Un Nuovo Mondo

Dove eravamo rimasti?

Come affronterà il pericolo imminente l’Hulkarsen? Si lancerà verso il pericolo interrompendo il proprio addestramento (83%)

Sofferenza

L’Hulkarsen si guardò intorno, la temperatura si era alzata incredibilmente e un’altra scossa stava facendo tramare l’intera isola volante. Abbassò la lancia e con tono calmo e deciso disse:

«Molto bene, è il momento di andare nel Sud».

Urla di gioia scoppiarono a quelle parole. Le guardie, i servi, tutti in quel luogo si sentirono sollevati. Ma non il maestro d’armi che si avvicinò al signore del Sud e inginocchiandosi disse:

«Lord Lunghen, chiedo il permesso di accompagnare l’Hulkarsen. Il mio compito qui è superfluo. Posso dare ottimi consigli al grande Hulkarsen, sebbene il suo potere sia palese avrebbe bisogno di un lungo addestramento per sfoderare il suo intero potere contro i nostri nemici».

Il Lord sembrò capire la preoccupazione del maestro d’armi e quindi le rispose:

«Alzati Tomoe, la fiducia dei Lord è grande verso di voi, pertanto accetto la vostra richiesta. Faremo portare la nave volante più veloce che abbiamo, confido che il vostro addestramento possa continuare incessantemente fino al vostro arrivo».

«Grazie signore, sarà fatto».

Così come ordinato i due continuarono il loro addestramento sotto gli occhi dei Lord e di molti, curiosi di poter osservare il leggendario Hulkarsen, fin quando un paio d’ore dopo il rumore di uno strano ronzio li distrasse.

Quando il ragazzo si voltò verso il suono restò ancora una volta a bocca aperta. Sembrava  un antico vascello lungo più di trenta metri. Lo scafo di legno scuro era meravigliosamente modellato ed inciso, intorno a questo, al centro, ruotava un enorme anello legato da una potente energia luminosa rossa che per qualche strano potere permetteva all’anello di fluttuare e ruotare, con questo la nave riusciva a volare delicata e precisa; con morbidezza si avvicinò ai due guerrieri e senza toccare il suolo, una scala di corda scese per accoglierli.

«Sono il capitano Han, avrò il piacere di accompagnarvi», furono le parole dell’uomo sorridente che allungava la mano per farli salire.

La nave volante, la snella e veloce Flathron, aveva preso a volare rapida già da un po’, erano velocissimi, ma l’Hulkarsen aveva deciso di dare solo un occhiata al paesaggio, quindi aveva ripreso gli allenamenti con il maestro Tomoe.

Cominciarono a saltare tra le scale e i ponti della nave, tra i marinai, i guerrieri, le corde, gli attrezzi, i barili e le grate. Tutto rendeva lo scontro più difficile rispetto ad un duello in un terreno piano contro un avversario che combatte secondo le regole. Ora Tomoe era diventate sempre più decisa, non stava scherzando e il ragazzo riusciva a migliorare a vista d’occhio come se dentro di lui avesse sempre combattuto ma non lo facesse da tempo, come quando dopo tanti anni si riprende una bicicletta e si riprende a pedalare.

L’Hulkarsen aveva parato un colpo dall’alto del suo avversario spostando l’arma nemica di lato accompagnando il colpo in un movimento fluido girò su se stesso, stava per colpire con l’altro lato della sua arma Tomoe quando la Flathron ebbe uno scossone facendoli cadere entrambi. Qualcosa li aveva colpiti.

Si rialzarono e corsero veloci verso la paratia colpita e si mostrò loro un paesaggio orribile. Quello che sarebbe dovuto essere un meraviglioso luogo di mare era stato inondato ed ora composto da tante piccole isole e lagune, tutto era devastato dagli scontri. Villaggi distrutti, gente che fuggiva da mostri acquosi alti più di quattro metri, bambini disperati stretti ai genitori ormai morti. Le creature più piccole si abbattevano sulle persone mentre quelle più grandi riuscivano anche a lanciare strane bolle d’energia e una di queste aveva colpito il fianco della Flathron che aveva ripreso a librarsi scansando colpi nemici sempre più minacciosi.

Quando il ragazzo vide ciò che stava succedendo si voltò verso il capitano che era al timone e gridò per contrastare il forte vento caldo:

«Fammi scendere!».

«No!», gridò Tomoe al capitano.

«Devo aiutarli!».

«Non li aiuterai in questo modo!».

«Stanno morendo!».

«Credi che non lo sappia?! Ma non è questo il nostro compito, le truppe di Lord Crims li stanno combattendo e quello è il loro compito!».

«Moriranno anche loro!».

«È il loro dovere! Lo fanno consapevoli del loro destino! Il loro gesto ci permetterà di giungere allo Jura! Il tuo compito è di sconfiggere lo Jura! Facendolo quelle creature perderanno tutto il loro potere e solo così puoi salvare quella gente!».

Il ragazzo si voltò a guardare la gente che moriva, per non mostrare le lacrime al suo maestro, per mantenere impresso nella sua mente il gesto eroico dei soldati e degli uomini che combattevano una battaglia che sapevano di non poter vincere.

