corde e con quelle assicurarono l’inerme Flavio. Uscirono veloci, attorno all’accesso al pozzo altri quattro che Bharma presentò rapidamente come: «I miei compagni».

Quando una specie di armadio si fu sistemato il corpo malandato del britanno in spalla, il gruppetto si mosse rapido per le vie del castra ancora per poco quasi deserte, fecero tappa in un’armeria speciale, nascosta dietro una taberna vinaria, quindi uscirono per le strade della città, addentrandosi in breve tempo nella Suburra, il più povero e malfamato quartiere dell’Urbe.

«Dove ci state portando?»

«In un posto sicuro, frate. E’ l’osteria di Decimus Macriniano, uno che ha molti contatti e che nella Suburra sa farsi rispettare. Con il giusto incentivo sa come tenere la bocca chiusa e, specialmente, sa cose che pochi altri sanno, prima di tutti gli altri.»

«E ci possiamo fidare di questo tizio?»

«Al giusto prezzo.»

La risposta non stupì Nefer, che chiuse la bocca e rimase a rimuginare sugli eventi della giornata. Della squadra mancavano tre compagni e lui non aveva idea di come rintracciarli. Forse, con il giusto incentivo, quell’oste avrebbe potuto farlo per lui. In fin dei conti, ora era anche un… evaso.

L’enormità di quella cosa lo investì con violenza, facendolo quasi inciampare. Ma non disse nulla, arrivando a destinazione rinchiuso nel proprio mutismo, intanto che la mente lavorava frenetica in più direzioni, non ultima la necessità di curare Flavio al più presto.

Quando arrivarono, trovarono Dionisio ad attenderli. Tremava come una foglia e balbettava più che all’investitura. Tentò di raccontare quello che aveva scoperto durante la sua giornata con il legatus, ma venne ziittito contemporaneamente dai due sapienti che subito si diedero da fare per rimettere in sesto le ossa rotte di Flavio, fintanto che era senza conoscenza, tirando gli arti e steccandoli con assicelle trovate nella coorte dell’insula in cui era ubicata la popina.

Come finirono, Nefer si sedette crollando letteralmente sulla sedia e passandosi la mano sulla fronte, per alleviare il mal di testa incipiente, chiese: «Allora, Dioniso, cosa stavi dicendo? E cerca di non balbettare, per favore…»

Il conciliator greco balbettò incerto, quindi prese dell’acqua e tirò un grosso respiro. Poi, riprese: «Tanos è morto e Lucio è in viaggio per il Vallo Adriano, pare abbia avuto un’alzata di capo di troppo. Di Kaeso non si hanno notizie, ma quel Castore Nettulapio dice di conoscerlo e pensa di sapere dove trovarlo. Ah, e noi si sarà dichiarati “nemici dell’impero” entro la I hora. Il Legatus ci odia proprio.»

Dioniso poi lo ragguagliò sulla morte di Tanos e l’allontanamento di Lucio basandosi su quanto aveva origliato dal legatus.

«E ora che si fa, Nefer?»

«Restiamo vivi.»

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106 Commenti

  • E così siamo arrivati alla fine di questa intrigante giornata! Non ho seguito la campagna di gioco play by forum, ma posso dire che il racconto è stato molto avvincente, specialmente per la vicinanza con cui il lettore può sentire il carattere dei personaggi.
    Suggerirei nella II giornata di spingere l’acceleratore su “tutti ci vogliono morti! In fuga per l’impero!” ^_^

  • Azia, devo riconoscere che hai una sensibilità spiccata nei confronti dei personaggi perché sei riuscita a mantenere Nefer molto fedele a come lo avrei “mosso” io, pur essendo variati gli eventi rispetto alla giocata del forum.
    Me la sono goduta di più a giocarlo naturalmente, perché avevamo più spazio, meno fretta… ma in ogni caso, è bello anche curiosare in questo diverso corso degli eventi.
    Ben fatto!

  • direi che si uniranno quelli rimasti
    in effetti do pienamente ragione a kaeso, era stato promesso loro un futuro pieno di gloria in un corpo d’elite dell’impero romano ed ora i più fortunati di loro si sono ritrovati in fondo ad un pozzo!

  • Come sempre ineccepibile il tono narrativo e le descrizioni, che immergono in maniera realistica il lettore nella situazione concitata e nell’esultazione popolare per Scorpio (bello il nome!).
    Una mia considerazione, forse sarebbe bene insistere un po’ di più sul filo rosso che unisce tutti gli eventi, non vorrei che il lettore saltuario perdesse un po’ la cognizione dei fatti.
    P.S. ignoranza mia, ma davvero il romanesco si parlava anche allora, o è una trovata alla Asterix? ^_^

    • Trovata alla Asterix! 😛
      In realtà il latino parlato dal popolo era ben diverso da quello delle classi nobili e più grezzo, più infarcito di termini di altre lingue (il mondo romano era molto eterogeneo) specialmente del luogo, che si potrebbe pensare a diversi dialetti.
      L’uso del romanesco (inventato, io son veneta! Spero almeno di render giustizia ai romani) serve a delineare anche le notevoli differenze di classe sociale esistenti, inoltre, ma non per ultimo, spero anche di strapparvi un sorriso quando leggete tanta… romanità! ^_^

  • Confesso che questa storia mi era sfuggita. Meno male che l’ho recuperata in tempo! Intrigante, affascinante, ottima ( dovevo non scrivere più cose in -ante). Per quanto riguarda questo singolo episodio, vorrei sapere perchè Nefer è la stella del Colosseo.

  • LOL! Avevo votato contro l’imprevisto, ma ha vinto alla stragrande ahahahahah!
    Carogne tutti! 😉
    Questo giro, voglio Flavio come protagonista ^_^
    PS: Azia,, devi ricontrollare perché passi dal presente al passato in qualche passaggio (scusa il gioco di parole :P). Comunque sei bastarda…. e tu sai perché 😀

  • E’ davvero un gioiello, questo ultimo pezzo! Ottima cosa – e interessantissima – anche i links, che amplificano l’ambientazione nell’immaginazione di chi legge. Io, onestamente, sono troppo curioso della prova di Dionisio 😉

  • Confermo che i racconti che scrivete voi Demiurghi sono eccellenti sia come costruzione delle storie sia come definizione delle ambientazioni. Le citazioni a consuetudini ed elementi social dell’epoca rende il tutto molto verosimile e incalzante, qui si vede la differenza tra chi si improvvisa a scrivere racconti storici e chi lo sa fare davvero! ^_^

  • Chiedo venia a chi sta seguendo la storia, ma la scorsa settimana ho avuto un brutto momento di crisi (lavorativamente parlando) e purtroppo la storia qui su The Incipit ho dovuto accantonarla per qualche giorno.

    Vi chiedo qualche altro giorno di pazienza, perdonatemi. Nel frattempo avete tutto il tempo di diffondere la storia e invitare i vostri amici a leggerla e votare il suo nuovo corso!

  • Questa non me la perdo di sicuro! 😀
    Mi accodo ai complimentoni e attendo tra le quinte senza votare – e senza fare spoiler 😉 – come Shey. (E comunque è fantastico leggere, tra le possibilità di trama, quelle che noi abbiamo scartato a priori ahahahah ;P ) Grande Azia, ottima iniziativa.
    – Muriel

  • Emozione immensa!
    Non posso votare perché in effetti, uno degli Speculatore è un mio personaggio e so giù cosa farà, ma è stupendo leggerla qui.
    Meravigliosa idea Azia!
    Non vedo l’ora di leggere le imprese dei nostri, raccontate dalla tua voce!

  • Fantastico, i racconti dei Demiurghi, grande idea!
    Avevo sempre avuto voglia di cominciare a leggere le avventure della Legio M Ultima ma non sapevo da dove cominciare: in questo modo invece potrò conoscere le avventure dei protagonisti con ordine e dall’inizio!
    Mi sembra che riesci a rendere egregiamente il clima complottistico che aleggia sul plotone, brava!
    Solo una cosa: per quelli come me non estremamente ferrati in storia romana puoi mettere tra parentesi quadre il significato dei termini specifici (es. castra peregrinorum) così la lettura è ancora più facile?

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