Più di ogni altra cosa desiderava aiutarli, in tutta la sua vita non aveva mai desiderato tanto intensamente qualcosa come in quel momento. Soffriva e sentiva la loro sofferenza su se stesso.

Come reagirà il leggendario Hulkarsen davanti a tanta sofferenza?

  • Prenderà il timone della nave per lanciarsi sui nemici distruggendone il più possibile per poi combatterli insieme agli altri guerrieri (10%)
    10
  • Accetterà le obiezioni del maestro riconoscendone la saggezza così da distruggere tutti i nemici togliendogli potere e salvare tutti (60%)
    60
  • Salterà giù ignorando i rimproveri del suo maestro per trarre in salvo la povera gente (30%)
    30
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108 Commenti

    • Grazie mille ^_^
      Sono molto soddisfatto del risultato considerando la celerità con cui ho dovuto far i conti sia in fase di ideazione che di scrittura vera e propria; specialmente in quei miseri 5000 caratteri con i quali tutti stiamo facendo i conti 🙂
      Grazie ancora 🙂

  1. Cosimoooo… mi dispiace a questo punto non aver potuto commentare subito dopo! Favoloso! Geniale l’idea del sogno…. e non ti nascondo che continuando a leggere l’ultimo capitolo mi era balenato in testa! Scritto bene… perché il cerchio si è stretto alla perfezione! 😉 estasiata… bravo bravo bravo!!! 🙂

    • Grazie. Il progetto era quello sin dall’inizio, materialmente già dal primo capitolo ci sono segnali in tal senso. Nel primo capitolo per esempio, il ragazzo sbatte la testa ma quando si sveglia non mostra nessun dolore. Non è una mia dimenticanza ma è volutamente scritto in tal modo proprio per mandare un segnale 🙂
      O nel secondo capitolo, il ragazzo raggiunge un altro piano d’esistenza dove le persone parlano l’italiano… strano. Tutte cose fatte volutamente perché ciò che succede è tutto simbolico 😀
      Per una persona maniacale per i dettagli come me sarebbe stato impensabile scrivere qualcosa senza pensare a certe dettagli evidenti 😀
      Grazie ^_^
      Sono molto contento che il finale stia piacendo, effettivamente temevo che alla fine potesse non piacere, però sembra sia andata bene ^_^

  2. Quando ho letto il nono capitolo ho pensato:”e’ il capitolo piu’ bello e dinamico”…ma il decimo?!? Grandioso! Mi e’ piaciuta molto la scelta di ricollegarlo al primo capitolo!!! Dimmi la verita’:l’avevi in mente sin da subito o strada facendo hai pensato di concluderlo cosi?!?In ogni caso ottima scelta! Ci hai stupito :p

    • ^_^ effettivamente l’avevo deciso sin da subito. Grazie Mi fa molto piacere ti sia piaciuto 😀
      Se si ripensa alle cose lette nei capitoli precedenti ci sono diverse cose che effettivamente hanno un doppio significa e una volta sapendo come finisce si capisce a cosa effettivamente si riferissero 🙂
      Grazie 🙂

  3. Questo sì che è un signor finale! Lascia riflettere e mi porta a rileggere il primo capitolo e – perché no? – tutta la storia dall’inizio! Davvero complimenti per come sei riuscito a condurre la narrazione e per l’idea geniale.

    E comunque vogliamo sapere il nome del ragazzo!

    • Ahahahahah ^_^
      Grazie, effettivamente lungo tutta la storia sono presenti delle cose che in realtà sono altro 😀
      Come il caldo che in realtà è la febbre alta, ma ce ne sono diversi nascosti lungo tutto il racconto 😉
      Grazie ancora ^_^

    • Grazie, sono contento ti piaccia ^_^
      Sinceramente non ho mai pensato ad un seguito, tutto questo per me è stato un esperimento, tutto molto diverso da quello che di solito mi piace fare, soprattutto estremamente breve.
      Penso di no, non lo so.
      Grazie ancora ^_^

  4. Molto bello! Secondo me invece ci sta che a questo punto l’anello per qualche motivo non risponda più ai comandi , come se il ragazzo non fosse ancora del tutto padrone del suo potere ( è un manufatto estremamente potente dopo tutto, è difficile pensare che in mezza giornata si possa padroneggiarlo alla perfezione! ). Se si usasse l’anello per fare qualsiasi cosa… boh, mi saprebbe di troppo facile :p

  5. Niente male questo capitolo! Finalmente lo Jura è stato sconfitto ed il Sud risanato.
    A mio parere, aspettare che venga spedita una nave volante o che venga riparata quella vecchia sarebbe un’attesa troppo lunga, dunque vediamo cosa riesce a fare questo anello di smeraldo 😉

  6. Bene, bene davvero! La storia si sta sviluppando al meglio.
    Mi piacciono mlto le descrizioni dei combattimenti, rendono più dinamica la narrazione!
    Secondo me l’anello comincerà a risplendere di luce propria e farà vedere qual è il suo vero potere: questo povero ragazzo ha dovuto interrompere l’allenamento, dunque non sarebbe male un aiutino magico 😉

  7. Il giovane eroe si trova davanti ad una scelta veramente difficile e, se io fossi in lui, sicuramente sarei dilaniata dal dubbio. Ma la saggezza deve prevalere: mirare all’obiettivo primario significa salvare più vite, cioè vedere il problema in un’ottica più vasta e completa. Non essere uno stupido paladino, Hulkarsen!

  8. Molto bello! Mi è piaciuto molto anche perchè l’ultima volta è stato votato il percorso più ” lineare “, cioè quello in cui il protagonista accettava senza riserve il suo destino di salvatore e avevo paura che risultasse troppo monotono. Invece sei riuscito molto bene, secondo me, a rendere il tutto fluido e senza ” scossoni ” narrativi.
    Vabeh, poi la citazione a Tomoe… ♥

  9. Racconto davvero coinvolgente e narrato in ogni minimo dettaglio aiutando il lettore
    a immaginare ogni istante della storia e a immedesimarsi nel ruolo del protagonista!
    Sono davvero curiosa di leggere i prossimi capitoli della storia 🙂

  10. E’ sicuramente divertente intrufolarsi nel destino del personaggio, magari a dispetto delle preferenze dell’autore, ma immagino sia ancora più intrigante per gli amanti del genere fantasy.
    Dal mio punto di vista la prima opzione (confuso il ragazzo cerca di capire che cosa stia succedendo) è lo sviluppo più lineare, quello senza dubbio più aderente alle attese dei lettori, ma è già visto.
    La terza opzione (accetta senza paura le richieste del Lords) è uno sviluppo piuttosto infantile, perchè rivela troppo presto le qualità del supereroe togliendo mordente alla storia fin dalle prime battute.
    Opterei quindi per la seconda opzione perchè più obliqua rispetto alla prima e più realistica rispetto alla terza. D’altronde, il personaggio è stato presentato come un giovane normale che vive una vita normale; le circostanze lo catapultano in una realtà del tutto inconsueta e rimane intrappolato dal gancio del mistero. Troverei normalissima a questo punto una fuga precipitosa ( la fifa nera in circostanze del genere accomuna tutti…) e poi è più chic dal punto di vista letterario! A parte il fatto che è proprio la fuga la nuova circostanza che può aprire nuovi sviluppi alla storia. O no?

      • Wow, splendido! IIII- (questo sarebbe un neografismo e leggilo come “batti 5!”). 😀
        E allora che aspetti? Vai, scappa, e trova rifugio nella fantasia che ti fornirà di volta in volta idee, tappe e soluzioni.
        A rifletterci, la fuga è davvero la più indicata perchè è indice di attenzione socioantropologica. Mi spiego. Qual è la reazione normale dell’uomo di fronte a fatti e situazioni che non conosce o non capisce? E’ sempre la fuga. Sempre! Perchè la paura, purtroppo, fa parte del nostro dna. Poi accade che molti, superato il momento di crisi, si dimenticano dell’accaduto, altri no. E chi sono questi altri? Proprio i supereroi (la traduzione moderna degli eroi e dei saggi di sempre). Loro sono le punte di diamante della società,coloro che devono “indicare la via” e la via non è mai quella della fuga. Solo che il supereroe stesso, all’inizio della storia (metafora della vita) NON SA di avere in sé tutta la forza necessaria per combattere mostri e situazioni, il male e la paura. E’ come un percorso iniziatico che comincia dalla A (reazione istintiva, biologica) continua il percorso di elaborazione interiore (che nei fatti narrati è rappresentato dalle varie situazioni proposte) e finsce alla Z (vittoria finale). Il messaggio del supereroe ha valore nel momento in cui mostra agli altri questo tipo di percorso: dall’uomo al superuomo. Ognuno dentro di sé ha poteri formidabili, bisogna solo scovarli e portarli alla luce.
        E poi, anche la vittoria finale è una metafora e rappresenta in fondo la vittoria su sé stessi, i propri fantasmi interiori, le proprie paure.
        Scusa, mi sono dilungata eccessivamente. Purtroppo non ho ancora sviluppato il dono dell’autocensura. Col tempo, chi sa!….
        Comunque, buon proseguimento!

    • Grazie per il commento ^_^
      Per me questa è un esperienza nuova, sono abituato con una maggiore quantità di battute a mi disposizione. Per essere chiari di solito userei l’intera quantità per fare i 10 capitoli, quindi per tutta la storia, solo per i primi due capitoli e quindi l’introduzione di una storia ^_^’
      Spero però di riuscire a mandare tutti i messaggio che vorrei e a completare la storia nel migliore dei modi.
      Grazie ancora.

  11. Una tranquilla giornata estiva si trasforma in un’avventura che si prospetta interessante! Sono incuriosita e non vedo l’ora di leggere le conseguenze delle azioni del ragazzo senza nome.
    Per quanto mi piaccia il rubino, ho optato per lo zaffiro che – poverino! – fino ad ora è stato trascurato.

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